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La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera

La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera

Dal 10 al 13 ottobre le #trentinowinefest, manifestazioni enologiche che puntano a valorizzare i vitigni “testimonial” del Trentino, fanno tappa nella Città del Vino di Isera per celebrare il suo gioiello: il Marzemino. L’antico vitigno rappresenta infatti il simbolo della Vallagarina dove è arrivato, trovandovi le condizioni ideali per sprigionare le sue doti di gentile eleganza, nel XVI secolo, ultima tappa di un lungo viaggio partito dalle lontane terre dell’Asia Centrale. Dal colore rosso rubino e fragranze di frutti di bosco con note speziate e balsamiche, è uno dei vini più importanti del Trentino.

L’occasione è davvero unica: l’incantevole borgo della Destra Adige ospita infatti La Vigna Eccellente. Ed è subito Iseraevento organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, nell’ambito della promozione delle #trentinowinefest, che in questi ultimi anni ha accompagnato e dato ulteriore risalto all’omonimo concorso nato nel 2001 per premiare il miglior vigneto di Marzemino. Un’iniziativa unica in Europa, che per una volta non vede in lizza i vini, ma intende valorizzare proprio il lavoro dei viticoltori che, con passione e dedizione infinite, curano ogni giorno i loro filari ottenendo un’uva eccellente e contribuendo a rendere straordinario il paesaggio della valle.

La premiazione della 18^ edizione, fissata per domenica 13 ottobre, segnerà dunque la conclusione di quattro giorni tutti da vivere: una grande festa per i wine&foodlovers e non solo. Infatti, il fitto calendario propone cene a tema nei ristoranti di Isera, un percorso enogastronomico tra le corti del paese e uno in compagnia dei soci lagarini della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino tra le meravigliose sale del settecentesco Palazzo De Probizerdegustazioni a cura di Onav e Slow Food e laboratori gastronomici teatralizzati assieme alla nota compagnia Koinè. Ci sarà anche spazio per assegnare, per il terzo anno, un premio letterario a uno scrittore o giornalista che abbia saputo, attraverso la propria opera, valorizzare temi legati all’agricoltura, alla viticoltura e al territorio.

La kermesse,  che fa parte di DiVin Ottobre, rassegna organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino durante tutti i weekend di ottobre (link), sarà preceduta e accompagnata da A tutto Marzemino (tastetrentino.it/atuttomarzemino), in programma dal 3 al 13 ottobre: un ricco calendario di degustazioni, aperitivi, menù a tema, visite in cantina e nei vigneti, in programma su tutto il territorio della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, per far conoscere caratteristiche e sfumature di questo straordinario vigneto dentro e fuori la Vallagarina.

www.tastetrentino.it/lavignaeccellente

#lavignaeccellente #trentinowinefest

Profilo La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera

L’evento, organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, vede la partecipazione di numerose realtà del territorio ed è possibile grazie al contributo e al supporto di APT Rovereto e Vallagarina, Cassa Rurale Vallagarina, Città del Vino, BIM dell’Adige, Comunità della Vallagarina, Slow Food Condotta Vallagarina Alto Garda.

Marzemino

Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l’Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche.

 

Roma incontra il Primitivo di Manduria

Roma incontra il Primitivo di Manduria

 

Quando 

Lunedì 30 settembre 2019

Seminario: dalle 19.00 alle 20.00
Degustazione: dalle 20.00 alle 23.00

Dove 

Spazi esterni della Città del Gusto – Via Ottavio Gasparri, 13/17

L’evento 

Circa 30 cantine, provenienti dalle terre che si affacciano sul Mar Ionio, offriranno al pubblico le proprie etichette di Primitivo di Manduria, vino che esprime al meglio le caratteristiche di uno dei territori più vocati della Puglia con le DOP “Primitivo di Manduria” e “Primitivo di Manduria Riserva” e la DOCG “Primitivo di Manduria Dolce Naturale”. Sarà un’occasione unica per conoscere e degustare circa 70 etichette di Primitivo di Manduria, assaggiare le gustose preparazioni a cura del resident chef della Gambero Rosso Academy e una selezione di prodotti tipici pugliesi.
Potrete approfondire la conoscenza di alcuni di questi vini con un seminario tenuto da Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d’italia e la partecipazione dei produttori delle cantine.

