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Consegna a Centola della bandiera delle Città del Vino

Consegna a Centola della bandiera delle Città del Vino

Sabato scorso, 17 novembre, il Direttore Generale delle Città del Vino Paolo Benvenuti ha ufficialmente consegnato la bandiera dell’Associazione a Carmelo Stanziola, Sindaco di Centola (SA).

La cerimonia si è svolta nell’ambito del convegno dedicato allo stato dell’arte ed alle prospettive del comparto vitivinicolo nel territorio del Cilento, con uno speciale approfondimento sulle nuove iniziative imprenditoriali. Nello specifico, accanto all’illustrazione delle principali agevolazioni a supporto dell’impresa agricola, l’evento ha fornito l’occasione per presentare alla comunità istituzionale, professionale e civile le linee-guida per l’affidamento a giovani imprenditori agricoli dei terreni demaniali incolti che rientrano nella giurisdizione amministrativa del Comune di Centola.

Presenti anche il Sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani con un intervento dal titolo “L’esperienza nel campo della vitivinicoltura di qualità: dal biodistretto al distretto rurale”, il già presidente dell’Associazione Paolo Saturnini che ha parlato del “Vino come motore di sviluppo dei territori rurali. L’esperienza di Greve in Chianti” e il Professor Giuseppe Festa (Direttore Corso Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business”, Università degli Studi di Salerno) che, oltre ad aver curato la regia del convegno, ha condotto il seminario su “Attualità, prospettive e opportunità per nuove iniziative nel wine business”.

L’enoturismo è un valido strumento per potenziare lo sviluppo locale incrementando concretamente le attività legate al territorio e per Centola, in particolare, rappresenta una grande opportunità per riequilibrare le vocazioni territoriali tra i grandi flussi turistici verso Palinuro e le aree interne”, ha sottolineato Benvenuti, che ha anche ricordato le attività dell’Associazione delle Città del Vino: dal piano regolatore alla valorizzazione dei vitigni antichi fino all’ osservatorio sull’enoturismo. Al termine del convegno degustazione di vini, prodotti e piatti tipici del territorio, con accompagnamenti musicali e letterari in collaborazione con l’Associazione “Anni Lucenti”.

MeBiForum 2018: al via il World Wine Symposium e la prima edizione del Wine Business Forum

MeBiForum 2018: al via il World Wine Symposium e la prima edizione del Wine Business Forum

Durante la tre giorni della prima edizione di MeBiForum – Mediterranea Biodiversity Forum che si svolgerà a Palermo dal 21 al 23 novembre, vi saranno due importanti appuntamenti: il 21 e il 22 novembre, due giornate di convegno mondiale sul vino, il World Wine Symposium; il 23, la prima edizione del Wine Business Forum.

Il World Wine Symposium, è un Convegno Scientifico Internazionale del settore vitivinicolo, un evento articolato su quattro aree tematiche strategiche per la competitività del settore vitivinicolo nel contesto internazionale: si parlerà di sostenibilità, di cambiamenti climatici, di consumatori e mercato, di policy e distribuzione. L’iniziativa, promossa congiuntamente dalle Università di Verona (Dipartimento di Economia Aziendale) e di Palermo (Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali; Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche) è svolta in partnership con università leader a livello mondiale nella ricerca sul vino e la sostenibilità operanti in USA, Australia, Cina, Russia, Spagna, Francia, Svizzera, Cipro.

A seguire, il Wine Business Forum, dal titolo “Il Vino Oggi e Domani” che metterà a confronto il sistema delle imprese vitivinicole con le nuove sfide del mercato internazionale: questo momento vuole rappresentare un forte collegamento tra l’ambito imprenditoriale del WBF 2018 e ciò di cui si andrà ad affrontare durante il World Wine Symposium, creando quindi un dialogo proficuo per entrambe le parti.

Durante il Forum si discuterà di orientamento alla sostenibilità: dalla strategia a livello internazionale ai casi di studio su alcune imprese vitivinicole passando attraverso i territori, i prodotti, le aziende e i Consorzi dove la salvaguardia e la tutela dell’area mediterranea diventano di fondamentale importanza, un progetto all’insegna dell’innovazione sostenibile del settore vitivinicolo. Si affronteranno poi temi quali il wine tourism e tutto quello che gira intorno alla wine hospitality. Da un’attenta analisi della nostra mappatura italiana sul turismo del vino e leggendo le opportunità di crescita di un’offerta enoturistica sempre più articolata e completa, l’enoturismo diventa quindi una risorsa economica sostanziale per lo sviluppo di nuovi territori e della loro tutela.

Nuove sfide quindi per l’interno comparto del vino e dei suoi attori perché è ora di fondamentale importanza tradurre i contenuti in strategie per affrontare il mercato globale e i suoi continui cambiamenti. Un interessante Focus sarà dedicato alla presentazione di una ricerca internazionale sui top wines, con un approfondimento sulle imprese italiane e sui dati dell’export proposto da Altagamma, partner dell’iniziativa. L’iniziativa vede il coinvolgimento diretto di Federvini, dell’Associazione Nazionale Città del Vino, del Movimento Turismo del Vino e delle Strade del Vino e dei Sapori d’ItaliaFederdoc.

