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Rome, a vineyard in Trinità dei Monti

Rome, a vineyard in Trinità dei Monti

The vineyards in the city

The gardens of the French Convent of the Sacred Heart of Trinità dei Monti host a small vineyard from which the "Gallic Wine" has recently been produced (one hundred bottles in 2008), thanks to a collaboration agreement between the Municipalities of Rome and Narbonne (city of Roman origins), the National Association Città del Vino, the French Embassy to the Holy See and the contribution of the students of the Emilio Sereni Agricultural Institute. The students took care of the planting, pruning, harvesting and sanitary treatments of about eighty vines of native vines of the Languedoc (Carignan Nero, Syrah, Grenache nero, Picpoul, Moscato di Alessandria, Mourvèdre) planted by a representative of winemakers of Narbonne.

The Church and Convent were built, starting from 1502, on an area that until the early VI century was a huge vineyard, donated by the King of France Charles VIII to an order of friars. Also the adjacent Villa Medici, which since 1803 has housed the Academy of France, stands on the Pincio hill in the space occupied in antiquity by the Horti Luculliani. When, in 1564, Cardinal Giovanni Ricci di Montepulciano bought the Casina Crescenzi, at that time the only "civil" building, the parcel included a farm in the middle of vineyards.

Siena, Senarum Vinea

Siena, Senarum Vinea

The vineyards in the city

The city maintains a profile still strongly characterized by the presence of green areas in the districts inside and outside the city walls, with urban gardens and traces of vineyards for wine production limited to self-consumption. Interesting breeding technique on live tutor, the discovery of centenarian strains and foot francs (thus preceding the phylloxera epidemic, when the vines were grown in direct contact with the ground without the help of the rootstock) and a certain number of poly-varietal vineyards, in which different vines (for example Gorgottesco, Sangioveto and Colorino) are associated within the same row to obtain wines with a more decisive and fragrant aroma, certainly different from that of standardized productions.

In addition to the aforementioned Gorgottesco (indicated in the ‘800 ampelographic bulletins together with Sangioveto and Canaiolo as one of the most cultivated vines in the municipalities of Gaiole in Chianti, Asciano and Buonconvento), Tenerone, Mammolo, Zuccaccio, Salamanna, varieties can also be found, already registered and reported as rare and high risk of extinction in the database of Germoplasma Autoctono Toscano. Finally, there are some plants that could retain their own peculiar character, since it was not possible to detect significant homologies with the autochthonous grape varieties inserted for genetic comparison.

A Torino si vendemmia in città

A Torino si vendemmia in città

E’ tempo di vendemmia anche sulla collina di Torino, al Vigneto Reale di Villa della Regina, l’unico vigneto metropolitano d’Italia e tra i pochi in Europa, con Parigi e Vienna. Una vigna con oltre 400 anni di storia rimessa in sesto tra il 2003 e il 2006, grazie a un intervento promosso dal Ministero per i Beni Culturali e curato dalle Cantine Balbiano, in collaborazione con Università di Torino e Cnr.

Viene prodotto un Freisa di Chieri Doc Superiore. “E’ un vino speciale – spiega Luca Balbianonato da un vigneto di cui non esisteva più traccia. La produzione potrebbe essere molto più alta di 4000 bottiglie, ma abbiamo fatto una scelta di qualità. E’ un piccolo miracolo, perché da vigneti così giovani non si ottengono di solito vini di questa caratura. Merito dell’esposizione a sud e di un terroir molto ricco, non sfruttato per oltre 50 anni. È anche sorprendentemente sano dal punto di vista ambientale: l’inquinamento non incide sulla vigna, sopraelevata rispetto alla zona urbana e lontana dalla strada“.

Il via alla vendemmia è stato dato oggi dall’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero. “Anche se non siamo tra le colline Unesco – ha detto – questa vigna sorge all’interno di una delle Residenze Reali Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Le città sono sempre state più agricole di quanto si possa immaginare, anche Torino“.

VIGNETI URBANI E CINTURE VERDI PER UNA RIQUALIFICAZIONE DELLE CITTÀ

Bottiglie metropolitane tra castelli e grattacieli

Bottiglie metropolitane tra castelli e grattacieli

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Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta degli appezzamenti di varie dimensioni coltivati a vite in molte municipalità italiane ed europee, dalle grandi metropoli ai piccoli centri abitati, con una piccola escursione anche oltreoceano. Vigne che testimoniano una parte importante della cultura e della storia cittadina e sono spesso preziosi custodi di biodiversità, in alcuni casi di biotipi rarissimi.Vigne che testimoniano una parte importante della cultura e della storia cittadina e sono spesso preziosi custodi di biodiversità, in alcuni casi di biotipi rarissimi.

