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Bererosa 2019

Bererosa 2019

Sarà ancora una volta una “vie en rose” sull’universo enoico d’Italia in rosa, ma anche uno degli eventi più attesi dell’estate romana, capace di coinvolgere migliaia di visitatori. Il 2 luglio va di scena infatti Bererosa, l’appuntamento targato Cucina & Vini, che torna per l’ottavo anno consecutivo nella Capitale, animando i saloni e i giardini del suggestivo Palazzo Brancaccio con una carrellata di etichette in arrivo da tutto lo Stivale e sfiziose proposte food in abbinamento.

Oltre 70 le aziende vinicole schierate nei banchi d’assaggio con più di 200 etichette tra rosati fermi e mossi. In testa ovviamente il dream team della Puglia pronto a sbarcare a Roma grazie anche alla collaborazione con il Movimento Turismo Vino Puglia. Ma in prima linea ci saranno pure la squadra dell’Abruzzo, con alcune aziende capitanate dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, e una nutrita rappresentanza di bolle en rose made in Lombardia and Veneto. Sarà perciò un’occasione imperdibile per toccare con mano le migliori espressioni vinicole in rosa e per conoscere da vicino l’eterogenea produzione top del Belpaese. Il tutto nel corso di una grande degustazione che solo lo scorso anno ha attirato più di 3mila visitatori.

“Otto anni faspiega Francesco D’Agostino, direttore responsabile di Cucina & Viniabbiamo ideato questo evento poiché avevamo intercettato il potenziale interesse e l’utilità che poteva riscontrare un appuntamento interamente dedicato alla promozione del bere rosa. In quel periodo, infatti, a livello statistico questo tipo di produzione nel Paese cresceva come mai in precedenza, fino a raggiungere il picco di oltre 5 milioni di ettolitri nel 2010, ben oltre il 10% di tutto il vino prodotto in quell’anno. Un boom che ha coinciso con l’escalation oltreconfine dell’Italia, che si afferma come primo esportatore mondiale di vini rosa con più di 4 milioni di ettolitri, coprendo circa il 25% del mercato mondiale. A seguire è però iniziata la decrescita produttiva, che ci ha portato a posizionarci oggi poco sopra i 2 milioni di ettolitri l’anno, per metà esportati, su un mercato globale che si avvicina alla soglia dei 25 milioni di ettolitri. Quindi un processo dove l’Italia ha perso molto più spazio in termini di quantità, concentrando la produzione sull’aspetto qualitativo, per la maggioranza su vini Doc o Igt. E proprio la qualità sarà ancora una volta il tratto distintivo dell’edizione 2019, che si preannuncia imperdibile, visto l’entusiasmo crescente dei consumatori e l’interesse sempre più marcato di ristoratori ed enotecari, che vedono in Bererosa non solo una ‘piazza’ strategica per individuare le etichette da inserire nella carte dei vini, ma anche un’occasione fondamentale per sensibilizzare il grande pubblico al consumo di vino rosa tutto l’anno, quindi non solo d’estate”.

Come per tutti gli eventi targati Cucina & Vini, il vino sarà certamente la star dell’evento capitolino ma non mancherà un’interessante proposta gastronomica da abbinare ai numerosi rosati in degustazione. Quattro, in particolare, le postazioni di street food di Bererosa 2019:

Il Maritozzo Rosso: Edoardo Fraioli propone svariate versioni del maritozzo romano in versione gourmet.

Meglio Fresco Pescheria: Arturo & Mary, coppia nella vita e nel lavoro, presentano le loro selezioni di crudi, tra cui le ostriche, e una vasta scelta di piatti cotti.

La Bottega dell’Oliva Ascolana: direttamente da Ascoli Piceno arrivano a Roma olive ascolane e cremini, fritti al momento e serviti nei classici cartocci di carta paglia. Per gli amanti delle ricercatezze regionali, spazio anche ai piconi, fragranti soufflé di formaggio avvolti in una pasta croccante.

Optymum: Gianluca Saccente, giovane titolare di questa azienda di selezione e distribuzione alimentare, è pronto per preparare taglieri di salumi e formaggi che si sposano perfettamente con le etichette rosate in degustazione.

