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Stop al Nero d’Avola made in Australia

Stop al Nero d’Avola made in Australia

Solo il Nero d’Avola prodotto in Sicilia può essere etichettato come tale nell’Unione Europea: lo sottolinea l’Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) che con un provvedimento ha segnalato l’irregolarità dell’immissione nel mercato del Regno Unito di Nero d’Avola imbottigliato in Australia. L’Ispettorato del ministero delle Politiche Agricole ha avviato una procedura per il “sospetto di non conformità” dopo aver verificato che venti siti internet del Regno Unito “hanno pubblicizzato” e immesso sul mercato Ue “vini prodotti in Australia che utilizzano la menzione della varietà di uva “Nero d’Avola” che invece è riservata unicamente ai produttori delle denominazioni di origine siciliane”. La segnalazione dell’Icqrf è volta anche a “tutelare i consumatori del Regno Unito” e dell’Ue.

Nell’atto di notifica sulle irregolarità riscontrate – inviato al “Dipartimento dello sviluppo, degli alimenti e delle politiche rurali (Defra) e alla “Food Standards Agency” (Fsa) del Regno Unito – l’Icqrf sottolinea come “l’evocazione di vini Dop italiani è provocata sia dall’utilizzo di una varietà di vite che il consumatore europeo percepisce come legata al territorio siciliano, sia con il continuo uso dei termini “Sicily” e “Sicilian” che spesso sono usati per descrivere e pubblicizzare i vini australiani sui siti web segnalati”. L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, nella nota, ricorda che in tema di importazione di vini nell’Unione Europea “si applicano le disposizioni dell’Unione in materia di etichettatura e di denominazioni di origine e indicazioni geografiche, fatte salve disposizioni contrarie previste da accordi internazionali”. E che “i prodotti con un’etichettatura o una presentazione non conformi alle pertinenti disposizioni stabilite” dai regolamenti “non possono essere commercializzati nella Ue né esportati”.

L’Icqrf ha chiesto alle autorità del Regno Unito di “attivare gli opportuni controlli per far cessare ogni possibile illecita commercializzazione nell’Ue di vini australiani etichettati con l’indicazione della varietà di vite “Nero d’Avola” ai fini di tutelare i consumatori britannici e le denominazioni di origine protette italiane, prodotte in Sicilia, a cui tale menzione è riservata”. “La crescita dell’imbottigliato della Doc Sicilia, nei primi sei mesi del 2018, ha toccato quota +144%, rispetto allo stesso periodo del 2017” commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini doc Sicilia. “Questo successo fa diventare più elevato il rischio di un uso improprio della nostra denominazione”.

“I nostri sforzi per assicurare il rispetto del Disciplinare di produzione della Doc Sicilia non conoscono sosta” spiega Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di tutela vini doc Sicilia. “Vigiliamo in modo costante contro atti di contraffazione che possano danneggiare i produttori che hanno scelto di aderire al nostro sistema di controlli che viene assicurato dagli agenti vigilatori incaricati dal Consorzio e dall’ufficio della Repressione frodi del ministero”.

Ad aprile, durante il Vinitaly 2018, il Consorzio di tutela vini doc Sicilia ha rinnovato per il secondo anno consecutivo l’accordo sulla vigilanza sul territorio nazionale con il Consorzio Prosecco Doc: l’obiettivo – che si è rivelato vincente – è quello di implementare la forza dei controlli e creare economie di scala.

Insieme per la crescita della filiera vitivinicola

Insieme per la crescita della filiera vitivinicola

Il 19 giugno 2018 Tenute Piccini, la storica azienda vinicola toscana, proprietaria di sei tenute in diversi territori italiani, ha siglato una convenzione con la sezione Banca IFIS dedicata alle imprese che lavorano nel settore agricolo.

La filiera vitivinicola è un comparto chiave per il Paese, in continua trasformazione e con una forte vocazione all’export. Grazie all’accordo con Banca IFIS, verrà garantito un nuovo rapporto per la gestione dei pagamenti per la consegna dell’uva, facilitando l’accesso al credito per le imprese agricole fornitrici coinvolte.

L’operazione prevede:

  • La cessione totale delle fatture derivanti dalla consegna dell’uva al termine della stagione;
  • Il pagamento delle fatture da parte di Banca IFIS alle scadenze concordate.

