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LONDON WINE FAIR

LONDON WINE FAIR

Con il nuovo concept “full colour” – annuncia il presidente del Consorzio Prosecco Doc Stefano Zanette appena sbarcato a Londralo stand del Prosecco, allestito all’Olympia Trade Center per London Wine Fair, apre oggi le porte ai tanti visitatori nella Grand Hall nr. K30. Torno a Londra, capitale del nostro primo mercato, sempre con grande piacere, soprattutto in questa occasione fieristica, considerata il “Vinitaly Inglese” dove ogni anno raccogliamo innumerevoli conferme e mietiamo tanti consensi”.

Lo stand comprende una parte istituzionale con banco mescita e la postazione di 6 aziende partecipanti: Zonin UK; Le Rive; Colli del Soligo; Paladin; Villa Degli Olmi e Cantine Borga.

Ad arricchire la tre giorni londinese, alcuni eventi organizzati dal Consorzio Prosecco Doc, in particolare: una Masterclass dal titolo “Enter to the Prosecco DOC Dreamland” e un Gala Dinner.

La Masterclass, condotta dal giornalista esperto di vini Neil Phillips, permetterà ai partecipanti di scoprire i sapori caratteristici del Prosecco, prodotto unico e inimitabile quanto a freschezza, aromi primari e leggerezza. La sessione vedrà l’abbinamento delle bollicine con i finger food realizzati da Danilo Cortellini, capo Chef dell’Ambasciata Italiana dove avrà luogo, sempre il 22 maggio, una cena di gala. Ad accogliere i selezionati Ospiti, tra i quali diversi giornalisti, saranno l’Ambasciatore Raffaele Trombetta e il Presidente Stefano Zanette.

La cena si pone l’obiettivo di consolidare il rapporto con le istituzioni e introdurre il tema “Prosecco DOC Dreamland” abbinando le varie tipologie di Prosecco DOC a cibi del territorio Veneto-Friulano. Anche alla cena interverrà Neil Phillips, Brand Ambassador del Consorzio, per presentare le varie tipologie di Prosecco Doc in una degustazione guidata “informal

Incontriamo per la prima volta il nuovo responsabile dell’Ambasciata Italiana a Londra, istituzione con la quale abbiamo già avuto modo di cooperare negli anni scorsi – spiega Stefano ZanetteAll’ambasciatore Trombetta, che ringraziamo fin d’ora per l’accoglienza e la disponibilità a proseguire questa proficua collaborazione – colgo l’occasione per augurare, in virtù di questa nomina, ogni soddisfazione professionale e personale”.

 

Polpenazze del Garda celebra la 69esima fiera del vino

Polpenazze del Garda celebra la 69esima fiera del vino

La Fiera del Vino del Garda Classico Doc di Polpenazze del Garda si prepara a tagliare il nastro della 69esima edizione: appuntamento fissato tra il 25 ed il 28 maggio per quattro giorni di grande festa popolare all’insegna dei vini, dei sapori, delle tradizioni della Valtènesi, zona viticola di grande pregio sulla riviera bresciana del lago di Garda.. Nata nel 1947, la manifestazione, presieduta dal sindaco del paese Andrea Dal Prete riparte da un nuovo coordinatore, Massimo Corazza, confermandosi fedele al suo mandato originario di autorevole “vetrina” promozionale del territorio ma rafforzandosi costantemente ad ogni edizione, riscuotendo al contempo un successo sempre crescente che nel 2017 ha toccato livelli di afflusso record con circa 45 mila presenze.

