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Salone del Vino Naturale Borderwine

Salone del Vino Naturale Borderwine

È diventato tappa obbligatoria per tutti gli amanti del vino naturale, per gli operatori del settore e per i ristoratori italiani e d’oltralpe: la quarta edizione di Borderwine, il Salone transfrontaliero del Vino Naturale, è in programma domenica 26 e lunedì 27 maggio a Cividale del Friuli (UD).

Se molte saranno le novità, location che vince non si cambia: ecco perché gli organizzatori, Fabrizio Mansutti e Valentina Nadin, hanno deciso di confermare il Salone al Monastero di Santa Maria in Valle, vera e propria perla della cittadina friulana.

Borderwine si riconferma inoltre un appuntamento che alimenta l’indotto turistico di una cittadina affascinante come Cividale del Friuli, capitale del primo ducato longobardo in Italia e Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 2011, mettendo in atto sin dalle prime edizioni una collaborazione con le strutture ricettive presenti nel territorio.

Tra i suggestivi portici del Monastero, un tour enogastronomico che, oltre a racchiudere il meglio del vino naturale italiano, abbraccia i confini del nord est: ci saranno infatti oltre 60 cantine, 22 delle quali provenienti dalla vicina Austria e Slovenia.

Un tema molto caro ai suoi ideatori, quello transfrontaliero, essendo il FVG una terra che da sempre si identifica come crocevia di influssi, che hanno toccato in modo particolare anche la cultura enogastronomica. Altro elemento fondamentale è la spinta che ha permesso a Borderwine di nascere: l’amore e il rispetto per il “vino naturale”.

Ad oggi, infatti, il Salone cividalese può venir considerato come un’eccellenza nel panorama italiano dedicato al vino naturale coltivato e prodotto secondo parametri rigidi. Il futuro dell’enologia e dell’agricoltura, infatti, devono tener sempre di più conto sia del rispetto delle risorse ambientali, sia ai possibili effetti dannosi legati alla “chimica” dei vini.

IL PROGRAMMA

Le due giornate saranno ricche di appuntamenti, selezionandone alcuni si può partire da domenica ore 16, per “Bollicine e Caviale”: degustazione di 6 bollicine “naturali” e di sei caviali dell’azienda Calvisius, in ricordo di Ernesto Cattel dell’azienda agricola Costadilà, tra i migliori produttori simbolo dell’approccio naturale al mondo del vino rifermentato.Conferma di poche ore fa la degustazione di chiusura della giornata, ore 18, tributo a un pioniere del vino naturale e sostenitore da sempre del salone, Dario Princic e i suoi, come ama definirli lui, “vini potabili”.

Tra gli eventi del lunedì, alle ore 14 Carlo Nesler presenta “Il mondo della fermentazione”, un viaggio all’interno del mondo dei cibi fermentati. Si prosegue poi, alle ore 18, con una vera chicca dell’edizione 2019: la speciale verticale di ribolla di uno maestri del vino naturale, il goriziano Damijan Podversic, condotta da Gaetano Saccoccio.

DULCIS IN FUNDO: L’APERTIVO SECONDO BORDERWINE

Dalle 19 in poi si aprono le danze con “Osteria Evolution”, l’aperitivo secondo Borderwine. Musica blues dal vivo, buon vino e ottimo cibo con svariati stand e diversi amici, saranno con noi: “Al Cjasal” (San Michele al Tagliamento, UD), “Mazzo” (Roma), “Punto” (Lucca), “Tosto” (Altri) e Barred (Roma).

GLI OSPITI SPECIALI

Performance culinarie a cura di Lorenzo Sandano de L’espresso e Cook_inc, direttamente dal cooking show “Cuochi e Fiamme”, accompagnato da Gaetano Saccoccio di Natura delle Cose.com, che nelle due giornate guiderà gli ospiti in un vero e proprio viaggio alla scoperta del vino naturale.

E’ possibile acquistare i biglietti per la singola giornata, per entrambe o per le degustazioni speciali al sito www.gustait.com.