La collaborazione tra Tenute Piccini e Banca IFIS porterà̀ benefici per tutto il comparto del Chianti, zona di produzione chiave per l’azienda della famiglia Piccini. Tra questi:

  • Sicurezza di incasso da parte dei fornitori;
  • Scadenze di pagamento definite;
  • Tempi di incasso per i fornitori ridotti rispetto al passato;

Supporto e sicurezza finanziaria per gli agricoltori ma anche intensificazione del rapporto di collaborazione con i conferitori, facilitazione nel controllo e tracciabilità delle uve, sono aspetti che consideriamo davvero importanti” afferma Mario Piccini, direttore generaleperciò l’accordo con Banca IFIS è per noi un investimento prezioso, che può assicurarci stabilità e sicurezza lungo tutta la filiera produttiva. Guardando al futuro, inoltre, la collaborazione potrebbe includere la gestione dei vigneti dei produttori che lo richiederanno”.

 

L’estate dei vini del Garda

L’estate dei vini del Garda

Una grande cena esclusiva con le più importanti eccellenze del Garda nella notte del Solstizio d’Estate, il 21 giugno: è “Stelle del Gusto”, la festa di benvenuto alla stagione 2018 organizzata dalla Strada dei Vini e Sapori del Garda, il sodalizio tra cantine, ristoranti, agriturismi, hotel, frantoi, artigiani del buono, istituzioni culturali e comuni della riviera bresciana del Benaco. Un evento alla sua prima edizione, per il quale l’organismo presieduto da Francesco Averoldi ha deciso di mettersi in vetrina schierando in campo i suoi associati, dagli chef ai ristoratori, dai vignaioli ai produttori di olio, in una serata che punta a diventare un appuntamento fisso per dare ufficialmente il via all’estate nel segno della grande bellezza del territorio gardesano, con il suo straordinario patrimonio naturale, i suoi profumi ed i suoi sapori.

Riservato ad un numero limitato di commensali, l’appuntamento è in programma al Giardino Bagoda, oasi di pace e bellezza alle porte di Desenzano, poco distante dal centro storico di una delle principali capitali turistiche del Benaco. Un vero e proprio giardino botanico privato, all’interno del quale si possono ammirare numerose specie di fiori, piante ed essenze rare,  perdersi in un magnifico uliveto, fermarsi ad ammirare il laghetto Bagoda, da cui il parco prende il nome, visitare la limonaia per un’immersione tra i profumi e i colori degli agrumi, coltura da sempre diffusa sul Garda grazie al suo clima di stampo tipicamente mediterraneo.

Qui gli ospiti potranno scegliere tra due menù elaborati personalmente dallo chef salodiano Carlo Bresciani, Presidente Vicario della Federazione Italiana Cuochi, interprete attento e sensibile delle tipicità di questa terra, per un vero e proprio viaggio attraverso le tradizioni gastronomiche del territorio rivisitate in chiave contemporanea.

La serata si aprirà dalle ore 20.00 con un aperitivo a buffet nello splendido uliveto del parco.

A seguire gli ospiti saranno accompagnati da maître e sommelier ai propri tavoli, dove le due tipologie di menù (Ninfea e Mimosa), elaborati dallo chef Bresciani con la collaborazione dei ristoratori associati alla Strada dei Vini selezionati per l’evento, verranno servite in abbinamento ai vini tipici gardesani proposti dalle cantine della Strada, dal Valtènesi Chiaretto al Lugana passando per i rossi. L’abbinamento vino cibo è stato curato dai sommelieri di Filari Dispari, nuovo format enogastronomico per la valorizzazione delle eccellenze bresciane ed italiane con punto vendita-ristorante di Brescia in viale Venezia 1.

La serata è riservata ad un numero limitato di avventori e il voucher di ingresso , comprensivo della cena,  è acquistabile al costo di 70 euro tramite la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda chiamando il numero 334 300623, scrivendo a  info@stelledelgusto.it o anche online sul sito www.stelledelgusto.it, dove sono anche consultabili i menù della serata.