Anche quest’anno i numeri segnalano un forte incremento: aumentano tanto per cominciare le cantine presenti in fiera con proprio stand (saranno in totale 25, alcune delle quali al debutto), ma anche le etichette che hanno partecipato alla 13esima edizione del concorso enologico adattato da quest’anno alla nuova Doc unica Riviera Del Garda Classico-Valtènesi: sono 98 i campioni presentati (+20%) da un totale di 42 aziende. Le degustazioni della commissione ufficiale hanno messo in evidenza un elevato profilo qualitativo: oltre il 60% delle etichette ha ottenuto la qualifica di Vino Eccellente, corrispondente ad un punteggio di almeno 85/100. Da segnalare il debutto nella competizione della Doc San Martino della Battaglia, tutelata dal Consorzio Valtènesi: tutti i sette produttori presenti sul mercato con questa piccola ma storica denominazione hanno partecipato alla competizione, cinque quelli che hanno raggiunto l’Eccellenza. Importante indicazione di ripresa per questo bianco di pregio prodotto con uve Tuchì.

I vini vincitori verranno come sempre premiati nella consueta cerimonia ufficiale in castello prevista per la mattinata di domenica 27 alle 10, subito dopo la cerimonia ufficiale di inaugurazione prevista per le 9.30. Ma la Fiera debutterà in realtà alle 18 di venerdì 25, aprendo ai visitatori le porte del centro storico medievale di Polpenazze, con le sue vie, le sue piazze, ed un balcone da dove si può ammirare uno dei panorami più affascinanti sulla Valtènesi e sul Lago di Garda. 

Oltre un centinaio le etichette disponibili per le degustazioni, che si potranno effettuare solo ed esclusivamente acquistando l’apposita sacca con bicchiere, che a causa di nuove normative legate alla sicurezza negli eventi di piazza non sarà più di vetro ma di un particolare materiale plastico che lo rende perfettamente simile ad un classico calice da degustazione. Non un oggetto usa e getta, quindi, ma un “gadget” da conservare ed utilizzare anche a casa, lavabile in lavastoviglie, completamente riciclabile: il costo del calice con logo della Fiera e sacca del Consorzio Valtènesi sarà di 6 euro, cui sarà necessario sommare 1,50 euro per ogni degustazione agli stand. Tra le varie aree della rassegna si distingue il Borgo Bio, l’angolo dedicato alle aziende che praticano l’agricoltura biologica,

Novità anche alla Dispensa del Gusto, l’area ristorazione dove oltre all’immancabile Spiedo Bresciano verrà proposto nelle quattro serate e domenica a mezzogiorno un menù cui si aggiungeranno un primo piatto (Riso alla Pilota con la salsiccia) ed altre specialità gastronomiche della zona. Da segnalare inoltre la partnership con il caseificio Alpe del Garda di Tremosine, importante realtà cooperativa dell’Alto Garda, che offrirà i formaggi in abbinamento ai vini proposti in degustazione comparata alla Corte degli Assaggi, come sempre ospitata nella suggestiva corte di Casa Palazzi.

In termini logistici saranno incrementati i parcheggi, con due nuove zone in via Valle ed al Campo Sportivo che consentiranno di arrivare ad un totale di 5000 posti auto comprendendo anche le altre due aree già utilizzate. Sarà inoltre presente un servizio di eliporto con possibilità di escursioni a pagamento in elicottero per ammirare dall’alto le bellezze della Valtènesi. In programma anche il consueto Palio del Salame dedicato ai norcini locali e degustazioni di olio extravergine Garda Dop. Non mancheranno numerosi intrattenimenti musicali e culturali: in Sala Consiliare sarà allestita una mostra di artisti del legno ed una esposizione di macchinari agricoli in miniatura perfettamente funzionanti. Gran finale con spettacolo pirotecnico nella serata di lunedì 28.

 Le parole del sindaco

 Programma fiera 2018

MAREMMACHEVINI 2018

MAREMMACHEVINI 2018

Il meglio dei vini della Maremma Toscana per la terza edizione di MAREMMACHEVINI. L’evento si terrà presso le Casette Cinquecentesche, nel centro storico di Grosseto il 27 e 28 Maggio. Alcune aziende del Consorzio saranno anche presenti a Piazza d’Arte, in piazza Dante a Grosseto, nei giorni 8, 9 e 10 Giugno 2018 insieme ad artisti locali emergenti.

