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Vigneti urbani antichi e moderni: da Frascati a Pompei

Vigneti urbani antichi e moderni: da Frascati a Pompei

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Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta degli appezzamenti di varie dimensioni coltivati a vite in molte municipalità italiane ed europee, dalle grandi metropoli ai piccoli centri abitati. Vigne che testimoniano una parte importante della cultura e della storia cittadina e sono spesso preziosi custodi di biodiversità, in alcuni casi di biotipi rarissimi.

Nel 2017 a FRASCATI (RM) è stato avviato un progetto per portare la viticoltura nel cuore del centro storico impiantando filari di Malvasia del Lazio (o puntinata) in un appezzamento di 5 ettari tra le seicentesche Villa Falconieri, Villa Mondragone e Villa Parisi, a circa 400 metri da Piazza San Pietro e presso il Parco dell’Ombrellino. L’iniziativa è stata ideata da Piero Costantini, fondatore dell’azienda Villa Simone, con il sostegno del Comune di Frascati, del Parco dei Castelli Romani e della Regione Lazio. L’obiettivo è quello di ricavare 100 quintali di uva per ettaro, destinati alla produzione di Frascati Superiore Docg. All’ingresso della proprietà sarà inoltre realizzato uno vigneto didattico con i vitigni consentiti dal disciplinare del Frascati (Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia, Trebbiano Toscano, Trebbiano Giallo, Bellone, Greco, Bombino), le forme di allevamento della tradizione viticola frasca tana (vite maritata, alberello, conocchia, filaretti frascatani), esempi di differenti forme di potatura (cordone speronato, guyot, guyot doppio, capovolto, cazenave) e cartelloni illustrativi della storia della vite e del Frascati.

Il territorio partenopeo è al secondo posto in Europa, dopo Vienna, per numero di ettari destinati ai vigneti e con la sua provincia è una delle poche aree al mondo che conserva la coltivazione a piede franco. NAPOLI è l’unica metropoli “continuamente invasa dalla vigna e allo stesso tempo invasore del terreno naturale della vite”, che la ridisegna continuamente per un totale di sette/otto areali diversi. Posillipo, Agnano, il Vomero, Chiaiano, ospitano vigneti di Piedirosso o Perepalummo (ovvero “Piede di colombo”), Falanghina, Aglianico, Fiano, Greco, Biancolella, Coda di Volpe, Asprinio, ma anche vitigni autoctoni come la Corniola o Curnicella (discendente diretta dell’antica Tatlis cantata da Plinio), Cacamosca (una varietà di moscato) o l’Uva della Madonna. Le difficoltà per i vignaioli urbani non sono poche: dal terreno interamente vulcanico che, se da una parte caratterizza i vini con sentori di mineralità e sapidità differenti da quelli dell’area vesuviana dall’altra è difficilissimo da trattare per la sua granulosità, all’ orografia della città il cui continuo saliscendi impone di terrazzare, dalla impossibilità di utilizzare antisettici per le piante (perché anche se biologici andrebbero a finire su macchine, strade, balconi e persone) ai vincoli della Soprintendenza ai beni paesaggistici che limitano fortemente lo spostamento anche solo di una pietra o il falò di un piccolo cumulo di foglie.

E’ una città antica, ma è pur sempre una città: grazie all’impegno della Soprintendenza Archeologica, dell’Università di Napoli e dell’azienda campana Mastroberardino, dal 1996 a POMPEI alcuni vigneti sperimentali di Piedirosso e Sciascinoso (due uve native) prosperano intorno alla Domus della Nave Europa, alla Caupona del Gladiatore e di Eusino, al Triclinio estivo, nel Foro Boario e nell’Orto dei Fuggiaschi, per un’estensione di poco più di un ettaro ripartito su 12 appezzamenti di diversa estensione e per una produzione potenziale di circa 30 quintali per ettaro. Il progetto è nato dalle indagini archeologiche e dagli studi botanici che hanno confermato la coltura vitivinicola anche all’interno della cinta muraria dell’urbe, nei giardini e negli orti che ornavano le case. Determinanti sono stati i calchi delle radici, delle viti e dei relativi paletti di sostegno (gli olmi, ora sostituiti dai castagni) immortalati dalla grande eruzione del 79 d.C., insieme all’analisi del suolo, dei vinaccioli, dei resti e acidi tartarici trovati nei doli (recipienti da circa 500 litri interrati nella cella vinaria, per vinificare nel freddo come facevano greci e romani) ed alla consapevolezza che per gli antichi era più importante il terreno, l’ area di coltivazione, che le varietà. Nel 2001 si è avuto il primo raccolto significativo, seguito dalla prima vinificazione e dall’affinamento del Pompeiano Igt Villa dei Misteri, prodotto in 1.721 bottiglie vendute all’asta e il cui ricavato è stato utilizzato per sostenere il restauro della cella vinaria del Foro Boario.  (di Alessandra Calzecchi Onesti)