Per l’edizione n. 8, infine, continua il sodalizio con Diam Bouchage, azienda di punta nella produzione di tappi tecnici in sughero e importante partner tecnico anche quest’anno, e con Fratelli Milano Italian Coffee, giovane realtà romana specializzata nella selezione, tostatura e miscelatura per singole origini dei migliori caffè del mondo. New entry è invece l’Agenzia GroupAma Assipaoli srl di Roma.


Bererosa 2019
Martedì 2 luglio
Roma, Palazzo Brancaccio – Viale del Monte Oppio, 7
Ingresso addetti ai lavori ore 15:00
Ingresso al pubblico ore 16:00
Costo biglietto: € 15 (include calice e sacca porta bicchiere)
Ingresso ridotto per sommelier: € 10 mostrando la tessera associativa in biglietteria

Chianti Festival: a Gaiole in Chianti la Filarmonica Vannetti

Chianti Festival: a Gaiole in Chianti la Filarmonica Vannetti

Proseguono le serate di Chianti Festival nei più suggestivi luoghi del Chianti: venerdì 27 giugno, alle 21 e 30, nella piazza Ricasoli di Gaiole, sarà protagonista la musica della Filarmonica Fortunato Vannetti che propone una serata per celebrare il connubio con la danza. Ingresso libero.

Titolo e filo conduttore della serata è “Ballando sotto le stelle del Chianti”. Lo spettacolo sarà l’occasione per ascoltare il meglio del programma di questa storica istituzione musicale, amatissima a Gaiole, dove fu fondata nel 1865.

In scena la scuola di ballo Equipe Tris d’Assi, gruppo Last Minute Dirty Band.

La rassegna estiva Chianti Festival è organizzata da Fondazione Toscana Spettacolo onlus, con i Comuni di Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti e Castellina in Chianti. Proposte di prosa, musica e circo contemporaneo rendono prezioso un cartellone pensato per intrattenere in maniera intelligente, divertente e originale gli abitanti dei luoghi e i numerosi turisti che ogni anno arrivano in Toscana, attratti dalle bellezze naturali e artistiche del Chianti.

Info: facebook.com/Chiantifestival

Il borgo di Vinci tra Leonardo e itinerari enogastronomici

Il borgo di Vinci tra Leonardo e itinerari enogastronomici

Tra gli itinerari enograstonomici la Toscana si conferma come la regione più attrattiva d’Italia (48%)fonte 15° rapporto del Turismo sul Vino in Italia – e Vinci, nel cinquecentenario della morte di Leonardo, rappresenta la meta preferita di turisti, viaggiatori del week end, appassionati d’arte e del buon vino.

Nel borgo natale di Leonardo da Vinci, insignito della Bandiera arancione del Touring Club Italiano per le sue qualità turistiche e ambientali, sono presenti numerose sedi espositive con mostre dedicate al Maestro- Tra queste il Museo Leonardiano presso ilCastello dei Conti Guidi e la Fondazione Rossana & Carlo Pedretti presso Villa Baronti-Pezzatini.

Percorrendo le strade che attraversano le colline del Chianti, a Vinci, merita una sosta il Bioagriturismo Il Fondaccio della famiglia Falzari, produttrice di vini biologici e biodinamici, che dagli anni ’90 ha avviato il processo di conversione dai convenzionali metodi di coltivazione a forme di agricoltura biologica, al fine di preservare l’integrità e vitalità della terra.

Circondato da un panorama mozzafiato, il Bioagriturismo sorge tra i vigneti curati da Sergio Falzari che, dopo una laurea in medicina veterinaria, si è completamente dedicato con impegno e passione alla coltura, vendemmia e produzione di vino biologico certificato. Sergio accompagna i visitatori nelle visite alle cantine e alle degustazioni dei vini prodotti dai vitigni di Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Trebbiano.

Sergio offre ai visitatori un’esperienza unica che unisce all’ospitalità di famiglia momenti di convivialità, impreziositi da pillole informative sulle differenze tra agricoltura biodinamica, biologica, chimica e una breve esperienza della pratica agricola.