Un successo per Maremmachevini

Un successo per Maremmachevini

La terza edizione dell’evento dedicato alla DOC Maremma Toscana e organizzato dal Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana ha registrato un aumento dei visitatori e un’ottima partecipazione da parte della stampa italiana e internazionale. Le 35 Aziende che, nelle giornate di domenica 27 e lunedì 28 maggio, hanno portato oltre 100 etichette in degustazione nella suggestiva location delle Casette Cinquecentesche al Cassero Senese di Grosseto hanno permesso al pubblico, alla stampa e agli operatori di settore di conoscere da vicino tutte le sfumature di questo territorio unico che è la Maremma Toscana, dove i variegati terroir vedono vitigni autoctoni – tra cui Sangiovese, Ciliegiolo, Alicante e Vermentino – affiancarsi a uve internazionali – Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay, Petit Verdot – e dove nascono grandi vini che stanno riscontrando sempre più interesse.

Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto quest’anno nel cuore della città di Grosseto”, spiega Edoardo Donato Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, che continua “è andata in scena la Maremma Toscana che incarna vino, storia, arte e cultura, e che si sta sempre di più imponendo come nuova promessa della nostra Regione dove si afferma come 4° vigneto. Le Aziende socie del Consorzio vengono sempre più spesso premiate e riconosciute come eccellenze, con un occhio di riguardo per la sostenibilità e l’innovazione, tra sperimentazione e rispetto di questo territorio unico che abbiamo il dovere di tutelare e di promuovere in tutto il mondo.

Grande interesse per la Masterclass “Maremma: innovazione Toscana tra Autoctoni e Internazionali“, a cura di Alessandro Scorsone – Giornalista, Sommelier, Curatore della Guida Vinibuoni d’Italia – che ha visto protagonisti dieci vini scelti per raccontare proprio la varietà che è anche la forza della Denominazione.

L’appuntamento con Maremmachevini è stato anche l’occasione per fare un bilancio. L’annata 2017, che “sarà ricordata per la scarsa quantità di prodotto, fortunatamente compensata, almeno in parte, da una qualità delle uve sopra le aspettative” – come ha dichiarato Luca Pollini, Direttore del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – ha fatto riscontrare dati produttivi – riferiti alle quantità di uve rivendicate e alla produzione potenziale di vino delle diverse varietà – che sono difficilmente comparabili con quelli dell’annata precedente. I dati degli imbottigliamenti, invece, sono senza dubbio più incoraggianti e fotografano un trend di continua crescita, arrivando a toccare nel 2017 i 5,7 milioni di bottiglie totali, delle quali più del 41% sono della tipologia Rosso e oltre il 17% di Vermentino (circa 1 milione di bottiglie). Al primo posto del podio, quindi, troviamo il Maremma Toscana Rosso con un incremento, rispetto al 2016, del 17,06%, seguito dal Vermentino che, però, fa riscontrare un lieve calo rispetto al 2016 e Sangiovese, anch’esso in calo rispetto agli imbottigliamenti del 2016. Queste tre tipologie rappresentano quasi il 70% delle bottiglie Maremma Toscana DOC imbottigliate nel 2017. Molto interessanti sono gli incrementi percentuali di alcune delle tipologie che seguono in questa speciale classifica, ovvero il Bianco (+17,44%), il Cabernet Sauvignon (+26,98%) e il Merlot (+56,49%), mentre il Ciliegiolo resta pressoché immutato e rappresenta la quinta tipologia più imbottigliata della DOC con poco meno di 310.000 bottiglie. “Siamo soddisfatti e fiduciosi”, dichiara Luca Pollini, e continua “questi dati confermano la costante crescita della Denominazione correlata ad una crescente domanda di vini della Maremma. Feedback positivi arrivano dal nord Europa e dai mercati notoriamente maturi, come gli Stati Uniti, che possiedono un’ampia cultura del vino a livello internazionale, ma segnali incoraggianti provengono anche dal mercato interno sempre più attratto da questa Denominazione e dal meraviglioso territorio dal quale proviene”.

Anche quest’anno l’evento ha avuto il sostegno di Istituzioni e di partner d’eccezione: il Patrocino del Comune di Grosseto e di Fondazione Le Mura, la collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura che ha consentito di mettere in mostra svariate opere di artisti emergenti, quella con Teatro nel Bicchiere, che ha curato la parte d’intrattenimento prevista per domenica sera, e con Ais Grosseto per il supporto tecnico al percorso di degustazione.