I partner che aderiscono all’iniziativa, PwC ItaliaCSQA, Flambé, Università di Verona – Dipartimento di Economia Aziendale, Università di Palermo – Dipartimento Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche, Università di Udine – Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali.

PROGRAMMA

WINE BUSINESS FORUM 2018

Palermo 23 novembre 2018 – San Paolo Palace Hotel

Programma

8.00 – 8.45 – Registrazione dei partecipanti

8.45 – 9.00 – Saluti istituzionali

9.00 – 9.15 – Apertura e presentazione dei lavori del “Wine Business Forum 2018” Moderatore: D. Begalli (Università di Verona)

9.15 – 12.00 – Sessione: Vino, Sostenibilità e Innovazione

  • 9.15 – 9.45 – Le strategie della sostenibilità del vino in un quadro internazionale – R. Zironi (Università di Udine)E. Peterlunger(Università di Udine) R. Di Lorenzo (Università di Palermo)
  • 9.45 – 10.05 – Certificare la sostenibilità nel settore vitivinicolo: valorizzare aziende, prodotti e territori – M.C. Ferrarese (CSQA)
  • 10.05 – 11.05 – Quale progetto di sostenibilità per il sistema vino in Italia? Il punto di vista delle imprese – a cura di Federvini – R. Boscaini (Masi Agricola) – C.Lungarotti (Cantine Lungarotti di Torgiano) – L.Lamastra (Tenute Tasca)

11.05 – 11.25 – Coffee Break

  • 11.25 – 11.35 – Ripresa lavori e presentazione nuove relazioni – D. Begalli (Università di Verona)
  • 11.35 – 11.50 – La sostenibilità secondo gli indirizzi dei Consorzi Volontari – R. Ricci Curbastro (Presidente Federdoc)
  • 11.50 – 12.10 – Dal Campo alla Tavola: il ruolo delle tecnologie nella trasformazione alimentare – F. Vinelli, (PwC Italia) F. Dughiero (Università di Padova)
  • 12.10 – 12.25 – L’importanza di una corretta Digital Marketing Strategy per un percorso di crescita e internazionalizzazione – A. Pirola (Flambé Srl)

12.25 – 13.00 – Strategie di imprenditorialità: case study Sicilia

  • 12.25 – 12.45 – Branding e strategie di mercato. Il caso Donnafugata – J. Rallo (Consigliere delegato Donnafugata Srl)
  • 12.45 – 13.00 – Lo sviluppo del settore vitivinicolo siciliano. L’analisi di alcuni casi di successo – S. Torcivia (Coordinatore del Master Manager delle aziende del settore vitivinicolo – Università di Palermo)

13.00 – 14.15 – Buffet Lunch

14.15 – 14.45 – Focus: Top Wines

L’“Altagamma Top Wines Study” presenta il primo studio estensivo sul consumo mondiale e sulle strategie di crescita per i produttori di vini di fascia alta, realizzato da Altagamma in collaborazione con EY – Parthenon – A. Branchini (Altagamma)

Sessione: Le Nuove Frontiere dell’Export

14.45 – 15.00 – Le nuove frontiere dell’export: Strumenti, Mercati, Opportunità – M.Gentile (ICE)

15.00 – 16.55 – Sessione: Wine Tourism Moderatore: Fabrizio Carrera (Giornalista “Cronache del Gusto”)

  • 15.00- 15.15 – Presentazione dei lavori della sessione pomeridiana da parte dei Presidenti – C. Bonfanti (Coordinatore Regionale Città del Vino) – E.Savoca (Presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia) – P. Morbidoni (Presidente Coordinamento Nazionale Strade del Vino e dei Sapori d’Italia)
  • 15.15 – 15.35 – Dinamiche attuali e prospettive future del Turismo del Vino in Italia: l’esperienza dell’Osservatorio delle “Città del Vino” – G. Festa (Università di Salerno)
  • 15.35 – 15.55 – Wine TourismDestination: opportunità e strategie di costruzione dell’offerta – F. Sfodera (Sapienza Università di Roma)
  • 15.55 – 16.15 – Dall’evento al sistema – E. Savoca (Presidente Movimento Turismo del Vino Sicilia)
  • 16.15 – 16.35 – Il Gusto della Cultura: per un vero sviluppo – G. Sparacino (Presidente Federazione delle Strade del Vino e dei Sapori di Sicilia) – P. Morbidoni (Presidente Coordinamento Nazionale Strade del Vino e dei Sapori d’Italia)
  • 16.35 – 16.55 – L’Enoturismo quale fenomeno di Marketing Territoriale: un caso studio di successo Langhe.net – E. Cassinelli (Langhe.net)
  • 16.55 – 17.30 – Conclusioni e Roadmap a cura di D. Begalli ( Università di Verona) e M. Rosellini (AgrifoodConsulting)

Al termine dell’incontro saranno riassunte e discusse le tematiche trattate nelle varie sessioni, verificate potenziali aree di sviluppo e innovazione del comparto e con il supporto dei rappresentanti del comitato organizzatore, verranno tracciate le linee guida del prossimo Wine Business Forum in calendario per l’anno 2019.

