+39 0925 940217 info@itervitis.eu
Auguri al Marsala

Auguri al Marsala

L’Associazione nazionale Città del Vino, che conta tra i suoi Comuni un gran numero di  città legate ai disciplinari delle denominazioni storiche,  vuole celebrare i 50 anni dei vini che hanno ottenuto la certificazione nel 1969 con articoli, eventi e approfondimenti. Iniziamo proponendo una scheda con le caratteristiche e gli abbinamenti di queste DOC (alcune delle quali sono nel frattempo diventate DOCG).

MARSALA

Disciplinare: approvato DOC con Dpr 02.04.69 (G.U. 143 – 10.06.69)

Regione: Sicilia

Provincia/e: Trapani

Città del Vino: Gibellina, Marsala, Vita.

Tipologie: Marsala Fine, M. Superiore, M. Superiore Riserva, M. Vergine o Soleras, M. Vergine Stravecchio o Riserva.

Vitigni: Marsala oro ed ambra: Grillo e/o Catarratto e/o Ansonica” (localmente Inzolia) e/o Damaschino. Marsala rubino: Perricone (localmente Pignatello) e/o Calabrese (localmente Nero d’Avola) e/o Nerello mascalese.

Cenni storici e/o geografici: Ebbe fra i suoi estimatori l’ammiraglio Nelson, che, prima della battaglia di Abukir, lo aveva imbarcato in sostituzione del rhum. Secondo la leggenda nel 1773 un turista inglese, sir John Woodhouse, per assicurarsi che il vino di Marsala portato in patria come souvenir superasse il viaggio in mare, vi aggiunse un po’ di alcool. In realtà Woodhouse era un abile mercante che seppe impiantare vitigni provenienti dal Portogallo e dalle Azzorre nei terreni sabbiosi della Sicilia occidentale, con un successo tale da competere con i vini portoghesi tanto apprezzati sul mercato britannico. Il particolarissimo metodo di invecchiamento in botti non interamente ricolme poste su più livelli – detto “soleras” – favorisce l’ossidazione e aumenta la complessità dei profumi perché ogni annata contiene una percentuale di vino delle  precedenti.

Descrizione: Colore dorato più o meno intenso (Marsala “oro”), giallo ambrato più o meno intenso (Marsala “ambra”), rosso rubino che, con l’invecchiamento, acquista riflessi ambrati (Marsala “rubino”). Sapore e profumo caratteristici. E’ un vino liquoroso, il cui grado alcolico viene in parte integrato con aggiunta di alcol e mosto concentrato. Titolo alcol. minimo: 17,5% (M. Fine), 18% (M. Superiore anche Riserva, Vergine o Soleras e Vergine Stravecchio o Riserva). Secondo il contenuto zuccherino, si classifica in secco, semisecco e dolce. Abbinamenti: da aperitivo (secco) o con formaggi stagionati  e pasticceria (semisecco e dolce); le bottiglie più pregiate, invecchiate anche decine di anni, sono ideali come vino da meditazione.

Prodotto PECORINO SICILIANO

Disciplinare:  Reg. CE n. 1107 del 12.06.96 (GUCE L 148 del 21.06.96)

Cenni storici e/o geografici: Il più antico formaggio prodotto in Sicilia, probabilmente il più antico d’Europa. Già Omero in un passo dell’Odissea scrive “fa cagliare metà del latte e lo depone in canestri intrecciati” (i segni lasciati sulla crosta caratterizzano le produzioni di tutti i formaggi siciliani a pasta compatta) e Plinio, a cui si deve la prima classificazione dei caci nazionali ed esteri, tra i migliori cita proprio i pecorini di Agrigento.

Descrizione: Formaggio a pasta dura ricavato da latte di pecora intero appena munto, coagulato in un tino di legno con caglio d’agnello. Il  peso  della classica forma cilindrica a facce piane o lievemente concave varia tra 4 e 12 kg.  La crosta bianco-gialla o tendente al marrone, ricopre una pasta  compatta, di color bianco o leggermente paglierino, dal sapore inizialmente delicato che diventa più piccante e sapido con il tempo, e dall’aroma intenso. La DOP tutela il formaggio dai 4 agli 8 mesi di maturazione, ma viene consumato anche fresco (Tuma e Primo sale) e semistagionato (Secondo sale). Ne esiste, inoltre, un tipo con bacche di pepe nero affogate nella pasta all’atto dell’incanestratura, il “picurinu pepato”. Ottimo da grattugia, è da sempre ingrediente insostituibile di molte ricette locali, come le braciole,  gli involtini, i  timballi di pasta e  gli sfincioni. A tavola si accompagna per tradizione a olive e pane,  con un bicchiere di Marsala quando è fresco e Etna rosso o Cerasuolo di Vittoria quando è più stagionato.

