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Prosegue la nostra panoramica delle 92 enoregioni italianeNella Regione Sicilia è possibile individuare sei enoregioni: Sicilia Occidentale, Sicilia Occidentale Interna, Isole, Etna, Terre del Cerasuolo, Sicilia Orientale.

 

SICILIA OCCIDENTALE

Questa enoregione, che coincide con le province di Trapani, Palermo e Agrigento, include tre macroaree: il Val di Mazara, uno dei tre valli in cui era suddivisa la Sicilia fino al Regno Borbonico (dalle strade tortuose, ai vicoli ciechi, ai cortili dei borghi, tutto qui ricorda la dominazione araba), le Terre Sicane un tempo abitate dalla popolazione dei Sicani di probabile origine iberica (montagne, boschi e colline, antichi paesi di tufo dal colore dorato, la Valle del Belice e il lago Arancio, valli e pianure che guardano il mare africano) e le Terre del Marsala, che offrono suggestivi itinerari attraverso le vie del vino (tra le aziende che lo imbottigliano dopo un affinamento nelle botti di rovere preparate con antiche tecniche di lavorazione del legno), del sale (alla scoperta di saline e mulini a vento) e dell’arte (reperti archeologici di varie epoche, mosaici, urne cinerarie e statue). Condizioni ideali di terreno e di clima hanno da sempre contribuito alla tradizione millenaria della vitivinicoltura, praticata nel corso dei secoli da Sicani, Cretesi, Fenici, Romani, Normanni e, negli ultimi anni, fortemente riqualificata sia con un ritorno ai vitigni tradizionali – catarratto bianco comune e bianco lucido, grillo, ansonica (o inzolia), grecanico  e damaschino, fra i bianchi; pignatello (perricone), nerello mascalese e nero d’Avola, fra i rossi – sia con l’introduzione degli internazionali (chardonnay, muller thurgau, sauvignon,  merlot, cabernet sauvignon e syrah).

Vini locali. La doc Marsala  (nelle tipologie Fine, Superiore anche Riserva,  Vergine o Soleras anche Stravecchio e Riserva) è un vino liquoroso il cui grado alcolico viene in parte integrato con aggiunta di alcol e mosto concentrato, dal sapore secco (da aperitivo), semisecco e dolce (per formaggi stagionati, dolci con ricotta e frutta matura) secondo il contenuto zuccherino. Di colore dorato nel tipo “Oro”, diventa giallo ambrato nell’“Ambra” e rosso rubino con riflessi ambrati nel “Rubino”. Il profumo, complesso e persistente, varia dagli aromi di ginestra, fiori secchi, zagara e caramello ai i sentori di mandorla, frutta cotta e noce. Le bottiglie più pregiate, invecchiate decine di anni, sono da meditazione. Condividono molte tipologie monovitigno (Catarratto, Ansonica, Grillo, Grecanico, Chardonnay, Muller Thurgau, Sauvignon, Nero d’Avola, Cabernet s., Merlot, Sangiovese, Syrah) i bianchi, rossi e rosati delle numerose altre denominazioni, tra le quali: Alcamo (Bianco anche Spumante, Classico e Vendemmia tardiva, Rosato anche Spumante, Rosso anche Riserva e Novello), Contessa Entellina (anche Fiano, Viognier e Vendemmia t.), Menfi (anche Vendemmia t., Feudo dei fiori, Rosso e Bonera anche Riserva), Delia Nivolelli (anche Damaschino, Perricone, Spumante, Novello), Salaparuta (anche Rosso, Rosso Riserva, Novello), Sambuca di Sicilia (anche Passito) e Santa Margherita. Gli aromi di pera matura e fiori di campo e il  retrogusto leggermente amarognolo dell’Alcamo a base di cataratto, che se opportunamente vinificato è valorizzato da qualche anno di invecchiamento, accompagna pesce, carni bianche e formaggi di media stagionatura. Di grande corpo, equilibrati al gusto e dai caratteristici profumi il Bianco (da uve ansonica per il 50% minimo) e lo Chardonnay della doc Contessa Entellina, il primo con note erbacee della macchia mediterranea, adatto a pasta con le sarde, seppie arrosto, antipasti e uova, il secondo con note di frutta esotica e miele perfetto da tutto pasto, con crostacei o primi piatti elaborati. Ricavato da una sapiente miscela di uve chardonnay, catarratto bianco lucido, ansonica e sauvignon lasciate parzialmente appassire sulle piante, è il Menfi  Vendemmia tardiva, dolce, armonico e avvolgente, ottimo da fine pasto.

Piatti e prodotti tipici. In tutta la Sicilia occidentale la gastronomia è ricca di cibi, spezie e profumi che testimoniano le differenti influenze culturali che si sono incrociate nei secoli. Tra le tantissime specialità: la salsiccia condita alcamese, il pecorino siciliano dop commercializzato sia fresco (tuma) che stagionato e salato, il caciocavallo palermitano noto fin dal 1400 (dal sapore piccante e la tipica forma a parallelepipedo), la rarissima vastedda della Valle del Belice (dop e Presidio Slow Food), uno dei pochi formaggi italiani a pasta filata prodotto con solo latte ovino intero, il sale marino igp, il  fico d’India della Valle del Belice, il succoso mandarino tardivo di Ciaculli (Presidio Slow Food), i cinque prodotti de.co. di Marsala (fragola, fragolina di bosco marsalese, pane nero di Castelvetrano, pane squaratu e rianata, la pizza origanata), le muffulette (pagnotte ripiene con ragù di manzo e maiale), il cabucio (sorta di panino un pò schiacciato, da passare a forno caldissimo con fette di pomodoro, acciughe salate e origano), le infigghulate (pagnottelle farcite di cipolla e salsiccia), la marmellata di lumie (particolare agrume selvatico oggi coltivato da un unico produttore di Palermo), l’olio Valli Trapanesi dop  e la nocellara del Belice dop che è la più famosa cultivar per olive verdi da tavola da cui si ottiene anche l’extravergine Valle del Belice dop. A tavola: pasta con fave e ricotta, busiati col pesto trapanese, sarde a beccafico (con pangrattato, finocchietto selvatico, uva sultanina e pinoli), caponatina (peperoni, melanzane, sedani, cipolle e pomodori con zucchero e aceto), cassateddi (ravioli a mezzaluna ripieni di ricotta, che possono essere salati e serviti bolliti come primo piatto, oppure dolci e fritti), sfinci (paste lievitate, fritte in olio di oliva e passate nel miele caldo). Da non mancare i dolcetti del 2 novembre noti come frutta della martorana (dal nome del convento vicino a Palermo dove furono preparati per la prima volta) o pasta reale per la delicatezza dell’impasto a base di mandorle variamente aromatizzato, colorato con prodotti naturali e lucidato, secondo tradizione, con la gomma arabica. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 DENOMINAZIONI:

DOC: Alcamo, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Erice, Marsala, Menfi, Salaparuta, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Sciacca, Sicilia

IGT: Camarro, Salemi, Terre Siciliane, Valle del Belice

Alcamo doc

Contessa Entellina doc_phFabioGambina

Delia Nivolelli doc

Erice doc

Marsala doc

Menfi doc_mandrarossa

Salaparuta doc_nero d’avola

Sambuca di Sicilia doc_Lago Arancio

Santa Margherita di Belice doc_ansonica

Sciacca doc_inzolia

Sicilia doc

Camarro igt_grecanico dorato

Salemi igt_damaschino

Valle del Belice igt

 

Terre Siciliane igt

 

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