Solidarietà a Boutaris

Solidarietà a Boutaris

Piena solidarietà dalle Città del Vino a Yiannis Boutaris, sindaco di Salonicco (Grecia), brutalmente aggredito da un gruppo di nazionalisti di estrema destra. La esprime Floriano Zambon, presidente  dell’Associazione, condannando il violento attacco da parte di un gruppo di nazionalisti di estrema destra che lo ha colpito ieri mentre partecipava alle commemorazioni del Genocidio dei greci del Ponto.

Politico controcorrente, soprattutto su temi ‘sensibili’, come Macedonia, Turchia e Israele, Boutaris è considerato fra le figure più di spicco e tolleranti della politica ellenica per le sue vedute anti nazionaliste e per essere sempre stato un fautore della ripresa del dialogo con la Turchia.

Salonicco è una città da anni strettamente legata a Recevin (la Rete europea delle Città del Vino) e all’Associazione internazionale Iter Vitis – Les chemin de la vigne, con le quali ha condiviso celebrazioni, mostre e convegni sulla storia e la cultura della vite e del vino, sull’importanza di divulgare la conoscenza della vitivinicoltura come strumento di integrazione e identità europea e sull’enoturismo sostenibile.

 

Una giornata dedicata ai i vini dolci e alla loro storia

Una giornata dedicata ai i vini dolci e alla loro storia

Un’occasione per capire l’importanza di questi vini e il loro percorso nei secoli. Otto le etichette degustate: italiane, austriache, ungheresi, francesi, ceche e canadesi presso la Tenuta di Angoris – Cormons lo scorso 15 maggio 2018.

«In occasione dell’anteprima dello Spìule Chardonnay DOC FCO 2016, quest’anno abbiamo pensato di dedicarci ai vini dolci – ha dichiarato Marta Locatelli, titolare della Tenuta di Angorisvini che nell’ultimo secolo sono stati relegati a vini da meditazione, talvolta da fine pasto, e prodotti in quantità minime e spesso costosi. Ma la storia ci insegna che non è sempre stato così».

Le anteprime dello Spìule Chardonnay sono iniziate nel 2015 con una giornata incentrata proprio sullo Chardonnay, nel 2016 abbiamo studiato i vini rossi autoctoni da invecchiamento, mentre il tema dell’anno scorso univa la storia vitivinicola di alcuni vitigni autoctoni a bacca bianca prodotti dalla Georgia alla Valle d’Aosta.

«Anche quest’anno – ha continuato Marta Locatelligli obiettivi della ricerca erano ritrovare in terra friulana le radici di una storia antichi di tanti vitigni e riscoprire la sua grande potenzialità di espressione dimostrate martedì con il Picolit, un vino dolce storico. Ecco perché Angoris, in occasione dell’anteprima dello Spìule Chardonnay, ha voluto dedicare una riflessione a questi vini, portando in un panel di assaggiatori, accanto ai nostrani Picolit e Ramandolo, un vino ceco, uno austriaco, il vino di Tokaj (con cui Cormons è gemellata), il Sauternes francese, il passito di Pantelleria e l’Ice wine che in Canada produce Ziraldo, figlio di emigrati da Fagagna (patria del Picolit, grazie al conte Asquini).»

Martedì, dopo i saluti e l’introduzione della padrona di casa, Stefano Cosma (degustatore professionista, scrittore di settore e storico del vino), ha fatto un excursus storico per raccontare come nei secoli scorsi i vini dolci accompagnavano, in realtà, tutto il pasto.

