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L’Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Zenson di Piave, in provincia di Treviso. Secondo le ipotesi più probabili sulle origini del nome il toponimo deriverebbe da un antico nome personale in seguito dialettizzato. Dante Olivieri ritiene che sarebbe latino (Gentio, -onis) poi dialetizzato in “zenso”, per Giovan Battista Pellegrini addirittura venetico (Gentios),  Francesco Scipione Fapanni lo lega alla famiglia veneziana Zen (che aveva possedimenti in queste terre), Carlo Agnoletti lo riferisce a san Zenone o ai monaci zeniani.

Numerosi ritrovamenti (utensili e frammenti di armi) comprovano la datazione al II millennio a.C. del primo insediamento di Zenson. La vicinanza all’inizio del corso navigabile del Piave costituì il motivo primo dell’insediamento: si trattava infatti di una posizione strategica per la sorveglianza dei traffici fluviali e durante le invasioni barbariche vi fu eretto un fortilizio detto “cigoto”, distrutto in data anteriore al 1580. La presenza dei Benedettini di Santa Maria di Pero impresse al territorio un certo sviluppo. Intorno al 1470 i monaci fecero erigere a Zenson una chiesa dedicata al loro padre fondatore, San Benedetto, la quale non ebbe in principio una sua vita autonoma, dipendendo dalla Chiesa di San Mauro di Rovarè. Il XII secolo rappresentò il culmine della potenza dei monasteri, e quello di Pero non fa eccezione; è forse a causa del suo grande potere che nacquero aspre contese con il vescovo di Treviso che accampava diritti su alcune pertinenze del monastero fra cui Zenson, pretese forse motivate dal fatto che il rifiorire della produzione agricola e del commercio nella zona ne facevano delle prede ambite. Nel XIV secolo, epoca della decadenza dei monasteri, Zenson insieme ad altri territori vicini entrerà nell’orbita di influenza del comune di Treviso a cui verrà ceduta nel 1318 dai da Camino. Sotto il dominio veneziano furono realizzate opere di arginatura finalizzate alla soluzione dei problemi idrografici che affliggevano la zona, contribuendo così ad un miglioramento dell’economia locale nel suo complesso, con conseguente aumento della popolazione. Con la prima guerra mondiale fu perduto gran parte del patrimonio artistico che le piene ricorrenti avevano risparmiato. Le diverse vicende storiche, sia calamitose (esondazioni ed epidemie), che belliche (prima guerra mondiale), hanno fatto perdere gran parte del patrimonio artistico di rilievo. Va ricordata la disastrosa alluvione del 4 novembre 1966 che provocò notevoli danni, in particolare all’agricoltura e agli allevamenti.

Il centro del paese si è sviluppato alla foce del canale Zenson (in dialetto Zensonat), un corso d’acqua originato dalla biforcazione del canale Zero nei pressi di Partisioni a Sant’Andrea di Barbarana. Tra i monumenti e luoghi d’interesse ricordiamo la Parrocchiale, distrutta durante la Grande Guerra, ricostruita nello stesso luogo della precedente su progetto dell’arch. Melchiori e consacrata nel 1937 (della vecchia chiesa rimangono solo il Busto di San Domenico e i due stemmi della famiglia Da Mula che ornavano un altare) e Villa Da Mula (ora Villa Mora Sernagiotto) di cui oggi rimangono solo le due barchesse, costruita nel 1731 su progetto di Andrea Tirali e danneggiata durante l’offensiva austriaca nel novembre 1917. Da non mancare un assaggio dell’enogastronomia locale, dai rinomati vini (la DOCG Piave Malanotte, le DOC Piave, Prosecco, Venezia e Vigneti della Serenissima, le IGT Marca Trevigiana, Trevenezie e Veneto) ai piatti tipici della Marca Trevigiana, come l’oca rosta col seano, la trippa alla trevisana,  pasta e fasioi, risotto con radicio e salamella o la sopa coada.

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