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 La Giurisdizione di Saint-Émilion è un eccezionale esempio di vigne storiche sopravvissute intatte e in attività fino ai giorni nostri. Ancora oggi il paesaggio, impreziosito da monumenti storici sia nelle città che nei centri più piccoli, è interamente dedicato al vino. Nel 1999 l’Antica Giurisdizione di Saint-Émilion – che comprende Saint-Emilion, Saint-Christophe des Bardes, Saint-Etienne de Lisse, Saint-Hippolyte, Saint-Laurent des Combes, Saint-Pey d’Armens, Saint-Sulpice de Faleyrens e Vignonet – è stato inserita nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

La viticoltura fu introdotta dai Romani nella fertile regione dell’Aquitania (il “paese delle acque” dell’impero romano) ed in seguito intensificata nel Medioevo. Qui il colpo d’occhio della costa Atlantica si alterna con quello delle cime pirenaiche e con l’armonia delle vallate della Dordogna e della Garonna, i due grandi fiumi che è possibile percorrere parzialmente su comode imbarcazioni. A questo si aggiungono le grotte preistoriche, rigogliose colline ricoperte di boschi e interminabili tappeti di vigne, castelli arroccati sui costoni delle montagne, antichi borghi e centri storici di eccezionale interesse, costruiti nella luminosa pietra bianca di Quercy.

A partire dall’undicesimo secolo, grazie anche alla  sua fortunata collocazione lunga la rotta dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, vi furono costruiti molte chiese, monasteri e ricoveri. La Jurade fu instaurata nel 1199, durante il periodo del governo inglese, dal Re Giovanni Senza Terra, in cambio di alcuni privilegi sul territorio.

L’area, situata nel quarto Nord-Est della Gironde, sui pendii che dominano la valle attraversata dal fiume Dordogna, è un’importante zona vinicola del comprensorio del Bordeaux. I vigneti beneficiano di un particolare microclima e di un suolo di qualità unica. Pendii, terrazze, altipiani si alternano su una superficie totale di 5400 ettari con una produzione totale di 250000 ettolitri circa. La diversità dei “terroirs” – composti da frammenti rocciosi, sabbia, ghiaia, argilla e limo – si sposa con vitigni ben determinati (Merlot soprattutto e poi Cabernet, nelle due tipologie Franc e Sauvignon) dando vita alle A.O.C Saint-Emilion e Saint-Emilion Grand Cru.

Da vedere:  Saint-Emilion, città medievale, che vanta una chiesa monolitica ed una romanica, i dipinti della cappella della Trinità e i segreti delle catacombe. Ci sono poi il Museo sotterraneo del Vasellame, nella cava le cui pietre servirono nel XII e XIII secolo a costruire le mura della città, e l’Ecomuseo del Libournais, nel villaggio di Montagne, per scoprire la civiltà della vite e del vino del territorio.

 

Info: www.saint-emilion-tourisme.com/…/STEMILION_PRINT_POCKET_2010_IT.pdf

News: Decima Edizione del “Festival du Court-Métrage en Lussacais” (www.libourne-tourisme.com, aprile 2010) 

 

 

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