+39 0925 940217 info@itervitis.eu

La montagne de Reims

Couvents et Abbeyes

La Montagne de Reims est l’un des cinq terroirs qui composent la Champagne, l’une des régions viticoles françaises les plus connues, célèbre surtout pour la production du vin homonyme qui s’exporte dans le monde entier. Déjà à l’époque romaine dans les vallées aux coteaux ensoleillés où paissaient les moutons, les terres argileuses et ondulées accueillaient des vignobles. Au VIIe siècle de grandes abbayes apparurent - dont celles de St-Basles, Epernay, Hautvillers et Avenay – qui plantèrent des vignobles dans les propriétés ecclésiales. L’exploitation de la vigne eut un développement si grand qu’au IXe siècle on introduisit une distinction entre les vins de la Marne et ceux de la Montagne de Reims. En l’an 816 le couronnement du fils de Charlemagne, Louis, contribua à la propagation chez les aristocrates de la célébrité des vins de Champagne en France.

Celui de Philippe VI, en 1328, fut l’occasion pour la cour et les habitants de Reims de boire quelque chose comme 300 tonneaux de vin des Coteaux Champenois. Dans l’abbaye de St-Basles, près de Verzy, le vin de la Champagne était servi à l’occasion des fêtes qui concluaient les processions religieuses des jours fériés. Saint Remi, évêque de Reims durant 74 ans jusqu’à sa mort en 530, cita dans son testament les vignobles locaux. Par la suite, la célébrité de ces vins prospéra encore grâce aux échanges commerciaux mais c’est seulement à la fin du XVIIe siècle que le jeune moine bénédictin, Dom Pérignon, nommé caviste de l’abbaye de Hautvillers, réussit à obtenir cette fermentation naturelle durant laquelle le liquide moussait en maintenant la limpidité et, grâce à la « cuvée », c'est-à-dire à l’utilisation de raisins de différents cépages, obtenait un riche bouquet.

Une fois résolu le problème de la solidité des bouteilles qui pouvaient résister à la pression du vin et à leur fermeture avec des bouchons de liège attachés avec des fermoirs métalliques (au lieu du bouchon en bois et tissu trempé d’huile utilisé auparavant), de plus en plus de bouteilles commencèrent à sortir des caves de Reims et d’Epernay. Même les campagnes napoléoniennes contribuèrent à faire connaître ce vin en Europe. Il est possible de visiter les immenses caves qui sont généralement creusées dans l’argile.

Parigi, la vigna di Montmartre

Parigi, la vigna di Montmartre

Les vignes en ville

Si trovano a Montmartre, sulla “butte” (collina) a nord della città, le ultime vigne di Parigi. All’angolo tra rue des Saules e rue de Saint Vincent, le Clos Montmartre con i suoi giardini Rockwall ed i filari di vite scendono giù per la collina. La storia della vigna di Montmartre risale probabilmente all’epoca Gallo-Romana, anche se i primi documenti ufficiali sono datati 944 (“Annales du Chanoine Flodoard”). La produzione di vino conobbe un notevole aumento fino alla fine del XVIII secolo, grazie anche alle badesse dell’Abbazia di Montmartre, che affittavano il terreno solo a condizione che vi si coltivasse uva in modo da poter percepire una rendita dal torchio.

Alla metà del XIX secolo alcuni progetti edili minacciarono la zona, finché nel 1933 la tradizione vinicola fu recuperata da gruppo di amici che vi reimpiantarono Gamay Beaujolais, Pinot Noir, Seibel, Couderc, Seyve, Villard blancs et noirs ed altri vitigni di diversa provenienza (Riesling, Muscat, Perle de Csaba, etc.). Da allora ogni anno il primo sabato di ottobre, giorno in cui si tiene il bando della vendemmia, è occasione di grandi festeggiamenti. Il vino viene venduto all’asta e il ricavato donato in beneficenza.