Per acquistare la sola degustazione clicca qui

Pafos entra negli Itinerari della Vite e del Vino

Pafos entra negli Itinerari della Vite e del Vino

La Federazione Europea Iter Vitis dà il benvenuto ad un nuovo socio: Pafos (a volte tradotta come “Pafo” o “Paphos”), la più importante città della costa occidentale di Cipro. Abitata dai tempi del neolitico, ha molti siti che rimandano al culto della dea Afrodite, che si dice nacque nella vecchia città di Paphos (Kouklia).

Entrato nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco dal 1980  ed eletta Capitale Europea della Cultura 2017 insieme alla danese Aarhus, l’abitato moderno ingloba oggi il porto, la chiesa della Panagia Chrysopolitissa costruita nel XIII secolo sopra le rovine di una grande basilica bizantina, e le antiche rovine di tombe, fortezze, teatri e ville del Parco archeologico di Kato Paphos.

Oltre al clima, alle attrattive storiche e paesaggistiche (dalle bellissime spiagge ai percorsi nelle aree rurali), alle opportunità e competizioni sportive (Golf, Ippica, Tennis, Triathlon, Maratone, Ciclismo) e  alla buona cucina, tutta l’area di Pafo può vantare una grande sensibilità nei confronti dell’ambiente e nella valorizzazione delle pratiche e dei saperi locali.

Tra questi, naturalmente, la vitivinicoltura, i cui metodi di coltivazione sviluppati nei secoli sono un patrimonio prezioso di tecnica e conoscenza. Qui i bassi vigneti caratterizzano il paesaggio con le loro dimensioni ridotte, per consentire la corretta idratazione delle viti e dei loro grappoli nonostante il sole feroce. Tra i diversi vitigni autoctoni, troviamo Xynisteri, Malaga, Moshato, Promara, Spourtiko, Katomiliko, Kanella e Morokanella tra i Bianchi e Mavro, Maratheftiko, Ofthalmo Lefkada, Vlouriko e Vamvakada tra i Rossi. E proprio dalle uve appassite di Xynisteri e Mavro nasce il Commandarìa, uno dei vini più antichi del mondo, che ha una storia di oltre 4.000 anni e che Riccardo Cuor di Leone definì “vino da re e re dei vini”. Ottenuto da uve bianche e rosse che provengono da vendemmie tardive e subiscono un successivo appassimento al caldo, secondo la tradizione va diluito con acqua e accompagna il dessert. Le scoperte dell’archeologia confermano l’antichissima attitudine a produrre vino sull’isola, dai grandi pitharia  di ceramica conservati nel Cyprus Wine Museum di Erimi  allo  splendido mosaico con riproduzione di grappoli d’uva  del Parco archeologico di Kato Paphos.

Sono ormai decine le cantine nate nei paesini collinari dei distretti dove si coltiva la vite, frutto dell’operazione di sostegno condotta dal Governo negli anni ‘80 per incoraggiare la creazione di piccole aziende vinicole e il continuo miglioramento qualitativo di vini che raccogliessero interesse sui mercati internazionali. Suggestivi gli itinerari del vino nell’interno dell’isola e,in particolare, quello di Vouni Panagias – Ambelitis proprio nella parte occidentale, nel Distretto di Pafos, in una zona montuosa ad un’altitudine superiore agli 800 metri ricca di flora e di fauna e dove è possibile incontrare sette cantine aperte ai visitatori.

Vino e non solo

Vino e non solo

Situata nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco, l’Azienda Agr. BARICHEL si estende per oltre 8 ettari di vigneti posti prevalentemente sulle famose “RIVE”. Su queste colline si raggiungono pendenze così elevate che la viticoltura può essere fatta esclusivamente a mano. Il titolare Ivan Geronazzo porta avanti in maniera giovane e dinamica la lunga tradizione di famiglia della produzione del DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco, seguendo personalmente tutte le varie fasi di coltivazione, vinificazione e commercializzazione del prodotto. Un forte senso di responsabilità verso i consumatori ed un profondo rispetto del territorio, sono elementi fondamentali che si respirano all’interno dell’Azienda e che si possono assaporare anche nei suoi vini.

Da questi ingredienti, uniti alle moderne tecnologie, nascono il Valdobbiadene Prosecco DOCG frizzante, imbottigliato come da tradizione, nella settimana antecedente la Pasqua; il Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Nature DOCG Rive di San Pietro di Barbozza, la cui preparazione classica si ottiene per rifermentazione naturale in autoclave del vino base (Metodo Charmat): asciutto e minerale,il profumo fragr

 

ante ed aromatico sentori di melo e sambuco; il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, il quale ha ricevuto una Medaglia d’Oro nella XVIII edizione del concorso Enologico Internazionale Città del Vino: ottenuto da un vitigno di Glera storico coltivato con la forma di allevamento autoctona denominata cappuccina e vinificato in bianco mediante pressatura soffice, si caratterizza per colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, bouchet delicato,e sapore fresco.