Piatto SFOGLIO DELLE MADONIE

Cenni storici e/o geografici:  Nasce tra le mura  di un convento di Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, questa antica torta creata nel Seicento dalle monache benedettine per festeggiare la festa del loro santo protettore. Da allora la produzione si è diffusa e radicata in molti comuni delle Madonie, pur  con diverse varianti  come, ad esempio, quella con ripieno al pistacchio o quella con la cannella.

Descrizione:  Ingredienti: Per la pasta: 500 gr di farina, 100 gr di zucchero, 1/2 bicchiere di marsala, 200 gr di burro, 1 uovo. Ripieno: 400 gr di tuma grattugiata , 200 gr zucchero, 150 gr di cioccolato fondente, 100 gr di  zucca candita a pezzetti, 2 albumi d’uovo montati a neve, 1 limone, zucchero a velo.

Preparazione:  Impastate la farina con il burro lavorato a crema, lo zucchero, l’uovo e il marsala, e lasciate riposare per circa un paio di ore. In una ciotola amalgamate bene insieme gli albumi, la tuma, lo zucchero, il cioccolato a scagliette, la zucca candita e la buccia grattugiata di un limone. Stendete la pasta  in due dischi e foderate con uno una teglia unta d’olio, versate il ripieno e ricoprite con l’altro disco di pasta, avendo cura di saldare i bordi. Cuocete in forno a 180 °C per circa un’ora e servite quando si è ben raffreddata (meglio ancora se il giorno dopo), cosparsa di zucchero a velo.

Viticoltura a San Pietro di Feletto 2019

Viticoltura a San Pietro di Feletto 2019

Un ricco e articolato programma che si snoderà nei giorni 30 gennaio, 6, 13 e 20 febbraio tutti di mercoledì. I temi che affronteremo riguardano i cinquant’anni della Denominazione Conegliano Valdobbiadene, con relazioni che daranno notizie molto interessanti e per certi versi inedite; partiremo dal catasto napoleonico e via via fino ai nostri giorni, passando attraverso l’analisi dei cambiamenti sociali, economici e del paesaggio che hanno interessato la nostra area, proiettandoci allo stesso tempo a quello che ci aspetterà nel futuro.

E poi parleremo delle piante e dei loro sistemi di interazione e comunicazione e in questo avremo il piacere di avere con noi Stefano Mancuso Neurobiologo vegetale, tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e divulgare una “nuova verità” sulle piante. E ancora le acque reflue derivanti dalla lavorazione in cantina: dopo gli inconvenienti della vendemmia scorsa abbiamo ritenuto utile un approfondimento sulla gestione di questi sottoprodotti, sotto il punto di vista normativo, del controllo, dell’impatto sull’ambiente e come la ricerca si pone per trovare sistemi innovativi a supporto delle aziende.

Chiuderemo il ciclo di incontri di Viticoltura a San Pietro di Feletto 2019 con le attività della Scuola Enologica di Conegliano da anni impegnata con i suoi studenti a trovare soluzioni per una viticoltura ecosostenibile. In questa ultima serata un approfondimento riguarderà gli studi avanzati sul miglioramento genetico della vite dove vede il CREA – VE di Conegliano impegnato in ricerche per superare i problemi causati dalle classiche fitopatie che affliggono la vite.

Il vino tra tradizione e innovazione

Il vino tra tradizione e innovazione

Santimartini è un’azienda vitivinicola fortemente voluta da Emilio ed Elio Franco che, con passione e dedizione, dopo una plurigenerazionale esperienza nel settore vitivinicolo, hanno voluto conciliare tradizione ed innovazione per dar vita ad una produzione di vini DOP unica e ricercata.

Accanto alla produzione dell’olio e delle ciliegie, l’identità storico-culturale del territorio ai piedi del monte Taburno, lungo il pendio del Monte delle Rose e del Monte  Palombella – territorio compreso nell’area del ‘Sannio Falanghina’, nominata quest’anno Capitale Europea del Vino 2019 – si identifica con la coltivazione della vite e l’Azienda ha voluto raccogliere questa eredità armonizzando l’utilizzo delle tecnologie all’avanguardia con le antiche tradizioni, affidando la programmazione a tecnici qualificati ed esperti del settore.

