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Parafrasando alcune parole di Mario Luzi su Siena, potremmo dire di aver contribuito a dare sostanza a quella “tensione che è l’arte” del paesaggio urbano, fatto di piccoli orti privati, di spazi verdi di contrada, di horti conclusi conventuali dove ancora sopravvivono alcuni vitigni, ultimi testimoni di un grande patrimonio di biodiversità vegetale sul quale si sono costruiti secoli di storia dell’alimentazione cittadina e del vino in particolare.

Il progetto Senarum Vinea sta cercando di riannodare i fili di una storia della viticoltura senese che negli ultimi sessant’anni si è interrotta con l’avanzare dell’agricoltura meccanizzata e dell’omologazione del gusto e del paesaggio.

Vitigni, colture e cultura costituiscono un trinomio inscindibile, anche per riguadagnare un valore alla bellezza del paesaggio senese che non sia soltanto estetico. I suoi vitigni, le forme tradizionali di coltivazione, il rapporto con il paesaggio agrario circostante, l’idea di produrre un vino della città: sono questi i motivi alla base di una ricerca non fine a se stessa, ma in grado di delineare nuovi elementi per la storia antica e recente
di Siena, per l’identità dei senesi, per le politiche di sviluppo e per un marketing territoriale non velleitario.

Andrea Ciacci, Myriam Giannace (a cura di)

Casa Editrice:Nuova Immagine

Data di pubblicazione:01/02/2012

Numero di Pagine:240

Prezzo: €15.00
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