Grandi Passiti in vetrina a Refrontolo per la V Rassegna Nazionale dedicata a questa tipologia di vini

Grandi Passiti in vetrina a Refrontolo per la V Rassegna Nazionale dedicata a questa tipologia di vini

Quinta edizione per la Rassegna Nazionale dei Vini Passiti di Refrontolo, Città del Vino trevigiana nota al pubblico dei winelovers per la produzione dell’omonimo vino passito ottenuto da uva Marzemino. Nei prossimi due fine settimana, sabato 17 e domenica 18 novembre e, a seguire, da venerdì 23 a domenica 25 novembre, nel piccolo centro situato a nord della provincia trevigiana sarà possibile conoscere e degustare alcune tra le più interessanti produzioni di vini dolci e passiti, spesso vere e proprie rarità enologiche. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Pro Loco, dal Consorzio Colli di Conegliano e dal Coordinamento regionale veneto dell’Associazione Nazionale Città del Vino, con la collaborazione del Comune di Refrontolo.

Il Passito di Refrontolo, punta di diamante della produzione vitivinicola locale, per eccellenza, tipicità e valori culturali e storici si rivela per tutta la comunità come un patrimonio – anche immateriale di saperi e tradizioni – di ineguagliabile pregio. La vetrina di questi vini di assoluta qualità sarà Villa Spada (nella foto), le cui facciate sono state recentemente restaurate, così come alcuni spazi interni. “C’è ancora molto da lavorare per il suo totale recupero – afferma il Sindaco di Refrontolo, Loredana Collodel – ma intanto la villa è parzialmente visitabile, con i suo storici arredi. È il luogo ideale per la nostra rassegna che sta crescendo e che mi auguro possa diventare un appuntamento apprezzato sia dagli appassionati enoturisti, sia dalle aziende produttrici alle quali vogliamo dare una opportunità in più di visibilità e comunicazione”.

In rassegna la produzione di Refrontolo Passito Docg Colli di Conegliano (il disciplinare prevede la produzione di questo vino anche nei Comuni di San Pietro di Feletto e Pieve di Soligo) affiancata da alcuni vini passiti provenienti da altre regioni italiane e presenti all’ultima edizione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino (conosciuto già come La Selezione del Sindaco). Si tratta del Fior d’Arancio Passito dei Colli Euganei (Padova), dalla Sicilia il Moscato di Noto (Siracusa), dall’Alto Adige un Sauvignon Passito, Aleatico Passito di Capalbio (Grosseto), l’Erbaluce Passito di Caluso (Torino), Vin Santo del Chianti, Moscato Giallo trentino, e altre eccellenze.

“È una occasione per fare interessanti incontri con il vino – afferma Benedetto De Pizzol coordinatore regionale delle Città del Vino del Veneto e assessore al Comune di San Pietro di Feletto – perché la Rassegna è davvero ricca di produzioni di altissima qualità. L’Associazione segue fin dall’inizio la sua organizzazione cercando di favorire i contatti di questo territorio sopratutto con le aziende delle altre regioni che hanno partecipato al nostro concorso enologico internazionale e che hanno ottenuto medaglie d’oro e d’argento, in modo tale da fare di questo appuntamento una sorta di vetrina dei miglior vini passiti che si producono nel nostro paese”.

La degustazione dei vini sarà accompagnata ad assaggi di prodotti tipici locali, da spettacoli ed eventi culturali.

In aggiunta, durante la giornata di domenica 25 novembre, si terrà la passeggiata “Tra boschi di collina e coltivi” un’escursione lungo le colline di Refrontolo che consentirà di scoprire la ricchezza di flora e fauna nel territorio e richiamare alla memoria alcuni eventi della Grande Guerra.La camminata avrà inizio alle ore 10 e avrà una durata di circa 2 ore e mezzo. Il ritrovo sarà presso la sede della Mostra (Barchessa Villa Spada, Via Capretta).

INFO:

Comune di Refrontolo – Tel. 0438 978103 – segreteria@comunedirefrontolo.it

Pro Loco Refrontolo – cell. 345 4220522 – proloco.refrontolo@gmail.com

 

Vendemmia 2018: bilancio positivo nonostante il maltempo

Vendemmia 2018: bilancio positivo nonostante il maltempo

La vendemmia 2018 si è appena conclusa con un esito positivo, nonostante il clima abbia tenuto sulle spine i produttori durante tutta l’annata agraria, fino alle ultime battute.

Rispetto al 2017 si è registrato un incremento medio del 15%, con una produzione complessiva di 49,5 milioni di hl: Federvini al momento si attiene al dato che il Ministero delle Politiche Agricole ha comunicato alla Commissione europea, pur sapendo che ci potranno essere delle ulteriori limature una volta che siano state acquisite ed elaborate le denunce di produzione.