L’Az. Agr. BARICHEL è parte di un territorio storico per la produzione del vino DOCG Conegliano Valdobbiadene recentemente riconosciuto patrimonio dell’Umanità da parte del Unesco. Per questo motivo si può godere, oltre che dei prodotti della terra, anche degli affascinanti paesaggi che le fanno da cornice, percorrendo la Strada del Valdobbiandene DOCG tra le sue meravigliose e caratteristiche colline vitate o i numerosi sentieri immersi nella natura dove si possono praticare escursioni a piedi, in bici ed a cavallo. Certo è che, tutti ne rimangono incantati e con piacere ritornano a visitare. Questo stupendo territorio è anche palestra naturale per gli allenamenti podistici di Ivan, mietitore di successi nelle competizioni trail e dove conferma il grande spirito di sacrificio e la grande tenacia, che poi trasmette con caparbietà anche nel proprio lavoro. Con ottimi risultati in entrambi i campi.

 

Benvenuti nella Terra del Vespaiolo

Benvenuti nella Terra del Vespaiolo

È il giorno di San Valentino del 1950 quando 121 viticoltori provenienti da  Breganze, Fara, Sarcedo e Mason si riuniscono per mettere insieme passione e lavoro: fondano così la Cantina Sociale intitolandola al loro concittadino più influente, il Beato Bartolomeo da Breganze, frate domenicano e Vescovo di Vicenza nel XIII secolo. Il territorio è quello che si estende ai piedi dell’Altopiano di Asiago: dolci colline pettinate dalla vite, ornate dai ciliegi in fiore e contornate da montagne austere. Qui, dove Andrea Palladio costruì alcune tra le sue ville più belle, si coltiva la vite da più di mille anni per produrre vini gentili e preziosi. Dotata delle attrezzature enologiche più moderne, negli ultimi anni la Cantina ha concentrato il suo impegno nell’accrescimento qualitativo di ogni singolo aspetto della filiera produttiva.

Il lavoro degli agronomi segue i soci conferitori (attualmente sono 700) fin dalla scelta delle varietà da mettere a dimora e della tecnica di allevamento, indirizzandoli su potature e pratiche agronomiche e premiandone il lavoro con un’attenta analisi delle uve in entrata e il riparto degli utili in proporzione alla qualità delle uve conferite. Con 70.000 q di uve lavorate e circa 2 milioni e ½  di bottiglie prodotte ogni anno, l’Azienda copre da sola oltre il 70% della produzione della DOC Breganze. La struttura conserva ambienti di pregio come la vecchia ed enorme bottaia, ricavata con uno scavo di 15 m di profondità nel sottosuolo ghiaioso della cantina: quanto di meglio si possa pensare per l’affinamento del vino in un ambiente con temperatura e umidità costanti. In barricaia è stato, inoltre, allestito un percorso storico-culturale sulla viticoltura locale.

Ben 5 le Medaglie d’Oro meritate al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2019: Merlot Bosco Grande Breganze DOC 2015 (anche Premio Speciale Mondo Merlot Comune di Aldeno), Cabernet Riserva Kilò Breganze DOC 2015, Torcolato Breganze DOC 2014 e Spumante Vespaiolo DOC Metodo classico 2014 (Premio speciale FORUM SPUMANTI Comune di Valdobbiadene).

MERLOT BOSCO GRANDE BREGANZE DOC

La particolare esposizione al sole della Tenuta Bosco Grande favorisce una produzione di uve particolarmente pregiate. La macerazione di 10 giorni con programmate follature della vinaccia permette l’estrazione di tutte le sostanze nobili della buccia: colore, aromi e tannini. Nella successiva fase di affinamento in botti e barriques per circa 18 mesi, il vino si arricchisce di complesse e gradevoli note tostate che ben si integrano alle tipiche note fruttate e varietali del vitigno. Rosso rubino intenso, ha profumo elegante e ricco che ricorda la frutta di sottobosco, con sentore di spezie, caffè tostato e cacao. Il sapore equilibrato, di grande corpo e lunga persistenza, con tannini morbidi e retrogusto finale di mirtillo e lampone maturo, si abbina a carni cotte alla brace, selvaggina, formaggi stagionati.