Vigneti urbani e cinture verdi per una riqualificazione

Continua il viaggio tra i vigneti in città

Vigne in città tra chiostri e conventi

Passeggiando per le vie delle vigne in città

Vigneti urbani antichi e moderni: da Frascati a Pompei

Vigneti urbani antichi e moderni: da Frascati a Pompei

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta degli appezzamenti di varie dimensioni coltivati a vite in molte municipalità italiane ed europee, dalle grandi metropoli ai piccoli centri abitati. Vigne che testimoniano una parte importante della cultura e della storia cittadina e sono spesso preziosi custodi di biodiversità, in alcuni casi di biotipi rarissimi.

Nel 2017 a FRASCATI (RM) è stato avviato un progetto per portare la viticoltura nel cuore del centro storico impiantando filari di Malvasia del Lazio (o puntinata) in un appezzamento di 5 ettari tra le seicentesche Villa Falconieri, Villa Mondragone e Villa Parisi, a circa 400 metri da Piazza San Pietro e presso il Parco dell’Ombrellino. L’iniziativa è stata ideata da Piero Costantini, fondatore dell’azienda Villa Simone, con il sostegno del Comune di Frascati, del Parco dei Castelli Romani e della Regione Lazio. L’obiettivo è quello di ricavare 100 quintali di uva per ettaro, destinati alla produzione di Frascati Superiore Docg. All’ingresso della proprietà sarà inoltre realizzato uno vigneto didattico con i vitigni consentiti dal disciplinare del Frascati (Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia, Trebbiano Toscano, Trebbiano Giallo, Bellone, Greco, Bombino), le forme di allevamento della tradizione viticola frasca tana (vite maritata, alberello, conocchia, filaretti frascatani), esempi di differenti forme di potatura (cordone speronato, guyot, guyot doppio, capovolto, cazenave) e cartelloni illustrativi della storia della vite e del Frascati.

Il territorio partenopeo è al secondo posto in Europa, dopo Vienna, per numero di ettari destinati ai vigneti e con la sua provincia è una delle poche aree al mondo che conserva la coltivazione a piede franco. NAPOLI è l’unica metropoli “continuamente invasa dalla vigna e allo stesso tempo invasore del terreno naturale della vite”, che la ridisegna continuamente per un totale di sette/otto areali diversi. Posillipo, Agnano, il Vomero, Chiaiano, ospitano vigneti di Piedirosso o Perepalummo (ovvero “Piede di colombo”), Falanghina, Aglianico, Fiano, Greco, Biancolella, Coda di Volpe, Asprinio, ma anche vitigni autoctoni come la Corniola o Curnicella (discendente diretta dell’antica Tatlis cantata da Plinio), Cacamosca (una varietà di moscato) o l’Uva della Madonna. Le difficoltà per i vignaioli urbani non sono poche: dal terreno interamente vulcanico che, se da una parte caratterizza i vini con sentori di mineralità e sapidità differenti da quelli dell’area vesuviana dall’altra è difficilissimo da trattare per la sua granulosità, all’ orografia della città il cui continuo saliscendi impone di terrazzare, dalla impossibilità di utilizzare antisettici per le piante (perché anche se biologici andrebbero a finire su macchine, strade, balconi e persone) ai vincoli della Soprintendenza ai beni paesaggistici che limitano fortemente lo spostamento anche solo di una pietra o il falò di un piccolo cumulo di foglie.

E’ una città antica, ma è pur sempre una città: grazie all’impegno della Soprintendenza Archeologica, dell’Università di Napoli e dell’azienda campana Mastroberardino, dal 1996 a POMPEI alcuni vigneti sperimentali di Piedirosso e Sciascinoso (due uve native) prosperano intorno alla Domus della Nave Europa, alla Caupona del Gladiatore e di Eusino, al Triclinio estivo, nel Foro Boario e nell’Orto dei Fuggiaschi, per un’estensione di poco più di un ettaro ripartito su 12 appezzamenti di diversa estensione e per una produzione potenziale di circa 30 quintali per ettaro. Il progetto è nato dalle indagini archeologiche e dagli studi botanici che hanno confermato la coltura vitivinicola anche all’interno della cinta muraria dell’urbe, nei giardini e negli orti che ornavano le case. Determinanti sono stati i calchi delle radici, delle viti e dei relativi paletti di sostegno (gli olmi, ora sostituiti dai castagni) immortalati dalla grande eruzione del 79 d.C., insieme all’analisi del suolo, dei vinaccioli, dei resti e acidi tartarici trovati nei doli (recipienti da circa 500 litri interrati nella cella vinaria, per vinificare nel freddo come facevano greci e romani) ed alla consapevolezza che per gli antichi era più importante il terreno, l’ area di coltivazione, che le varietà. Nel 2001 si è avuto il primo raccolto significativo, seguito dalla prima vinificazione e dall’affinamento del Pompeiano Igt Villa dei Misteri, prodotto in 1.721 bottiglie vendute all’asta e il cui ricavato è stato utilizzato per sostenere il restauro della cella vinaria del Foro Boario.  (di Alessandra Calzecchi Onesti)