«Nel ‘700 e nell’800 troviamo molti vini “dolci”, anche il Refosco! – spiega CosmaGli abbinamenti a tavola erano i più strani. Un aneddoto riguarda il famoso musicista Beethoven che, come si legge nel suo diario del 5 novembre 1823, quando viveva a Vienna beveva il Picolit friulano abbinato alle ostriche di Trieste. Il Picolit: il più famoso vino friulano del passato. Il primo vino ad essere imbottigliato e venduto in Europa, da metà ‘700 in poi. Chi lo provava lo paragonava al Tokaji d’Ungheria o al Madera. Il Picolit diffuso sui colli di Rocca Bernarda e lì colpito dalla fillossera, fu salvato a inizio ‘900 in alcuni vigneti a Cormòns. Ed ecco che ci avviciniamo ad Angoris, una tenuta sita nel comune di Cormòns e che possiede vigne a Rocca Bernarda!»

Questo l’ordine dei vini bianchi degustati: Ryzlink Vlašský – Slámové Víno 2015 (Repubblica Ceca), Ramandolo DOCG 2014 Giovanni Dri Il Roncat (Italia), Ziraldo Vidal Ice Wine 2014 (Canada), Sauternes Chateau Sigalas Rabaud 1er Cru 2013 (Francia), Kracher Cuvée Beerenauslese 2012 (Austria), Ben Rié Passito di Pantelleria Donnafugata DOP 2012 (Italia), Picolit DOCG Colli Orientali del Friuli Tenuta di Angoris 2011 (Italia) e Disznoko Tokaji Aszu 5 Puttonyos 2009 (Ungheria). Fra le curiosità raccontate, il fatto che nel 1775 a Milano apparve un articolo dell’allora giovane inglese Sylvester Douglas, Lord Glenverbie, in cui parlava di un vino che «nasce in piccolissima quantità nel Friuli, ove nel dialetto loro chiamasi Vin piccolit (…) Verun altro liquore, di quanti si ha cognizione, s’approssima più alle qualità e preziosità dello stesso, quanto il vino Piccolito del Friuli». Nel 1781 le “Notizie” della Società Agraria di Gorizia riportarono con soddisfazione queste «transazioni filosofiche Inglesi» sulla qualità e preziosità del Piccolit, prodotto in discreta quantità anche nel Collio, unico vino considerato simile al Tokaji ungherese. Scrissero anche: «Il suolo ove nasce il vino Tokai è d’una terra cretosa gialla, come sul monte di Medea».  Che dista poche centinaia di metri da Angoris!

Ai presenti è stato poi letto un passaggio di un articolo apparso su un numero di “Decanter” del 1978 che recita: «By this time we were drinking another Angoris wine, the Colli Orientali del Friuli of the picolit grapeIt had an intriguing taste – faintly sweet but dry in finis uncloying, very pleasing»: … Aveva un gusto intrigante – un po’ dolce ma asciutto, in finis molto piacevole …

Il panel di degustatori comprendeva Marta Locatelli, Alessandro Dal Zovo, enologo e direttore tecnico dell’azienda, Stefano Cosma (curatore regionale della Guida ViniBuoni d’Italia), Paolo Benvenuti (direttore dell’associazione “Città del vino” e già coordinatore del Centro nazionale Vini Passiti di Montefalco), Gianni Ottogalli (Associazione Italiana Sommelier FVG e responsabile Guida Gambero Rosso per il FVG), Pasquale Pace (blogger “Il gourmet errante”), Carlo Petrussi (agronomo e studioso della cultura viticola ed enologica del FVG), Sandro Capitani (giornalista Rai Radio1 della trasmissione “Coltivando il futuro”), Cristina Burcheri (giornalista enogastronomica e curatrice regionale della Guida ViniBuoni d’Italia) e Annibale Toffolo (direttore responsabile della rivista “Taste Vin”).

