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Paesaggi rurali: salgono a 5 le Città dell’Olio che ottengono il riconoscimento del Mipaaf

Paesaggi rurali: salgono a 5 le Città dell’Olio che ottengono il riconoscimento del Mipaaf

Uno storico risultato per l’Associazione nazionale Città dell’Olio. Dopo gli Oliveti Terrazzati di Vallecorsa ed del Paesaggio Agrario della Piana degli Oliveti Monumentali di Puglia altri 3 paesaggi olivicoli della Rete dei territori italiani a vocazione olivicola, entrano nel Registro Nazionale del Paesaggio Rurale del MIPAAF.

Si tratta della Fascia Olivetata Pedemontana di Assisi-Spoleto (Trevi, Assisi, Spoleto, Spello, Foligno, Campello sul Clitunno) – Umbria, del Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro (Is) – Molise e del Paesaggio Policolturale di Trequanda (Si) – Toscana. L’attribuzione è avvenuta da parte dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale delle Politiche Agricole e Conoscenze Tradizionali che si è riunito ieri a Roma tra applausi, strette di mano e tanta emozione.

Voglio congratularmi personalmente con i sindaci delle Città dell’Olio di Venafro, Trequanda, Trevi, Assisi, Spoleto, Spello, Foligno, Campello sul Clitunno per il prestigioso traguardo raggiunto – ha commentato a caldo Enrico Lupi presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio – e voglio ringraziare anche tutto lo staff dell’Associazione che ho l’onore di rappresentare per aver lavorato senza sosta a questo sogno che diventa realtà. Sono passati tre anni dall’inizio di questa avventura. Ci abbiamo creduto, promuovendo la candidatura di ben 31 paesaggi olivicoli di 12 Regioni italiane. Solo 15 di essi hanno superato la prima durissima selezione e tra loro ad oggi 5 hanno già ottenuto il riconoscimento sperato. Un bilancio provvisorio che non può non renderci orgogliosi e che ci sprona a fare sempre di più per la valorizzazione e tutela del paesaggio e della biodiversità, una ricchezza tutta italiana, che il Ministero ha finalmente deciso di “certificare” e proteggere attraverso uno strumento concreto che serve a rafforzare le identità territoriali e farne percepire il valore storico, naturalistico ma anche economico”.

 

Progetti di sviluppo enoturistico in Irpinia

Progetti di sviluppo enoturistico in Irpinia

La firma è avvenuta il 27 dicembre scorso a Palazzo di Città di Avellino: a siglare il documento il Sindaco di Avellino Paolo Foti e il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, Floriano Zambon. Presenti anche Arturo Iannaccone, assessore ai fondi europei del Comune e Paolo Benvenuti, direttore dell’Ancv, e lo staff del Servizio Strategico Europa di Palazzo di Città.

«Questo protocollo – ha commentato il presidente Zambon – costituisce un rafforzamento delle attività che svolgiamo come associazione e rientra un in quadro di modalità innovative che stiamo sperimentando con i territori. A livello nazionale, infatti, abbiamo sottoscritto dei protocolli specifici per aree di questo tipo e per quanto riguarda questa zona si tratta del primo atto di cui rendo merito all’amministrazione di Avellino per averlo caldeggiato e averci creduto fermamente».

Grandi sono le potenzialità del documento, tanto più se inserito nel più ampio quadro di riferimento di settori (il mondo enologico e vitivinicolo campano e, in particolare, la viticoltura irpina e le implicazioni turistiche legate all’enogastronomia) che hanno fatto grandi passi in avanti dal punto di vista qualitativo e della caratterizzazione territoriale del prodotto. «Oggi il vino non è più né bevanda né alimento ma è uno strumenti di promozione dei territori – ha affermato ancora Zambon – e iniziative come questa, finalizzate al rafforzamento dei brand territoriali, non possono che essere oggetto di attenzione da parte della nostra associazione. Sicuramente il vino è un ambasciatore dell’Italia nel modo nonché uno strumento di richiamo. Oggi gli enoturisti in Italia sono oltre 11milioni: un flusso sul quale operare per essere attrattivi ed accoglienti, che è la grande sfida per tutto il Paese».

Per tutto questo, come ha tenuto a sottolineare Zambon, l’Area Vasta Città di Avellino «con le sue 3 grandi docg, è un’area importante, capace di produrre vini di qualità ormai affermati a livello nazionale ed internazionale e le cantine non sono più solo dei luoghi di produzione ma delle imprese multifunzionali, luoghi aperti ed accoglienti che assumono una nuova funzione, quella di essere promotori del territorio e di funzionare come delle vere e proprie attrattività turistiche. Un patrimonio che va valorizzato e messo in rete».