 

CABERNET RISERVA KILÒ BREGANZE DOC

Le uve provenienti dalla Tenuta Belmonte di Sarcedo sono attentamente selezionate e raccolte a mano in cassettine. Il mosto ottenuto ha una forte concentrazione di estratti e sostanze coloranti. A fine fermentazione 1/3 del vino viene affinato in botti da 20 hl e il restante in barriques di rovere per almeno 18 mesi. A una blanda e rispettosa filtrazione segue riposo e affinamento in bottiglia per altri 6 mesi. Rosso rubino intenso, profuma di frutta matura di sottobosco, con sentori di tabacco e  cioccolato e leggere note speziate con piacevoli ed equilibrati richiami al nobile legno usato in affinamento. Il sapore elegante, armonico, corposo e di lusinghiera persistenza, è ottimo con cacciagione e arrosti importanti, formaggi molto stagionati od insaccati asciutti.

 

SPUMANTE VESPAIOLO METODO CLASSICO BREGANZE DOC

La presa di spuma avviene a bassa temperatura con aggiunta di lieviti selezionati, le bottiglie riposano in orizzontale per un affinamento di 24 mesi. Segue remuage, sboccatura e riposo per circa 60 giorni. Durata di maturazione: minimo 24 mesi. Al colore giallo paglierino carico, con perlage finissimo e persistente, si accompagna profumo intenso di particolare finezza e un accenno delicato di crosta di pane, perfetto equilibrio di sensazioni varietali al palato, elegante, vellutato e di lunga persistenza. Ideale come aperitivo, con antipasti e primi piatti delicati, pesce e crostacei.

 

TORCOLATO BREGANZE DOC

L’uva (100% Vespaiola) viene messa a riposo in apposito fruttaio. A gennaio dalla pressatura si ottiene una piccola quantità di mosto (da 100 Kg di uva fresca all’origine se ne ottengono poco più di 25 l), che subisce poi un processo di chiarifica naturale che lo rende “pulito” e pronto alla fermentazione, indotta tramite inoculo di lieviti selezionati e tenuta a temperatura controllata di 18-19° C in  contenitori di acciaio e in piccole botti di rovere e d’acacia. All’affinamento nel rovere di almeno 18 mesi, segue quello in bottiglia per altri 6 mesi. Giallo dorato con riflessi ambrati, rivela profumo elegante che ricorda miele, uva matura, mele cotte e datteri con sentori leggeri e ben integrati aromi di caffè e vaniglia conferiti dal contatto con il legno. Ricco in bocca, di corpo, molto equilibrato e di lusinghiera persistenza, è piacevole da meditazione a fine pasto ma anche insieme a formaggi erborinati o stravecchi e pasticceria secca.

Dalla bottiglia al territorio

Dalla bottiglia al territorio

Piccola realtà vinicola tecnologica nata nel 2013, è stata la prima cantina urbana d’Italia e trasforma uve di varietà Tintilia del Molise, Montepulciano e Falanghina. I fondatori della Herero, con la loro passione e amore per la terra, hanno contribuito a farne un presidio di viticoltura moderno dove la qualità viene sempre prima di tutto. La gestione agronomica si fonda sulla valorizzazione del terroir, le tradizionali tecniche di coltivazione si coniugano con la ricerca per l’innovazione e la sostenibilità ambientale è un valore fondamentale della strategia aziendale, che ha scelto bottiglie di vetro leggere per ridurre le emissioni di CO₂. Impiega energia prodotta integralmente dal proprio impianto fotovoltaico ed utilizza un’etichetta che può essere usata come segnalibro. La Tintilia, vitigno autoctono molto resistente anticamente diffuso nell’area intorno Campobasso, è coltivata sul Colle Difesa in agro di Toro (CB) su un terreno franco-sabbioso-argilloso. Grazie al clima quasi sempre ventilato e alla grande rusticità della pianta, i trattamenti fitosanitari sono ridotti al minimo. Le uve, vendemmiate tardivamente e raccolte a mano in cassetta, subiscono considerevoli sbalzi di temperatura dovuti all’escursione termica autunnale che favorisce la formazione dei precursori aromatici nel grappolo e conferendo notevole aromaticità ai vini tutti di gradazione elevata, tra i 13.5% e i 16% vol.