Per scoprire da vicino questa realtà è possibile prenotare la degustazione per apprezzare la qualità delle vendemmie dei vini biologici Falzari, come il Chianti D.O.C.G “Selengaia” , l’IGT Rosso Toscano “Altrove”, l’IGT Rosso Toscano “Pilandra” (Sangiovese in purezza), l’IGT Bianco Toscano “Tinnari” (Trebbiano Toscano in purezza).

Per informazioni: www.vini-falzari.it

89ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba

89ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba

La presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana Allena, insieme a Carlo Bo sindaco della Città di Alba e Alberto Cirio presidente della Regione Piemonte e con Gianfranco Garau Sindaco di Grinzane Cavour, Tomaso Zanoletti presidente dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Giuliano Viglione vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Luigi Barbero presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Marco Ottaviani presidente Carifrac di Fabriano, hanno illustrato al Castello di Grinzane Cavour i temi di questa edizione ispirata all’equilibrio perfetto, che si terrà dal 5 ottobre al 24 novembre 2019.

Il cibo è una delle più straordinarie espressioni della cultura materiale – ha dichiarato la Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana Allena – ed è indubbiamente una delle motivazioni di viaggio per chi raggiunge le colline di Langhe, Roero e Monferrato. La nostra più preziosa risorsa, il Tartufo Bianco d’Alba, è il perfetto legame tra la tavola tradizionale e la cucina stellata, un elemento immancabile ed eccezionale valore aggiunto sui piatti del territorio. La Fiera che stiamo per vivere rafforzerà le sinergie di Alba, Città Creativa per la Gastronomia Unesco, con il network di altre eccellenze mondiali come Limoges e Fabriano, ma sarà anche lo spazio in cui esaltare la creatività e la passione per il nostro Tartufo come ci dimostrerà Davide Oldani. Siamo seguiti da un pubblico attento ed entusiasta che arriva da tutto il mondo e considera la nostra Fiera una destinazione imprescindibile per l’autunno. Ci auguriamo che l’appuntamento albese possa essere un’occasione per mostrare anche al pubblico cittadino le sue bellezze architettoniche, la sua cultura e la sua storia in una veste particolare, come avverrà con le Cene Insolite.

Rural Festival: torna la festa che dà voce alla biodiversità agricola

Rural Festival: torna la festa che dà voce alla biodiversità agricola

Settembre è il mese del Rural Festival. Sabato 7 e domenica 8 all’Agricola Rosa dell’Angelo, all’interno del parco di biodiversità Rural a Rivalta di Lesignano De’ Bagni (Parma), torna la grande festa all’aria aperta dedicata alla biodiversità agricola e alla cultura contadina. E’ qui che infatti che da sei anni si danno appuntamento a fine estate agricoltori e allevatori custodi di Emilia Romagna, Toscana e, dallo scorso anno, anche della Liguria impegnati nel recupero e salvaguardia di razze animali autoctone e varietà vegetali ormai rare.

Siamo nel cuore della Food Valley parmense, in un territorio collinare fatto di verde, boschi di querce, calanchi e vulcanelli di fango eletto a riserva Mab Unesco. Una due giorni imperdibile per grandi e piccini dove toccare con mano questo grande patrimonio rurale dell’Appennino Tosco Emiliano, attraverso il racconto e l’assaggio di quei prodotti presenti sulle tavole dei nostri nonni offerti da chi, ogni giorno con fatica ma anche con grande passione, ci permette di riscoprire sapori autentici. Si tratta di piccole realtà che hanno scelto di produrre meno e meglio, rispettando i ritmi della natura, per salvare e valorizzare le tante identità territoriali in nome della biodiversità, nell’ottica di scelte consapevoli per noi e per l’ambiente.

Questo il motto, comun denominatore di chi aderisce al progetto Rural: “tornare indietro per andare avanti e guardare al futuro”.