Radici del Sud 2019

Radici del Sud 2019

I vini da vitigno autoctono del Meridione tornano protagonisti con Radici del Sud. Il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia è in programma per lunedì 10 giugno 2019 dalle 11.00 alle 21.00 al Castello di Sannicandro di Bari (BA), dove il pubblico potrà degustare le migliori etichette e specialità gastronomiche del Mezzogiorno. Il lunedì concluderà ufficialmente la settimana di Radici del Sud, quando alcuni tra i maggiori esperti del settore si incontreranno a Bari per scoprire i prodotti enologici di Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Giornalisti, wine writer e importatori, suddivisi in quattro commissioni di degustazione, valuteranno gli oltre 300 vini in concorso e decreteranno i vincitori dell’edizione 2019. I Presidenti di giuria nominati quest’anno sono Antonio di Spirito, del blog Luciano Pignataro, Francesco Muci, Responsabile per la Puglia della guida Slow Wine, Maurizio Valeriani, di Vino da bere, e Andrea Terraneo, Presidente di Vinarius.
Alle 19.30 di lunedì è previsto un convegno tenuto da Daniel Romano della maison francese Tarlant, tra le eccellenze dello Champagne, orientata a nuove produzioni con uve provenienti da vitigni meno conosciuti e originari del territorio. Con loro i produttori del Sud Italia e gli ospiti internazionali si confronteranno sul tema dei vitigni autoctoni e su strategie e obiettivi comuni.
Durante tutta la giornata il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia sarà aperto al pubblico di appassionati che troverà oltre 110 cantine al piano terra e potrà visitare l’area food e lo spazio dedicato ai vini artigianali al primo piano, assaggiando e acquistando i prodotti delle cantine e delle aziende di gastronomia. La quattordicesima edizione di Radici del Sud si chiuderà poi nel cortile del Castello di Sannicandro, con le premiazioni dei vini e la cena realizzata da cinque chef che prepareranno un menù a base di specialità tipiche del Sud Italia.
Radici del Sud è organizzato con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Sannicandro di Bari e in collaborazione con Ardeasal e IPPU Packaging Srl. Partners dell’evento sono: AIS, AEPI, Vinarius, Assoenologi e Slow Wine.

RADICI DEL SUD 2019 – Salone dei vini e degli oli del Sud Italia
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 10 giugno 2019
Orario: dalle 11.00 alle 21.00. Conferenza sui vitigni autoctoni con la cantina Tarlant alle 19.30
Ingresso al Salone: kit di degustazione €15, che comprende bicchiere, sacca portabicchiere, quaderno di degustazione e l’ingresso alla cena conclusiva a buffet. Ingresso ridotto a €10 per i soci AIS, FIS, ONAV, FISAR
Parcheggio: disponibile
I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

Più di 500 “bambini e ragazzi” per la Fattoria degli Studenti

Più di 500 “bambini e ragazzi” per la Fattoria degli Studenti

500 ragazzi per la Fattoria degli Studenti anno 2019 per imparare come si fanno vino, pane e altri prodotti della nostra terra. A questa decima edizione del progetto hanno partecipato le primarie e medie di Chiusi e Monteriggioni, le primarie di Quercegrossa, Asciano, Arbia, Poggibonsi. Dai banchi di scuola i ragazzi sono entrati all’interno della Cantina Collina del Chianti di Poggibonsi, hanno visitato il vivaio Il Campino, il Forno di Pianella. Grande protagonista in classe con i ragazzi, Giuseppe Semboloni, imprenditore agricolo di Geggiano, storico presidente della Cantina Sociale di Geggiano, poeta e scrittore, oggi socio della Cantina Colline del Chianti.

L’iniziativa, giunta alla sua decima edizione, ha coinvolto complessivamente negli anni, in tutte le sue edizioni, oltre 3500 alunni di scuole appartenenti a quasi tutte le aree della Provincia di Siena. Nata da una proposta dalla CIA di Siena, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Vino e con il patrocinio della Regione Toscana, l’edizione di quest’anno ha il patrocinio del Comune di Siena. Tutto il progetto ha come partner la Cantina Colline del Chianti di Poggibonsi.

