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Prosegue la nostra panoramica delle 92 enoregioni italianeNella Regione Molise è possibile individuare un’unica enoregione, il Molise.

 

MOLISE

Oggi il Molise è tra le più piccole realtà enologiche italiane, con una superficie vitata di circa 6000 ettari distribuiti tra montagna e collina e concentrati per circa il 75%  nella provincia di  Campobasso. La coltivazione della vite viene fatta risalire ai Sanniti, che avevano appreso da Greci ed Etruschi l’arte di coltivare le vigne e preparare il vino in aggiunta ad altre bevande fermentate, ma fu solo in epoca romana che l’attività si sviluppò su terreni più vasti. La viticoltura specializzata interessa le formazioni calcareo marnose dei rilievi di bassa collina dei Monti Freddani, i terrazzi alluvionali della valle del Venafro, i terreni della valle del fiume Biferno dalle falde del Matese all’Adriatico, i suoli sabbioso di tipo ghiaioso e argilloso della zona costiera, la valle del Fortore fino ai monti della Daunia al confine con la Puglia. Le caratteristiche del clima e del territorio ricordano quelle dell’Abruzzo e così anche i vitigni sono perlopiù gli stessi ad eccezione del tintilia, l’unico autoctono molisano. Le uve a bacca rossa – montepulciano, sangiovese, aglianico, cabernet, merlot, ciliegiolo – danno le produzioni più interessanti. Tra quelli a bacca bianca troviamo il trebbiano (toscano e abruzzese), il bombino bianco, la malvasia (bianca lunga e di candia), la falanghina e gli internazionali chardonnay, sauvignon, pinot bianco e grigio.

Vini locali. Forse introdotto nella seconda metà del Settecento durante la dominazione spagnola dei Borboni (il suo nome deriverebbe dalla parola tinto, che in spagnolo significa rosso) e progressivamente abbandonato a causa della sua scarsissima produttività, il tintilia a bacca rossa è stato negli ultimi anni riscoperto e valorizzato dal lavoro di alcuni agricoltori per la sua capacità di dare vini di elevata qualità. La denominazione Tintilia del Molise, di recente istituzione, è disponibile nei tipi Rosso (anche Riserva), dal colore rubino intenso con riflessi violacei, odore vinoso e caratteristico, gusto secco, armonico, e morbido (da abbinare a pastasciutte al sugo di carne, selvaggina, carne bianca in umido, formaggi stagionati) e Rosato, con delicate note fruttate e sapore asciutto, fresco e, fruttato (ottimo con antipasti e con preparazioni a base di verdure, pollame e pesce). Tra le numerose tipologie anche monovitigno del Molise doc, i bianchi sono consigliati con latticini, primi leggeri, piatti di pesce, pizze e frittate; i rossi con pasta o polenta al ragù, formaggi stagionati, agnello e carni grigliate, alla cacciatora o al forno; il Moscato con mostaccioli o altri dolci tipici della tradizione locale. La doc Biferno permette una originale combinazione di vitigni: trebbiano, bombino e malvasia per il Bianco, colore paglierino con riflessi verdognoli, odore gradevole, delicato, leggermente aromatico, sapore asciutto e armonico; montepulciano, trebbiano e aglianico per il Rosato e il Rosso. Quest’ultimo (anche Riserva dopo 3 anni di invecchiamento) risulta complesso ed evoluto nei profumi e con un buon corpo, adatto ad arrosti di selvaggina e formaggi duri.

Piatti e prodotti tipici. I prodotti della gastronomia richiamano le produzioni abruzzesi con ottimi formaggi – tra i quali i  burrini  tipici degli altipiani, il formaggio di Pietracatella, la scamorza molisana, il caciocavallo di Agnone – e  salumi come la celebre ventricina, ma sono da provare anche le salsicce  (al pepe, al peperoncino, al finocchio), i nirvi e musse (carne di vitellino accompagnata da grandi sedani bianchi), lo ‘ntriglio (condimento forte e grasso, adatto a verdure, pasta corta e uova) e la  misischia di Guardialfiera (carne essiccata di pecora o di capra,  condita con sale ed erbe aromatiche), il parrozzo molisano, la pizza scimia, il fagiolo di Riccia, il pomodoro di Montavano, la patata lunga di San Biase, le mele limoncella e zitella, l’olio extravergine d’oliva Molise dop e la signora di Conca Casale, antico salame crudo a grana grossa oggi valorizzato dal Presidio Slow Food. A tavola: minestra di fagioli con la pizza, pizz’ e ffuje (verdure ripassate in padella insieme a briciole di polenta), fusilli con sugo di agnello, carni ovine cotte al forno, maiale ai peperoni, baccalà mollicato, brodetto alla termolese, cicerchiata (le piccole palline di pasta fritta irrorate di miele e zuccherini colorati, tradizionali sia del sacro Natale sia del profano Carnevale in tutta l’Italia centrale e meridionale) e i piccillati (o cilli), ravioloni dolci farciti con la mostarda d’uva, una sorta di marmellata preparata con uva montepulciano molto matura, diraspata e cotta lentamente nello zucchero con tutta la buccia. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

DENOMINAZIONI

DOC: Biferno, Molise o del Molise, Pentro d’Isernia o Pentro, Tintilia del Molise

IGT: Osco o Terre degli Osci,

Rotae igt_malvasia rosa

 

Osco o Terre degli Osci igt

Pentro d’Isernia o Pentro doc

Campomarino_molise_angolo Borgo Antico

Biferno doc

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