Andando nel dettaglio, di seguito riportiamo i dati per Regione.

In Piemonte la vendemmia è cominciata con un anticipo medio di qualche giorno rispetto al 2017: è accertato un aumento della produzione, stimata in poco meno di 3 milioni di ettolitri; dal punto di vista qualitativo registrati livelli buoni/ottimi con alcune punte di eccellenza

In Lombardia le condizioni climatiche generali hanno assicurato una buona annata con una produzione pari a 1 milione 285 mila hl; in particolare, per i vitigni bianchi o più precoci si assiste ad un abbassamento dell’acidità; interessante lo sviluppo delle varietà a bacca rossa come i Merlot.

In Trentino-Alto Adige il quadro è decisamente positivo, con una raccolta pari a 1.266.000 hl. In tutta la regione la maggior parte delle uve è stata raccolta tra il 10 settembre e i primi di ottobre con la chiusura dedicata alle uve Cabernet. Qualitativamente ci si aspetta un’ottima annata.

In Veneto, anche grazie a temperature ottimali, esistono i presupposti per ottenere vini di qualità con punte di eccellenza, soprattutto per le varietà a bacca bianca. Una qualità superiore mediamente rispetto al 2017 e anche da un punto di vista quantitativo ci si attesta su un +17%.

In Friuli – Venezia Giulia la stagione è iniziata con un lieve ritardo ed è proseguita senza problemi fino alla fioritura. Questo scenario ha assicurato un risultato molto buono da un punto di vista qualitativo e quantitativo con 1.742.000 hl.

In Emilia-Romagna la crescita complessiva è superiore alla media con una buona/ottima qualità delle uve, con regolari parametri enologici e concentrazioni zuccherine adeguate La produzione raggiunge i 7.797.000 hl. In Emilia i conferimenti delle uve Pignoletto, Malvasia e Ancellotta sono iniziati a settembre, mentre per i Lambruschi si è attesa l’ultima decade; in Romagna Albane e Cagnina all’inizio di settembre e, alla fine del mese, Trebbiano e Sangiovese.

In Toscana, le prime analisi delle uve hanno evidenziato una maturazione fenolica nella norma, iniziando nella seconda metà di agosto con cultivar precoci. Ai primi di settembre sono giunte subito a maturazione le uve a bacca rossa, e dalla seconda metà del mese si è passati a Vernaccia, Vermentino e infine al Sangiovese. La produzione si attesta su 2 milioni 26 mila hl.

Nelle Marche la maturazione è arrivata con un anticipo di 7/10 giorni. Si è partiti ad agosto con Pinot Nero, poi Chardonnay e Pecorino nell’ultima decade. Ai primi di settembre ci sono stati i conferimenti di Verdicchio e Passerina, per proseguire a metà mese con il Sangiovese. Ha chiuso il Montepulciano a fine settembre. Nel complesso si è registrata una produzione pari a 813 mila hl.

L’Abruzzo ha avuto una produzione più equilibrata rispetto al 2017 con 3 milioni 312 mila hl. La raccolta delle varietà precoci come lo Chardonnay è cominciata il 20 agosto nella zona costiera, mentre nella fascia collinare si è partiti i primi di settembre. Per le varietà a bacca rossa (Sangiovese e Montepulciano) si è iniziato nell’ultima settimana di settembre.

In Lazio la produzione si è attestata su 897.000 hl. Purtroppo, i violenti temporali di agosto hanno provocato, in alcune aree, importanti danni ai i vigneti. La vendemmia è cominciata comunque regolarmente dopo Ferragosto, prima con le varietà internazionali precoci a bacca bianca e poi le uve bianche autoctone e i primi Merlot.

Anche in Umbria la stagione è stata caratterizzata prevalentemente dalle piogge. La vendemmia delle uve per le basi spumante è iniziata intorno al 20 agosto, il Grechetto e i Trebbiani invece verso la metà di settembre. La produzione si attesta sui 339 mila hl.

Nonostante il clima primaverile alquanto ‘ballerino’, in Campania i tempi di raccolta sono stati nella norma, partendo dai vitigni a bacca bianca nel Cilento a fine agosto. Nell’agro Aversano si è proseguito a settembre con Asprinio e Fiano. Nell’Avellinese, tra settembre ed ottobre, è stata la volta di Fiano di Avellino e Greco di Tufo. I Campi Flegrei sono stati caratterizzati ad ottobre per il Piedirosso, mentre l’Aglianico ha chiuso a fine ottobre. La produzione ha raggiunto i 711 mila hl.

Anche in Puglia, le prime uve ad essere vendemmiate sono state le uve base spumante ad inizio agosto; si è poi proseguito con le uve bianche autoctone. In diversi areali, il vento di Scirocco ha causato la formazione di rugiada sulle foglie di vite, provocando la formazione di malattie fungine. Una situazione non semplice per la raccolta di Primitivo e Negramaro. La Puglia raggiunge i 9 milioni 119 mila hl.