La Maremma è un territorio unico che possiede un incredibile patrimonio storico, culturale ed eno-gastronomico, per molti ancora poco conosciuto e Maremmachevini è diventato ormai l’appuntamento annuale che consente al settore e ai wine lovers di conoscere le tante facce della Denominazione, dove se i rossi la fanno da padrone anche i bianchi iniziano a far sentire la propria voce. Il Vermentino, in particolare, la cui capacità produttiva è molto importante, superando i 700 ettari nel territorio, è la varietà di bianco della Doc più imbottigliata e più richiesta sul mercato. Senza dimenticare un’importante crescita dei Vini Rosati che in Maremma esprimono livelli qualitativi come in pochi altri territori italiani.

na terza edizione all’insegna del rispetto del territorio: in questa direzione molte aziende stanno adottando pratiche agronomiche sostenibili come l’impiego degli insetti utili, strumenti per l’agricoltura di precisione, corridoi ecologici per preservare la biodiversità, conduzione biologica e biodinamica, con l’obiettivo comune di tutelare la salute del consumatore, ridurre l’impatto ambientale e valorizzare questo prezioso patrimonio.

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della DOC con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore. Oggi il Consorzio conta 304 aziende associate, di cui 220 viticoltori (per la maggior parte conferenti uve a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 83 aziende “verticali” – che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini – per un totale di 5,7 milioni di bottiglie prodotte all’anno. Il Consorzio opera nell’intera provincia di Grosseto, una vasta area nel sud della Toscana che si estende dalle pendici del Monte Amiata e raggiunge la costa maremmana e l’Argentario fino all’isola del Giglio. La DOC dispone di una zona di produzione di circa 8.750 ettari di vigneto, dei quali oltre 1.720 sono stati utilizzati per produrre i vini della Denominazione durante la vendemmia 2017.

“Vinissage”, l’Italia del vino bio

“Vinissage”, l’Italia del vino bio

La Città di Asti è al centro di una serie di eventi culturali di assoluto prestigio ed io ne sono particolarmente orgoglioso. Noi Astigiani, dimostriamo, con la rassegna dedicata ai vini biologici “Vinissage”, di essere all’altezza del ruolo che la nostra storia ha saputo affermare: epicentro di grandi vini la cui produzione oggi si contraddistingue anche per la sensibilità verso la ricerca e la sostenibilità ambientale. Un percorso che seguo con attenzione da anni, prima come Assessore ed oggi come Primo Cittadino. Leggere il nome di Asti primeggiare in giro per il mondo, sulle etichette di prestigiose e apprezzate produzioni e l’idea di far divenire Vinissage un futuro Salone Internazionale del vino biologico, accresce il sentimento di responsabilità dell’amministrazione comunale che vuole valorizzare al meglio l’immagine e l’economia della nostra Città. Nei giorni di Vinissage produttori da tutta Italia saranno presenti ad Asti ed io sarò lieto di accoglierli e mettermi come sempre a disposizione

Dott. Maurizio Rasero, Sindaco Città di Asti

 

Asti, con il suo centro storico di origine medievale, situata in posizione strategica rispetto al territorio collinare di Langhe, Roero e Monferrato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ha sempre svolto un ruolo di autorevole “piazza del vino”. Asti, oggi, è sede dei Consorzi di Tutela delle principali DOC e DOCG, che includono nella loro dicitura il nome della città, e costituisce un punto di riferimento scientifico con il Centro di Ricerche in Enologia e con la presenza di importanti istituti didattici. L’istituito Agrario, Alberghiero e il Polo Universitario UNI-ASTISS con il prestigioso corso di Scienze Viticole ed Enologiche,  creano un’importante sinergia che mette la Città nella condizioni di divenire un punto di riferimento per il vino biologico. Con Vinissage, la rassegna di vini biologici e biodinamici giunta alla dodicesima edizione, Asti ha maturato una consolidata esperienza sul tema e grazie alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Bio, le Istituzioni, le associazioni di categoria, i professionisti e gli istituti didattici, la Città si prepara ad una edizione speciale e rinnovata della rassegna e si candida ad ospitare il futuro Salone Internazionale del Vino Biologico. I palazzi storici della città apriranno le porte ai protagonisti della manifestazione: i vignaioli, che potranno incontrare i visitatori in un ambiente ricco di suggestioni artistiche; 80 produttori provenienti da tutta Italia per due giorni animeranno le sale di Palazzo Alfieri ed il chiostro di Palazzo del Michelerio in un itinerario nell’ITALIA DEL VINO BIO all’insegna delle degustazioni e dell’incontro con i VIGNAIOLI. Degustazioni, mercato dei vini, master class, degustazioni guidate da ONAV, OFFICINA ENOICA, AIS, SLOW WINE e TRIPLE “A”, approfondimenti culturali, concerti in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato con il BARBERA D’ASTI JAZZ FESTIVAL, il PREMIO VIGNETO BIO, gli approfondimenti di CITTÀ DEL BIO con i dati ufficiali del VINO BIO, le MOSTRE d’ARTE, le visite guidate gratuite ai MUSEI CIVICI, le CENE BIO con i produttori nei ristoranti del territorio e l’info point UNESCO e l’ATL sapranno farvi vivere la Città in un’atmosfera stimolante dal punto di vista della didattica e della conoscenza, esaltando inoltre il primo obiettivo della rassegna: mantenere vivo il piacere della convivialità alimentato dalla cultura del vino biologico. Asti vi aspetta e noi ce la metteremo tutta per ospitare al meglio i Vignaioli di tutta Italia e i tanti visitatori che animeranno con la loro presenza questo appuntamento.