Una quarantina i produttori che parteciperanno – alcuni per la prima volta – offrendo in degustazione assaggi di prosciutto di maiale Nero, arrosticini di pecora Cornigliese, carne fresca di Cinta Senese, pane di grano del Miracolo e Marocca di Casola, polenta Formenton Ottofile Garfagnana, testaroli della Lunigiana con farro, passata dell’antico pomodoro Riccio di Parma, pasta fresca emiliana con uova di gallina Romagnola, Tortél Dóls con mostarda, torta di patata Quarantina Bianca, ortaggi della Piana di Albenga, cipolla Borettana, fagioli Zolfino al coccio, erbe spontanee, olio di Olivastra Seggianese, latte fresco di asina, formaggi unici di razze bovine e ovine, marmellata di prugna Zucchella, caffè di orzo Leonessa, miele biologico delle campagne emiliane, Sidro di mele di montagna, uve e vini da rari e antichi vitigni e tanto altro. Una mostra-mercato ma soprattutto un’esperienza diretta unica di cultura gastronomica negli spazi della riserva naturale del parco Barboj, dove uomo e natura convivono naturalmente.

Adiacente all’Agricola Rosa dell’Angelo e agli espositori, non mancherà la fattoria didattica con razze animali antiche, tanto amate dai bambini: dal maiale Nero alla pecora Cornigliese, dall’asino Romagnolo al cavallo Bardigiano, dai vitelli di bovina Grigia d’Appennino alla gallina Romagnola e al pollo del Valdarno, ma anche oche e anatre Romagnole e tacchino di Parma e Piacenza.

Tutt’attorno cultivar di varietà rare, messe a dimora per arricchire il patrimonio vegetale già presente, come la vigna-catalogo di antichi vitigni del territorio e una ricca esposizione di pomodori, su tutti il Riccio di Parma, dal sapore dolce e delicato, passando per i gelsi, fino agli ulivi, “figli” di quello secolare di Mulazzano.

Il Festival ospiterà anche i protagonisti della campagna rurale: modelli di trattori d’epoca Landini e Lamborghini prodotti tra gli anni Trenta e Cinquanta sapientemente restaurati, che verranno messi in moto da esperti motoristi per la gioia dei più piccoli ma anche di adulti appassionati.

Gli ingredienti per trascorrere due giorni festosi nel segno della biodiversità agricola e della convivialità, passeggiando e perdendosi tra i grandi spazi del parco protetto, ci sono tutti. Appuntamento quindi, anche in caso di maltempo (i banchi espositivi e tante postazioni sono al coperto) per tutto il giorno il weekend del 7 e 8 settembre per incontrare volti, storie e prodotti protagonisti del progetto Rural. Ingresso gratuito.

Inoltre se nel centro storico di Parma il Rural Market è ormai l’indirizzo dove trovare tutto l’anno questi prodotti unici, che seguono il ritmo delle stagioni, anche la Toscana oggi ha un suo nuovo punto di riferimento per i prodotti di biodiversità agricola: è il Rural Market di Radda in Chianti (Siena). Aperto ogni weekend fino a ottobre, è ricavato da una ex officina meccanica recuperata nel centro del paese e messo a disposizione dall’azienda agricola Cipressi in Chianti che organizza anche un’emozionante itinerario in fuoristrada per far conoscere l’allevamento di Cinta Senese e le antiche cantine di lunga stagionatura.

Per informazioni: Rural Festival – PARCO RURAL di BIODIVERSITA’ AGRICOLA

RIVALTA DI LESIGNANO DE’ BAGNI (PARMA) – Tel. 0521.237485 – Cell. 342.9128266

www.rural.it – info@rural.it

Festival agrirock Collisioni

Festival agrirock Collisioni

Non solo grande musica internazionale e incontri con i maestri della letteratura mondiale e del cinema a Collisioni, perché il festival, nel suo intenso programma, rende omaggio anche al padrone di casa, il Barolo, e a tutti i grandi vini e prodotti food che rendono il Piemonte e l’Italia famosi nel mondo.

Il caratteristico borgo delle Langhe ospiterà, oltre ai protagonisti della cultura e della musica, anche i grandi prodotti food e i grandi vini del bel Paese, in un viaggio sensoriale tra i sapori e profumi del Made in Italy. Dal Piemonte alla Puglia, dal Friuli alla Basilicata, passando per Liguria, Marche and Toscana.