Il progetto ha avuto inizio a febbraio scorso con gli incontri in aula ed ha coinvolto studenti di un’età che va dai 6 ai 13 anni. A partire dal mese di aprile hanno poi preso il via le gite esperienziali direttamente in azienda. Ogni incontro è stato accompagnato dalla presenza di agricoltori, produttori, artigiani e pensionati che con grande entusiasmo hanno portato la loro testimonianza e i saperi antichi legati agli usi di una volta, praticati nella campagna senese. Come detto ha partecipato attivamente Giuseppe Semboloni a raccontare come nasce il vino e il ciclo di crescita della vite. Ogni visita ha coinvolto in maniera diretta gli alunni, attraverso laboratori e corsi manuali su come si fanno i diversi prodotti.

“Quello della Fattoria degli Studenti è un impegno che si traduce nel voler far conoscere alle nuove generazioni le ricchezze del nostro mondo rurale e i saperi che qui sono radicati – dice Mino Niccolai, Cantina Colline del Chianti di Poggibonsi – la storia, le tradizioni e la cultura, nonché tutte quelle applicazioni e funzioni che possono migliorare la qualità della vita. Il progetto dunque rappresenta una vera e propria opportunità per far conoscere il territorio nella sua dimensione produttiva e culturale, per vivere l’ambiente e farlo scoprire e conoscere”.

“E’ stata una esperienza entusiasmante – fa notare Giuseppe Semboloni – Confrontarsi con i ragazzi, illustrare loro il nostro lavoro, spiegare come cresce la vite e come nasce il vino vuol dire portare il nostro sapere in classe e quindi dargli una continuità di generazione in generazione”.

“L’edizione di quest’anno – conclude Achille Prostamo, coordinatore del progetto – nonostante le difficoltà che vive il mondo dell’istruzione, ha riconfermato l’interesse e la sensibilità delle scuole nel portare avanti il progetto ed ha sottolineato ancora una volta la piena partecipazione delle aziende locali. Molti i temi trattati nell’iniziativa attraverso lezioni dimostrative in classe, laboratori in azienda, visite guidate all’aria aperta. Una presenza importante che ha dimostrato ancora una volta quanto bello e utile sia trasmettere ai giovani la “cultura contadina” che porta a saper distinguere un olivo da un diverso tipo di vite, una gallina da un’oca, un pomodoro da un peperone, il latte da una scatola di cartone”.

Allegati: alcuni scatti dei momenti in aula e non solo del percorso che i bambini hanno fatto:

Metodi classici e tecniche moderne

Metodi classici e tecniche moderne

Nel cuore del territorio della “Falanghina Felix” recentemente valorizzato dalla nomina a Città del Vino 2019 del Comprensorio Sannio-Falanghina, ricco di storia e tradizioni, l’Azienda Agricola De Fortuna si estende per circa 6 ettari sulle colline di Frasso Telesino, nel Beneventano. Dopo aver lavorato nel campo della ristorazione, con esperienze internazionali in Francia ed Inghilterra, il titolare Roberto De Fortuna ha realizzato il suo sogno di creare una propria cantina. Riprendendo l’immenso patrimonio di esperienze tramandate da migliaia di anni, Roberto ha ristrutturato l’esistente, associando a metodi classici le più moderne tecniche enologiche.

I selezionati vigneti di Aglianico e Falanghina rappresentano il punto di partenza di un processo che si ripropone ogni anno tra fine settembre ed ottobre. La cantina è uno spazio aperto dove si organizzano su prenotazione degustazioni guidate e degustazioni libere ed è possibile acquistare i prodotti. L’accoglienza, anche per gruppi di persone, prevede un percorso che può includere una passeggiata nei vigneti.

Con tre DOC e tre IGT, la produzione d’eccellenza dell’Azienda si distingue per la scrupolosità di un metodo che mira ad evidenziare il carattere deciso dei propri vini. Vini pluripremiati nelle passate edizioni de La Selezione del Sindaco, il Concorso Enologico Internazionale Città del Vino oggi diventato “International Wine City Challenge”: Medaglia d’Argento al CAVA RUPEM 2008 nel 2011, Medaglia d’Argento al MURTO 2010 nel 2013, Medaglia d’Oro al 4 MOGGI 2015 nel 2016 e al 4 MOGGI 2016 nel 2017.

