+39 0925 940217 info@itervitis.eu

Il grande cammino di Saint-Martin de Tours è il primo che unisce l’Europa dell’Est all’Europa dell’Ovest, da Szombathely in Ungheria a Candes-Saint-Martin in Touraine, attraverso l’Italia e la Slovenia. Questo lungo percorso sulle tracce di San Martino  – camminatore infaticabile nato in Ungheria diciassette secoli fa, vissuto in Italia e morto in Touraine a Candes-Saint-Martin – ben rappresenta i valori del dialogo interculturale e della  necessità di condividere l’acqua, l’aria, l’ambiente, le culture, i saperi, il diritto all’educazione e alla salute. Il tratto francese dei peregrinaggio del santo, che coincide in parte con la Via Francigena e aderisce alla rete degli Itinerari Culturali Europei, si può ripercorrere seguendo tre itinerari: Le Chemin de l’Été de la Saint Martin (Chinon, Candes-Saint-Martin, Langeais, Tours), Le Chemin de l’Évêque de Tours (Poitiers, Ligugé, Le Louroux, Tours) e Le Chemin de Trèves (Tours, Vouvray, Amboise, Villedômer, Vendôme).

Di grande rilevanza è l’apporto storico, culturale e patrimoniale del vino, testimoniato anche dal fatto che San Martino è considerato il santo patrono dei viticoltori della regione di Tours. Fu proprio intorno all’Abbazia di Marmoutier, fondata dal Santo nel IV secolo nel territorio di Rougemont nella Valle della Loira, che vennero piantate le prime viti portate dall’Europa centrale per produrre vino da messa e pozioni medicamentose per i malati e gli anziani. La storia attribuisce al santo l’introduzione del vitigno e di una modalità di potatura utilizzata ancora oggi. Sicuramente a lui si deve l’addomesticamento della vite selvatica locale e l’innesto dello Chenin nero sullo Chenin selvatico che ha dato vita allo Chenin bianco (o Pineau della Loira) con cui si producono molti vini dell’AOC Vouvray di Touraine  e dell’area vinicola di Anjou-Saumur.  Alla sua morte fu sepolto come tutti i monaci nella nuda terra, ma sopra un letto di  rami di vite e la sua tomba, alla cui destra si può ammirare una magnifica vigna, fu teatro di  numerosi miracoli legati al vino. Nel corso dei secoli i monaci continuarono a coltivare e sviluppare il vigneto di Vouvray su versanti sassosi a substrato tufaceo (gesso bianco), interrotti da valli confluenti, da « perruches » (argille ricche di silicati) e da «aubuis» (depositi argillocalcarei, che danno una forza ai vini liquorosi). Ai margini delle vallecole, i suoli si riscaldano rapidamente sotto l’influenza oceanica. La stagione autunnale, soleggiata, favorisce la sovramaturazione, permettendo la formazione della Muffa nobile. La possibilità di ottenere vini teneri (semi secchi), dolci o liquorosi dipende dalla variabilità climatica: l’effetto annata è determinante. Peraltro, ogni anno vengono vinificati dei grandi secs, che coprono il 40% di una produzione annuale complessiva che arriva fino a 115 000 hl.

Anche Balzac ha lasciato la sua impronta a Vouvray ambientandovi il suo romanzo «L’illustre Gaudissart», tanto che la statua di questo immaginario commesso viaggiatore trova ancora posto in una piazza del borgo.

Da vedere

L’Abbazia di Marmoutier, fondata da San Martino di Tours nel 372 circa, dopo che era divenuto vescovo della città,  nel 371, è un antico monastero benedettino che sorge appena fuori dalla città di Tours, sulla sponda opposta della Loira Il nome latino Majus Monasterium (“monastero maggiore”) ha dato origine all’attuale toponimo di Marmoutier. Nell’852 venne saccheggiata dal vichingo Hasting. Durante la rivoluzione francese fu soppressa ed alcune sue parti demolite. Attualmente la struttura ospita una scuola privata.

 

Info: www.saintmartindetours.eu

www.saintmartindetours.eu/patrimoine/france/centre/indre-et-loire/tours/monuments-lieux/index.php

by Transposh - plugin di traduzione per wordpress