PROGETTO VINO – dal 2 all’8 luglio

Giunto alla sua ottava edizione nel 2019, il Progetto Vino è il “cuore storico” del programma di Collisioni dedicato all’enogastronomia, nato dalla volontà di riunire a Barolo alcuni tra i più importanti professionisti del vino di tutto il mondo e i grandi vini che l’intera Italia ha da offrire. A Barolo arriveranno grandi nomi internazionali del settore, non solo giornalisti ma anche capi sommelier e importatori. Tra i tanti: la Master Sommelier Angela Wall, Restaurant Manager e Sommelier al ristorante La Quercia and L’Ufficio Wine Bar di Vancouver; Anne Martin, Head Sommelier e Senior Manager Of Beverage di MLSE, il leader di tutti gli eventi sportivi di Toronto e del Canada; César Basurto, Southeast Regional Sales Manager per The Sorting Table, importatore e distributore di vini di alta gamma e di nicchia; Francesco Marzola, Best sommelier of the Nordics 2018 e Wine Director del Ristorante Elysee, presso Park Hotel Vossevangen, che ha vinto nel 2018 e 2019 come miglior lista dei vini della Norvegia; Martynas Pravilonis, Head Sommelier presso il Kempinski Hotel, il più importante hotel di lusso di tutta la Lituania, nel 2017, per il secondo anno di fila, Best Sommelier della Lituania.

IL PALCO WINE AND FOOD DI COLLISIONI – 5/6/7 luglio

A grande richiesta torna, per la sua quarta edizione, il programma del Palco Wine&Food di Collisioni. Un intero palco a ingresso gratuito su prenotazione nella piazza del Castello di Barolo, che offrirà tasting guidati e approfondimenti sui grandi vini e prodotti agricoli italiani. Dopo il sold out delle ultime tre edizioni, sul palco esperti, produttori vinicoli e produttori food insieme a musicisti, artisti, fumettisti and acrobati in interazione con il pubblico. Tutto prenderà avvio venerdì 5 luglio con una giornata interamente dedicata alla farina di eccellenza 100% made in Italy e all’arte della panificazione, grazie alla collaborazione ormai storica tra Collisioni e Farine Petra. Il titolo dell’evento è Bread Religion, un momento gourmet dedicato al pane che nel puro stile agrirock di Collisioni mette in dialogo alti contenuti di educazione e conoscenza gastronomica con la musica. Grandi chef italiani e, ad accompagnarli dalle 18.00 alle 2.00 del mattino, tanti eventi live tra cui il grande aftershow con vocalist, percussioni e DJ-Set ideato da Joe T Vannelli.
In allegato il programma completo.

PROGETTO FOOD – 8/9/10 luglio

Torna, per la sua terza edizione, Progetto Food di Collisioni: tre giorni di presentazione, degustazione, confronto e tavole rotonde su eccellenze enogastronomiche piemontesi e italiane, con un particolare focus dedicato ai formaggi Dop piemontesi (a cura di Assopiemonte DOP e IGP), come il Castelmagno, Robiola di Roccaverano, Murazzano e altri. La scenografia sarà nuovamente quella dell’Agrilab, lo spazio di Collisioni aperto al pubblico tutto l’anno nel Cortile del Castello di Barolo. Gli incontri saranno dedicati a professionisti del settore, ma anche aperti al pubblico con posti limitati.

Per i progetti e gli incontri del palco è possibile prenotarsi scrivendo a press@collisioni.it

The Village Membership Club è entrata a far parte della Federazione Europea Iter Vitis

The Village Membership Club è entrata a far parte della Federazione Europea Iter Vitis

Da più di 20 anni l’Associazione croata per il turismo e lo sviluppo rurale “The Village Membership Club” promuove contenuti tradizionali, collegando progetti importanti, produttori, eventi e attività, proteggendo l’originalità e creando nuovi prodotti di turismo rurale. L’Associazione ha anche promosso la maggior parte dei progetti più significativi relativi alle aree rurali, oltre ad aver organizzato più di 200 incontri e seminari di esperti. Inoltre i suoi congressi internazionali e le conferenze scientifiche e di esperti sono frequentati e co-organizzati da eminenti specialisti di tutto il mondo. I suoi membri sono spesso invitati come relatori in riunioni internazionali e locali, contribuendo così ad influenzare e partecipare a proposte di leggi e regolamenti importanti per lo sviluppo delle aree rurali, il turismo croato e l’economia.