Vigneti urbani e cinture verdi per una riqualificazione

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Continua il viaggio tra i vigneti in città

Vigne in città tra chiostri e conventi

Passeggiando per le vie delle vigne in città

Stop al Nero d’Avola made in Australia

Stop al Nero d’Avola made in Australia

Solo il Nero d’Avola prodotto in Sicilia può essere etichettato come tale nell’Unione Europea: lo sottolinea l’Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) che con un provvedimento ha segnalato l’irregolarità dell’immissione nel mercato del Regno Unito di Nero d’Avola imbottigliato in Australia. L’Ispettorato del ministero delle Politiche Agricole ha avviato una procedura per il “sospetto di non conformità” dopo aver verificato che venti siti internet del Regno Unito “hanno pubblicizzato” e immesso sul mercato Ue “vini prodotti in Australia che utilizzano la menzione della varietà di uva “Nero d’Avola” che invece è riservata unicamente ai produttori delle denominazioni di origine siciliane”. La segnalazione dell’Icqrf è volta anche a “tutelare i consumatori del Regno Unito” e dell’Ue.

Nell’atto di notifica sulle irregolarità riscontrate – inviato al “Dipartimento dello sviluppo, degli alimenti e delle politiche rurali (Defra) e alla “Food Standards Agency” (Fsa) del Regno Unito – l’Icqrf sottolinea come “l’evocazione di vini Dop italiani è provocata sia dall’utilizzo di una varietà di vite che il consumatore europeo percepisce come legata al territorio siciliano, sia con il continuo uso dei termini “Sicily” e “Sicilian” che spesso sono usati per descrivere e pubblicizzare i vini australiani sui siti web segnalati”. L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, nella nota, ricorda che in tema di importazione di vini nell’Unione Europea “si applicano le disposizioni dell’Unione in materia di etichettatura e di denominazioni di origine e indicazioni geografiche, fatte salve disposizioni contrarie previste da accordi internazionali”. E che “i prodotti con un’etichettatura o una presentazione non conformi alle pertinenti disposizioni stabilite” dai regolamenti “non possono essere commercializzati nella Ue né esportati”.

L’Icqrf ha chiesto alle autorità del Regno Unito di “attivare gli opportuni controlli per far cessare ogni possibile illecita commercializzazione nell’Ue di vini australiani etichettati con l’indicazione della varietà di vite “Nero d’Avola” ai fini di tutelare i consumatori britannici e le denominazioni di origine protette italiane, prodotte in Sicilia, a cui tale menzione è riservata”. “La crescita dell’imbottigliato della Doc Sicilia, nei primi sei mesi del 2018, ha toccato quota +144%, rispetto allo stesso periodo del 2017” commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini doc Sicilia. “Questo successo fa diventare più elevato il rischio di un uso improprio della nostra denominazione”.

“I nostri sforzi per assicurare il rispetto del Disciplinare di produzione della Doc Sicilia non conoscono sosta” spiega Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di tutela vini doc Sicilia. “Vigiliamo in modo costante contro atti di contraffazione che possano danneggiare i produttori che hanno scelto di aderire al nostro sistema di controlli che viene assicurato dagli agenti vigilatori incaricati dal Consorzio e dall’ufficio della Repressione frodi del ministero”.

Ad aprile, durante il Vinitaly 2018, il Consorzio di tutela vini doc Sicilia ha rinnovato per il secondo anno consecutivo l’accordo sulla vigilanza sul territorio nazionale con il Consorzio Prosecco Doc: l’obiettivo – che si è rivelato vincente – è quello di implementare la forza dei controlli e creare economie di scala.

Sostenibilità ambientale e consumo di alcol responsabile

Sostenibilità ambientale e consumo di alcol responsabile

Pernod Ricard è da anni impegnata in modo tangibile nello sviluppo di un business responsabile e sostenibile, adeguando le proprie strategie di responsabilità sociale ad alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, selezionati ogni anno dall’Azienda in base ad un criterio di coerenza con la propria linea di business, al fine di guidare l’operato di tutte le Affiliate nel Mondo. Ad inizio anno fiscale, tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono stati adottati quelli inerenti alla “Vita sulla terra”- promozione di un uso sostenibile degli ecosistemi terrestri – e “Acqua pulita e igiene”- gestione sostenibile delle risorse idriche – e che meglio di altri si sposano con i quattro ambiti chiave del programma di Responsabilità Sociale del Gruppo, ovvero: coltivare appunto il rapporto con le comunità locali, proteggere il pianeta, promuovere il bere responsabile e coinvolgere i colleghi.