Loretta Bologna, Assessore al Turismo, UNESCO e Istruzione della Città di Asti

 

L’Italia del Bio rappresenta una dimensione di riferimento per il vino biologico europeo, non solo per i dati che collocano la nostra penisola sul podio con 83 mila ettari di vigneto coltivati con metodo biologico, ma soprattutto per l’ottima reputazione che il vino bio made in Italy gode oltre i confini nazionali. Collaborare con la Città di Asti nella realizzazione della rassegna, sottolinea come questa  terra di grandi vini possa essere un esempio di sintesi tra vino e cultura.

Antonio Ferrentino, Presidente Associazione Nazionale Città del bio

 

I vignaioli della rassegna, rappresentano l’identità italiana dei territori del vino autentico. Una selezione nazionale che grazie al lavoro di Officina Enoica e dell’Ufficio di Segreteria dell’Assessorato al Turismo della Città di Asti, è in grado di fornire le giuste indicazioni al visitatore in modo di conoscere e capire la dimensione e le caratteristiche dei diversi terroir.

Gianni Camocardi, Officina Enoica

 

Il programma di quest’anno vuole mettere in evidenza come vino e cultura possano convivere in una Città che ha molto da dire in fatto di storia e tradizioni. Vittorio Alfieri, Giovanni Pastrone, Giorgio Faletti e i Fratelli Giorgio e Paolo Conte tengono alta la bandiera dell’astigianità e di un territorio che si colloca tra i più famosi al mondo per produzione enologica di qualità. Abbiamo tutti una responsabilità nei confronti dei giovani che crescono e studiano in queste terre con l’obiettivo di portare avanti un’economia che si basa sull’arte di fare vino: elemento sacrosanto di festa e di convivialità. Papa Francesco (la cui famiglia è originaria proprio di Asti) in una recente occasione pubblica ha affermato che: “senza vino non c’è festa”. Credo che proprio con lo spirito di questa espressione abbiamo lavorato al programma in questi mesi, per poter progettare un evento all’insegna della cultura del vino, della professionalità che anima tutti gli operatori del settore e – non ultimo – del piacere di condividere e vivere la Città.

Pier Ottavio Daniele, Coordinamento del Programma

 

 Programma l italia del vino bio vinissage 2018
 Dati vini bio

Jazz & Wine 2018

Jazz & Wine 2018

Una parata di stelle nelle terre del Brunello: dal 12 al 22 luglio torna Jazz & Wine in Montalcino, il festival che unisce la grande musica jazz e il vino di qualità in un cartellone davvero imperdibile. Nel meraviglioso borgo di Montalcino (SI), star mondiali arriveranno per dare nuova vita a una delle rassegne più longeve e conosciute nel panorama musicale italiano che nasce dalla collaborazione tra la nota azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz di Roma ed il Comune di Montalcino.

Anteprima entusiasmante giovedì 12 luglio con DAYNA STEPHENS GROUP protagonista dello straordinario concerto di “aspettando Jazz&Wine” che, come consuetudine, avrà luogo all’interno delle mura di Castello Banfi. Sassofonista e compositore tra i più stimati della nuova generazione, Dayna Stephens torna in Italia con un gruppo stellare che vede Taylor Eigsti (piano), Michał Barański (d.bass) e Greg Hutchinson (drums) e propone uno spettacolo trascinante, dove le trame acustiche si fondono a quelle elettroniche.