Seguiamo direttamente tutta la filiera produttiva dalla vigna all’imbottigliamento con scelte e controlli rigorosi volti a garantire la massima resa qualitativa. Lavoriamo con passione affinché la nostra tintilia di non abbia nulla da invidiare ai grandi rossi italiani ed internazionali”, affermano i proprietari Michele e Concetta, sostenuti dall’enologo Arturo Erbaggio.

I risultati danno loro ragione perché la Tintilia di punta, la “Herero.16” (edizione limitata nel 2015 con 16% vol. e affinamento in barrique di rovere francese per 18 mesi) è stata nel 2019: il miglior vino rosso del XVIII Concorso Enologico Internazionale organizzato da Città del Vino, con una Gran Medaglia d’Oro; Gran Medaglia d’Oro al Mondial des Vins Extrêmes; Premio al 53° Concorso Douja d’Or e poi il The Wine Hunter Award “Gold” a Merano. L’altra Tintilia, la “San Mercurio” così chiamata in onore del Santo Patrono del Comune di Toro, annata 2014 lievemente tannica ed affinata in solo acciaio, da 13,5% vol., ha ricevuto anch’essa il Premio al 53° Concorso “Douja d’Or” e il The Wine Hunter Award “Rosso” a Merano.

Un vino che viene dalla Terra Mater

Un vino che viene dalla Terra Mater

La storia della famiglia Cerioli è contrassegnata dalla cultura del lavoro che è trasmissione del pensiero divenuta esperienza, sfida, impegno, programmazione, ma con un’unica matrice: Terra Mater! Situata sulle colline parmensi, la OINOE è composta da 32 ha di terreno di cui 21 a vigneti (Podere del Cazzano, San Lorenzo, Monticelli, Del Tenore e Ziveri) per una produzione di 15 tipologie di vino. I filari coltivati a guyot, delle varietà Malvasia, Moscato, Barbera, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Blanc, Merlot, Cabernet e Lambrusco, sono disposti attorno alla collina in modo armonioso col territorio e allevati secondo i disciplinari dell’agricoltura integrata.

Tra fine agosto e fine ottobre l’enologo valuta le curve di maturazione e quando l’equilibrio tra l’incremento zuccherino e la riduzione dell’acidità è corretto per il tipo di vino che si intende produrre si dà inizio alla vendemmia. Le uve sono raccolte a mano solo durante le ore più fresche della giornata, poste in piccole cassette e trasportate in tempi brevissimi in cantina. La diraspa-pigiatura viene effettuata meccanicamente, ma per alcuni vini bianchi, soprattutto per gli spumanti, OINOE evita questo passaggio e pressa l’uva intera. riducendo così le ossidazioni e le estrazioni delle componenti della buccia che su questi vini ne accelerano l’invecchiamento e mantenendoli più freschi e longevi. Si utilizza una pressa soffice di ultima tecnologia e in particolare per le uve a bacca bianca viene aggiunta anidride carbonica solida, che sublimando elimina l’ossigeno ed evita che il prodotto, durante la rottura dell’acino e l’eliminazione dei raspi, si ossidi.

Tre le Medaglie d’Oro meritate al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino del 2019. Il Magno 2018 Spumante Brut Millesimato  si caratterizza per profumo di fiori bianchi, fruttato con sentori di pere williams e sapore di buona vivacità, giustamente morbido. Il 4.0 REA 2018 Colli di Parma Malvasia DOC ha profumi terpenici di rosa tea e mandarino, sentori di pesca gialla, fiori di sambuco e mandorla e miele,  e gusto sapido, pieno e rotondo, di buona struttura e buona acidità che rende il prodotto fresco al palato. Il Cerioli X Brut 2013 Spumante Metodo Classico si rivela all’olfatto fruttato e floreale con note di frutta secca, uva passa e canditi; al gusto le fini note fruttate e la cremosità rimangono a lungo, sostenute anche dalla componente sapida presente fin dall’inizio ma sempre molto discreta.

L’autunno risplende ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

L’autunno risplende ai Giardini di Castel Trauttmansdorff

Per visitare i Giardini di Castel Trauttmansdorff l’autunno è senza dubbio il momento più spettacolare dell’anno. I colori delle chiome degli alberi e le foglie delle piante presenti al giardino botanico meranese, infatti, in questa stagione indossano il loro abito più sgargiante dalle tonalità che variano dal rosso accesoall’arancione fino al giallo oro.

