+39 0925 940217 info@itervitis.eu

Fin dal III secolo a.C. nelle vallate del Bruzzano e del Buonamico era praticata la viticoltura per la produzione di vini di qualità destinati all’esportazione. Tale area collinare è caratterizzata da terreni sciolti, con terrazzamenti contenuti da muri a secco, talvolta costruiti con pietre irregolari di grande pezzatura e di forma triangolare, secondo l’uso pelasgico.

Il palmento tipo era costituito da due vasche scavate nella roccia arenaria, una superiore ed una inferiore, comunicanti attraverso un foro. In assenza di roccia friabile, il palmento veniva costruito in muratura, impermeabilizzando le vasche con uno stato di intonaco di circa 3 cm, costituito da sabbia e calce mista a coccio pestato come collante. Alcuni palmenti presentano graffiti a forma di croce, a testimonianza della dominazione bizantina e armena, riconoscibile dalla semisfera con cui termina il braccio verticale dell’incisione. Le croci potrebbero essere state incise dai Bizantini su palmenti di epoche anteriori, che vennero utilizzati nella loro fiorente attività vitivinicola.

I resti di anfore vinarie, provenienti dalla Calabria ionica meridionale, testimoniano la straordinaria vitalità dell’economia di questo territorio, ben attestata dai floridi commerci in tutto il bacino del Mediterraneo. L’esistenza, poi, di una scuola di scalpellini, di maestri d’ascia e di argagnari-figulini, in grado di realizzare sul posto i contenitori per lo stoccaggio e il trasporto del vino, sembrano testimoniare la presenza di popolazioni dedite a tale attività già in epoca romana.

by Transposh - plugin di traduzione per wordpress