Martedì 17 luglio il festival apre a Castello Banfi con il sound fresco ed accattivante del “contemporary jazz” dei DIRTY SIX la formazione che vede raggruppato un ensamble del meglio offerto dal jazz italiano in questi ultimi anni: Daniele Scannapieco (sax), Claudio Filippini (piano), Lorenzo Tucci (drums),Tommaso Scannapieco (bass), Gianfranco Campagnoli (trumpet) e Roberto Schiano (trombone).

Immancabile mercoledì 18 luglio l’appuntamento con la Jazz & Wine Orchestra diretta da Mario Corvini, che come ogni anno dà il via ai concerti nella Fortezza di Montalcino con un grande ospite internazionale. L’energica big band di quasi 20 elementi nata per celebrare il matrimonio tra vino e jazz, che ha reso questo festival famoso nel mondo, ospiterà il sassofonista e compositore argentino Javier Girotto all’insegna di un tango jazz come non l’abbiamo mai sentito. Una scommessa vinta quella della Jazz & Wine Orchestra: tra i primissimi credere in un progetto come questo, oggi l’orchestra, che si è aggiudicata il premio SIAE, è presente nei migliori festival nazionali ed è resident orchestra al festival di Montalcino dal 2015.

Giovedì 19 luglio ecco il primo di due grandi appuntamenti di blasone mondiale a cui Jazz & Wine ci ha abituato: sul palco l’eleganza, il carisma e l’energia di Billy Hart Quartet ft Joshua Redman. Joshua Redman, uno degli artisti più acclamati del panorama jazz internazionale, considerato fra i più importanti sassofonisti del mondo, sale sul palco al fianco del trio del batterista Billy Hart, leggenda del jazz statunitense, dando vita a una vera e propria all stars band, con Ethan Iverson al pianoforte, e Ben Street al contrabbasso. Un appuntamento assolutamente da non perdere.

Nella volontà di celebrare il miglior jazz italiano, il festival propone “Around Gershwin” lo spettacolo che venerdì 20 luglio vede sul palco Giovanni Tommaso (c.bass), Rita Marcotulli (piano) due interpreti che vantano collaborazioni con star internazionali accompagnati da Alessandro Paternesi (drums). Il trio darà vita a un appuntamento trascinante con un repertorio dedicato a celebri standard di George Gershwin e ad alcune composizioni originali di Giovanni Tommaso.

Il festival prosegue sabato 21 luglio con “In Motion Beat”, la band che raggruppa musicisti di cinque diversi paesi e che porta in Europa il meglio del melting pot newyorkese, città dove vivono e lavorano da anni. Il sound del gruppo, rappresenta l’eterogeneo background culturale dei musicisti che lo compongono e che sono Juana Luna (vocals), Erin Bentlage (vocals), Daniel Rotem (saxophone), Mike Bono (guitar), Christian Li (piano), Luca Alemanno (bass), Roberto Giaquinto (drums).

Gran finale domenica 22 luglio con l’altra grande star internazionale di questa edizione. Alla Fortezza di Montalcino arriva Christian McBride’s New Jawn.

McBride è uno dei musicisti più autorevoli e rispettati del mondo musicale contemporaneo. Vincitore di ben cinque Grammy Awards ha partecipato alla registrazione di più di 300 dischi di ogni genere. Il suo contrabbasso è il pilastro su cui hanno poggiato gli equilibri di innumerevoli band. Con lui Josh Evans (trumpet), Marcus Strickland (saxophone) e Nasheet Waits (drums).

 

Tutti gli spettacoli di Jazz & Wine in Montalcino avranno inizio alle ore 21.45.

Informazioni, prenotazioni e biglietti: Proloco Montalcino, 0577 849331 / 348 8855416 – info@prolocomontalcino.com

Informazioni: Banfi 0577 840111 – marketing@banfi.it (anche prenotazioni per i concerti di Castello Banfi)

Informazioni e prenotazioni: Eventbrite

L’enoturismo come nuova risorsa di sviluppo

L’enoturismo come nuova risorsa di sviluppo

Sabato 26 Maggio 2018 alle ore 10, presso il Giardino della Pellerina (Teatro delle Querce) di Furore (Sa), si terrà la Presentazione del XIV Rapporto dell’Osservatorio del Turismo del Vino: “L’enoturismo come nuova risorsa di sviluppo”.