Ed è in questa direzione che si muove il protocollo sottoscritto che, come spiegato dall’Assessore ai Fondi Europei, Arturo Iannaccone, «rappresenta uno degli assi portanti dell’Accordo di Programma Quadro che abbiamo allestito come Area Vasta e che tra i vari obiettivi ricomprende la realizzazione della cosiddette “Vie del Vino” per lo sviluppo di un turismo legato al territorio, alla produzione di vitivinicola e l’associazione Città del Vino rappresenta il livello istituzionale più alto di coordinamento e raccordo tra i Comuni italiani e vocazione viticola. Questo protocollo potrà aiutare a valorizzare ulteriormente i nostri territori». Territori che hanno già visto positive aperture grazie al lavoro degli imprenditori del settore che, come ha ricordato Iannaccone, «in questi anni hanno lavorato molto per la valorizzazione di questa importante risorsa; le aziende sono cresciute, da ogni punto di vista, con una grande capacità di presenza sui mercati». Un impegno che ha bisogno di riscontri a «livello istituzionale con la creazione di attività che possano favorire la presenza nella nostra provincia di un turismo legato al vino, intercettando importanti flussi nazionali per lo sviluppo di un turismo non solo giornaliero ma anche stanziale e l’affermazione di un brand Irpina che sia riconoscibile, come accade oggi per il Salento o le Langhe».

Il protocollo di intesa, inoltre, consiste in un partenariato tra Area Vasta e Città del Vino per partecipare ai bandi europei, grazie anche al coinvolgimento dell’Ufficio Strategico Fondi Europei Area Vasta, con l’obiettivo di far arrivare sul territorio irpino nuove risorse.

«L’Area Vasta è la vera opportunità di sviluppo per il nostro territorio – ha inoltre affermato il Sindaco di Avellino, Paolo Foti – e coinvolge in modo strutturale vari settori di sviluppo, dal trasporto ferroviario alla valorizzazione delle nostre eccellenze. L’obiettivo è creare il brand Irpinia, ovvero l’occasione di far sì che le nostre realtà si impongano nel mercato del turismo».

 

Nella foto, da sinistra: Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Città del Vino; Floriano Zambon, presidente nazionale di Città del Vino; Paolo Foti Sindaco di Avellino; Teobaldo Acona, Ambasciatore delle Città del Vino

Il Clante d’Oro 2017 alla scrittrice Donatella Tognaccini

Il Clante d’Oro 2017 alla scrittrice Donatella Tognaccini

Gaiole in Chianti assegna il Clante d’oro 2017 alla scrittrice e storica dell’arte Donatella Tognaccini con la seguente motivazione: “Per le sue capacità di raccontare il nostro territorio esaltandone le caratteristiche e le peculiarità e per aver inteso la sua attività letteraria quale impegno civile nei confronti della nostra comunità”. Il Clante d’oro è il massimo riconoscimento che viene conferito ogni anno dalla Consulta delle associazioni di Gaiole in Chianti e dal Comune a chi si è contraddistinto di più con delle attività in favore della comunità locale.

La cerimonia ufficiale per la consegna del Clante d’oro si svolgerà domenica 17 dicembre, alle ore 17, nei locali delle Ex Cantine Ricasoli, a Gaiole in Chianti. Nell’occasione saranno consegnate anche le borse di studio messe a bando dal Comune per gli alunni meritevoli di Gaiole, che nell’anno scolastico 2016/2017 hanno concluso la scuola secondaria di primo grado con una votazione di 9 e 10. La serata proseguirà con il tradizionale concerto di Natale della Filarmonica Fortunato Vannetti.

Donatella Tognaccini conosce molto bene il territorio di Gaiole in Chianti – commenta il sindaco Michele Pescinisia perché è la sua terra di origine, a cui è legata dai ricordi dell’infanzia e dagli affetti familiari, sia per il percorso di studi che l’ha portata a fare ricerca e ad approfondire gli aspetti storici e architettonici di questa terra. Il patrimonio straordinario di conoscenza che Donatella Tognaccini restituisce alla comunità con le sue pubblicazioni dedicate e con il suo operato all’interno del Centro di Studi Storici Chiantigiani, è qualcosa di estremamente importante per Gaiole. Un lavoro costante e continuo che dà valore al Chianti e che ci consente di far conoscere la nostra storia e tramandarla  alle generazioni future. Per questo la Consulta delle associazioni, in perfetta sintonia con la volontà espressa dal Comune, ha deciso di assegnare il Clante d’Oro 2017 a Donatella Tognaccini, a cui va tutta la nostra stima e gratitudine.