L’Associazione ha organizzato con successo dieci di quelle che erano conosciute come le più grandi fiere del turismo in Croazia – “EkoEtno”. Ha anche creato “Etichettatura del turismo rurale” e ha fondato un progetto per valorizzare i maggiori protagonisti della nazione al turismo rurale – “Il girasole del turismo rurale” – che consiste in sette categorie, una delle quali è proprio l’enoturismo. Le decisioni e i voti della giuria vengono annunciati in occasione di una solenne cerimonia di premiazione, che è una delle manifestazioni più interessanti tradizionalmente svolte a Zagabria, in cui le caratteristiche moderne e urbane sono legate a quelle tradizionali e rurali.

Croazia, la terra del buon vino

Croazia, la terra del buon vino

Croazia, la terra del buon vino

Le prime viti sono state piantate dai Romani, per cui è stato recentemente scoperto che la Croazia è la patria del famoso tipo di vino americano, lo Zinfandel.

Oggi le cantine non sono solo un luogo in cui vengono prodotti splendidi vini, ma anche un interessante meta turistica dove conoscere tutte le bellezze della Croazia e il suo piacevole stile di vita e contemporaneamente assaggiare vitigni autoctoni come Plavac, Crljenak Kaštelanski, Babić, Teran, Frankish, Riesling, Traminer, Pošip, Malvasia… .

I vini croati sono il riflesso del paese, ma anche del carattere del vino, con tutte le specificità di numerosi vigneti che coprono una vasta area della Croazia – dalla Dalmazia meridionale al Quarnero e all’Istria, insieme a metà Croazia, Slavonia, Baranja e Srijem all’estremità orientale del paese.

Il segreto della produzione del vino è stato trasferito di generazione in generazione. Di conseguenza è maturata una nuova generazione di vincitori, che ha introdotto novità e conoscenze tecnologiche attraverso il sostegno della tradizione, rendendo alcune delle regioni vinicole della Croazia competitive nel mercato mondiale dei vini.

 

 

L’Associazione  delle Città del Vino dà il benvenuto al Comune di Durazzano

L’Associazione delle Città del Vino dà il benvenuto al Comune di Durazzano

L’Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Durazzano, in provincia di Benevento. L’origine del nome sembrerebbe derivare dal primitivo Oraczanum che, insieme al termine Durazzano per la sua flessione aggettivale, pare sia nato da un antico possesso prediale. Durazzano rappresenta la finestra del Sannio sul casertano e napoletano. Il paese è infatti situato al centro di una vallata tra due monti: il Longano (579 m) ed il Burrano (756 m), collegati al ponente dal Monte Airola (478 m). I tre costituiscono un emiciclo che va a chiudersi nella gola di tagliola. Il nome della gola è legato al fatto che, come sostiene uno storico locale, dall’interpretazione degli scritti di Tito Livio si rileva che presso la strettoia si avvenuta l’imboscata dei Sanniti ai Romani. A questi, poi, fu imposto ad Arpaia il gioco scherno conosciuto come Forche Caudine. Le sue origini sono discusse, anche se la sua conformazione fa supporre che qui sia da ubicare la località Orbitanium. La sua significatività storica inizia nel 1749, quando diviene Terra Regia ed elevata da Carlo III di Borbone come uno dei nove siti regali con un governatore ed un tribunale regio. Dal 1809 al 1816 Durazzano fu Capoluogo di circondario nel distretto di Nola. I suoi confini comprendevano i territori di Cervino, Forchia, Messercola e Valle di Maddaloni. Tornati i Borboni a Napoli, per punire la cittadina che aveva dato i natali a tal Nicola Mazzola, fervente sostenitore della Repubblica e dei francesi, Durazzano fu declassata perdendo, sia i territori ed i titoli amministrativi riconosciutogli, più vicina a Sant’Agata dé Goti. Da questa riconquistò l’indipendenza nel 1860 quando, inoltre, passò dalla Provincia di Caserta a quella di Benevento.