Nell’area dei Boschi del Mondo in particolare è evidente questo tripudio di colori, ma anche sotto la pergola le foglie dorate del Vigneto colpiscono l’occhio del visitatore un attimo prima che venga avvolto dal profumo dell’uva matura. I castagni dei Paesaggi dell’Alto Adige poi aggiungono alla tavolozza dei Giardini la tinta marrone dei ricci, custodi del frutto principe dell’autunno, la castagna, che in Alto Adige non può mancare per il tradizionale Törggelen, rito conviviale a base di castagne, vino novello e carne salmistrata.

Molti fiori inoltre fioriscono proprio in autunno. Nei Giardini Acquatici e Terrazzati i settembrini lillà si impongono con i loro grappoli fioriti, mentre il bianco-crema della pianta del tè ingentilisce la vegetazione circostante; le eleganti camelie nel Palmeto e i rigogliosi corbezzoli nei Paesaggi naturali del Mediterraneo sbocciano ad autunno avanzato.
Le soleggiate giornate di autunno portano a maturazione tanti frutti come le antiche mele pere locali, ormai date per scomparse in tanti luoghi e nei Giardini del Sole frutti mediterranei come melogranifichiolive e uva ricreano l’inconfondibile atmosfera del Sud. I frutti ai Giardini di Castel Trauttmansdorff sono così tanti e diversi (esotici, mediterranei e locali) che per conoscerli – e assaggiarne alcuni – è molto utile il tour “Frutti affascinanti!”, che offre una panoramica sul variegato mondo della frutta. La visita guidata si svolge tutti i sabati di ottobre alle 11.15, dura 90 minuti ed è riservata ad un numero massimo di 15 persone. Per partecipare è necessario prenotare. Il costo è di 8 € a persona.
Un altro momento per visitare i Giardini in autunno è la Giornata per le famiglie del 13 ottobre dalle 10 alle 17, con un programma variegato per vedere, annusare, comprendere le piante. La partecipazione è gratuita e la prenotazione non è necessaria.

Inoltre, il biglietto di ingresso per visitare i Giardini nel tardo autunno (dal 1.11. al 15.11.2019) ha un costo ridotto di 8.50 € ed è gratis fino a 18 anni. Questo biglietto sarà valido anche per partecipare alla terza edizione del Vintage Market, che si terrà al Touriseum a Castel Trauttmansdorff il 9 e 10 novembre. Dalle alle 16.30 di entrambe le giornate, gli amanti delle mode d’altri tempi potranno andare a caccia di pregiati accessori d’epoca quali occhiali da sole o cappelliere, con il sottofondo di musica dal vivo, balli e pietanze speciali servite al ristorante.

Da non perdere, soprattutto per le famiglie, l’Hotel Fantasia, dove grandi e piccoli possono indossare uno degli eleganti costumi del guardaroba e gironzolare per le antiche mura di Castel Trauttmansdorff. Altro pezzo forte è il Gioco dell’Alto Adige, ovvero il flipper turistico più grande del mondo, che porta in un lampo alla scoperta della regione turistica dell’Alto Adige.

Per ulteriori informazioni: www.trauttmansdorff.it.

I Giardini di Castel Trauttmansdorff

Suddivisi in quattro aree tematiche, i Giardini di Castel Trauttmansdorff presentano, su una superficie di 12 ettari, più di 80 paesaggi botanici con piante da tutto il mondo. La loro posizione panoramica è unica: a forma di anfiteatro naturale, si estendono su un dislivello di oltre 100 metri, aprendo a ogni passo affascinanti prospettive panoramiche sulle montagne circostanti e sulla città di Merano e integrandosi con perfetta armonia nel paesaggio naturale circostante. Grazie al clima mite del territorio, quello dei Giardini di Castel Trauttmansdorff è il luogo ideale per un giardino botanico, offrendo la possibilità di ospitare piante provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali sono esemplari rari. Meravigliosi tripudi di fioritura cambiano l’aspetto dei Giardini settimana dopo settimana, rendendo le visite affascinanti in ogni stagione.
I Giardini sono un’esperienza per tutti i sensi e per tutte le età, luogo di riposo e svago sia per gli esperti del settore che per i profani.
Nel cuore dei Giardini troneggia Castel Trauttmansdorff dove, un tempo l’amata Imperatrice Elisabetta, meglio conosciuta come Sissi, trascorreva la stagione invernale. Oggi questo stesso castello è sede del Touriseum, il Museo provinciale altoatesino del Turismo che racconta 200 anni di storia del turismo alpino.
Grazie al mix unico di giardino botanico e attrazione turistica, al riuscito connubio tra natura, cultura e arte e al loro inconfondibile spirito d’innovazione, i Giardini di Castel Trauttmansdorff sono stati premiati più volte a livello nazionale, europeo ed internazionale.

