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L’Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Amorosi (BN). Esteso a forma di croce sulla sponda sinistra del fiume Volturno e sulla destra del Calore, ha origine nel IX secolo, sviluppatasi intorno al castrum Amorusii o Amerusii, – già parte integrante come casale dell’antica Telesia – quando si ebbe la maggiore valorizzazione delle nostre terre ad opera dei Longobardi. La genesi del nome è incerta: l’ipotesi più plausibile è che derivi da un nobile longobardo di nome Amoroso. Con i titoli di Principe, Marchese e di Barone possedettero le terre di Amorosi in feudo le più prestigiose famiglie feudali presenti nell’Italia Meridionale (Sanframondo, Carafa, Gaetani, Colonna, Siscar, Loffredo dei Marchesi di Monteforte, Caracciolo, Piscitelli). Nel 1734 vi si fermò – ospite dei Caracciolo – Carlo di Borbone che veniva alla conquista del Regno di Napoli. In seguito, nel 1852, passò per Amorosi anche Ferdinando II per stabilire la costruzione di un ponte sul fiume Calore e nel 1860 Amorosi ha ospitato a più riprese truppe borboniche e garibaldine interessate ad azioni militari lungo la linea Caiazzo-Ponti della Valle. Tra i suggestivi luoghi d’interesse, ricordiamo la Chiesa di San Michele Arcangelo affiancata da un bel campanile settecentesco a tre ordini, caratterizzato dalla bicromia del tufo grigio e del tufo giallo e un cupolino rivestito da embrici maiolicati gialli e verdi. Al suo interno sono custodite pregevoli opere d’arte prevalentemente dei secoli XVIII e XIX, come la pala della Madonna del Rosario e il dipinto raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il diavolo. Soprannominato “palazzo della Camera Marchesale”, Palazzo Piscitelli fu spesso dimora dei feudatari ed attualmente di proprietà della famiglia Piscitelli. Costruito nel 1775, Palazzo Maturi è stato acquisito dal Comune di Amorosi nel 2006, utilizzato per mostre e manifestazioni e, dopo un lungo ed accurato restauro, nel  2014 adibito a Casa Comunale. La struttura ospita il Polo Culturale e Museale della Fondazione “Allori”, che accoglie un’importantissima collezione di immagini e cimeli della Storia d’Italia dalla fine dell’800 al 2000. Tra i motivi per una visita, naturalmente, una degustazione dei vini locali: le DOCFalanghina del Sannio e Sannio e le IGT Beneventano e Campania.

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