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Venerdì 26 aprile Casarsa della Delizia (membro dell’Associazione nazionale Città del Vino) tornerà in possesso di una parte importante della sua memoria che era andata perduta: alle 18 nella sala consiliare del Palazzo Municipale Burovich de Zmajevich sarà infatti presentato il libro “Il Vivaio dimenticato”, che attraverso una ricerca d’archivio e indagine sul campo durata oltre un anno ha portato la Pro Casarsa della Delizia, editrice dell’opera, a riscoprire l’esistenza in città, negli anni prima della Grande guerra, di un vivaio che all’epoca permise di salvare la filiera della vite del Friuli occidentale da un terribile nemico, ovvero il parassita della fillossera.
Con l’occasione sarà anche svelato il “volto” che aveva all’epoca questo vivaio che si affacciava sull’attuale strada Pontebbana, grazie a una rara pubblicazione del periodo che ne ritrasse le architetture: un disegno che si ritrova nel libro e anche nella mostra che nella stessa sala consiliare sarà visibile per tutta la Sagra del Vino fino al 6 maggio.

Ora il vivaio, avviato nel 1908, è diventato casa privata della famiglia Cesarin, ma il suo ricordo recuperato rappresenta anche un fondamentale passaggio nella storia della cooperazione casarsese, visto che fu costruito dal Consorzio antifollosserico friulano, che era una cooperativa e del quale sono anche state recuperate interessanti pubblicità (o come venivano chiamate all’epoca réclame) che promuovevano l’acquisto delle varietà di vite immuni al terribile insetto proveniente dall’America. Un libro che, come evidenziato dalla sindaca di Casarsa Lavinia Clarotto e il presidente della Pro Casarsa della Delizia Antonio Tesolin nella prefazione, permette di aggiungere un tassello, quello della vivaistica, alla filiera storica della vite e del vino a Casarsa, la quale ora si può dire finalmente completa. Da quell’esperienza agricola e cooperativistica, nacquero i semi di altre realtà cooperative, come la cantina sociale istituita nel 1931.

La pubblicazione, fortemente voluta dal presidente della Pro Casarsa della Delizia Antonio Tesolin, vuole fare luce non solo sulle vicende storiche del vivaio di Casarsa del Consorzio Antifillosserico Friulano, del quale si era perduta la memoria, ma nel contempo raccontare cosa rappresentò per la viticoltura regionale quel particolare passaggio tra Ottocento e Novecento con i danni della fillossera ai vigneti e le soluzioni vivaistiche trovate per rispondere a tale minaccia. Per questo, dopo il capitolo di Davide Francescutti sul vivaio casarsese, si potrà leggere quello di Enos Costantini che partendo dalla fillossera allarga lo sguardo alla risposta del vivaismo friulano in quegli anni, mentre Claudio Fabbro tratta quella parte di territorio regionale che invece era ancora sotto il dominio degli Asburgo. Eleonora Canton e Christian Costantini infine raccontano le ricerche d’archivio da loro condotte per arrivare alla riscoperta dell’esistenza del vivaio di Casarsa. Il progetto grafico è di Gloria Fabris mentre la revisione editoriale è di Flavia Leonarduzzi e dello stesso Tesolin. Stampa della tipografia Menini.

Il libro gode del patrocinio della Città di Casarsa della Delizia e Comune di San Giorgio della Richinvelda e del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Viticoltori Friulani La Delizia, Friulovest Banca, Associazione Nazionale Città del Vino, Promo Turismo Fvg e Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia.

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