Progetto Giovani Talenti. Le sintesi dei lavori

Progetto Giovani Talenti. Le sintesi dei lavori

Giovani talenti creativi hanno raccontato il paesaggio del vino. È stato questo il tema che per circa due anni ha impegnato decine di giovani studenti nel progetto ideato dall’Associazione Nazionale Città del Vino e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il paesaggio del vino: nuove forme di conoscenza del territorio”, questo il titolo del progetto presentato a suo tempo nell’ambito di un bando indetto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale “Sostegno ai giovani talenti”. Obiettivo del bando, quello di promuovere e sostenere i talenti e la creatività (giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni) con il finanziamento di iniziative formative/didattiche che hanno consentito ai giovani di valorizzare le loro esperienze e competenze intorno al tema del paesaggio e della sua valenza culturale, sociale ed economica.

Progetti di comunicazione del paesaggio del vino

Il progetto di Città del Vino ha interessato cinque regioni (Sicilia, Calabria, Lazio, Toscana e Piemonte) e ha coinvolto una quindicina di giovani talentuosi (gli esperti Junior), seguiti da alcuni esperti Senior esperti ognuno in uno specifico settore creativo. In questi mesi hanno sviluppato progetti di comunicazione e narrazione del paesaggio del vino, utilizzando diverse possibilità espressive, dalla fotografia ai video, dalla scrittura al fumetto, alla narrazione.

Il progetto, avviato nell’ottobre 2017, ha coinvolto anche gli studenti di scuole medie superiori per la realizzazione di prodotti creativi come l’Istituto “Roncalli” di Poggibonsi e il Liceo Artistic “Duccio di Boninsegna” di Siena (in provincia di Siena); in Piemonte i giovani sono quelli della scuola enologica “Umberto I” di Alba e del suo distaccamento a Grinzane Cavour, mentre a Roma sono coinvolti gli Istituti tecnici agrari “Sereni” e “Garibaldi”. In Calabria il Liceo “Preti-Frangipane” di Reggio Calabria e in Sicilia, a Catania, il Liceo “Musco” e l’Istituto Alberghiero “Rocco Chinnici” di Nicolosi. Ai giovani è stato affidato il compito di fare propri i molteplici significati e valori del paesaggio (turistico, ambientale, culturale, storico, tradizione, motore di qualità della vita…) e di ideare strumenti narrativi per trasmettere questi stessi valori ad un pubblico più vasto.

Piemonte: storytelling, ovvero il racconto del territorio

Il macro argomento delle lezioni affrontate dai talenti esperti Junior, coadiuvati dagli esperti Senior, e rivolte ai ragazzi delle scuole medie superiori, è stato lo storytelling, al fine prendere confidenza e imparare metodi diversi di narrazione. La parte introduttiva della prima lezione si è incentrata sul significato del termine storytelling, sull’importanza di una narrazione corretta, accurata, veritiera. L’argomento trattato più importante è stato l’utilizzo del marketing territoriale nella promozione e nello sviluppo del territorio, partendo dall’utilizzo di esempi virtuosi (aziende, personaggi, progettualità) per arrivare alla elaborazione degli strumenti base per ideare una strategia di comunicazione / narrazione funzionale al territorio prescelto.

Calabria: immagini di una terra dove il vino è anche tra le pietre

In Calabria è stato realizzato un progetto fotografico che si è sviluppato attraverso una ricerca che ha riguardato il rapporto tra paesaggio produttivo (legato alla viticoltura) e paesaggio costruito urbano, dalla costa tirrenica alla jonica, caratterizzata dai terrazzamenti costituiti dai tipici muri a secco chiamati “armacìe”, dove la viticoltura è praticata su forti pendenze o a strapiombo sul mare. A scuola, con i ragazzi che si sono approcciati per la prima volta alla fotografia, il progetto è partito con una breve introduzione sulla storia della fotografia per poi esercitarsi nell’analizzare insieme le immagini; questo è stato il metodo più adatto per introdurre alcune nozioni tecniche sulla fotografia e al tempo stesso imparare a generare storie dalle immagini scattate per vedere insieme a loro i diversi modi di sviluppare un racconto per immagini. Gli studenti hanno narrato il paesaggio che era loro più prossimo, quello vissuto quotidianamente, all’interno del loro quartiere o del paese di provenienza. Dalla relazione degli esperti Junior, si comprende che nel complesso, gli studenti hanno appreso un modo di intendere la fotografia come strumento narrativo sicuramente più complesso di quello di cui disponevano, ed hanno avuto la possibilità di migliorare le loro capacità compositive, di cimentarsi nell’editing fotografico, nell’impaginazione e nell’ideazione di un lavoro editoriale.