Ed è proprio di questo bianco, una DOP Sannio Falanghina, che oggi vogliamo parlare: prodotto unicamente con uve di Falanghina, dopo la raccolta e la pigiatura il mosto fiore è illimpidito mediante decantazione statica a freddo, la fermentazione avviene a temperatura controllata per oltre 20 giorni mentre l’affinamento dura alcuni mesi in tini d’acciaio. Colore giallo paglierino lieve con riflessi verdolini è accompagnato da profumo intenso e avvolgente di frutta esotica e sapore fresco e sapido, rotondo e persistente. Servito a 8°/10° C si abbina perfettamente con frutti di mare, carni bianche e formaggi freschi.

 

sdr

3° MS Wine Day

3° MS Wine Day

La moderna ricerca vitivinicola ed enologica è impegnata nell'ottimizzare i processi di

coltivazione e di vinificazione per assicurare la redditività, migliorare la qualità del prodotto e

difendere le aree vinicole tradizionali. Le nuove scoperte in termini di varietà e selezione dei cloni

e la caratterizzazione più approfondita dei prodotti vitivinicoli rappresentano ancora

un'opportunità e una sfida concreta per tecnici e ricercatori.

Questo è il tema centrale di MS Wine Day, che si terrà giovedì 16 e venerdì 17 maggio in Trentino

alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, ente che storicamente è in prima linea

con studi e sperimentazioni in questo settore.

Un’ottantina gli iscritti tra ricercatori, rappresentanti tecnici ed enologi di aziende vinicole,

distillerie italiane e laboratori che si confronteranno sui metodi di analisi più efficaci nella

comprensione dei fenomeni connessi con la trasformazione delle uve. Il convegno è organizzato

dal Laboratorio Chimico del Centro Trasferimento Tecnologico.

Dopo la prima edizione tenutasi in Toscana nel 2015 e la seconda in Veneto nel 2017, il terzo MS WINE

Day si svolgerà dunque in Trentino. Specialisti di aziende private, istituzioni e università potranno

confrontarsi sullo stato dell'arte e circa le più recenti innovazioni analitiche della spettrometria di massa

applicata allo studio della trasformazione enologica. Migliorando l'efficacia di identificazione e

quantificazione dei componenti chimici e biochimici dell'uva e dei prodotti vitivinicoli, le metodologie

avanzate di spettrometria di massa (MS) svolgono un ruolo chiave nel supportare le decisioni

agronomiche e il controllo qualità.

Durante il convegno sono previste presentazioni ad invito da parte di relatori di caratura internazionale, i

quali tratteranno di nuovi approcci nell’analisi chimica di uva e vini, del contributo di lieviti e batteri

all’aroma e al flavour dei vini, del ruolo dei composti solforati in enologia, nonché di approfondimenti

sui quadri aromatici e sulle caratteristiche produttive e compositive di vini sudamericani e di distillati

galiziani. Altre relazioni verteranno sull’identificazione di marker di autenticità di vini varietali, sulle

innovazioni nella chimica isotopica degli aminoacidi dell’uva, sulla composizione dei suoli e il cambio

climatico, sul profilo aromatico di varietà “resistenti”, sulla presenza in vino di componenti tanniche di

potenziale uso terapeutico anti-HIV, fino ad arrivare all’identificazione di metaboliti fitotossici nelle viti

affette da malattie del legno, principale problematica distruttiva dei vigneti a livello mondiale.

Vinòforum 2019

Vinòforum 2019

Un suggestivo spazio di oltre 10.000 mq creato all’interno del “Parco di Tor di Quinto”: è questa la principale novità di Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, in programma a Roma da venerdì 14 a domenica 23 giugno 2019.
La sedicesima edizione prenderà forma in una delle location più magiche di Roma (a due passi da Ponte Milvio) e uno dei Punti Verde Qualità della città, esteso su circa 112.000 mq e caratterizzato da un laghetto con fontane e giochi d’acqua.
Quello del 2019 sarà un format polivalente basato sul concetto di naturalità ed esperienzialità, leit motiv dei tantissimi appuntamenti in calendario che vedranno protagonisti 500 cantine vitivinicole italiane ed internazionali, ma anche 70 grandi chef e aziende gastronomiche vocate all’eccellenza.

