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Terrazze di vigneti sostenute da muri di pietra marrone che si affacciano per 20 chilometri, tra Losanna e Vevey, sull’immenso specchio d’acqua blu del Lago Lemano (più noto forse come Lago di Ginevra) e sulle cime alpine ricoperte di neve. Questa è la regione del Lavaux (898 ettari, di cui 574 a vigneto), iscritta nel 2007 nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO come paesaggio culturale, realizzato dall’uomo.

Il sito è stato plasmato dal lavoro di generazioni di viticoltori dal Medioevo ad oggi, creando terrazzamenti, scalinate e sentieri ed un paesaggio che ha da sempre artisti – da William Turner a Oskar Kokoschka fino a Ferdinand Hodler o Charlie Chaplin – e visitatori. Già nell’undicesimo secolo i monaci cistercensi e benedettini hanno iniziato a produrre vino in quest’area, che comprende quattordici Comuni e sei zone viticole con coltivazione controllata: Lutry, Villette, Saint-Saphorin, Epesses, Dezaley und Chardonne. I contadini dicono che qui i soli che riscaldano la vigna sono tre: l’energia del sole che arriva dal cielo, il riverbero dei raggi sul lago, il rilascio notturno del calore accumulato durante il giorno dai muri che reggono i vigneti.

Le tappe da non mancare: il romantico Castello di Chillon (Vaud) reso celebre dalle pagine scritte da Jean-Jacques Rousseau e da Lord Byron, il villaggio fortificato di Yvoire (“la perla del Lemano”) su uno sperone roccioso, la grande spiaggia di Excenevex e l’ex-Abbazia di Ripaglia, costruita nella metà del XIV secolo, con le sue torri, il parco e la rinomata vigna dove si produce un vino bianco molto apprezzato.

Info: www.lavaux.ch/SRC/2010/index.html

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