In Sicilia si riscontra una situazione differenziata tra parte occidentale – molto colpita da piogge e maltempo – e orientale, dove la qualità delle uve risulta ottimale, partendo dalle basi spumante raccolte a fine luglio per proseguire a metà agosto con Nero D’Avola, Syrah, Merlot e Grillo e terminare a fine mese con Catarratto, Inzolia e Grecanico. La produzione si attesta sui 4 milioni 307 mila hl.

La Sardegna ha dovuto fronteggiare in alcuni degli attacchi di peronospora. In generale, però il raccolto è stato buono, iniziando il 10 agosto con le uve base spumante per continuare con Vermentino e Torbato. Nell’ultima decade di settembre è stata la volta di Cannonau e Carignano, per chiudersi con le uve per vini da dessert Malvasia e Nasco. Quest’anno la produzione è pari a 395 mila hl.

Alla scoperta degli  Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

Alla scoperta degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa

Martedì 13 novembre 2018 il Polo didattico Pantaleoni dell’Università di Macerata ha ospitato un convegno dedicato “Alla scoperta degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa – Strumenti di dialogo interculturale e di sviluppo territoriale sostenibile”. L’iniziativa ha rappresentato un’importante opportunità per gli studenti e i docenti, le istituzioni e gli operatori del settore per conoscere il Programma degli Itinerari Culturali Europei volto alla valorizzazione dell’identità e del patrimonio storico-culturale europeo e alla promozione del dialogo interculturale e dello sviluppo territoriale sostenibile. Il Convegno ha posto l’attenzione sulle opportunità di sviluppo per le aree interne, la Macro Regione Adriatico-Ionica, i Cammini Lauretani, le Vie della Seta e dell’Ambra, il ruolo dell’Europa e dei futuri bandi. E’ stata raccontata l’esperienza di alcuni itinerari certificati e presentate alcune nuove progettualità di interesse per il territorio marchigiano, tra cui quella dei Cammini Lauretani, con un focus particolare sulle opportunità esistenti nell’ambito della macro regione Adriatico Ionica.  L’incontro ha, inoltre, offerto l’occasione per valutare la possibilità di collaborazioni tra l’Ateneo maceratese, le imprese del territorio marchigiano e gli enti locali e per approfondire alcune questioni economico-giuridiche di comune interesse per questa tipologia di progetti.

L’Università di Macerata, insieme ad altri otto Atenei e centri di ricerca, fa peraltro parte del network che collabora con l’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Bruxelles già dal 2017. Un’importante partenariato, che tra l’altro permetterà agli studenti di svolgere tirocini presso l’agenzia tecnica del Consiglio d’Europa.

Tra i tanti qualificati interventi della giornata, ricordiamo qui le relazioni della Dottoressa Giorgia Frongia (Dottoranda Eureka/Università di Macerata) “La strategia del place branding applicata all’esperienza degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa e al caso dei Cammini Lauretani” e di Alessio Cavicchi (Professore Associato di Economia e Marketing Agroalimentare, Esperto esterno Commissione Europea) “La collaborazione tra università e imprese per la promozione del turismo nelle aree interne”, disponibili nella nostra sezione Studi e Ricerche.

Il place branding ossia il marchio territoriale – evidenzia Frongia –  si appalesa come un efficace strumento di identificazione e di differenziazione della destinazione con la sua offerta turistica, la sua identità e i suoi valori da utilizzare nelle strategie di posizionamento sul mercato, di comunicazione, di promozione, di visibilità e di valorizzazione della destinazione turistica. Inoltre, se correttamente concepito e promosso il marchio: può diventare un catalizzatore di sinergie positive tra politica, economia e sociale, elevare l’attrattività di un territorio, contribuire al richiamo di capitale umano qualificato e di investimenti, migliorare la reputazione della zona e, infine, creare un rinnovato orgoglio e senso di appartenenza per i suoi cittadini. Attraverso l’uso del proprio logo i singoli itinerari possono differenziarsi, rendersi riconoscibili al pubblico con la propria offerta esperienziale, la propria identità e propri valori e creare un network attorno alla singola tematica di riferimento.

Una proposta concreta emerge dalle parole di Cavicchi, che suggerisce una stretta collaborazione tra Università, Istituti Scolastici e Scuole private, l’individuazione di aree interne come Destinazione Educational, la possibilità per gli studenti di tutto il mondo di venire a fare esperienza del Made in Italy, dell’Italia “autentica”, dell’enogastronomia e della Cultura Italiana, la definizione dei cammini/itinerari come “boundary object”, un maggior dialogo tra assessorati/servizi diversi in ambito regionale (Agricoltura, Cultura, Turismo, Attività Produttive) e un rafforzamento del ruolo di Associazioni, Confederazioni, GAL e comunità locali per supportare e facilitare questo processo.

Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne

Per Itinerario Culturale Europeo si intende “un percorso che attraversa uno o più Paesi o Regioni, e che si organizza intorno a temi di interesse storico, artistico o sociale europeo, sia in ragione del tracciato geografico dell’itinerario, sia in funzione del suo contenuto e del suo significato”. Il Programma nasce nel 1987 per favorire, attraverso il viaggio, la riscoperta della comunità culturale europea, rimandando lo sviluppo effettivo degli itinerari alle iniziative concrete che assumono le autorità nazionali, regionali e locali, nonché gli operatori privati di ogni Paese. Il primo itinerario certificato fu quello spirituale e religioso di Santiago di Compostela, pochi anni prima della caduta del muro di Berlino, individuando in tale percorso di pellegrinaggio una metafora della riscoperta delle radici europee. Oggi sono più di 30 gli itinerari certificati le cui tematiche mirano a mettere in risalto la ricchezza culturale europea e testimoniare il valore della diversità.

Tra questi Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne, riconosciuto dal Consiglio d’Europa il 15 maggio 2009 come 25° Itinerario Culturale Europeo. A ricordarlo, in occasione del Convegno, è stato Paolo Benvenuti, Presidente della Federazione Europea Iter Vitis che promuove, valorizza e tutela il patrimonio europeo tangibile e intangibile della cultura della vite e del vino. “E’ necessario – ha sottolineato Benvenuti nel suo intervento “Come nasce un itinerario culturale del Consiglio d’Europa: sfide ed opportunità” – adottare strategie politiche mirate a far crescere questo segmento turistico culturale esperenziale, dotandolo di maggiori finanziamenti e di un coordinamento anche informale (una volta attivo presso il Mibac ma ora inesistente), indispensabili per integrare e incrementarne promozione e valorizzazione. Andrebbero inoltre studiate le eventuali opportunità derivanti dall’approvazione dell’entrata in vigore della Legge sul Terzo Settore – di cui però ancora si aspettano i decreti attuativi – per le associazioni dei singoli Itinerari Culturali operanti in Italia e costituite con il nostro diritto.”

Proprio in questi giorni (sabato 17 novembre) si terrà a Roma l’Assemblea della Federazione Europea Iter Vitis per eleggere il nuovo presidente e per fare il punto sullo stato dell’arte e i prossimi obiettivi. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

Parte da Guardiagrele il futuro di Slow Food Italia

Parte da Guardiagrele il futuro di Slow Food Italia

Parte da Guardiagrele (Ch), dal 16 al 18 novembre, il cammino del nuovo Consiglio nazionale di Slow Food Italia eletto a Montecatini durante il congresso nazionale che ha riscritto le regole e le prospettive dell’associazione della Chiocciola. Il Consiglio nazionale è l’organo di direzione politica dell’associazione, cioè ne definisce le scelte e le linee strategiche. Quello ospitato nello splendido borgo ai piedi della Majella è il «Primo appuntamento in cui potremo entrare nel merito delle decisioni politiche, cominciare quel percorso di ridefinizione della governance dal respiro internazionale che è al centro del mandato che traghetterà l’associazione al 2020. Sarà una prima occasione in cui sperimentare il nuovo ruolo che il Consiglio nazionale è chiamato ad assumere», dichiara il Comitato esecutivo di Slow Food Italia. Parole che sottolineano l’importanza di questo incontro in cui si inizieranno a delineare le linee guida per rispondere alle principali sfide dei prossimi anni: la necessità di battersi affinché a tutti sia garantito l’accesso al cibo buono, pulito, giusto e sano; l’accesso alla conoscenza come un diritto comune e stessa dignità per saperi tradizionali e accademici; il rifiuto di qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale; la salvaguardia dell’ambiente come principale priorità del nostro agire anche grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione; la necessità di ribadire che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come esseri umani e come collettività; la volontà di affrontare a tutti i livelli l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità.

«In linea con il percorso avviato a Chengdu – sottolinea il Comitato esecutivo -, che auspica una associazione più orizzontale e liquida, il Consiglio nazionale dovrà avere un ruolo fondamentale nell’assicurare, non solo lo scambio di informazioni, visioni, progettualità da e verso la rete internazionale, da e verso la rete locale, ma anche verso l’inclusione e verso il diffondersi della rete, perché una delle più grandi sfide che ci attende è fare comunità essendo comunità». Il Consiglio nazionale è composto da 40 dirigenti di Slow Food provenienti da tutte le regioni d’Italia.

«Ospitare il Consiglio nazionale di Slow Food a Guardiagrele – puntualizza l’assessore Piergiorgio Della Pelle – è la conferma del ruolo che la nostra Città sta assumendo a livello nazionale e internazionale nell’ambito dell’enogastronomia di qualità e della vita slow. Nel 2015 la Commissione europea ci ha riconosciuti come Città E.D.E.N. per “Gastronomia e Turismo”, da lì in poi grazie alle realtà d’eccellenza nell’ambito del food presenti sul territorio, dalla ristorazione alla produzione, stiamo continuando a lavorare sulla promozione e sulla valorizzazione dell’intero comprensorio turistico della Majella orientale».