Negli anni l’economia di Durazzano è riuscita a trovare un buon equilibrio tra agricoltura, artigianato e servizi. Nel settore agricolo spicca soprattutto la produzione di uva fragola, ma importante è anche quella dell’olio, delle ciliegie e delle noci. Rimanendo nel settore, apprezzate sono le produzioni artigianali di salsicce, taralli (detti anche “brennole”), pane ed un particolare biscotto, morbido, chiamato ancinetto. Nel settore dei servizi è sviluppata soprattutto la ristorazione, che va da quell’agrituristica fino a quella di lusso, riuscendo così a soddisfare tutti i palati e le tasche. Negli ultimi anni si è sviluppata, nel settore artigianale, la lavorazione di ceramiche. Ancora resiste quello che un tempo era definibile come cavallo di battaglia della nostra economia: la produzione tessile. E naturalmente i vini, come la Doc Falanghina del Sannio e le Igt Sannio, Benventano e Campania.

Tra i monumenti e luoghi d’interesse ricordiamo:

  • Ponte della Valle di Durazzano: secondo ponte dell’Acquedotto Carolino, che conduce le acque alla cascata della Reggia di Caserta, inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
  • Chiesa di Sant’Erasmo
  • Chiesa di Santa Maria Capocasale
  • Chiesa di San Rocco: Fu eretta nel 1656 come ex voto per la fine delle feste. E’ costituita da una sola navata coperta con volta a botte. Il piccolo edificio religioso, situato all’incrocio di due strade ed inglobato nella cortina di edifici, e rappresentava una sorta di porta d’ingresso. Restaurata di recente.
  • Chiesa di San Giacomo
  • Chiesetta del Grottone
  • Chiesa dell’Annunziata
  • Chiesa di Sant’Angelo: la piccola costruzione, ai piedi del monte Longano, si trova in posizione isolata rispetto ai nuclei storici. La chiesa, le cui prime notizie risalgono al 1521, è dedicata all’Arcangelo Michele il cui culto era già praticato sulla vetta del monte Longano dove sorgeva una costruzione (presumibilmente di origine longobarda edificata sulle rovine di un tempietto Romano) della quale attualmente è possibile vedere solo tracce dell’impianto
  • Castello medievale quadriturrito
  • Resti di antica villa romana

Calici soffiati, un nuovo modo di bere

Calici soffiati, un nuovo modo di bere

Da oltre 30 anni siamo un’azienda italiana leader nel settore hospitality attraverso la creazione, produzione e distribuzione di una vasta gamma di accessori per la tavola (finger food, tableware & drinkware e drink safe). Una lunga esperienza, maturata nel segno della ricerca e dell’innovazione, ci consente di offrire soluzioni all’avanguardia per soddisfare le richieste dei professionisti della ristorazione e dei consumatori più esigenti. Tutti i nostri prodotti sono realizzati con materie prime di alta qualità e riciclabili al 100%, poiché l’attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità è una nostra priorità: un impegno riconosciuto anche dalle certificazioni internazionali che abbiamo conseguito negli anni.

Sono questi gli ingredienti di un successo che ha portato il Gruppo a costruire un network internazionale consolidato. La capacità di generare innovazione, la cura del design, la varietà dei nostri prodotti e l’attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità della produzione fanno di GOLDPLAST un vero e proprio unicum nel suo settore. L’ampiezza e l’eleganza delle nostre collezioni ci consentono di proporre soluzioni adeguate ad ogni esigenza di stile e praticità e di ispirare la creatività di ognuno.

Nella ricerca e nell’innovazione vive l’anima di GOLDPLAST. Non solo una parte integrante dei processi produttivi, ma una vera promessa per i nostri Clienti, per questo i nostri designers, insieme ai team di marketing e di ricerca&sviluppo ideano, studiano e sviluppano costantemente nuovi prototipi, consentendo all’azienda di lanciare sul mercato nuovi prodotti. Ma innoviamo nel solco della tradizione: evolviamo, creiamo e ridefiniamo forme e colori, per valorizzare la nostra esperienza e la secolare tradizione dell’agroalimentare italiano. Un tratto distintivo che ci siamo guadagnati reinterpretando i modelli tradizionali nelle loro forme originarie con materiali di ultima generazione.

L’emblema di questa filosofia è rappresentato dai nostri Calici Soffiati, nati dall’incontro tra la tecnologia millenaria del soffiaggio e l’utilizzo di un co-polimero tecnologicamente avanzato, con l’obiettivo di soddisfare i sommelier più esigenti e garantire una perfetta degustazione del vino e allo stesso tempo la massima sicurezza, grazie alla totale infrangibilità.

 

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