A STOCCARDA vigneti che giungono fino al centro città, parchi, foreste e frutteti ricoprono più della metà degli 11.000 ettari del territorio comunale, dove è possibile trovare vigne urbane nel mix armonioso di architetture moderne ed edifici storici. Oggi – come già nel XVI secolo quando vi si coltivavano Klevner, Sylvaner, Grüner Veltliner, Gutedel, Traminer aromatico and Moscato – Stoccarda è uno dei maggiori centri vinicoli della Germania. I suoi vigneti si estendono per 423 ettari, più del 2% della superficie cittadina e, insieme a quelli dei Comuni di Esslingen e di Fellbach, fanno parte del distretto “Weinsteige”. Riesling, Trollinger, Lemberger, Sauvignon, Pinot bianco, Cabernet and Merlot sono i vitigni coltivati, le cui uve vengono poi vinificate per la maggior parte dalle cinque cantine sociali e il resto da viticoltori privati, ma in ogni caso l’ottima produzione di rossi e bianchi è destinata principalmente al mercato locale.

Si passeggia nel centro storico di VIENNA e poco dopo ci si trova immersi nel verde dei vigneti che cingono la capitale dell’impero austro-ungarico con circa 700 ettari di vite suddivisi tra il 19esimo e il 21esimo distretto. Con una storia più recente rispetto alle vigne urbane parigine e romane, qui si producono vini pregiati, molti dei quali certificati dalla Dac, l’equivalente della Denominazione d’origine. Lo storico vigneto reale degli Asburgo, lasciato per secoli abbandonato è stato nel 2009 reimpiantato all’interno del Castello di Schönbrunn e affidato alla gestione dell’associazione di vignaioli Wien Wein, che lo coltiva secondo la tradizione del Wiener Gemischter Satz (vino tutelato dal Presidio Slow Food e dalla Denominazione di Origine Controllata), cioè la vigna mista viennese con le uve di diverse varietà che crescono “mescolate” nella stessa vigna e vengono poi raccolte, pressate e trattate insieme.

A NEW YORK dal 2016 sui tetti dei palazzi non ci sono più solo orti ma anche veri e propri vigneti. Nel primo, a Brooklyn con vista sull’Empire State Building, sono stati impiantati Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Malbec e Petit Verdot, dentro vasi riempiti con una terra speciale che contiene vetro riciclato triturato in grado di favorire un buon drenaggio. Devin Shomaker, il giovane co-fondatore dei Rooftop Reds fondata grazie ad una campagna di crowdfunding e al finanziamento della casa vinicola Finger Lakes, ha deciso di applicare la viticoltura applicata alla nuova divisione dell’agricoltura urbana, concentrandosi soprattutto sulla gestione dei micro e macro-nutrienti per la terra, sulla gestione idrica e sulle migliori pratiche tradizionali per questi vitigni. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

Vigneti urbani e cinture verdi per una riqualificazione

Continua il viaggio tra i vigneti in città

Vigne in città tra chiostri e conventi

Passeggiando per le vie delle vigne in città

Vigneti urbani antichi e moderni: da Frascati a Pompei

Filari di viti anche a Parigi, Reims e Londra

Paris, Montmartre vineyard

Paris, Montmartre vineyard

The vineyards in the city

Le Vignoble de Montmartre

The last vineyards of Paris are located in Montmartre, on the north “butte” (hill) of the city. At the corner of rue des Saules and rue de Saint Vincent, the Clos Montmartre with its Rockwall gardens and rows of vines descend down the hill. The history of Montmartre vineyard probably dates back to the Gallo-Roman era, although the first official documents dated to 944 (“Annales du Chanoine Flodoard”). The production of wine grew considerably until the end of the XVIII century, thanks also to the abbesses of the Abbey of Montmartre, who rented the land only on the condition that grapes were grown in order to receive an income from the press.

In the mid-nineteenth century some construction projects threatened the area as long as in 1933 the wine tradition was recovered by a group of friends who re-planted Gamay Beaujolais, Pinot Noir, Seibel, Couderc, Seyve, Villard blancs et noirs and other varieties of different origins (Riesling, Muscat, Perle de Csaba, etc.). From that moment on, every year the first Saturday of October, the day in which the harvest announcement is held, this is the occasion for great celebrations. The wine is sold at auction and the proceeds donated to charity.

Brescia, the largest urban vineyard in the world

Brescia, the largest urban vineyard in the world

The vineyards in the city

A document from 1401 attests the presence of a vineyard and of the grapes then planted in Brescia. Today, with its 4 hectares of cultivated land, it is the largest urban vineyard in the world, which among other things received from Slow Food the title of "Historical Heritage of Agri-Food and Environmental Culture".

Here, in fact, in the last part of the rural area of the city, in place of an ancient moat at the base of the Cidneo hill, starting from 1996, 2500 vines have been replanted, left to grow with the traditional pergola system. So close to the historic center, plants of Invernenga or mbrunesca, grapes thrive (an indigenous white grape variety now unavailable elsewhere, which has the particularity of completing its maturation only at the end of October) and other local grapes such as Marzemino, Groppello, Uccellina, Schiava, Corva.

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