La sua missione è conservare nel tempo e consegnare alle generazioni future il patrimonio enogastronomico di una terra dove, da sempre, coltivare significa imparare a gestire il rapporto dell’uomo con la natura. Le uve provengono dai terreni piedimontani del Sannio e di Solopaca, noti per avere una ideale esposizione collinare ed una buona escursione termica. Le vigne sono coltivate su terreni caratterizzati da marne argilloso-calcaree con arenarie o ghiaia affiorante, ad un’altitudine che varia tra i 250-350 metri sul livello del mare e il sistema di allevamento è a spalliera ed a raggiera. I vigneti stessi vengono seguiti dai tecnici dell’azienda in tutte le fasi, dal periodo della potatura fino alla maturazione; ciò permette di avere uve sane e di qualità riducendo al minimo l’uso di fitofarmaci.

Ai vini dai suggestivi nomi certificati dalla DOP Sannio, si aggiungono le grappe alle uve di Falanghina e Aglianico e i sorprendenti cioccolatini alla Falanghina, ripieni di Ciesco della Mirella. Le uve (Aglianico 100%, raccolte in epoca di vendemmia tardiva) da cui si ricava il Matierno, che con l’etichetta 2010 ha meritato una Medaglia d’Argento alla XII Edizione della Selezione del Sindaco, vengono vinificate in rosso con lunga macerazione alla temperatura di 20/22°C e poi affinate in serbatoi di acciaio, in barriques di rovere francese allies e bottiglia. Il risultato è un vino di grande personalità, deciso e persistente, dal colore rosso granata intenso, note di frutto maturo, more, prugne e lampone, grande concentrazione ed elevato volume. Si abbina bene ad arrosti, ragù e selvaggina.

Dai cambiamenti climatici ai mercati asiatici:  se ne parla a Wine&Siena

Dai cambiamenti climatici ai mercati asiatici: se ne parla a Wine&Siena

Cambiamenti climatici, sostenibilità e i nuovi orizzonti del vino italiano, fra mercati asiatici rivoluzione digitale e biologico. Due argomenti di grandissima attualità. Il cambiamento del clima è sotto gli occhi di tutti. Affrontare i cambiamenti diventa una necessità per il settore vitivinicolo. Così come costruire i presupposti dell’innovazione di marketing che il digitale pone a tutti e il crescere nei mercati del grande oriente. 

Wine&Siena 2019 ha voluto proporre due momenti di approfondimento che vanno in questa direzione. I due convegni nascono dalla collaborazione tra l’organizzazione di Wine&Siena – Capolavori del Gusto, esperti professori e ricercatori dell’Università di Siena e la Fondazione Itinera di Confcommercio. L’obiettivo è quello di mettere a fuocoopportunità e sfide per il mondo del vino.

 Si inizia venerdì 25 gennaio, alle 10.15, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena con “Cambiamenti climatici e sostenibilità: nuove sfide per le imprese vitivinicole e le istituzioni” a cui saranno presenti Gianmarco Centinaio, ministro delle Politiche Agricole e Forestali, e Marco Remaschi, assessore regionale Politiche AgricoleIl saluto sarà del rettore dell’Università degli Studi di Siena Francesco Frati e poi interverrà Simone Bastianonireferente scientifico del progetto  internazionale sostenuto dall’ONU “Sustainable Development Solutions Network” Siena. Alle 11, il della tavola rotonda conHelmuth KöcherThe WineHunter – presidente Gourmet’s International e patron del Merano WineFestival, che tornerà sul tema presentando i risultati della tavola rotonda che si è svolta al Teatro Puccini di Merano in occasione della 27^ edizione di Merano WineFestival. Insieme al ministroGianmarco Centinaio e all’assessore regionale Marco Remaschi saranno presenti,Michele Mannelli, presidente Azienda Salcheto e socio del Consorzio del Vino Nobile,Stefano Stefanucci, direttore di Equalitas,Roberto V. De Rosa, amministratore unico di Qcertificazioni,Angelo Riccaboni, presidente Fondazione Prima. 

Sabato 26 gennaio, alle14.30, sempre presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli studi di Siena, si parlerà invece di “Nuovi orizzonti del vino italiano fra mercati asiatici, rivoluzione digitale e biologico”, moderatoriLorenzo Zanni, Università degli Studi di Siena, e David Taddei, giornalista. Introdurranno i saluti di Francesco Frati, rettore dell’Università degli Studi di Siena, con Monica Barni, vice presidente Giunta Regione Toscana, Luigi De Mossi, sindaco del Comune di Siena e Donatella Prampolini, vice presidente Nazionale Confcommercio. Interverranno Brunella Saccone, Ufficio agroalimentare e vini di ICE con la relazione “Le politiche di promozione di successo nel mercato asiatico”, Alessandro Regoli, direttore di Wine News che parlerà dell’ “Apertura al mercato asiatico delle imprese del settore vitivinicolo italiane”, Stefano Di Piazza, chief Marketing Officer di Vinora, con “Strategie digitali per far conoscere la propria cantina al mondo”, Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale Le Donne del Vino che parlerà di “Mercati asiatici fra opportunità e difficoltà in evoluzione continua”, Roberto Scalacci, Regione Toscana – direzione Agricoltura e Sviluppo rurale, con la relazione “Esperienze di innovazione nella promozione dei vini toscani di qualità”, Massimo Nepi, Handler of Bachelor in Agri business – Università degli Studi di Siena, che approfondirà le “Nuove iniziative formative in agribusiness”. La chiusura dei lavori sarà a cura diHelmuth Köcher, The WineHunter e patron della manifestazione Wine&Siena. 

