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Storica regione vinicola situata nella parte nordest dell’Ungheria, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2002. Il panorama appare al visitatore come un intricato paesaggio di basse colline e valle fluviali, fattorie, villaggi e piccole città. Gli insediamenti, il microclima, le varietà indigene di vigneti (come il furmint ed il hárslevelü coltivati qui da secoli, il moscato bianco e lo zéta), il sistema di cantine scavato nella roccia tra il 1400 ed il 1600, l’antico sistema di classificazione del vino iniziato nel 1730 e una economia vinicola millenaria fanno di quest’area un esempio di  civilizzazione unica in materia di uso del suolo. Il modo di vita e la cultura cui le condizioni geografiche e le tradizioni hanno dato origine sono ancora oggi amministrati secondo il primitivo sistema giuridico, che ha permesso nel corso dei secoli la coabitazione di sassoni, svevi, serbi, russi, polacchi, ebrei, armeni e rumeni.

L’itinerario tocca 27 paesi (Tokaj, Abaújszántó, Bekecs, Bodrogkeresztúr, Bodrogkisfalud, Bodrogolaszi, Erdőbénye, Erdőhorváti, Golop, Hercegkút, Legyesbénye, Mád, Makkoshotyka, Mezőzombor, Monok, Olaszliszka, Rátka, Sárazsadány, Sárospatak, Sátoraljaújhely, Szegi, Szegilong, Szerencs, Tállya, Tarcal,Tolcsva e Vámosújfalu) e 7.000 ettari di vigneti classificati, 5.000 dei quali attualmente coltivati. Qui si produce il più antico vino botrytis, il Tokaj Aszú o Szamorodni. Ottimo da dessert, questo vino dolce  fu definito il “re dei vini, il vino dei re” alla corte francese di re Luigi XIV.

Info: www.tokaji-borut.hu

 

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