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Merano, the biggest and oldest vine in Europe

23Le viti ultracentenarie

The largest and oldest vine in Europe is over 350 years old and has 350 square meters of fronds, from it, a wine produced from the Wine Cellar of the Centro Sperimentale Laimburg is born. It is the "Versoaln", which can be visited at Castel Katzenzungen in Prissiano, where you can also buy the wine with a certificate. At a short distance from the Gardens of Sissi in Trauttmansdorff Castle, on the other hand, a gold copy of a 7,000-year-old grape seed and a 2,400-year-old pomace of South Tyrol are exhibited.

Info: www.giardinidisissi.it

Trovate a Pompei anfore con vino cretese

Trovate a Pompei anfore con vino cretese

Erano poggiate in una stanza a pianta quadrata. Quindici anfore che gli archeologi stanno tirando fuori dal lapillo dell’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Una scena che è – ancora una volta – un’istantanea sulla storia. Un ambiente che emerge con i contenitori poggiati alle pareti così come lo avevano lasciati i pompeiani duemila anni fa. In quelle anfore c’era certamente del pregiato vino cretese: Massimo Osanna, il direttore del Parco archeologico di Pompei e le archeologhe Arianna Spinosa e Alberta Mastellone hanno riconosciuto tra i vasi scoperti appunto quelle prodotte a Creta e che gli abitanti dell’isola utilizzavano per spedire il vino di loro produzione in tutto il Mediterraneo.

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Chi poteva permettersi vino di qualità? E cosa contenevano gli altri vasi trovati intatti nell’ambiente di servizio della Schola Armaturarum? “Il prosieguo delle ricerche – spiega Massino Osannacon gli esperti del nostro Laboratorio di ricerche applicate ci consentirà di capire con precisione cosa contenevano tutte le anfore, sia quelle di produzione locale che quelle che proveniva da fuori come quelle siciliane e quelle spagnole“.

Il tipo di anfore messe alla luce, oltre al vino erano utilizzate per il trasporto di olio e di una salsa di pesce prodotta in Spagna, diversa dal garum che invece si produceva anche a Pompei.

Lo scavo in corso è il frutto di un intervento di messa in sicurezza della Schola Armaturarum, l’edificio che crollò il 6 novembre 2010, suscitando l’indiganzione internazionale per le condizioni in cui erano tenuti gli scavi di Pompei. “Un crollo per assurdo benedetto” – dice oggi Osanna – “perché senza quella mobilitazione generale non sarebbe nato il Grande progetto Pompei e l’avvio dei lavori di messa in sicurezza del sito“.

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Il progetto del Parco archeologico di Pompei prevede il restauro degli ambienti appena indagati, la realizzazione di una copertura dell’intera Schola, il restauro di affreschi, pavimenti e anfore, e il riposizionamento in situ dei vasi così come sono stati trovati nella logica della musealizzazione diffusa. (Fonte: www.repubblica.it)

The vineyards of Mylopotamos, on Mount Athos

The centenarian vines

Near one of the oldest monastic settlements of Mount Athos (autonomous republic of Greece governed by Orthodox monks), wine grapes have been cultivated in the Mylopotamos vineyards for over a thousand years. A place full of spirituality, inhabited by 1500 monks who animate monasteries and hermitages rich in icons, altarpieces, frescoes, manuscripts and rare miniatures. According to tradition, Mary and St. John arrived here after the resurrection of Christ. Father Epifanio’s painstaking work intervened in 1890 to save these centuries-old plants from abandonment, which today produces organic red, white, rosé and dessert wines using biodynamic methods.

Irpinia: new sons are born from ancient fathers

Irpinia: new sons are born from ancient fathers

The centenarian vines

The Feudi di San Gregorio farm in Sorbo Serpico (Av) has been involved for some time in a project for the recovery of centuries-old plants that a precious varietal archive, a sort of "Pompeii viticulture", brought back to light.

The first step was the purchase of land (6 hectares) where the so-called monumental vines, which have an average of 75/100 years of age but some even 250, resided in the neglect of man. In this operation, from the great prospects for the future and the exportation to other places in our country, the University of Milan (Attilio Scienza) and that of Naples (Luigi Moio) accompany the Feudi di San Gregorio.

After having brought back to the ancient vigor the "Patriarchs", some real viticultural gardens were set up, destined for the visit as in a sort of open-air museum. But above all, a real supply area of "new-old" varieties destined for production has been set up. With enormous scientific and directly productive implications: consider, just to give an example, the possibility to bring back to the vineyards of our days very ancient plants and, for this reason, provided with a superior vitality, widening and enriching the already remarkable varietal heritage of the "Italian vineyard".

Info: www.feudi.it

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