Nella direzione della valorizzazione del ricco e qualitativamente valido patrimonio gastronomico e di coltura materiale del comprensorio della Majella va la firma di un protocollo tra Slow Food Majella e il comune di Guardiagrele che si terrà venerdì alle 11 presso nella sala del consiglio comunale. Orti nelle scuole, Mercati della Terra, manifestazioni, incontri a tema con studiosi conosciuti internazionalmente, manifestazioni e appuntamenti conviviali, sono solo alcuni dei punti previsti nel protocollo per il prossimo anno.

Un interessante anticipo di queste iniziative è Oppe’lamajell che sabato 17 a partire dalle 16 sino a tarda sera animerà le vie del paese di Guardiagrele con mercati dei produttori locali, incontri gastronomici, musica, momenti formativi pensati per bambini e molto altro ancora sempre all’insegna del buono della Majella. Tre giorni dove Slow Food Italia guarda con forza al futuro. Per questo facciamo nostro l’augurio contenuto in una frase scolpita su un muro di Guardiagrele: “La Maiella Madre che vi guarda e vi benedice in eterno”.

Slow Food per questa tre giorni vuole ringraziare il comune di Guardiagrele e la condotta Slow Food della Majella. Inoltre: pizzeria La Sorgente, ristoranti Villa Maiella, Fuori Comune, Santa Chiara, La Grotta dei Raselli, trattoria La Cantina del Tripio, macelleria di Romantino, Francesco&Valeria e pasticceria Lullo Emo. Hanno collaborato: le cantine vinicole Masciarelli, Santoleri Vini, Tommaso Masciantonio e Il Feuduccio; i birrifici Maiot e Maiella; farine Az Terra Nobile, farine Casino di Caprafico, olio Tommaso Masciantonio Trappeto Caprafico e azienda agricola Mario Verna; locanda Maja, Romantico Rifugio, Domvs Tripiana, Casa Faricciola, il Torrione, il Mulino, Villa Maiella, Guest House dei Raselli e il Sole e la Luna; Bar Fil, caffè pasticceria D’Ottavio, caffetteria del Corso, Caff&Mercato e bar Fuori Comune. Sponsor e partner: GelDì spa, Intec Rotors, Abruzzo Consulenze srl, Cams spa, Nikita srl, Colore Pastello, KilometroZero e Easy Abbigliamento.

Primitivo di Manduria: buona qualità, quantità in calo e tenuta dei prezzi

Primitivo di Manduria: buona qualità, quantità in calo e tenuta dei prezzi

Una vendemmia in controtendenza rispetto al resto d’Italia e della Puglia  per il Primitivo di Manduria: qualità mantenuta, quantità in diminuzione e tenuta dei prezzi.

A un mese e mezzo dalla fine della vendemmia nella zona del Primitivo di Manduria doc, pur non avendo ancora i dati definitivi, il Consorzio di Tutela traccia le prime conclusioni.

“La vendemmia 2018 per il Salento in generale, e in particolare per il Primitivo di Manduria ha mostrato una flessione quantitativa. – afferma Roberto Erario, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – Nonostante un’annata difficile dovuta alle grandinate che hanno colpito solo alcune delle zone della nostra areale, la nostra doc rimane forte nel mercato con un valore crescente. Questo grazie anche ai produttori che hanno privilegiato le basse rese anche di fronte ai cali quantitativi. I mercati mondiali, quelli orientali in testa, amano i nostri vini e cominciano a pretendere certificazione di qualità e sostenibilità”.

I primi dati sulla vinificazione per il Primitivo di Manduria confermano una diminuzione delle rese dal 70% al 55% per una maggior presenza di grappoli appassiti in vigna e i costi delle uve invariati rispetto alla precedente annata.

Gli assaggi in cantina evidenziano prodotti interessanti, con una buona forza acida e notevole corredo aromatico, e nonostante il maltempo, la vendemmia 2018 svela potenzialità inaspettate e, sostanzialmente, si conclude con un bilancio positivo.

Bandiera Verde Agricoltura ad azienda vinicola di Cesena

Bandiera Verde Agricoltura ad azienda vinicola di Cesena

Nei giorni scorsi (n.d.r. martedì 13 novembre) l’azienda vitivinicola Tenuta Colombarda di San Vittore di Cesena nella prestigiosa cornice del Campidoglio, a Roma, ha ricevuto (unica realtà dell’Emilia Romagna) l’ambito riconoscimento della Bandiera Verde Agricoltura (nella sezione Agri-ecology), conferito dalla CIA – Agricoltori Italiani alle aziende che si distinguono per le loro capacità produttive e per la difesa del territorio e dell’ambiente.