In quest’ottica, con l’approssimarsi della chiusura di bilancio 2017/ 2018, Pernod Ricard delinea il consuntivo anche delle attività di responsabilità sociale portate avanti nel corso dell’anno, iniziative strategiche e cruciali che costituiscono il fulcro dell’operato del Gruppo e che contribuiscono a creare un ambiente più sano in cui vivere insieme, meglio. A partire dalle iniziative a sostegno delle comunità locali sviluppate insieme a Banco Alimentare. Infatti, in occasione del WORLD FOOD DAY, i dipendenti di Pernod Ricard si sono uniti donando 100 kg di cibo per le persone più bisognose, mentre durante il periodo natalizio, attraverso l’iniziativa LET’S LIVE XMAS TOGETHER, hanno raccolto 6.000 Euro sempre in favore dell’associazione.

Per quanto riguarda invece l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, oltre alle best practice contro gli sprechi implementate quotidianamente all’interno degli spazi aziendali da tutti i dipendenti, due sono state le principali attività sviluppate durante l’anno. L’iniziativa LET’S BIO TOGETHER, un momento di incontro, organizzato in occasione dell’EARTH DAY 2018 e in collaborazione con la onlus Zeropercento (emporio solidale di prodotti biologici a Km 0), i cui proventi sono stati destinati al reinserimento nel mondo del lavoro dei cittadini disoccupati. In aggiunta, sempre seguendo il filone ambientale, solo il mese scorso Pernod Ricard ha concluso l’ottava edizione del RESPONSIB’ALL DAY, una giornata che ogni anno coinvolge tutti i dipendenti del Gruppo nel mondo, per contribuire alla protezione degli ecosistemi attraverso iniziative differenti che In Italia, grazie alla collaborazione con una ONLUS leader nella salvaguardia ambientale, è stata organizzata la pulizia della spiaggia di Genova Voltri dai rifiuti e dai detriti di plastica.

Il costante impegno nella sensibilizzazione al consumo di alcolici:  proprio per via della natura del suo business, Pernod Ricard è attivamente e costantemente coinvolta nella promozione di campagne di sensibilizzazione circa il consumo di alcolici. In questo senso, fra le altre in quest’ambito, l’iniziativa LET’S DRINK TOGETHER, BETTER ha avuto come tema la promozione del bere responsabile con un focus sui rischi legati al consumo di alcool in gravidanza, allo scopo di sensibilizzare le donne e proteggere così le vite future.

Chianti Festival: a Gaiole “Maledetta Toscana”

Chianti Festival: a Gaiole “Maledetta Toscana”

Oggi 18 luglio, alle 21 e 30, nuova tappa della rassegna musicale Chianti Festival 2018 a Gaiole in Chianti: in piazza Ricasoli si terrà lo spettacolo Maledetta Toscana, viaggio musicale per motti e indoli nella regione più amata (e odiata) d’Italia. Letture, parole, canzoni, da Cecco Angiolieri a Dante Alighieri; da Curzio Malaparte ai canti popolari.

Spettacolo di e con Igor Vazzaz, musiche e interventi dal vivo La Serpe d’Oro ossia Jacopo Crezzini contrabbasso e voce; Luca Mercurio, fisarmonica e voce; Francesco Amadio/Andrea Del Testa, mandolino, violino e voce. Produzione Arca Azzurra Teatro. Ingresso libero.

Lo spettacolo come è consuetudine sarà preceduto dall’apericena in piazza, a partire dalle 18 e 30 con degustazione di prodotti e vini locali. Ogni evento sarà contraddistinto da un colore diverso: mercoledì 18 luglio, in piazza Ricasoli, tutti vestiti di verde!

Le Invisibili Orchestre della Vendemmia Notturna

Le Invisibili Orchestre della Vendemmia Notturna

L’evento Donnafugata più atteso, giunto alla sua ventunesima edizione, propone un’interpretazione inedita della vendemmia notturna, dove Arte e Vino diventano un tutt’uno, per emozionare e intrattenere quanti accoglieranno l’invito di Donnafugata. La campagna apparentemente silenziosa, nasconde un’orchestra invisibile che il 10 di agosto, in occasione di Calici di Stelle, prenderà vita attraverso una performance senza precedenti.Nella notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti indetta dal Movimento Turismo del Vino, i winelovers vivranno a Donnafugata una memorabile festa all’insegna dell’arte multimediale e del vino di qualità.