Sicilia: la Rhapsodia dell’Etna che celebra ‘la muntagna

Il laboratorio si è sviluppato sul “sapore sapere”, intendendo il sapore come paesaggio sensoriale e strumento di conoscenza in un percorso sinestetico che ha avuto come risultato finale la creazione di un canale video da parte degli studenti. È stato realizzato un cortometraggio dal titolo “Rhapsodia”, girato sull’Etna, vulcano chiamato amorevolmente dagli abitanti del territorio “la muntagna”. La montagna, nonostante i pericoli che nasconde e spesso svela, come le più o meno intense eruzioni, affascina e attrae da sempre l’uomo, in quanto essa è mistero e spirito allo stato puro. Manifesta la forza della Natura, della Terra. In maniera riflessa, degli umani stessi. Il concept del video è quello di immortalare lo spirito dell’Etna che prende forma nel vino, in un viaggio sensoriale, emotivo, spirituale, visivo e musicale, alla scoperta delle radici più profonde di questo legame.

Toscana: a tutto smartphone per filmare la gente del vino

Gli studenti alle prime armi con ciò che riguarda la video documentazione, si sono cimentati nei laboratori grazie allo strumento più prossimo ai giovani di oggi, lo smartphone. Tramite esso sono state realizzate interviste cercando di catturare tra gli intervistati l’essenza dei territori del vino. Con gli studenti un po’ più esperti nella multimedialità, sono stati proposti aspetti del linguaggio documentaristico quali camera 360°, iperlapse, sincronizzazione del suono. Gli studenti hanno scelto di lavorare in gruppi ad una serie di progetti. Sono stati elaborati soggetto, story-board, riprese, montaggio di un cortometraggio. Gli esperti Junior hanno seguito i passaggi dalla produzione alla post-produzione, e hanno elaborato un loro cortometraggio sui paesaggi del vino.

Lazio: lo Gnomo delle vigne che piace ai bambini

Nell’ambito del graphic novel, il prodotto realizzato è un fumetto 3D, presentato all’ultimo Vinitaly (nella foto in basso) destinato alle famiglie che si avvicinano al turismo del vino con bambini. È nato così “Lo gnomo delle Vigne”, un personaggio di fantasia disegnato da Sandro Dossi, celebre disegnatore Disney e animato dal noto regista specializzato in 3D. Franco Gengotti con l’aiuto degli esperti Junior che hanno realizzato durante i laboratori nella scuole parte del fumetto. È un prodotto destinato alle aziende per meglio soddisfare l’accoglienza in cantina delle famiglie con bambini. Si dà così l’opportunità ai più piccoli di essere impegnati in attività ludico-didattiche sulla cultura del vino mentre i più grandi visitano l’azienda e degustano i vini.

 Giovani talenti calabria
 Giovani talenti lazi
 Giovani talenti piemonte
 Giovani talenti sicilia
 Giovani talenti toscana

Presentazione Guida Oro I Vini di Veronelli 2020 e NutriMenti, Festival della Cultura Gastronomica

Presentazione Guida Oro I Vini di Veronelli 2020 e NutriMenti, Festival della Cultura Gastronomica

La Guida Oro I Vini di Veronelli 2020, nuova edizione della prima guida ai vini d’Italia, sarà presentata in anteprima giovedì 24 ottobre a Venezia.

Alle ore 14:30 presso l’Isola di San Giorgio Maggiore il Seminario Permanente Luigi Veronelli, associazione senza scopo di lucro che redige e pubblica il volume, svelerà i dettagli e le novità della guida che da decenni accompagna i successi della vitivinicoltura italiana.

In particolare, saranno comunicati i dieci Sole 2020, premi speciali assegnati dalla Redazione ad altrettanti “racconti in forma di vino” rappresentativi della competenza, della creatività e dell’impegno dei vignaioli italiani.

Quest’anno, inoltre, l’attesa presentazione aprirà NutriMenti | Festival della Cultura Gastronomica che, con un ricco programma di incontri e degustazioni, dal 24 al 27 ottobre porterà a Venezia personalità del settore vitivinicolo, della comunicazione gastronomica e della cultura.

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