“Vinòforum è un marchio in continuo fermento, che ama mutare e migliorare – spiega Emiliano De Venuti, Ceo di Vinòforum. Per questo, giunti al sedicesimo anno, abbiamo deciso di inaugurare una nuova avventura in una nuova location. L’obiettivo? Offrire un’esperienza a 360 gradi sul mondo del vino e del cibo, in stile internazionale. Il Parco di Tor di Quinto, oltre ad essere uno degli spazi più belli di Roma, sarà anche un ambiente decisamente più confortevole per accogliere gli ospiti della manifestazione che ormai ha raggiunto numeri estremamente ragguardevoli. Basti pensare che nel 2018 le presenze hanno sfiorato quota 44mila – oltre 10mila delle quali a vocazione business. Con il vino che continua ad essere sempre più protagonista, ma con una proposta gastronomica che fa di Vinòforum un appuntamento imperdibile con il gusto. La nuova location garantisce spazi importanti, necessari a ospitare le diverse situazioni di una manifestazione che per numeri e aziende coinvolte, si conferma tra le più importanti in Italia.”

Questi nel dettaglio i format previsti per il 2019:

Roma Wine & Food Week – Ad inaugurare la sedicesima edizione di Vinòforum sarà la Roma Wine & Food Week, un fuorisalone che coinvolgerà tutta la città. Dal 3 al 9 giugno enoteche, wine bar, ristoranti, botteghe, shop, gallerie d’arte, librerie e boutique saranno tappa di un calendario di oltre 200 appuntamenti dedicati a tutti i wine&food lover.

Cucine a vista – I Temporary Restaurant di questa edizione ospiteranno ben 30 grandi chef provenienti dall’intero territorio nazionale. La selezione firmata in collaborazione con Luigi Cremona, tra i più importanti giornalisti e critici enogastronomici italiani, svilupperà 5 temi principali: i Grandi Maestri Stellati, la Cucina di Mare, gli Chef Emergenti, la Cucina al Femminile, le Grandi Osterie. Ogni chef presenterà tre piatti, tra i più rappresentativi del proprio stile e carattere, ai quali sarà possibile abbinare gli Champagne di alcune delle Maison più importanti al Mondo: Dom Pérignon, Krug, Veuve Clicquot, Moët & Chandon, Ruinart.

Top Tasting Area – A fini appassionati sarà dedicato un palcoscenico posizionato nel cuore della manifestazione che ospiterà grandi appuntamenti a tema vino. Racconti unici che renderanno omaggio alle eccellenze dell’enologia italiana e internazionale attraverso le voci dei suoi protagonisti: produttori, enologi e noti degustatori.

The Night Dinner – 10 grandi chef e 10 cantine prestigiose: sarà questo il binomio protagonista di The Night Dinner 2019. Ogni sera alcuni tra i migliori cuochi d’Italia firmeranno delle cene esclusive (con posti limitati e solo su prenotazione), abbinando le proprie creazioni ai vini di aziende top level (nazionali e internazionali).

Vinòforum Academy – Scoprire tutti i segreti del vino a piccoli passi. Questo l’obiettivo dell’Academy di Vinòforum che coinvolgerà neofiti, appassionati, ma anche esperti in un calendario di appuntamenti tenuti da Enologi e Master Sommelier.

Progetto Olio – Dopo il grande successo riscosso nella scorsa edizione, l’Olio Extravergine di Oliva rimane protagonista di Vinòforum attraverso il coinvolgimento di piccole e grandi aziende produttrici vocate all’eccellenza.

Cene Ferrarelle – Un ristorante sui generis dove grandi chef e maestri pizzaioli lavorano a 4 mani per creare menu unici. 30 posti a cena dedicati a chi vuole sperimentare abbinamenti “fuori dagli schemi” in un percorso tra piatti e vini delle più rinomate cantine italiane.

Business Lounge – Un salotto del vino, in cui aziende di nicchia e prodotti d’alta gamma potranno incontrare operatori del settore e buyer in un percorso tra business e pubbliche relazioni.