Gli ospiti di Calici di Stelle, faranno una prima tappa al vigneto La Fuga – lo Chardonnay della raccolta al chiaro di luna – che per l’occasione si trasformerà in uno straordinario teatro di suoni e luci a cura dei Quiet Ensemble che metteranno in scena le Invisibili Orchestre della vendemmia notturna.Il vento che soffia sulle foglie di vite, il coro delle cicale e i rumori del lavoro degli uomini, saranno gli elementi di una partitura musicale e visiva di rara efficacia espressiva; una sinfonia inaspettata che rivela al pubblico le microscopiche meraviglie della vendemmia notturna.

I performer Bernardo Vercelli e Fabio Di Salvo, sono artisti noti a livello internazionale per la loro capacità di svelare il volto più nascosto della natura e del lavoro dell’uomo, attraverso l’uso delle tecnologie multimediali. Nel cuore del vigneto di Donnafugata, con la direzione artistica di Gaetano La Rosa, i Quiet Ensemble orchestreranno suoni e immagini, amplificati e proiettati tra i filari, in un set up luminoso di sorprendente effetto.Dopo quella del vigneto seguirà la visita della cantina e la grande degustazione di tutti i vini dell’azienda con oltre 20 etichette che abbracciano ben 8 diverse annate, nel suggestivo giardino della Tenuta di famiglia a Contessa Entellina (al Km 60 della S.S. 624).

Nella nuova collezione dei Vini Sorprendenti, debutta Sul Vulcano Etna Rosso DOC 2016, il nuovo prestigioso Nerello Mascalese frutto dell’impegno di Donnafugata in questo territorio di straordinario fascino e pregio vitivinicolo.Dalla riserva storica dell’azienda saranno inoltre degustate alcune rare e pregiate annate di vini quali Vigna di Gabri, il cru dedicato a Gabriella Rallo, fondatrice di Donnafugata insieme al marito Giacomo, e Chiarandà, bianco di punta prodotto a Contessa Entellina. E per gli amanti dei vini longevi, ci saranno anche alcune introvabili annate dei vini icona di Donnafugata, il rosso Mille e una Notte ed il Passito di Pantelleria Ben Ryé.

Calici di Stelle: 10 agosto 2018, dalle ore 2100 alle 01:00;

Tenuta di Donnafugata, km 60 S.S. 624 scorrimento veloce Palermo-Sciacca.

INFO: prevendita online fino ad esaurimento posti http://visit.donnafugata.it/it-it/eventi/calici_di_stelle; euro 25 più euro 5 di caparra per il bicchiere; l’ingresso è gratuito per i minori di 16 anni. Infine, una fondamentale nota logistica: la Tenuta di Donnafugata si trova esattamente al km 60 della S.S. 624, lungo lo scorrimento veloce Palermo-Sciacca.

Invito al degustare 2018

Invito al degustare 2018

Ecco gli eventi programmati per i prossimi mesi, durante i quali la Cantina MOSSI 1558 sarà presente con una selezione dei vini più pregiati:

COOL-HAIR:UN’EXHIBITION ALL’INSEGNA DEL FRESH&COLORS – Mercoledì 18 luglio, dalle ore 19:00 alle ore 21:00, Hysteria Art (Via Alfredo Cappellini, 20 – Milano).

HYSTERIA, la nuova Secret Art Gallery situata all’interno di Lamari Creative Shopping, saluta l’estate dando vita ad una special exhibition. Un’aria nuova e cool nel mondo dell’arte contemporanea meneghina, un percorso ispirato dai temi del fresh&colors prenderà vita negli spazi segreti di HYSTERIA, che per l’occasione presenterà le opere di diversi artisti, prevalentemente NEW POP e ABSTRACT. Per l’occasione offriremo agli ospiti il CONTRO TEMPO – Ortrugo dei Colli Piacentini DOC Spumante Brut e l’IMPETUOSO – Gutturnio DOC Classico Superiore, vino rosso fermo prodotto con uve Barbera e Croatina.

Per maggiori informazioni visitate la pagina Facebook dedicata all’evento.

FAVOLANDO, Un mondo di fiaba per tutta la famiglia tra i vigneti di Ziano Piacentino – Sabato 21 e Domenica 22 luglio, Agriturismo Casa Galli (Località Albareto, 64 – Ziano Piacentino, PC).

Due giornate con tanta animazione e laboratori creativi per tutti i bambini, che potranno vivere in un mondo di fiaba. Sarà una giornata dedicata alle famiglie: si potrà assistere allo spettacolo serale e divertirsi tra fiaba e realtà, partecipare al party di bolle e alla festa hawaiana e ancora bolle, giocolieri, truccabimbi, laboratori creativi… divertentissime sfide e giochi d’acqua… Si potrà tornare indietro nel tempo cimentandosi con il tiro con l’arco e i più piccoli potranno fare un giro a cavallo. Per i più grandi, inoltre, sarà possibile visitare la nostra Cantina e apprendere le nozioni più importanti sulla produzione vitivinicola della Val Tidone.