Tutto questo è anche Wine&Siena – Capolavori del Gusto nella sua quarta edizione, i prossimi 26 e 27 gennaio a Siena, il primo grande evento dell’anno dedicato alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche firmato dagli ideatori del Merano WineFestival che vuole promuovere il meglio della produzione vitivinicola e culinaria toscana selezionata dal WineHunter Helmuth Köcher. Oltre 150 produttori, 500 vini in degustazione, un percorso enogastronomico nei palazzi storici senesi con grandi protagonisti i prodotti premiati all’interno della guida The WineHunter Award, consultabile su award.winehunter.it, il premio di qualità certificata assegnato dalla commissione d’assaggio del Merano WineFestival. A Wine&Siena sono presenti dunque solo produttori selezionati. 

Insieme ai due convegni, altri seminari di approfondimentoSabato 26 gennaioa Palazzo Sansedoni alle 11Conosciamo la birra? Tecniche di degustazione di birra artigianale”, in collaborazione con Unione Degustatori Birra. Alle 17, sempre a Palazzo Sansedoni, “Conosciamo i distillati? Tecniche di degustazione di grappe e acquaviti”, in collaborazione con Anag, associazione nazionale assaggiatori grappa.Il 27 gennaio,alle 11, a Palazzo Sansedoni,il seminarioConosciamo l’Olio Extra Vergine? Tecniche di degustazione dell’Olio EVO”, in collaborazione con Aicoo, associazione italiana conoscere l’olio d’oliva. I seminari – gratuiti – vanno prenotati alla mailoffice@meranowinefestival.com, sono aperti infatti ad massimo di 30 persone. 

Wine&Siena – Capolavori del Gusto, prima tappa del 2019 dei WineHunter Events è una manifestazione voluta dal patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher, dal senese Andrea Vanni, promotore dell’iniziativa, e da Confcommercio Siena. Insieme hanno attivato importanti collaborazioni. Sono organizzatori, oltre Confcommercio Siena, il Comune di Siena e la Camera di Commercio di Siena-Arezzo. Wine&Siena ha il fondamentale sostegno di Banca Monte dei Paschi di Siena, Grand Hotel Continental Siena – Starhotels CollezioneUniversità di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena che hanno concesso spazi prestigiosi per la manifestazione.  L’evento ha anche la collaborazione di Udb, Aicoo, Anag, Fisar, Onav, Ais e Slow Wine. Sono partner tecnici Ip Industrie, Pulltex, Rcr Cristalleria Italiana, Pasquini Drink/Food Diffusion. Si ringraziano Istituto di Istruzione Superiore “Pellegrino Artusi”, Rotary Siena, Siena Est e Rotaract Siena. Sono media partner Canale 3 Toscana, Firenze Spettacolo, I Grandi Vini, Rtv 38, Toscana tascabile. 

La manifestazione L’ingresso costa 45 euro per l’intera giornata, dalle 11 alle 19.30, il costo è di 30 euro per mezza giornata, dalle 15 alle 19.30. L’abbonamento per due giorni costa 60 euro. Oltre alla possibilità di degustare i migliori prodotti del territorio, durante i due giorni della manifestazione il programma prevede la Small Plates Dinner presso Palazzo Squarcialupiil 25 gennaio, alle 20, evento con cui parte la manifestazione (costo 50 euro). Ed ancora, il 26 e 27 gennaio ci saranno le masterclass dalle 11 alle 18.30 pressoPalazzo Sansedoni. Durante la manifestazione, momenti di approfondimento e convegni grazie alla collaborazione con l’Università degli studi di Siena negli spazi dello stesso Ateneo.

Prenotare Wine&Siena La biglietteria e le proposte collegate all’evento Wine&Siena sono in prevendita presso Wein Vino Wine, 0577 600392, Strada di Pescaia, 65 Siena, e Confcommercio Siena, 0577 248856, Strada di Cerchiaia, 26 Siena. I biglietti si possono acquistare anche online agli indirizzi  https://wineandsiena.com/ e https://meranowinefestival.midaticket.it/. Per informazioni sull’evento è possibile anche contattare Gourmet’s International al numero 0473210011 o via mail a info@wineandsiena.com, nonché consultare il sito  https://wineandsiena.com/.