Eventi per Operatori – E a proposito di pubblico trade, a sottolineare l’importanza dell’aspetto business della manifestazione, Vinòforum rafforza la presenza dei buyer. Tre giorni – domenica 16 giugno, lunedì 17 giugno, domenica 23 giugno- e tre carte con le migliori etichette della manifestazione, dedicate a chi il vino lo vive non solo come passione, ma soprattutto come lavoro.

Food Revolution – Con l’obiettivo di spingersi sempre oltre, Vinòforum dedicato uno spazio anche a tutte quelle aziende gastronomiche che nell’eccellenza sono in continua evoluzione al fine di presentare al consumatore una qualità in forme nuove. Caviale, Pasta, Tartare, Dolci, ma anche aziende gelatiere che ridefiniscono l’idea di menu.

COLPO D’OCCHIO SU VINÒFORUM
DATE: 14-23 giugno 2019
LOCATION: Parco di Tor di Quinto – Via Fornaci di Tor di Quinto, 10 Roma |
ORARI: dalle ore 19:00 alle 24:00 (fino alle 01:00 venerdì e sabato).
Biglietto di ingresso comprensivo di calice e carnet da 10 degustazioni di vino.
Degustazioni, Cene e Food Show con posti limitati e prenotazione obbligatoria su:
www.vinoforum.it

L’Abruzzo a Vinexpo Bordeaux

L’Abruzzo a Vinexpo Bordeaux

Si chiude con la partecipazione all’importante appuntamento di Bordeaux la stagione delle fiere internazionali di Cantina Orsogna 1964, realtà abruzzese che ha fatto del biologico e del biodinamico la sua forza e che continua ad innovare, in vigna e in cantina, con la realizzazione di progetti sempre più sfidanti. I nuovi spumanti a marchio Lunaria saranno in esposizione alla ventesima edizione di Vinexpo Bordeaux – al Padiglione 1 stand W159 nello spazio WOW! – dove, dal 13 al 16 Maggio, addetti ai lavori e stampa internazionale si danno appuntamento. I vignaioli della Cantina sono stati i primi in Abruzzo a produrre lo spumante Demeter, con metodo ancestrale con fondo di fermentazione spontanea, senza solfiti aggiunti. Gli Spumanti Ancestrali Lunaria sono: LaBelle Malvasia, Civitas Pecorino e Ramoro Pinot Grigio Ramato. Dal sapore autentico, unico e naturale sono realizzati con il metodo ancestrale che trova radici nel lontano passato quando la Natura dettava i tempi del vino, prima dell’arrivo delle moderne tecnologie. La fermentazione è naturale (senza aggiunta di solfiti) viene bloccata ad un tenore di zuccheri che garantisce, dopo l’imbottigliamento, la presa di spuma senza l’aggiunta ulteriore di zuccheri e di lieviti. La maturazione dello spumante avviene “sur-lie” ovvero sui propri lieviti con un aspetto un po’ velato e opaco, in contrasto con la brillantezza e la luminosità delle bollicine a cui siamo abituati. Il “fondo” di fermentazione è essenziale e dona profondità, spessore e carattere al vino (rendendo al meglio terroir e vitigno). Non effettuando la sboccatura, questi spumanti si presentano torbidi con sentori olfattivi di crosta di pane più accentuati dovuti ad una maggiore presenza di lieviti. Sono bollicine in continua evoluzione e trasformazione: ogni bottiglia è unica, uno spumante vivo che giorno dopo giorno matura, si esalta e si esprime.

Tutto da raccontare anche il progetto speciale realizzato dalla Cantina con Babalùla fattoria dell’amicizia, che offre servizi di natura socio-assistenziale e educativa a ragazzi diversamente abili. Le due realtà rappresentano l’incontro tra due “mondi”, la cui integrazione crea valore aggiunto all’una e all’altra, in termini di solidarietà e economia. E’ oggi disponibile sui mercati internazionali la linea Babalù di Cantina Orsogna 1964 personalizzata da questi ragazzi: a ognuno di loro è stato chiesto di scrivere un proprio sogno, personalizzando poi con un disegno una o più etichette dei vini di questa linea. Montepulciano, Primitivo, Pecorino e Pinot Grigio, tutti vini biologici e biodinamici dove su ogni etichetta campeggiano immagini diverse e ogni tappo riporta scritto il testo di un sogno. Parte del ricavato delle vendite del vino sarà devoluto proprio al centro Babalù: un progetto di solidarietà che si concretizza in una proposta per il mercato nuova e unica. Si punta anche sulla tecnologia, infatti, a Bordeaux, si potrà scoprire anche l’App in realtà aumentata dei vini amici della biodiversità e delle api a marchio Vola Volè. L’App fornisce, in maniera divertente ed immediata, tutte le informazioni sul progetto di biodiversità e sui lieviti per la fermentazione dei vini selezionati dal polline della flora locale. I vini Vola Volè sono vini biologici primi ad essere stati certificati per biodiversità in Abruzzo.

