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I vigneti di Mylopotamos, sul Monte Athos

Conventi e Abbazie

Nei pressi di uno degli insediamenti monastici più antichi del Monte Athos (repubblica autonoma della Grecia governata dai monaci ortodossi), nei vigneti di Mylopotamos  da più di mille anni si coltiva uva da vino. Un luogo pieno di spiritualità, abitato da 1500 monaci che animano monasteri ed eremi ricchi di icone, pale d’altare, affreschi, manoscritti e rarissime miniature.  La tradizione vuole che proprio qui siano sbarcati Maria e San Giovanni dopo la resurrezione di Cristo.  A salvare dall’abbandono  queste piante secolari è intervenuto nel 1990  il lavoro certosino di padre Epifanio, che oggi produce con metodi biodinamici vini biologici rossi, bianchi, rosati e da dessert.

La montagna di Reims

Conventi e Abbazie

La Montagna di Reims (chiamata anche l’isola montagnosa) è una delle cinque zone di cui è composta la Champagne, una delle aree viticole di Francia più note, famosa soprattutto per la produzione del omonimo vino che da qui viene esportato in tutto il mondo. Nelle valli dai pendii soleggiati e dediti al pascolo delle pecore, già dai tempi dei Romani i terreni argillosi e ondulati ospitavano vigneti. Nel VII secolo vi sorsero molte grandi abbazie – tra le quali quelle di St-Basles, Epernay, Hautvillers e Avernay – che piantarono vigneti nelle proprietà ecclesiali. La coltivazione nella vite ebbe un così grande sviluppo che nel IX secolo si introdusse una distinzione tra i vini della Marna e quelli della Montagne de Reims. Nell’anno 816 l’incoronazione del figlio di Carlo Magno, Luigi, contribuì non poco alla diffusione tra gli aristocratici della fama dei vini della Champagne in Francia.

Quella di Filippo VI, nel 1328, diede modo alla corte e agli abitanti di Reims di bere qualcosa come 300 botti di vino dei Coteaux Champenois.  Nell’abbazia di St-Basles, presso Verzy, il vino della Champagne veniva servito durante le feste che concludevano le processioni religiose dei giorni festivi. San Remigio, Vescovo di Reims per 74 anni sino alla sua morte nel 530, cita nel suo testamento i vigneti locali. In seguito la fama di questi vini prosperò ulteriormente per merito degli scambi commerciali, ma solo alla fine del XVII secolo il giovane monaco benedettino, Dom Pérignon, nominato cantiniere dell’abbazia di Hautvillers, riuscì ad ottenere quella fermentazione naturale durante la quale il liquido spumeggiava mantenendo la limpidezza e, grazie alla “cuvée”, cioè all’uso di uve di diversi vitigni, otteneva un ricco bouquet.

Risolto il problema dei contenitori con bottiglie robuste resistenti alla pressione del vino e alla loro chiusura con tappi di sughero legati da gabbiette metalliche (al posto del tappo di legno e stoffa intrisa d’olio precedentemente in uso), dalle cantine di Reims e di Épernay cominciarono ad uscire sempre più bottiglie, che anche le campagne napoleoniche contribuirono a far conoscere in Europa. Le cantine, generalmente scavate nell’argilla e molto vaste, sono visitabili.

Giurisdizione di Saint-Émilion, borghi e antichi vigneti

Giurisdizione di Saint-Émilion, borghi e antichi vigneti

 La Giurisdizione di Saint-Émilion è un eccezionale esempio di vigne storiche sopravvissute intatte e in attività fino ai giorni nostri. Ancora oggi il paesaggio, impreziosito da monumenti storici sia nelle città che nei centri più piccoli, è interamente dedicato al vino. Nel 1999 l’Antica Giurisdizione di Saint-Émilion – che comprende Saint-Emilion, Saint-Christophe des Bardes, Saint-Etienne de Lisse, Saint-Hippolyte, Saint-Laurent des Combes, Saint-Pey d’Armens, Saint-Sulpice de Faleyrens e Vignonet – è stato inserita nella lista del Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

La viticoltura fu introdotta dai Romani nella fertile regione dell’Aquitania (il “paese delle acque” dell’impero romano) ed in seguito intensificata nel Medioevo. Qui il colpo d’occhio della costa Atlantica si alterna con quello delle cime pirenaiche e con l’armonia delle vallate della Dordogna e della Garonna, i due grandi fiumi che è possibile percorrere parzialmente su comode imbarcazioni. A questo si aggiungono le grotte preistoriche, rigogliose colline ricoperte di boschi e interminabili tappeti di vigne, castelli arroccati sui costoni delle montagne, antichi borghi e centri storici di eccezionale interesse, costruiti nella luminosa pietra bianca di Quercy.

A partire dall’undicesimo secolo, grazie anche alla  sua fortunata collocazione lunga la rotta dei pellegrini diretti a Santiago de Compostela, vi furono costruiti molte chiese, monasteri e ricoveri. La Jurade fu instaurata nel 1199, durante il periodo del governo inglese, dal Re Giovanni Senza Terra, in cambio di alcuni privilegi sul territorio.

L’area, situata nel quarto Nord-Est della Gironde, sui pendii che dominano la valle attraversata dal fiume Dordogna, è un’importante zona vinicola del comprensorio del Bordeaux. I vigneti beneficiano di un particolare microclima e di un suolo di qualità unica. Pendii, terrazze, altipiani si alternano su una superficie totale di 5400 ettari con una produzione totale di 250000 ettolitri circa. La diversità dei “terroirs” – composti da frammenti rocciosi, sabbia, ghiaia, argilla e limo – si sposa con vitigni ben determinati (Merlot soprattutto e poi Cabernet, nelle due tipologie Franc e Sauvignon) dando vita alle A.O.C Saint-Emilion e Saint-Emilion Grand Cru.

Da vedere:  Saint-Emilion, città medievale, che vanta una chiesa monolitica ed una romanica, i dipinti della cappella della Trinità e i segreti delle catacombe. Ci sono poi il Museo sotterraneo del Vasellame, nella cava le cui pietre servirono nel XII e XIII secolo a costruire le mura della città, e l’Ecomuseo del Libournais, nel villaggio di Montagne, per scoprire la civiltà della vite e del vino del territorio.

 

Info: www.saint-emilion-tourisme.com/…/STEMILION_PRINT_POCKET_2010_IT.pdf

News: Decima Edizione del “Festival du Court-Métrage en Lussacais” (www.libourne-tourisme.com, aprile 2010) 

 

 

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