Donatella Tognaccini, è nata a Gaiole in Chianti nel 1962. Ha compiuto studi classici e si è laureata in Lettere all’Università di Siena con una tesi in Storia dell’Arte Medievale. Dal 2005 Insegna al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Siena. Come autrice e collaboratrice fa parte del Centro di Studi Storici Chiantigiani. Ha pubblicato numerosi libri sulla storia, l’arte e l’architettura dei questo territorio tra i quali: il volume “La Pieve di San Marcellino, arte, storia, itinerari” – Siena, Betti Editore, 1998, lavoro dedicato alla Pieve di San Marcellino, luogo di culto situato a Monti nel Comune di Gaiole in Chianti;  e poi il volume “San Donato in Perano” scritto insieme a Francesca Marchetti, Firenze  Polistampa 2006, tradotto anche in inglese. Questo libro conduce il lettore alla scoperta di una delle zone più suggestive dal punto di vista paesaggistico del Comune di Gaiole e di tutta l’area chiantigiana, ricco di storia e di leggende.

Donatella Tognaccini è inoltre autrice con Francesca Marchetti de “Le più antiche immagini del Chianti”, Firenze, Polistampa 2009; e di “Stielle, storia di un castello Chiantigiano“, Firenze Polistampa, 2012, stampato in italiano e inglese. Nel 2016 è uscito il suo nuovo lavoro  dal titolo “Se la vita è solo il nome che porti. Sul  Chianti e altri nomi  straordinari”, editore Pres & Archeos. Di prossima uscita altre due pubblicazioni sulla storia, l’arte e l’architettura del Chianti: uno sulla Pieve di San Marcellino (Betti editore) e uno sul ritrovamento di un antico castello del Chianti che si riteneva scomparso (Edizioni Press & Archeos). Donatella Tognaccini  è anche protagonista di due videointerviste: una all’interno del video “La lega del Chianti” (anno 2014) e l’altra nel video dell’Ecomuseo del Chianti on line.

GEIE “Culture Routes Europe”

Il  GEIE è il Gruppo Europeo di Interesse Economico “Culture Routes Europe”,  creato nel 2005 dall’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali per permettere alle reti responsabili della messa in opera degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa di lavorare in maniera coerente alla visibilità del programma.

Lo scopo di queste reti è di valorizzare i territori europei attraverso un turismo culturale di qualità legato al marchio del Consiglio d’Europa e praticando la cooperazione su scala europea. Uno degli obiettivi del GEIE é, infatti, quello di riunire le risorse e le banche dati degli itinerari culturali europei, utilizzando anche strumenti innovativi, quali le carte GIS, la tecnologia GPS, le visite virtuali dei siti che testimoniano un’Europa comune lungo i percorsi del Consiglio d’Europa.

GEIE Culture Routes Europe
Centre Culturel de Rencontre de l’Abbaye de Neumünster
L-2160 Luxembourg Grand-Duché de Luxembourg
Tel. 00352241250 – Fax: 0035224125058
www.culture-routes.lu
Amministratori: Michel Thomas-Penette et Sorina Capp
Persona incaricata: Silvia Lecci – silvia.lecci@culture-routes.lu
L’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali

L’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali


 

L’Istituto Europeo degli Itinerari Culturali stato istituito nel quadro di un Accordo politico tra il Consiglio d’Europa ed il Gran Ducato di Lussemburgo (Ministero della Cultura e della Ricerca). Lo scopo di questa istituzione è di dare attuazione e di sviluppare il programma degli itinerari culturali del Consiglio d’Europa nei 49 paesi firmatari della Convenzione culturale e, secondo la necessità geografica e storica dei temi, nei paesi che hanno avuto ed hanno ancora dei rapporti diretti con il continente europeo. Per fare ciò, l’Istituto dispone di locali prestigiosi per accogliere i promotori del progetto, i ricercatori, gli studenti e tutti gli interessati nel Centro Culturale di Incontro dell’Abbazia di Neumünster. L’Istituto è anche incaricato di partecipare a programmi europei di formazione, di ricerca e di analisi centrati sul turismo culturale tanto per la Commissione Europea, che per i Governi e per i responsabili di progetti pubblici e privati.

www.culture-routes.lu
institut@culture-routes.lu
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