Questo il Programma dell’evento:

Introduzione:

Raffaele Ferraioli – Sindaco di Furore

Salvatore Grimaldi – Presidente della Strada del Vino Costa d’Amalfi

Andrea Ferraioli – Presidente Distretto Turistico Costa d’Amalfi

Floriano Zambon – Presidente Associazione Nazionale Città del Vino

Relazione e presentazione:

Giuseppe Festa – Docente Dip. Scienze Economiche Università di Salerno

Intervengono:

Fabiola Sfodera – Docente Dip. Comunicazione e Ricerca Sociale LA SAPIENZA di Roma

Roberta Garibaldi – Docente di Marketing Turistico Università di Bergamo

Conclusioni:

Corrado Matera – Assessore al Turismo della Regione Campania

Le lezioni di Attilio Scienza allo stage di Creta

Le lezioni di Attilio Scienza allo stage di Creta

In mitologia Dionisio sposa Arianna, la figlia del re Minos, portando a Creta l’arte di preparare il vino. Creta fu uno dei primi posti, nei tempi antichi, a cominciare la tradizione di coltivare uva per la produzione di vino e la cantina più antica al mondo. Una delle zone vitivinicole più affascinanti del mondo, la dimora di Dionisio, il dio del vino. Ed è proprio in quest’isola che, nello stage formativo organizzato dall’Associazione nazionale delle Città del Vino, giovani enologi, viticoltori, studenti in enologia e agraria e sommelier hanno potuto assistere  ad alcune affascinanti lezioni del Professor Attilio Scienza, ora disponibili nella sezione “Studi e Ricerche”  di cittadelvino.it:

L’origine dei vitigni europei tra mito, storia ed antropologia

Le radici greche e romane della viticoltura elbana

Confini nascosti: origine dei vitigni coltivati

Le Malvasie: un vitigno in ogni porto

Back to the future: ritorno all’argilla, i vini in anfora

Raccontare le storie del vino: la drammaturgia del vino

 

LA LA LANGA

LA LA LANGA

Una follia e un sogno, come il film dal quale prende ispirazione per il suo nome, La La Langa è il progetto innovativo di uno spot collettivo in cui tutti quelli che amano le Langhe sono chiamati a contribuire e a farsi portavoce e testimoni di un territorio dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, che produce vini unici esportati in tutto il mondo, e sempre più da valorizzare a livello enoturistico oltre i confini regionali.

Si dice che i Piemontesi (e i Langaroli in particolare) siano gente riservata e poco propensa alla condivisione delle bellezze locali. Proprio per sfatare questo pregiudizio nasce la sfida di creare nelle Langhe, tramite una raccolta fondi, un evento collettivo di promozione del territorio. L’idea è semplice: il 15 settembre 2018, in una location ancora da svelare, produttori locali, artisti, musicisti e tutti quelli che a vario titolo si considerano “Langa Lover” verranno coinvolti attivamente in un La La Langa Day, al termine del quale saranno protagonisti di un flash mob collettivo, ripreso e montato per diventare il primo spot partecipato delle Langhe.

L’iniziativa è lanciata da Enoways con il sostegno dell’Associazione Turismo in Langa e si avvale della piattaforma Eppela, punto di riferimento a livello nazionale per progetti di crowdfunding. “Abbiamo deciso di non seguire fin da subito la strada tradizionale del sostegno pubblico o tramite sponsor locali” spiega Francesca Musolino, una delle fondatrici di Enowaysperché la sfida è proprio quella di coinvolgere dall’inizio e con una richiesta concreta tutti quelli che amano questo territorio e i suoi prodotti, per rendere davvero La La Langa un evento mai realizzato prima”.

La raccolta fondi su Eppela resterà aperta fino al 9 giugno, data in cui, se sarà raggiunto il target di 68.000 euro, inizierà la parte organizzativa dell’evento; in caso contrario, i fondi saranno restituiti ai sostenitori, così come prevede la formula Tutto o niente della piattaforma. Ad ogni contributo corrisponde per il sostenitore una ricompensa, che per La La Langa sarà legata all’evento stesso; si va da buoni per degustazioni a bottiglie personalizzate per brindare in ricordo dell’evento.