Accrediti Stampa L’ufficio stampa sarà, come negli scorsi anni, presso il Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena. Per gli accrediti stampa è possibile fare richiesta on line all’indirizzo https://wineandsiena.com/area-press/.

Vino in Cifre 2019

Vino in Cifre 2019

 Il Corriere Vinicolo presenta la nona edizione dell’annuario Vino in Cifre, edito da Unione Italiana Vini in partnership con l’Osservatorio del Vino e in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier. In 72 pagine di tabelle, grafici ed elaborazioni esclusive, viene illustrata l’evoluzione del settore vitivinicolo a livello mondiale, europeo e italiano: dal potenziale produttivo ai consumi, dal commercio ai prezzi e la riconferma della sezione “Vino in Cifre Bio”, dedicata al segmento dei vini biologici.

In estrema sintesi, tali elaborazioni consentono di affermare che l’anno appena trascorso ci lascia in eredità numeri che permettono solo una moderata soddisfazione. Infatti, a una ripresa dei consumi sul mercato interno, confermata dalla positiva chiusura natalizia, fa da contraltare un trend del mercato internazionale dove il nostro Paese non sempre gioca da primattore, ma in qualche caso da comprimario, in particolar modo sui vini fermi.

Inoltre, le incertezze legate alla Brexit, al rallentamento dell’economia cinese e alle dispute commerciali in atto tra Pechino e Washington, non sono sicuramente presupposti rassicuranti con cui cominciare questo 2019. Negli USA, poi, lo shutdown sta iniziando a creare i primi problemi amministrativi, avendo bloccato le attività del TTB (Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau), con ripercussioni che, probabilmente, non tarderanno a riverberarsi sul nostro settore. Un settore che, dopo le altalenanti vicissitudini della vendemmia 2018, con sensibili riduzioni dei prezzi all’origine e tentativi speculativi messi in atto da più parti, necessita di ritrovare coesione e unità d’intenti.

Negli ultimi 10 anni, la geografia mondiale del vino è profondamente cambiata: l’Unione Europea oggi ha ridotto il suo peso sul totale commercio dal 70% al 57%, mentre il continente asiatico ha guadagnato 13 punti percentuali, attestandosi oggi al 20%. La Cina da sola conta oggi per il 10% sul totale degli scambi mondiali di vino confezionato, a 3 punti dagli Usa, ed è un mercato sui cui si è accesa una fortissima competizione: basti pensare che tra i primi 11 Paesi produttori di vino, ben 7 hanno Pechino tra le prime 5 destinazioni, mentre solo 10 anni fa erano solo un paio. Per l’Italia purtroppo la Cina è, e resta, una destinazione marginale, anche se il grande lavoro fatto dal tavolo congiunto MISE-ICE-UIV sta cominciando a dare i primi frutti. 

Vino in Cifre 2019 è liberamente scaricabile in formato PDF a questo link.

L’arte di fare vino

L’arte di fare vino

L’Azienda Cantine Foschini è localizzata tra le dolci colline del Sannio Beneventano, le cui condizioni pedoclimatiche trovano un terroir quanto mai idoneo alla coltivazione di uliveti e vigneti. Qui la produzione del vino è “un’arte” dei contadini-produttori che si tramanda da millenni da chi con la terra ha avuto sempre un legame particolare, costellato da grandi sacrifici e meritati riconoscimenti.

Lo testimonia anche il fatto che la rete dei Comuni di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso – che compongono l’area del ‘Sannio Falanghina’ – ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Capitale Europea del Vino 2019 assegnato da Recevin. La famiglia Foschini è una tradizione di questo territorio dal 1915: giunta ormai alla terza generazione, coniuga tradizione e nuove tecniche offerte dalla moderna enologia che garantiscono l’alta qualità dei vini. La cantina, completamente ristrutturata agli inizi del 2000, offre al visitatore un ambiente di sapore antico, in un locale risalente al ‘700, al tempo di “Guardia delle sole”, allorché l’attività prevalente del paese era la concia delle pelli.

Unitamente alla sapienza dell’enologo Marco Ciarla, le Cantine Foschini hanno ottenuto una nuova linea di prodotti  con risultati molto incoraggianti in particolare con le uve di Aglianico e Falanghina che danno vita alle Denominazioni Sannio e Falanghina del Sannio (vanto e sicuro orgoglio della viticoltura guardiese e sannita), ma anche con quelle di Sangiovese, Trebbiano Toscano, Malvasia di Candia  (conosciuta anche come Cerreto), Montepulciano, “Agostinella” a bacca bianca e “uva Longa” a bacca rossa, attualmente commercializzate con l’IGT Beneventano.