Cantina Orsogna 1964 avrà una sua postazione – al Padiglione 1 stand W159 nello spazio WOW!- per raccontare tutte le novità ai buyer e alla stampa internazionale.

Vinexpo Bordeaux 2019

Vinexpo Bordeaux 2019

E’ iniziato ieri Vinexpo, il principale evento fieristico francese dedicato

ai vini e ai distillati che si svolge con cadenza biennale a Bordeaux. Si tratta di una vetrina

internazionale che vede il Consorzio di tutela della Doc Prosecco di nuovo protagonista dopo

Prowein di Düsserldorf e il Vinitaly di Verona. Le bollicine veneto-friulane dunque

incontreranno dal 13 al 18 maggio gli operatori internazionali nel capoluogo dell’Aquitania,

città che dà il nome ad uno dei vini più conosciuti al mondo.

Si tratta di una presenza dal significato pesante dato che il Prosecco Doc continua ad

accrescere in Francia il proprio business con una dinamica che, lo scorso anno, ha fatto

registrate un +12,4% rispetto al 2017.

Al prodotto delle vigne del Nordest italiano è stato riservato uno spazio istituzionale con

banco mescita a disposizione di visitatori e ospiti, dove da oggi fino a sabato 18 sarà possibile

degustare il miglior Prosecco Doc. Altre dieci aziende produttrici – Antonio Facchin e Figli,

Borgo Molino, Ca’ Di Rajo, De Stefani, Enoitalia, La Jara, La Marca, Le Rughe, Masottina, Paladin

– affiancano il consorzio ciascuna con una propria postazione

La selezione esposta a Vinexpo Bordeaux è stata effettuata sulle oltre 350 case

spumantistiche alle spalle delle quali operano più di 11.100 aziende titolari di 24.450

ettari di vigneto su nove province di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Un territorio generoso

dal punto di vista dell’offerta culturale ed enogastronomica, ma anche di grande bellezza, dove

i vigneti si alternano a boschi, prati, borghi e città incantevoli. Dalle Dolomiti alla laguna di

Venezia, passando per le ville del Palladio e località preromaniche come Aquileia. Non a caso

vi si contano una decina di siti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, quasi

a sottolineare la vocazione all’internazionalità di questa grande regione da sempre incrocio di

popoli e culture I numeri del Prosecco Doc

Alcuni dati della denominazione: nel 2018 sono state prodotte 464 milioni di bottiglie di

Prosecco Doc (+5,6% sul 2017), di cui l’83% di vino spumante (in crescita la versione Brut,

sempre più apprezzata) e il 17% frizzante, per un fatturato pari a circa 2,4 miliardi di euro

(+13,4% sul 2017), 1,8 dei quali realizzati sui mercati esteri. Fra questi l’Europa pesa per

il 72%, il Nord America per il 22% e l’Asia per quasi il 4%. Rispetto alla vendemmia 2017, la

produzione 2018 ha generato 3,65 milioni di ettolitri (+12%), 650 mila dei quali a riserva

vendemmiale.

Primo fra i mercati di esportazione si conferma il Regno Unito, rimasto stabile nel 2018 (-

0,2%), seguito da Usa (+4,2%) e Germania (+3,1). In netta accelerazione la Francia (+12,4%),

in quarta posizione, quindi Belgio (+19,3%) e Svezia (+ 29,1%), che salgono così al 6° e al 7°

posto nella graduatoria dei paesi clienti.