L’aspetto divertente è che a promuovere questa iniziativa siano due non Piemontesi” aggiunge Elisa Fulceri, fondatrice di Enoways. “Io, ad esempio, sono Toscana, ma dopo anni in Piemonte sono la dimostrazione reale di quanto questo territorio e i suoi vini ti possano entrare nel cuore e non ci siano limiti geografici per sentirsi un autentico Langa Lover”.

Ho accettato con entusiasmo la proposta di Elisa e Francesca perché ha due caratteristiche che a noi piemontesi piacciono molto: la pazzia e la passione. In più, il metodo della partecipazione dal basso è sicuramente in linea con lo spirito e le finalità della nostra associazione, cha da 30 anni organizza sul territorio di Langa eventi e manifestazioni finalizzate alla conoscenza del territorio. Ci piacerebbe, quest’anno festeggiare il nostro trentennale con un grande festa-flashmob con tutti gli innamorati della Langa come noi”, dichiara Filippo Ghisi, presidente di Turismo in Langa.

Tutti i dettagli del progetto su www.eppela.com/lalalanga

 

ENOWAYS è una giovane realtà imprenditoriale nata dalla passione per il vino e i viaggi delle due fondatrici, professioniste della comunicazione con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la promozione delle esperienze enoturistiche sul territorio nazionale.

TURISMO IN LANGA è l’Associazione che dal 1988 lavora per la promozione e valorizzazione eventi turistici, culturali, di promozione dell’agroalimentare, dell’enogastronomia e della tipicità del territorio di Langa.

Cantine fatte ad Arte® a “OPEN, STUDI APERTI”

Cantine fatte ad Arte® a “OPEN, STUDI APERTI”

La Cantina: storia, ambiente e progetto. Esempi attuali e riferimenti storici di Treviso, Bordeaux e della Champagne“: questo il titolo dell’evento organizzato da Cantine fatte ad Arte® di Edoardo Venturini che il prossimo 19 maggio si terrà a Montegrotto Terme (PD) (viale Stazione 134, ore 15-18) nell’ambito della II° Edizione di  OPEN, STUDI APERTI, la manifestazione promossa in  tutta Italia dal Consiglio Nazionale Architetti PPC.

Dopo una illustrazione storica e tecnologica dei riferimenti architettonici presi ad esempio, si parlerà della progettazione delle costruzioni enotecniche secondo le corrette regole e modalità costruttive degli antichi, purtroppo dimenticate e disattese anche dai più grandi architetti contemporanei. Alcuni esempi di cantine vinicole famose sono l’oggetto della valutazione e soprattutto della comparazione tipologica e costruttiva. L’illustrazione prevede anche l’analisi della progettazione sostenibile, quindi valutazioni dal punto di vista dei principi ecologici e di risparmio energetico, risparmio e riuso nel ciclo produttivo delle acque di risulta e degli scarti lavorativi. Si assimileranno, inoltre, le terminologie secondo le differenti tipologie di costruzioni enotecniche, spesso enunciate e profferite a caso anche dagli stessi operatori del settore. Le differenze tra la cantina di vinificazione, di elaborazione e di conservazione e soprattutto tra cantina e bottiglieria. Esporremo casi virtuosi di bottiglierie e casi non conformi ma in commercio. Illustreremo, infine, le stringenti esigenze che le cantine vinicole, anche storiche e tuttora operanti, abbisognano per fare fronte alle varie necessità contemporanee, come per esempio: la creazione di spazi nell’azienda vinicola per la vendita dei propri prodotti e vini in bottiglia e soprattutto l’esigenza di nuovi ambienti per l’accoglienza dei turisti del vino. Quest’ultimo caso sarà preso in esame presentando un nostro progetto di recentissima elaborazione in territorio trevigiano.

L’evento si concluderà nella adiacente e spaziosa terrazza con un brindisi di vini dei Colli Euganei offerto dal brand “Cantine fatte ad Arte®”. E’ obbligatoria la prenotazione: 049/8910706 – 340/8494015 – info@cantinefatteadarte.it – www.cantinefatteadarte.it. L’incontro è rivolto esclusivamente ai privati interessati, aziende e #cantinevitivinicole, #enoteche, #vinoteche e #wineshop.

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