Per maggiori informazioni visitate la pagina Facebook dedicata all’evento.

CENA DELLE STELLE: LE STELLE NEL PIATTO – PELLEGRINO ARTUSI – Sabato 4 agosto, dalle ore 19:00, Giardino della Masseria del Castello di Gropparello (Via Roma, 84 – Gropparello, PC).

La tavola sarà apparecchiata nel Giardino della Masseria dove lo spirito di Pellegrino Artusi si confronterà con l’Allegoria dell’Italia.

Durante la cena il nostro vino BACIAMANO – Ortrugo dei Colli Piacentini DOC fermo 2016 sarà abbinato all’arrosto di vitella al latte con sformato di piselli freschi. Il menù completo della cena lo trovate in allegato.

Seguirà, per chi lo desidera, la visita guidata notturna al Castello sotto il cielo stellato. Costellazioni evidenti: Carro dell’Orsa Maggiore, Carro dell’Orsa Minore e Venere. Per maggiori informazioni sul Castello di Gropparello e per prenotazioni: www.castellodigropparello.it.

CENA DELLE STELLE: SOGNI, DESIDERI E FILTRI D’AMORE SOTTO LE STELLE – Sabato 11 agosto, dalle ore 19:00, Giardino degli Ulivi del Castello di Gropparello (Via Roma, 84 – Gropparello, PC).

La tavola sarà apparecchiata nel Giardino degli Ulivi, dove coppieri fatati prepareranno filtri d’amore per dame e cavalieri. Il ricco banchetto a lume di candela verrà servito da osti gaudenti e una diatriba tra alcuni importanti studiosi delle stelle, tra cui spicca il famoso Nicola Copernico, accompagnerà l’attesa degli astri cadenti.

Durante la cena saranno serviti i nostri vini FULGIDO – Ortrugo dei Colli Piacentini DOC frizzante 2017 e SAN LUPO – Gutturnio DOC frizzante 2017 che accompagneranno le portate del menù studiato dallo Chef Alessandro Folli. Il menù completo della cena lo trovate in allegato.

Seguirà, per chi lo desidera, la visita guidata notturna al Castello sotto il cielo stellato.

Per maggiori informazioni sul Castello di Gropparello e per prenotazioni: www.castellodigropparello.it.

CALICI DI STELLE – Sabato 11 agosto, dalle ore 20:00, Castello di Seminò (Località Seminò, 29 – Ziano Piacentino, PC).

La Pro Loco e l’Associazione Sette Colli di Ziano organizzano la degustazione più romantica ed attesa dell’estate. Oltre 15 aziende proporranno in degustazione i loro prodotti, accompagnati da prelibatezze culinarie piacentine. Coccolati da un trio di musicisti, i visitatori potranno ammirare le bellezze della struttura che ospita la serata e perdersi nelle distese di vigne che ricoprono le colline circostanti. Ogni partecipante acquistando il calice avrà diritto a degustazioni illimitate e la possibilità di acquistare direttamente i vini dai produttori presenti. Per maggiori informazioni: 335.6403120 (Marco) – 338.2925884 (Davide) – settecollidiziano@gmail.com. 

RISTORANTE OR – CUCINA D’ARTE – aperto da Mercoledì a Domenica, dalle 20:00 alle 22:30 e Sabato e Domenica, dalle 12:30 alle 15:00, Strada Grintorto, 8 – Grintorto di Agazzano (PC).

Nel cuore della campagna della Val Tidone, fra scorci di paesaggi che ricordano le immagini dei sussidiari di quando eravamo bambini, si incastona il borgo di Grintorto e al suo interno Or Cucina d’arte. Ogni sala del ristorante può ospitare sino a 16 persone in tavoli disposti in modo che la privacy e l’intimità siano rispettate. Ma possono anche essere riservate a gruppi di amici che ne avranno l’uso esclusivo. All’esterno, proprio davanti al tramonto, è stata allestita una grande terrazza dove sono serviti aperitivi con assaggi di cucina e dove è possibile cenare a lume di candela. A darvi il benvenuto in questo suggestivo contesto troverete il CONTRO TEMPO – Ortrugo dei Colli Piacentini DOC Spumante Brut.

Per info e prenotazioni: 331.9137482 – info@or-cucinadarte.com.

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Tra terra e luna, il  Tartufo Bianco d’Alba

Tra terra e luna, il Tartufo Bianco d’Alba

E’ stata presentata, nella chiesa di San Francesco di Cortemilia, l’88 Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Dal 6 ottobre al 25 novembre Alba rinnova l’appuntamento e l’incontro tra cultura, territorio, esperienze sensoriali e gastronomiche, con una edizione dedicata al rapporto fra terra e luna. Con le oltre 600.000 presenze della scorsa edizione rappresenta l’appuntamento clou per il turismo enogastronomico d’eccellenza, tra i principali appuntamenti di richiamo turistico per il territorio di Langhe, Roero e Monferrato.

