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Con la “Sardegna Centrale” si è concluso il viaggio tra le enoregioni italiane iniziato nei primi mesi del 2017, quando l’Associazione Nazionale delle Città del Vino ha compiuto i suoi primi 30 anni di vita dedicati a sostenere l’importanza del “buon governo dei territori” con grande attenzione ai piccoli Comuni, alla cultura della vite e del vino, alla valorizzazione delle produzioni tipiche e autoctone, alla tutela ambientale e del paesaggio. In nessun altro Paese come nel nostro gli elementi della natura e gli interventi dell’uomo si intrecciano con una tale forza da rendere unici e non riproducibili altrove i prodotti di una particolare zona, che a quei prodotti conferisce una identità del tutto peculiare. Qui il concetto di terroir si declina in una infinità di realtà grazie anche ad una storia produttiva molto antica, ad una elevata diversità di suoli e climi, alla varietà paesaggistica e alle capacità di adattamento dimostrate nei secoli dai vitivinicoltori.

Proprio per testimoniare e valorizzare ancora una volta il binomio “vino-territorio”l’Associazione ha voluto raccontare le enoregioni italiane con una breve descrizione dei caratteri generali (caratteristiche pedoclimatiche e paesaggistiche, presenza di strade del vino e dei sapori, cenni sulla storia della vitivinicoltura del territorio, vitigni autoctoni, ecc.), della produzione enologica (qualità organolettiche e abbinamenti gastronomici) e della cucina locale (prodotti agroalimentari tradizionali, piatti tipici, raccolta e uso di erbe spontanee e frutti selvatici) e infine, a completare il quadro, l’elenco delle denominazioni (docg, doc e igt) riferite a ciascuna di esse.

L’adozione della divisione delle venti regioni italiane in 92 “macroaree” – cioè insiemi di terre con elementi (climatici, litologici, morfologici e pedologici) omogenei – è stata mutuata dall’Atlante dei territori del vino, edito nel 2013 a cura dell’Enoteca Italiana di Siena e dell’Istituto Geografico Militare su invito del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali. La classificazione ideata da questo prezioso strumento di lavoro permette, infatti, di leggere la ricchezza del sistema vitivinicolo italiano attraverso l’individuazione degli elementi comuni dei territori, dalle tradizioni produttive alle condizioni ambientali.

Oggi la raccolta completa degli articoli pubblicati è disponibile alla pagina dedicata alle “92 Enoregioni per i 30 anni delle Città del Vino” e nella nostra sezione Studi e Ricerche(di Alessandra Calzecchi Onesti)

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