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Prosegue la nostra panoramica delle 92 enoregioni italianeNella Regione Sicilia è possibile individuare sei enoregioni: Sicilia Occidentale, Sicilia Occidentale Interna, Isole, Etna, Terre del Cerasuolo, Sicilia Orientale.

 

SICILIA ORIENTALE

L’enoregione comprende la punta più a nord e quella più a sud della costa orientale della Sicilia: da una parte i rilievi collinari e di bassa montagna  dei Monti Peloritani che si affacciano sullo Stretto di Messina tra il Tirreno e lo Ionio, costituiti da rocce scistose non calcaree e fortemente drenati, che danno tipicità e carattere ai vitigni a bacca nera; dall’altra le brulle colline e le pianure costiere del siracusano, con suoli calcarei e fertili che favoriscono una produzione enologica di qualità. Il clima costiero di tipo mediterraneo, generalmente mite da marzo fino all’autunno, registra precipitazioni maggiori e temperature più basse salendo di quota. Antichissima la vocazione vitivinicola, testimoniata dai tempi della colonizzazione greca: il Moscato di Siracusa viene identificato con il Pollio siracusano, il più vecchio vino d’Italia, così chiamato dal re dei Traci che qui governò nel VII sec. a.C. e nel ‘700 i vini di Avola dovevano essere assai rinomati se i viaggiatori stranieri si soffermano nella città per degustarne i vini. Due le strade del vino che guidano il visitatore tra enogastronomia, natura e cultura: quella della provincia di Messina con gli splendidi paesaggi della catena montuosa dei Peloritani e delle Isole Eolie e un ricco patrimonio storico, e quella del Val di Noto, con le eccezionali testimonianze d’arte e architettura barocca, le magnifiche spiagge e la riserva naturale di Vendicari, sentieri di montagna, borghi, castelli, grotte, rovine e santuari.

Vini locali. La Sicilia è terra di vini dolci e liquorosi che, nonostante la lunghissima storia, sono oggi sempre più rari da trovare, come il Moscato ottenuto interamente dall’omonimo vitigno (secondo la tradizione fu la dea della Terra Cerere a imprimere le caratteristiche punteggiature sui chicchi giallo oro) delle denominazioni Siracusa e Noto, disponibili anche nelle tipologie Spumante, Passito, Nero d’Avola, Syrah, Rosso e Bianco il primo; Spumante, Liquoroso, Passito, Rosso e Nero d’Avola, il secondo. Il Moscato di Noto, profumatissimo, ha un aroma di moscato delicato con sentori di frutta matura, sapore dolce ed equilibrato e un retrogusto con note di frutta candita, ideale anche come aperitivo. Il Moscato di Siracusa ha odore delicato caratteristico e sapore vellutato e gradevole, consigliato con piccola pasticceria e crostate di frutta bianca. I due disciplinari hanno da qualche anno provveduto a differenziare il tipo Passito, per valorizzare la tecnica tradizionale della zona che lasciava appassire i grappoli sulla pianta o dopo la raccolta per incrementarne la percentuale di zucchero a seguito della disidratazione, ottenendo una maggiore quantità di alcol e di estratti, rotondità, complessità aromatica e intensità di colore, variabile dal giallo dorato più o meno intenso all’ambrato.  Prende il nome dal fiume Eloro la doc prodotta (anche nella sottozona “Pachino”) con i vitigni autoctoni nero d’avola, frappato e pignatello nei tipi Rosso (vino robusto, con retrogusto gradevolmente asciutto e amarognolo, adatto a primi piatti saporiti, arrosti di agnello e selvaggina, formaggi semiduri o duri) e Rosato (fruttato e vellutato, leggermente acidulo, adatto a salumi, maccheroni con le sarde, carni bianche, frittate e torte di verdura). E’ prodotto esclusivamente nel comune di Messina con le uve di nerello mascalese, nocera, nerello cappuccio con l’eventuale aggiunta di quelle di calabrese, gaglioppo e sangiovese, il Faro doc, dal colore rosso rubino, odore delicato etereo e persistente, sapore secco e armonico, di medio corpo: si sposa bene a pasta con sugo di carne, formaggi stagionati come ragusano e pecorino siciliano, polpettone, braciole di vitello, capretto messinese e pesce stocco alla ghiotta.

Prodotti tipici. Tra le numerose produzioni caratteristiche, segnaliamo il celebre  pomodoro ciliegino di Pachino igp, la patata novella di Siracusa, la mandorla di Avola, il limone di Siracusa e il limone interdonato Messina (ibrido naturale tra un clone di cedro e un clone di limone, buccia fine e succo poco acido) entrambi igp, l’arancia rossa di Sicilia igp, la ricotta infornata  e gli oli extravergine di oliva Monti Iblei, Valdemone e Monte Etna dop. Salume tipico del paese di Sant’Angelo di Brolo, immerso nel verde dei Monti Nebrodi e affacciato sul mare delle isole Eolie, il  salame S.Angelo igp nasce solo dalle parti più nobili di maiali allevati ancora con prodotti genuini come ghiande, fave e crusca, tagliate “a punta di coltello” a grana grossa con aggiunta di sale e pepe nero e lasciate stagionare  in cantina per almeno dieci mesi. Secondo gli storici locali affonda le sue origini già intorno all’XI sec., quando la colonizzazione normanna introdusse nuove abitudini alimentari che privilegiavano il consumo della carne suina, che era stata invece abolita durante l’occupazione degli arabi. L’uso di mangiare la cuccìa il 13 dicembre, in segno di devozione a S. Lucia, sembra, invece, da collegare alla grave carestia che nel 1646 colpì Siracusa durante la dominazione spagnola, quando l’arrivo di una nave carica di frumento fu ritenuta un vero miracolo da ricordare ogni anno con questo dolce preparato con grano, pezzetti di cioccolato amaro e zuccata. Il nome forse deriva dal sostantivo cocciu, chicco, o dal verbo cucciari, cioè mangiare un chicco alla volta: la tradizione vuole, infatti, che sia distribuito a familiari, amici e vicini di casa, lasciando le briciole sui tetti per gli uccellini. A tavola: pescestocco ‘a ghiotta (cioè stoccafisso cucinato con cipolla, sedano, olive verdi salate, capperi, salsa di pomodoro e patate) da mangiare come piatto unico con abbondante pane casereccio o con la pasta, i pregiati frutti di mare del Lago Faro e di Ganzirri per fumanti spaghetti, zuppe di pesce o insalate di mare, la pignolata (bianca al profumo di limone e al cioccolato), braciole di pesce spada arrosto, polpette di melanzane, coniglio a stimpirata con capperi e olive, i cannoli di ricotta a Messina, le schiumette a Siracusa, cassate e granite di caffè, fragola o limone. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

DENOMINAZIONI:

DOC: Eloro, Faro, Mamertino di Milazzo o Mamertino, Noto, Sicilia, Siracusa

IGT: Avola, Terre Siciliane

Noto doc

Faro doc

Eloro doc_perricone

Sicilia doc

Siracusa doc

Avola igt_ nero d’avola

 

Terre Siciliane igt

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