La produzione del tartufo è un evento difficilmente prevedibile con largo anticipo, le piogge di fine estate fanno spesso la differenza, per cui nonostante i trifolao per ora non si esprimano, si respira un prudente ottimismo circa la presenza di Tartufo Bianco d’Alba fondato sulle abbondanti precipitazioni registrate sul territorio durante la prima parte dell’anno creando riserve utili alla formazione dei corpi fruttiferi.

La conferenza, moderata dalla giornalista Sabrina Donadel, ha visto intervenire la presidente Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba Liliana Allena, il sindaco del Comune di Alba Maurizio Marello, il direttore generale dell’assessorato alla cultura e turismo della Regione Piemonte Paola Casagrande e l’assessore all’Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile Alberto Valmaggia. Ha dato il benvenuto il sindaco di Cortemilia e Presidente dell’Unione Montana Alta Langa Roberto Bodrito e sono intervenuti durante l’incontro alla stampa il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo Giandomenico Genta, il presidente dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero Luigi Barbero, il direttore dell’Accademia Bocuse d’Or Italia Luciano Tona e l’onorevole europarlamentare Alberto Cirio.

Come ha dichiarato Lilliana Allena, presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, “La sfida degli organizzatori dei grandi eventi è dare risposte per molti bisogni in un tempo brevissimo. La fiera del tartufo deve essere questo: tanti prodotti turistici, tutti di qualità, da portare sul mercato con i tempi di Amazon prime e da far vivere con la lentezza appagante della nostra tradizione. Gestire una domanda sempre più fast e un’offerta che sarà vincente solo se rimarrà slow, è l’obiettivo della fiera e di tutto il sistema turistico del Piemonte gustoso. Si vince con governance, imprese, modelli e tecnologie, tutti molto smart”.

Il Teroldego è protagonista con Settembre Rotaliano

Il Teroldego è protagonista con Settembre Rotaliano

Amanti del principe dei vini trentini unitevi! Nei giorni in cui i trattori carichi di grappoli solcano freneticamente le strade e le stradine della Piana Rotaliana per raggiungere le cantine di vinificazione dove le uve verranno lavorate per dare vita alla nuova annata, la cittadina di Mezzocorona, a nord di Trento, celebra il prodotto enologico simbolo del territorio, ovvero il Teroldego Rotaliano, con una manifestazione che negli anni è cresciuta sempre di più fino a diventare uno degli eventi più attesi di fine estate. Si tratta di Settembre Rotaliano – Alla scoperta del Teroldego, kermesse organizzata dalla Pro Loco di Mezzocorona con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali riunite sotto il cappello di #trentinowinefest.

L’appuntamento è da venerdì 31 agosto e domenica 2 settembre e, come da tradizione, si snoderà tra la corte e le sale dell’elegante Palazzo Conti Martini, dove il pubblico potrà partecipare a degustazioni guidate di Teroldego Rotaliano e grappa di Teroldego delle cantine e distillerie aderenti – nell’ambito della XXVIII edizione della mostra “Alla scoperta del Teroldego” – e le vie del centro città, dove verranno allestiti numerosi punti gastronomici con le più svariate proposte culinarie, tutte in rigoroso abbinamento al Teroldego Rotaliano DOC. Una tre giorni per conoscere il territorio e le sue eccellenze, quindi, ma anche per accedere a moltissime iniziative. Il programma prevede infatti, come ogni anno, numerosi concerti, spettacoli itineranti, animazioni dedicate ai più piccoli, opportunità di assistere a performance di danza, di fare sport e di visitare mostre d’arte. La manifestazione sarà inoltre preceduta e accompagnata anche dalla rassegna A tutto Teroldego (tastetrentino.it/atuttoteroldego), in programma dal 24 agosto al 2 settembre: un ricco calendario di degustazioni, menù a tema, visite in cantine e nei vigneti  in programma su tutto il territorio della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, dalla Valle dei Laghi a Riva del Garda, dalla Val di Cembra all’Altopiano di Piné, dalla Valsugana alla Vallagarina, passando per Trento e Rovereto, senza dimenticare il territorio di elezione di questo vitigno, la Piana Rotaliana.