La Falanghina del Sannio Dop presenta all’olfatto note floreali, con sentore di mela, pera e frutta esotica, mentre al gusto risulta fresca ma morbida e persistente. Molte le versioni sull’origine del nome del vitigno, che secondo alcuni deriverebbe dal termine “Falernina”, cioè diretta discendente del Falerno Bianco e, secondo altri, da “falango”, cioè “palo”, per il caratteristico tipo di viticoltura, o da “falangetta”, secondo la tesi che vuole che l’acino ricordi le sembianze di un dito. Le uve mature, raccolte manualmente e giunte in cantina integre, subiscono una pressatura soffice ed il mosto fiore, previo illimpidimento statico a freddo e inoculo di lieviti selezionati, fermenta alla temperatura di 16°C per circa 15 giorni. Da aperitivo, tutto pasto o in abbinamento a primi piatti di pesce.

Auguri al Cirò

Auguri al Cirò

L’Associazione nazionale Città del Vino, che conta tra i suoi Comuni un gran numero di città legate ai disciplinari delle denominazioni storiche, vuole celebrare i 50 anni dei vini che hanno ottenuto la certificazione nel 1969 con articoli, eventi e approfondimenti. Iniziamo proponendo una scheda con le caratteristiche e gli abbinamenti di queste DOC (alcune delle quali sono nel frattempo diventate DOCG). 

Vino: CIRÒ

Disciplinare: approvato DOC con Dpr 02.04.69 (G.U. 139 -04.06.69)

Regione: Calabria

Provincia/e: Crotone

Città del VinoCiròCirò MarinaMelissa

Enoregione: CROTONESE IONICO

Tipologie: Cirò Bianco, Cirò Rosato, Cirò Rosso, Cirò Rosso Classico, Cirò Rosso Classico Superiore, Cirò Rosso Classico Superiore Riserva, Cirò Superiore, Cirò Superiore Riserva.    

Vitigni: Greco bianco 80-100%, Altri vitigni a bacca bianca 0-20% (Bianco); Gaglioppo 80-100%, Altri vitigni a bacca rossa 0-20% (Rosso e Rosato).

Cenni storici e/o geografici: La fama del Cirò, che si dice comprenda il vino più antico d’Italia, risale alla fondazione di Kroton nell’VIII sec. a.C. Con il suo antenato, il Krimisa prodotto tra Sibari e Crotone, brindavano alle vittorie sportive gli olimpionici della Magna Grecia. La zona di produzione è circoscritta alle colline argillose dell’alto Marchesato, che digradano verso la costa ionica. Qui molte coltivazioni conservano la forma di allevamento ad alberello basso, tipica dell’antica viticoltura greca, di cui non sono stati abbandonati neppure gli antichi vitigni: il Gaglioppo (il “principe nero”), il Mantonico (a frutto bianco) e il Greco Bianco.

Descrizione: Colore giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi verdognoli (Bianco), rosè più o meno intenso (Rosato), rosso rubino, più o meno intenso, con riflessi violacei e tendenza al granato nelle Riserve (Rosso). Odore armonico, gradevole (Bianco), delicato e vinoso (Rosato), gradevole, delicato, intensamente vinoso (Rosso). Sapore da secco ad abboccato, armonico, caratteristico e delicato (Bianco) o fresco e gradevole (Rosato), secco, corposo, caldo, armonico, vellutato con l’invecchiamento (Rosso). Titolo alcol. minimo: 11% (Bianco), 12,5% (Rosso e Rosato), 13,5% (Superiore). Invecchiamento non inferiore a 2 anni per le Riserve. Abbinamenti: antipasti di verdure, tonno, pesce spada e paste asciutte (Bianco); antipasti misti, frutti di mare, pesce e carni bianche (Rosato); arrosti, capretto, formaggi stagionati (Rosso), cacciagione e selvaggina (Riserva). 

Prodotto: CAPOCOLLO DI CALABRIA

Disciplinare: Reg. CE n. 134 del 20.01.98 (GUCE L 15 del 21.01.98)

Cenni storici e/o geografici: Capocollo è il nome che nelle regioni del Centro e del Sud Italia viene dato alla coppa, derivando infatti dallo stesso taglio anche se le lavorazioni sono diverse: in Puglia per esempio si lava con una mistura di vino cotto e spezie e si sottopone ad una lieve affumicatura; in Umbria invece lo si aromatizza con pepe, aglio, coriandolo e semi di finocchio, mentre in Basilicata va cosparso con peperoncino tritato e, fino a poco tempo fa, lasciato stagionare nella tela grezza. Sono del ‘600 le prime documentazioni sulla lavorazione delle carni suine in Calabria, ma le loro origini risalgono al periodo della colonizzazione greca delle coste ioniche. La DOP regolamenta i “Salumi di Calabria: Soppressata, Capocollo, Salsiccia e Pancetta” prescrivendo per tutti l’uso delle razze tradizionali di taglia grande quali la Calabrese o la Large White e la Landrace, alimentati per almeno il 50% con orzo, favino, mais, ghiande e ceci.