Giurisdizione di Saint-Émilion, borghi e antichi vigneti

Giurisdizione di Saint-Émilion, borghi e antichi vigneti

La Giurisdizione di Saint-Émilion è un eccezionale esempio di vigne storiche sopravvissute intatte e in attività fino ai giorni nostri. Ancora oggi il paesaggio, impreziosito da monumenti storici sia nelle città che nei centri più piccoli, è interamente dedicato al vino. Nel 1999 l’Antica Giurisdizione di Saint-Émilion – che comprende Saint-Emilion, Saint-Christophe des Bardes, Saint-Etienne de Lisse, Saint-Hippolyte, Saint-Laurent des Combes, Saint-Pey d’Armens, Saint-Sulpice de Faleyrens e Vignonet – è stato inserita nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

La viticoltura fu introdotta dai Romani nella fertile regione dell’Aquitania (il “paese delle acque” dell’impero romano) ed in seguito intensificata nel Medioevo. Qui il colpo d’occhio della costa Atlantica si alterna con quello delle cime pirenaiche e con l’armonia delle vallate della Dordogna e della Garonna, i due grandi fiumi che è possibile percorrere parzialmente su comode imbarcazioni. A questo si aggiungono le grotte preistoriche, rigogliose colline ricoperte di boschi e interminabili tappeti di vigne, castelli arroccati sui costoni delle montagne, antichi borghi e centri storici di eccezionale interesse, costruiti nella luminosa pietra bianca di Quercy.

A partire dall’undicesimo secolo, grazie anche alla sua fortunata collocazione lunga la rotta dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, vi furono costruiti molte chiese, monasteri e ricoveri. La Jurade fu instaurata nel 1199, durante il periodo del governo inglese, dal Re Giovanni Senza Terra, in cambio di alcuni privilegi sul territorio.

L’area, situata nel quarto Nord-Est della Gironde, sui pendii che dominano la valle attraversata dal fiume Dordogna, è un’importante zona vinicola del comprensorio del Bordeaux. I vigneti beneficiano di un particolare microclima e di un suolo di qualità unica. Pendii, terrazze, altipiani si alternano su una superficie totale di 5400 ettari con una produzione totale di 250000 ettolitri circa. La diversità dei “terroirs” – composti da frammenti rocciosi, sabbia, ghiaia, argilla e limo – si sposa con vitigni ben determinati (Merlot soprattutto e poi Cabernet, nelle due tipologie Franc e Sauvignon) dando vita alle A.O.C Saint-Emilion e Saint-Emilion Grand Cru.

Da vedere: Saint-Emilion, città medievale, che vanta una chiesa monolitica ed una romanica, i dipinti della cappella della Trinità e i segreti delle catacombe. Ci sono poi il Museo sotterraneo del Vasellame, nella cava le cui pietre servirono nel XII e XIII secolo a costruire le mura della città, e l’Ecomuseo del Libournais, nel villaggio di Montagne, per scoprire la civiltà della vite e del vino del territorio.

Info: www.saint-emilion-tourisme.com/…/STEMILION_PRINT_POCKET_2010_IT.pdf

News: Decima Edizione del “Festival du Court-Métrage en Lussacais” (www.libourne-tourisme.com, aprile 2010)

San Martino da Tours, grande camminatore e patrono dei viticoltori

San Martino da Tours, grande camminatore e patrono dei viticoltori

Il grande cammino di Saint-Martin de Tours è il primo che unisce l’Europa dell’Est all’Europa dell’Ovest, da Szombathely in Ungheria a Candes-Saint-Martin in Touraine, attraverso l’Italia e la Slovenia. Questo lungo percorso sulle tracce di San Martino – camminatore infaticabile nato in Ungheria diciassette secoli fa, vissuto in Italia e morto in Touraine a Candes-Saint-Martin – ben rappresenta i valori del dialogo interculturale e della necessità di condividere l’acqua, l’aria, l’ambiente, le culture, i saperi, il diritto all’educazione e alla salute. Il tratto francese dei peregrinaggio del santo, che coincide in parte con la Via Francigena e aderisce alla rete degli Itinerari Culturali Europei, si può ripercorrere seguendo tre itinerari: Le Chemin de l’Été de la Saint Martin (Chinon, Candes-Saint-Martin, Langeais, Tours), Le Chemin de l’Évêque de Tours (Poitiers, Ligugé, Le Louroux, Tours) e Le Chemin de Trèves (Tours, Vouvray, Amboise, Villedômer, Vendôme).

(more…)

by Transposh - translation plugin for wordpress