 

 

 

Profilo manifestazione

L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Mezzocorona con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, nell’ambito del coordinamento della manifestazioni enologiche provinciali, e grazie al fondamentale aiuto di oltre 500 volontari e il sostegno di istituzioni e sponsor del territorio. www.settembrerotaliano.it

 Profilo Teroldego Rotaliano

Il Teroldego Rotaliano è un vino autoctono che cresce nel cuore della Piana Rotaliana, fazzoletto di terra a nord di Trento che si estende per 450 ettari tra Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele all’Adige. Si tratta di un vino importante e dalla classe inconfondibile, definito da sempre il “principe dei vini trentini”. Dal colore rosso rubino intenso con riflessi granati, d’intensità diversa a seconda della maturazione del vino, presenta un profumo molto fruttato che richiama frutti di bosco molto maturi come la mora, il mirtillo e il lampone. Il gusto è fine quanto possente, leggermente tannico, minerale e vivace, il sapore è asciutto, sapido e con un perfetto equilibrio tra piacevolezza e concentrazione.

The Grand Wine Tour

The Grand Wine Tour

Giugno 2018: nasce, primo in Italia, un marchio di qualitàdestinato alle aziende vitivinicole che adottano standard di eccellenza nell’accoglienza enoturistica. Il suo nome è The Grand Wine Tour, e la scelta delle parole non è casuale: il riferimento, preciso e voluto, è legato al Grand Tour, il viaggio formativo, artistico e culturale che i giovani nobili erano soliti intraprendere a partire dalla fine del XVII secolo in Europa, e in particolare in Italia. Soggiorni in luoghi meravigliosi ed accoglienza di alto livello erano i tratti che accomunavano le esperienze del Grand Tour; gli stessi elementi oggi si ripropongono in chiave moderna per The Grand Wine Tour, dove la cultura del vino e quella dell’ospitalità si incontrano in un progettomai realizzato prima in Italia. 

La condivisione di intenti e i parametri oggettivi di valutazione del marchio The Grand Wine Tour: il Manifesto e la Carta della Qualità

The Grand Wine Tour costituisce una novità assoluta nel panorama sia vinicolo che enoturistico italiano. Mai prima d’ora era stato creatoun marchio di qualità che definisse e valutasse in modo strutturato, condiviso e oggettivo i servizi turistici del settore vinicolo. Ciò è stato possibile grazie all’impegno di 19 importanti aziende vitivinicole, accomunate dal desiderio di investire nella promozione dell’enoturismo di alta qualità, che hanno creato un’associazione dedicata a tale scopo.

Per definire e promuovere al meglio il marchio e i suoi standard, l’associazione ha redatto due documenti fondamentali: il Manifesto e la Carta della Qualità.

  • Il Manifesto di The Grand Wine Tour è il decalogo condiviso da tutte le aziende aderenti. Si tratta di un documento in dieci punti che sancisce, in modo chiaro e inequivocabile, i presuppostiper l’utilizzo del marchio e l’unità di intenti che anima e lega ognuna delle realtà vinicole presenti.

 

  • LaCarta della Qualità determinauna serie di parametri che le aziende vinicole devono necessariamente rispettare per poter utilizzare il marchio di qualità TGWT. La Carta è uno strumento che attraverso 50 criteri precisi divisi in tre sezioni di valutazione (tour e tasting, ristorante e ospitalità, vino) sancisce l’idoneità di ciascuna realtà produttiva ad aderire all’associazione e, di conseguenza, a utilizzare il marchio. È, questa, una novità assoluta nel panorama enoturistico italiano: una misura oggettiva della qualità dell’accoglienza, definitacon l’attribuzione di punteggi ponderati che, sommati, definiscono una soglia minima al di sotto della quale non è possibile l’accesso al progetto.

 

L’associazione The Grand Wine Tour ha predisposto, a ulteriore conferma dell’importanza dei parametri qualitativi fondamentali, un Organo Tecnico per la verifica della conformità di ciascuna azienda alla Carta della Qualità. La valutazione dell’idoneità viene effettuata con la collaborazione della dott.ssa Roberta Garibaldi, ricercatrice, consulente e docente di turismo enogastronomico, membro del board dell’International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism. Tra i suoi compiti rientrano ispezioni in cantina, verifiche dei servizi offerti e valutazione dell’idoneità delle strutture ricettive; è prevista inoltre l’organizzazione di giornate di formazione dedicate agli hospitality manager sia delle cantine già presenti all’interno del progetto, sia dei nuovi ingressi.

I membri dell’associazione

Le cantine che oggi aderiscono all’associazione e utilizzano il marchio sono 19, e il numero è in costante aumento. Dall’Italia del nord alle regioni del sud, ecco l’elenco:
In Piemonte Ceretto, Coppo,Tenuta Carretta, Michele Chiarlo, Cascina Chicco, Travaglini, Villa Sparina.

In VenetoBortolomiol, Col Vetoraz, Zenato, Inama.

In Emilia Romagna Umberto Cesari.

In LiguriaLunae e Poggio dei Gorleri.

In ToscanaAltesino, Fattoria Le Pupille e Sapaio

In Lazio Casale del Giglio

In Campania Feudi di San Gregorio

Info: www.thegrandwinetour.com

 Manifesto ita
 Carta della qualit tgwt

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