Descrizione: Il capocollo è preparato con le carni della parte superiore del lombo dei suini, disossato, salato a secco e stagionato per almeno di 100 giorni in locali a temperatura e umidità controllate. Di forma cilindrica, avvolto in pellicola naturale , viene legato a mano in forma avvolgente con spago naturale. Alla vista presenta un colore roseo o rosso più o meno intenso per la presenza di pepe nero o peperoncino rosso macinato. La fetta, al taglio, si presenta di colore roseo vivo con striature di grasso proprie del lombo suino. Il sapore è delicato che si affina con la maturazione; il profumo è caratteristico e di giusta intensità.         

Piatto: VERMICELLI CÀ MUDDICA

Cenni storici e/o geografici: Chiamata anche maccarruni ca muddica bruciata, la pasta con la mollica e le acciughe è un piatto molto popolare, con alcune varianti, in Calabria, in Puglia e in Sicilia. C’è chi per esempio aggiunge al soffritto dei pomodori spellati e tagliati a pezzetti, lasciando cuocere la salsa per una quarto d’ora circa. Spesso, in passato, al posto dei vermicelli si utilizzava la «struncatura», dal colore scuro, cioè gli scarti di lavorazione dei pastifici destinati all’alimentazione degli animali o di contrabbando, ai contadini più poveri per il proprio uso alimentare.

Descrizione: Ingredienti (per 4 persone): 400 gr di spaghetti (o, a piacere, pasta integrale), 10 acciughe sottolio, 1 dl di olio evo, pangrattato, aglio, prezzemolo tritato, peperoncino rosso, sale

Preparazione: Fate soffriggere per qualche minuto in una padella 4 o 5 spicchi di aglio tagliati a metà e quando diventa trasparente aggiungete il peperoncino rosso calabrese macinato o meglio, pestato in un mortaio di rame. Mescolate per qualche secondo, togliete dal fuoco e unite le acciughe (spinate e tagliate a pezzi) e il prezzemolo. A parte, in una scodellina, fate abbrustolire due manciate di pangrattato e tenetelo da parte. Lessate gli spaghetti come di consueto in abbondante acqua salata, scolateli al dente e conditeli con la salsa di acciughe. Servite subito e su ogni piatto spolverate il pangrattato abbrustolito.   

 Doc cir


 

Gin&White Spirits Festival

Gin&White Spirits Festival

Terza edizione a Milano, nel weekend del 23 e 24 febbraio, del White Spirits Festival. Come nel 2018, quando furono oltre 4mila i visitatori presenti nei mille metri quadri della sala Baron dell’Hotel Marriott, anche quest’anno  numerosi espositori condurranno i presenti in percorsi degustativi esclusivi, in miscelazioni di tendenza, arricchendo il tutto con aneddoti e curiosità legati al mondo degli spirits.

Caratteristica principale del Milano White Spirits Festival è la possibilità di poter degustare in ogni stand distillati bianchi differenti, per tutti i gusti e tutte le tasche: ogni espositore propone in degustazione i propri distillati a partire da 2 Euro al bicchiere (la maggior parte non supera i 5 euro).

Previsti degustazioni guidate e seminari.

L’ingresso è gratuito, previa registrazione sul sito o direttamente all’ingresso della manifestazione.

Info: www.whitefestival.it

Geographical Indications Kick-Off Meeting

Geographical Indications Kick-Off Meeting

Martedì 5 febbraio 2019, a Siena, si terrà il Geographical Indications Kick-Off Meeting è un incontro tecnico, organizzato dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con AicigFederdocPrimaInaoOrigen EspañaOriGIn e con il patrocinio del Comune di Siena, che mette a confronto le esperienze dei Consorzi di tutela delle Indicazioni Geografiche per definire una nuova proposta strategica a supporto dello sviluppo del settore nel contesto nazionale ed europeo.