Una volta conclusa la degustazione e la lezione ampelografica del professor Petrussi, tutti hanno potuto verificare la bontà dell’abbinamento Picolit e ostriche, successivamente gli ospiti sono stati accompagnati a Palazzo Locatelli, sede del Municipio di Cormons dove, accolti dal Sindaco Roberto Felcaro e dall’assessore Martina Borraccia, è stata ricordata l’importanza storica della famiglia Locatelli e il legame profondo che la lega a questo territorio. Dopo l’aperitivo presso la Trattoria Al Giardinetto, la giornata di lavoro si è conclusa con il pranzo ad Angoris. Nella biblioteca della Villa si conservano alcune etichette Locatelli di fine ‘800, fra cui e una di Tokayer e una di Picolit. Un vino che, assieme ad altri passiti, troviamo spesso nelle fiere ed esposizioni dell’epoca grazie alla “sua antica rinomanza di squisitezza”.

 

Seminario sulle politiche sull’alcol

Seminario sulle politiche sull’alcol

Il Master Europeo in Studi su Alcol e Droghe (EMDAS) dell’Università del Piemonte Orientale (UPO) ha organizzato un ciclo di incontri per gli operatori socio-sanitari piemontesi sul consumo di sostanze stupefacenti, approcci teorici sulle dipendenze e politiche di regolamentazione. 

Gli incontri hanno un carattere seminariale, con presentazioni introduttive in lingua italiana o inglese seguite da una tavola rotonda. I seminari sono stati organizzati con il duplice obiettivo di trasferire i saperi e le esperienze dei serv­izi piemontesi agli studenti EMDAS e, contemporaneamente, condividere le conoscenze teoriche e riflessioni critiche del Master con gli operatori dei servizi. I seminari sono aperti anche agli studenti UPO interessati.  

La partecipazione è libera, ma è richiesta la registrazione online inviando una mail a master.emdas@uniupo.it o compilando il modulo online: www.goo.gl/vjEvje

GIOVEDÌ 14 GIUGNO 2018 (09:30 – 13:00)

Aula Magna, Palazzo Bellini, via Solaroli 17 (NO)

Regolamentare le bevande alcoliche: la proposta  scozzese del Minimum Unit Price

Presentazione: Betsy Thom (Middlesex University – Londra, UK)

Discussione: Alessia CacciamaniCecilia Gaboardi e Andrea Meloni (allievi EMDAS), Vittorio De Micheli (Osservatorio Epidemiologico – ATS Pavia) e Valeria Zavan (DPP – ASL AL).

Moderazione: Franca Beccaria (UPO e Eclectica)

E’ prevista la traduzione consecutiva in base al livello di inglese dei presenti.

Info: www.emdas.it@EmdasItalia

 Seminari emdas upo giugno

In Brasile la Giornata del vino 2018

In Brasile la Giornata del vino 2018

Dal 18 maggio al 3 giugno, in Brasile sarà celebrato il Wine Day 2018. Il progetto nasce dall’unione dei vari settori del turismo del vino con più di 300 attrazioni simultanee nella Valle di São Francisco (BA), São Roque (SP), Itaara, Santa Maria, Silveira Martins e São João do Polêsine (Valle Centrale Gaúcho), Bagé, Candiota, Dom Pedrito, Itaqui e Santana do Livramento (Campanha Gaúcha), Antônio Prado, Bento Gonçalves, Caxias do Sul, Farroupilha, Flores da Cunha, Garibaldi, Monte Belo do Sul, Pinto Bandeira, Veranópolis e Vila Flores (Serra Gaúcha – Regione dell’uva e del vino) e la capitale di Porto Alegre, RS.

Chi visita Garibaldi, Città del Vino aderente a Recevin, troverà sconti presso le cantine, degustazioni guidate, feste e altre attrazioni che promuovono l’identità della capitale brasiliana dello Spumante. Sabato i passeggeri della tradizionale corsa Tim-Tim saranno accolti con spumante e succo d’uva. Tra i partner della manifestazione  l’Associazione degli operatori del turismo locale (Condetur) è un partner nell’azione.

Il programma completo è consultabile all’indirizzo www.diadovinho.com.br.

CANTINE APERTE 2018 sui colli cesenati

CANTINE APERTE 2018 sui colli cesenati

Sabato 26 e domenica 27 maggio si svolgerà in tutta Italia la 26esima edizione di “Cantine Aperte”, la manifestazione promossa dal Movimento Turismo Vino.