Ha ritirato il premio, consegnatole dall’On. Antonella Incerti, Micaela Dionigi, titolare di Tenuta Colombarda, che ha dichiarato: «Fare bene il proprio lavoro è prima di tutto una soddisfazione personale. Ma quando sono anche gli altri ad accorgersene, sicuramente è più gratificante. Con l’importante riconoscimento ottenuto dalla nostra Azienda i grandi sforzi per riuscire a praticare una vitivinicoltura green e rispettosa della nostra terra sono stati premiati. Siamo consapevoli che si tratti di un processo che richiede applicazione e impegno continuo e che non sempre il mercato premia tali scelte, ma questa giornata ci conferma che abbiamo intrapreso la strada giusta, grazie anche alla supervisione attenta, vigile e propositiva, in vigna e in cantina, dell’enologo Giuseppe Meglioli».

Ad accompagnare la Dionigi nella trasferta romana c’erano lo stesso Meglioli e il ravennate Stefano Francia, membro della giunta di Cia Romagna e Presidente Nazionale AGIA – Associazione Giovani Imprenditori Agricoli della CIA.

L’Associazione  delle Città del Vino dà il benvenuto al Comune di Olbia

L’Associazione delle Città del Vino dà il benvenuto al Comune di Olbia

L’Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Olbia (SS), polo turistico gallurese ricco di  bellezze naturali, siti archeologici e tradizioni enogastronomiche. Non a caso l’origine del suo nome deriverebbe dal greco ολβιος/olbiòs con il significato di felice, fortunato, prospero.

Molto interessante sia sotto il profilo culturale, con numerose testimonianze nuragiche,  chiese monumentali e architetture civili, che naturalistico, con un gran numero di itinerari in auto e a piedi alla scoperta di stupende aree costiere, parchi marini protetti e paesaggi rurali, il territorio vanta una mentalità da sempre aperto alle novità, grazie agli scambi che nei secoli si sono succeduti con la penisola italiana e la Corsica e alla frequentazione dei visitatori non isolani. Temi pagani e temi religiosi si confondono e caratterizzano tutte le sagre e feste olbiesi, che riprendono ancora oggi il calendario agricolo e le ricorrenze religiose che in passato scandivano il trascorrere dell’anno.

Da non mancare, infine, un assaggio dei tanti piatti e i prodotti dell’enogastronomia locale, a partire dai vini: la Docg Vermentino di Gallura, le Doc  Cannonau di Sardegna, Monica di Sardegna, Moscato di Sardegna, Sardegna Semidano, Vermentino di Sardegna  e le Igt Isola dei Nuraghi e Colli del Limbara. L’enoregione della Gallura è caratterizzata da un paesaggio molto vario di rocce scolpite dal vento, dolci colline a pascolo, nuraghi e chiese medievali, splendide spiagge e sugherete, boschi di lecci e piante profumate come il mirto, le ginestre, i ginepri, i corbezzoli, i lentischi e l’erica. Grazie alla matrice granitica (che impedisce di avere produzioni elevate ma permette di ottenere vini con buona gradazione alcolica e acidità e ottima presenza di frutto) e alle peculiarità climatiche che la distinguono dalle altre zone confinanti (lunghe estati calde, forti escursioni termiche tra il giorno e la notte e presenza del Maestrale che limita l’insorgere delle muffe) ha qui trovato il suo habitat di elezione ilvermentino, tra le quattro varietà di uva maggiormente prodotte nell’Isola.  (di Alessandra Calzecchi Onesti)

Premio ETICORK a Vendemmia solidale del Raboso Piave

Premio ETICORK a Vendemmia solidale del Raboso Piave

Un’iniziativa che vede questi ragazzi trasformarsi in vignaioli ed enologi, producendo circa 1000 bottiglie di Raboso del Piave, che con orgoglio presentano in primavera presso lo stand della Regione Veneto al Vinitaly a Verona.  L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto Autonomia Sociale, che li vede coinvolti in tutte le fasi della produzione del vino: dalla vendemmia alla torchiatura e pigiatura, fino alla sigillatura. Una produzione da 1500 bottiglie all’anno numerate, ognuna con la propria etichetta disegnata a mano e firmata dal ragazzo che l’ha creata.

Il Raboso del Piave oltre a rappresentare il territorio e la sua storia, diventa così anche veicolo solidale, contribuendo a progetti a supporto della collettività, con l’obbiettivo di rafforzare il valore che può nascere dalla sincera volontà di fare impresa in maniera condivisa e inclusiva. Date queste premesse non poteva non entrare nella rosa delle aziende valutate da Amorim Cork Italia per il riconoscimento ETICORK, una forma di analisi e valorizzazione dei progetti solidal-enologici che si sono maggiormente distinti sul territorio nazionale per costanza, profondità di intervento e rilevanza sul territorio.

Un’opera anche comunicativa di sensibilizzazione, che permette all’azienda leader nelle chiusure in sughero di favorire la cultura della sostenibilità. Un impegno sempre più compreso anche dai media nazionali: il prossimo appuntamento che vedrà Amorim protagonista di un servizio televisivo, sarà nella rubrica  “Parola di pollice verde”, di e con Luca Sardella, il prossimo 1 dicembre alle ore 13.00 su Rete4.

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