Programma

9.00 – Accrediti
9.30 – Saluti
10.00 – Sessione 1
10.30 – Sessione 2

11.00 – Coffee Break

11.15 – Sessione 3
11.45 – Sessione 4
12.15 – Sessione 5
12.45 – Conclusioni prima parte

13.00 – Light Lunch

14.30 – Sintesi Tavoli di Lavoro
15.00 – Conclusioni
Regioni, Prima, Origen Espana, Inao Francia, Federdoc, Aicig
16.00 – Conclusione dei lavori – Paolo De Castro

Cinque sessioni di lavoro in plenaria coordinate da Paolo De Castro – Presidente Comitato Scientifico Fondazione Qualivita – per dar voce alle esperienze dirette degli operatori del settore ed in particolare direttori, rappresentanti dei consorzi e delle regioni. Il format prevede interventi di tre minuti, declinati su un tema specifico, per dare spazio al maggior numero di contributi e permettere la raccolta di un ampio coro di suggerimenti, esperienze e proposte. Tutti i contributi saranno raccolti in un documento di sintesi da sottoporre ai decisori politici e da divulgare e condividere con tutti gli attori del sistema.

ISCRIVITI ALL’EVENTO

LE 5 SESSIONI DI LAVORO

SIENA 5 FEBBRAIO 2019

Concorso manifesto Città del Vino 2020

Concorso manifesto Città del Vino 2020

Riservato esclusivamente alle Scuole e/o Licei ad indirizzo Artistico e alle Scuole Elementari e Medie, alle Università di analogo orientamento.

REGOLAMENTO

Art. 1 – L’Associazione Nazionale Città del Vino indice un concorso per la realizzazione del manifesto che rappresenterà l’Associazione per l’anno 2020. Il concorso è riservato esclusivamente alle Scuole Elementari e Medie, ai Licei e alle Scuole di indirizzo Artistico, alle Università di analogo orientamento.

Art. 2 – Le Scuole dovranno inviare i bozzetti in formato A4 (210 mm x 297 mm), a colori, entro il giorno 30 GIUGNO 2019(fa fede il timbro postale in caso di spedizione per posta ordinaria, o la data di invio della e-mail).

Art. 3 – La partecipazione delle Scuole al Concorso è gratuita. Possono partecipare una o più classi della stessa Scuola.

Art. 4 – Gli elaborati potranno pervenire con le seguenti modalità:

• in formato cartaceo da inviare, con qualunque forma di spedizione (a mano, postale ordinaria, raccomandata, corriere, ecc.), al seguente indirizzo:

Associazione Nazionale Città del Vino
Via Massetana Romana 58/B – 53100 – SIENA

La comunicazione dovrà indicare il nome e l’indirizzo della Scuola, un recapito telefonico e il nome e il contatto di un insegnante referente, un indirizzo e-mail.I bozzetti dovranno indicare i nomi degli autori, la Classe e la Scuola.

Oppure

• in formato elettronico da inviare come file (preferibilmente in formato JPG o PDF) all’indirizzo info@cittadelvino.com.
Il file dovrà contenere i nomi degli autori, la Classe e la Scuola; nella comunicazione va inserito il nome e l’indirizzo della Scuola, un recapito telefonico, il nome e il contatto di un insegnante referente.

Art. 5 – Gli studenti potranno usare tutte le forme, tecniche e colori che vorranno, per rappresentare al meglio la civiltà enoica italiana. Per la presentazione del bozzetto non è necessario inserire né il logo dell’Associazione con l’indirizzo né i nomi delle Città del Vino associate. I dati saranno poi aggiunti successivamente, una volta selezionato il bozzetto vincente.
Si raccomanda di non inserire nel bozzetto riferimenti evidenti e riconoscibili a città (monumenti, luoghi specifici, panorami, ecc.) che vanificherebbero il carattere “nazionale” che deve avere il manifesto che riguarda tutte le Città del Vino italiane e che, quindi, risulterebbe non giudicabile.

Art. 6 – Le opere arrivate saranno sottoposte al giudizio – insindacabile – del Consiglio Nazionale dell’Associazione che sceglierà il bozzetto che diventerà il Manifesto 2020 delle Città del Vino.

Art. 7 – Saranno premiati i primi 5 elaborati prescelti.

Art. 8 – Alla Scuola cui sarà scelto il bozzetto “vincente” andrà un premio in denaro di € 1.000,00; saranno assegnati altri 5 premi di € 300,00 ciascuno, di cui 2 riservati alle Scuole Elementari.

Art. 9 – I vincitori saranno contattati dalla Segreteria dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

Art. 10 – Tutte le opere presentate saranno trattenute dall’Associazione Nazionale Città del Vino e potranno essere utilizzate a sua discrezione, con la citazione dell’autore e della Scuola. Le Scuole partecipanti rinunciano ad ogni diritto d’uso sulle opere medesime.

 

by Transposh - plugin di traduzione per wordpress