Sui colli cesenati l’appuntamento da non perdere è quello alla Tenuta Colombarda di San Vittore(via Rio Acqua, 140). Appassionati, intenditori, turisti amanti del buono vino e della natura potranno trascorrere un weekend all’aria aperta per conoscere il rinomato vino della storica azienda (è stata fondata nel 1850) attraverso i suoi luoghi di produzione e la sua ospitale gente.

A partire dalle ore 9.30 (fino alle 18) sarà dunque possibile visitare i vigneti e la cantina e partecipare a degustazioni, accompagnati dal personale della Tenuta e assistiti dagli studenti dell’Istituto Alberghiero Istituto Professionale per i servizi dell’Enogastronomia e dell’Ospitalità Alberghiera “Sigismondo Pandolfo Malatesta” di Riminiche illustreranno i vini abbinati a qualche specialità romagnola, dai salumi ai formaggi, dai passatelli al sardoncino marinato e poi frutta, ciambella e crostata.

Per agevolare la partecipazione e la viabilità, sarà in funzione per entrambe le giornate una navetta che dal parcheggio del Mangimificio Amadori (via Settecrociari n° 5580) porterà gli ospiti direttamente in azienda.Il costo di partecipazione alla giornata è di 10 € (comprensivo del calice di degustazione serigrafato a ricordo della giornata). Per informazioni: tel. 0547 663688 – 324 0203121 – www.colombarda.it

“Coltivare e Custodire”

“Coltivare e Custodire”

In continuità con il passato  Premio Langhe Ceretto, che premiava scrittori di temi connessi con la cultura dell’alimentazione e dell’enogastronomia, “Coltivare e Custodire”, appuntamento voluto dall’azienda vitivinicola Ceretto e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, pone al centro gli “intellettuali della terra”. Questa prima edizione del Premio dedicato alla sostenibilità ambientale si terrà il 22 e il 23 a Pollenzo e alla Tenuta Monsordo-Bernardina Alba.

Mission

Incontrare i campioni di buone pratiche nell’ambito della difesa dell’ambiente, dell’ecologia e dell’agricoltura sostenibile e disseminarne i valori. Tavole rotonde tra intellettuali, scrittori e scienziati sono pensate per favorire riflessioni sui valori e sulle azioni che orientano e guidano verso pratiche sane, etiche e sostenibili, mentre l’incontro con creatori di idee e progetti innovativi vuole portare esempi virtuosi di contributi che possono fare la differenza. Laboratori didattici per coloro che hanno a cuore la salute del nostro pianeta sono organizzati per far toccare con mano come, anche nel piccolo, si possa fare molto. Cibo e cinema animano le 2 giornate.

Ogni anno un tema specifico che afferisce ad un ambito, un modello o una pratica ‘responsabile’, è il fil rouge che guida l’esperienza. La Rivoluzione dell’orto è il tema dell’edizione 2018.

Il frutto di una collaborazione

Ceretto Aziende Vitivinicole e l’Università di Scienze Gastronomiche condividono un profondo radicamento nel territorio delle Colline del Piemonte meridionale ma anche uno sguardo aperto al mondo. Molteplici i tratti comuni che uniscono queste due realtà: una medesima condivisione dei valori della terra, dell’importanza del lavoro agricolo, l’attenzione alla sostenibilità, il rispetto per il paesaggio, l’attenzione per le pratiche della tradizione. Sono queste alcune delle ragioni logiche e affettive intorno a cui Ceretto e Unisg hanno trovato un comune terreno di dialogo per dare vita a “Coltivare e Custodire”, un appuntamento di confronto e condivisione di valori e gesti concreti.

IL PROGRAMMA COMPLETO CON LE BIOGRAFIE DEGLI OSPITI SARÀ ONLINE MARTEDÌ 29 MAGGIO

INFO: www.coltivarecustodire.com

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