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Il circuito turistico-culturale Magon – avviato nel 2012 con i finanziamenti dell’Unione Europea – propone un “viaggio della conoscenza” tra i territori di Cartagine e Selinunte, due delle più importanti città del mediterraneo occidentale, combinando la cultura del vino allo straordinario patrimonio archeologico e alla Dieta mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’Umanità.

L’Associazione internazionale Iter Vitis-Les chemins de la vigne fa parte dell’ampia rete di soggetti che l’hanno sostenuto: Associazione Strada del Vino Terre Sicane, Associazione Nazionale Città del Vino, Parco archeologico di Selinunte-Cave di Cusa, Soprintendenza per i Beni Culturali e ambientali di Agrigento, Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea Soat di Sciacca, Chambre syndicale nationale des producteurs des vins, bières et alcools (Union Tunisienne de l’Industrie du Commerce et de l’Artisanat – Utica), Agence pour la Mise en Valeur du Patrimoine et de Promotion Culturelle (Amvppc), Federation Tunisienne des Agences de Voyages et de Tourisme e Institut National de Patrimoine (Inp).

Intitolato a Magone – l’agronomo cartaginese che scrisse il primo trattato di agricoltura e di vitivinicoltura che il Senato di Roma ordinò di portare nell’Urbe e tradurre in latino quando Cartagine venne conquistata – il circuito consente di “ammagliare” le reti degli itinerari del vino che nell’occidente mediterraneo collegano le frontiere tra le antiche colonie greche ed i territori fenicio-punici del Nordafrica dominati da Cartagine, che arrivavano alle colonne d’Ercole ed ai territori iberici di Annibale Barca fino a quando il Mediterraneo diventò il “mare nostrum” dell’Impero Romano. Particolarmente strategica è la presenza della Tunisia, che per la sua posizione geografica (1300 km di costa), è da sempre servita da punto di ancoraggio per le diverse civiltà situate da una parte all’altra del Mediterraneo, luogo di scambio di prodotti e apporti culinari tra diversi popoli. La Tunisia, che appartiene alla comunità della Dieta Mediterranea inserita nel 2010 nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO, vanta un patrimonio agroalimentare e gastronomico carico di storia, che rappresenta la memoria collettiva del suo popolo e le cui caratteristiche sono quelle di tutta l’agricoltura mediterranea. Le coltivazioni, perlopiù familiari e di piccola taglia, sono costituite per una gran parte da cereali e ulivi (una produzione adatta al clima locale, arido e fluttuante) e integrate da allevamenti soprattutto di ovini. La cucina illustra bene la sua diversità culturale: ricca ed elaborata con diverse specialità che variano a seconda delle comunità agricole e delle regioni (Nord, Sud, litorale, oasi,…), generosa e varia, basata su prodotti freschi della terra e piatti semplici ma ricchi di sapori, profumi e colori. La dieta autentica dei tunisini è, infine, allineata proprio a quel regime oggi minacciato dalle nuove abitudini alimentari legate ai cambiamenti sociali e agli effetti della mondializzazione: cereali, legumi, olio di oliva, frutta e verdure, una ridotta quantità di carne o pesce, formaggi di stagione e uova, legumi e olio d’oliva.

Info: http://itervitis-magon.eu/

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