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600 anni di storia, 25 ettari di vigneto sulle Colline Novaresi, 12 prodotti tra vini e distillati, 80.000 bottiglie nel 2017: questi i numeri che raccontano la Rovellotti Viticoltori in Ghemme, un’azienda a conduzione familiare dedita alla viticoltura secondo regole e metodi tramandati da una lunga tradizione e coniugati ad un approccio moderno, che vede nella sostenibilità e nell’innovazione tecnologica una solida continuità. Un lavoro sempre in equilibrio fra coraggio e prudenza, una storia intrecciata a quella della vite.

La posizione dei vigneti, esposta alle correnti d’aria alpine, è particolarmente adatta alla coltivazione delle varietà autoctone del Nebbiolo, della Vespolina, del Vitigno Innominabile e della Bonarda novarese o Uva Rara. Le caratteristiche pedoclimatiche – le differenze di temperatura fra il giorno e la notte, la componente molto acida del suolo, la matrice argillosa che trattiene l’acqua come una spugna e garantisce la necessaria umidità del suolo – sviluppano peculiarità aromatiche impareggiabili che forniscono un’impronta stilistica ben precisa ai vini prodotti alternativamente, secondo una precisa scelta vendemmiale, nel caso delle uve di Nebbiolo: Ghemme DOCG e Ghemme DOCG Riserva, Colline Novaresi DOC Nebbiolo e Colline Novaresi DOC Rosso.

Fin dal 1985 viene applicata la “lotta integrata”, per contrastare le malattie della vigna, escludendo l’uso di insetticidi salvo rarissimi casi in cui si rivelino vitali per la sopravvivenza dell’uva, limitando il numero di trattamenti sistemici, ricorrendo solo alla Poltiglia Bordolese composta da solfato di rame e zolfo, facendo trattamenti erbicidi meccanicamente con diserbo localizzato, sotto la fila, una sola volta l’anno. Le uve sono vinificate direttamente nella Cantina (che fa parte del Castello di Ghemme, Recetto), dove, dopo il passaggio soffice nella pigia diraspatrice, vengono riversate nei tini di fermentazione. La vinificazione cambia a seconda del tipo di vino che si vuole ottenere.

Ampia infatti l’offerta: Rossi e Rosati (a base di Nebbiolo, Vespolina, Bonarda o Uva Rara), Bianchi, Passiti e Spumanti (da Vitigno Innominabile o Erbaluce), cui si aggiunge la Grappa di Nebbiolo. Per preservarne le caratteristiche varietali organolettiche e la freschezza, i giovani autoctoni completano l’affinamento in vasche di acciaio di 52, 28 e 11 hl. Per il Ghemme, nel rispetto della tradizione, si scelgono botti grandi, dai 20 ai 30 hl, di Rovere massello dei Vosgi, di fabbricazione elvetica, ad opera del famoso mastro bottaio Kuferei Suppiger. Solo per la fermentazione e l’affinamento del Passito si utilizzano barrique di legno di Rovere Tostato, che lo caratterizzano al gusto e all’olfatto.

Una storia di persone 

 

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