“WINE & HOSPITALITY”

“WINE & HOSPITALITY”

Cantante lirica lei, musicista rock lui, entrambi artisti e sommelier, Chiara Finotti e Pierandrea Palumbo volano in Cina sulla scia della Nuova Via della Seta. E nelle residenze d’epoca che gestiscono nelle Langhe con la start up Italianway è boom di Wine Lovers dagli USA e Nord Europa per i quali organizzano anche tour enologici personalizzati. “Wine tours e incoming in cantina – spiega Chiara Finotti – sono la nuova frontiera dell’enoturismo che noi abbiamo coniugato con il property management”.

È la storia di due giovani imprenditori piemontesi, Chiara Finotti e Pierandrea Palumbo, che dopo due anni negli USA, dove hanno fatto esperienza nelle cantine tra le più importanti al mondo tra Napa Valley e Sonoma County, decidono di tornare in Italia e nelle Langhe fondano un Wine Club che taglia in questi giorni il traguardo del primo anno di vita con oltre 2mila contatti in tutto il mondo (vanta al suo interno alcuni tra i più importanti collezionisti di vino in Nord America) e più di 10mila followers su Instagram.

Una formula che ha sbancato non solo nel Nord Europa e negli USA, dove Pierandrea torna ogni anno organizzando a casa dei suoi clienti la “Barolo Night” ma la cui “fama” è arrivata davvero lontano: Chiara e Pierandrea proprio in questi giorni sono volati in Cina, alla conquista del mercato asiatico sulla scia della Nuova Via della Seta, e su richiesta di grandi distributori di vino del Paese del Dragone che li hanno scelti per selezionare le bottiglie migliori del loro territorio.

A questo business hanno aggiunto recentemente quello dell’accoglienza diffusa, entrando nel progetto della start up innovativa Italianway e gestendo decine di residenze d’epoca, ville, cascine nelle Langhe ma anche appartamenti ad Alba, in cui accolgono gli amatori della Wine Experience; hanno inoltre creato una rete di professionisti locali (personal Chef, driver, sommelier ecc) per far vivere ai loro Ospiti un’esperienza davvero immersiva nella realtà locale. E le case che gestiscono tramite la start up che a fine gennaio ha lanciato il primo franchising italiano del vacatio rental sono già tutte sold out.

Piacenza, una terra di vitigni

Piacenza, una terra di vitigni

La terra dei vitigni a Piacenza (che partecipa al GAL del Ducato, socio Iter Vitis), può essere scoperta percorrendo un itinerario che tocca le quattro valli principali dell’Appennino Piacentino (Arda, Nure, Trebbia e Tidone), ricco di testimonianze storiche e di paesaggi straordinari chealle colline ricoperte dai vigneti alterna castelli e monasteri di assoluta bellezza.

Non vi è dubbio alcuno, a Piacenza il vino è cultura e tradizione!

Da epoche remote in questa terra si producono vini straordinari i cui vitigni sono stati impiantati dai paleo-liguri, dagli etruschi e dai romani e tale storia è rappresentata da numerosi reperti archeologici, uno su tutti il “Gutturnium”, famosa coppa d’argento riccamente lavorata e rinvenuta nel 1878 nelle sabbie del PO a Croce Santo Spirito, attualmente conservato nel museo capitolino in Roma.

Paolo III Farnese beveva vini piacentini, Carlo III di Spagna li assaggiò e Filippo V li faceva giungere in Spagna.

Il Consorzio tutela Vini DOC Piacentini, si è costituito nel 1986 per esercitare la tutela e la valorizzazione delle seguenti denominazioni di origine protetta:Colli Piacentini, Gutturnio, Ortrugo dei Colli Piacentini (enunciabile anche Ortrugo – Colli Piacentini)e delle seguenti Indicazioni Geografiche Protette:Terre di Veleja e Val Tidone.

Nel sito del Consorzio (www.piace-doc.it), si possono trovare molte informazioni sui luoghi di produzione e sulla storia vitivinicola piacentina.

Nel 2000 è stata inoltre fondata l’Associazione della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini (www.stradadeicollipiacentini.it).

CONSORZIO TUTELA VINI D.O.C COLLI PIACENTINI

Strada Val Nure, 3 – 29122 Piacenza

Tel. 0523 591720 – Fax. 0523 592564

www.piace-doc.it

 

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