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Lazio, Lubriano (Vt): Museo naturalistico

Lazio, Lubriano (Vt): Museo naturalistico

Il museo ed il relativo “Percorso delle acque, dei fiori, dei frutti e delle erbe mangerecce” nascono per iniziativa del Comune di Lubriano, con l’obiettivo principale di mantenere e valorizzare le tradizioni centenarie legate alla raccolta ed all’uso delle erbe e dei frutti.

Unitamente alle attività divulgative e didattiche, il Museo si propone inoltre come punto di riferimento territoriale per lo sviluppo di progetti di ricerca scientifica, in ambito botanico, faunistico ed idrobiologico.   L’intera zona della Valle dei Calanchi, che da Lubriano è possibile osservare con un’ampia visuale, è molto suggestiva e particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico, vegetazionale e faunistico. Essa rappresenta da tempo immemore un luogo ideale per lo sviluppo dell’agricoltura, con un microclima particolare dovuto al riparo dai venti freddi di tramontana, e la disponibilità di acqua proveniente dalle numerose sorgenti. Si è formata così una fitta rete viaria di collegamento con i limitrofi nuclei abitativi.

La viabilità rurale, le miti temperature primaverili e le numerose fioriture spontanee, le peculiari forme dei calanchi che caratterizzano e modificano il paesaggio circostante, rendono l’intera valle un affascinante sito escursionistico tanto attraente quanto ancora poco conosciuto ai più, e pertanto tutto da scoprire.

Info: www.museolubriano.com

Lazio, Castiglione in Teverina  (Vt): MUVIS – Museo del vino e delle scienze agroalimentari

Lazio, Castiglione in Teverina (Vt): MUVIS – Museo del vino e delle scienze agroalimentari

Il Museo del vino e delle scienze agroalimentari è allestito in una cantina che il conte Romolo Vaselli utilizzò per la sua produzione vitivinicola a partire dal 1942. Il marchio Vaselli si impose a livello nazionale ed estero, fino all’anno di chiusura (1994), con i suoi vini rossi, i suoi spumanti e i suoi vermouth. Il successo di questa cantina portò ad un rilancio della produzione locale rinnovando i fasti della tradizione etrusca e romana. Il museo raccoglie testimonianze e reperti della civiltà contadina (lavoro, tradizioni e devozioni, culture paesane e colture agricole) e si presenta come centro propulsore e contenitore di progetti che rafforzano il legame identitario e territoriale tra Castiglione e la vitivinicoltura.

Info: www.castiglione.teverina.it/pag_int.php?codice=id42cd3d1b0dca7

Umbria, Torgiano (Pg): Museo del Vino

Voluto e realizzato da Giorgio Lungarotti e dalla moglie Maria Grazia, il Museo del Vino propone oltre 2800 manufatti fra reperti archeologici, attrezzi per la viticoltura e la vinificazione, contenitori vinari in ceramica di età medioevale, rinascimentale, barocca e contemporanea, incisioni e disegni dal XV al XX secolo, edizioni colte di testi su viticoltura ed enologia, manufatti di arte orafa, tessuti ed altre testimonianze di “arti minori” legate alla produzione e al consumo di vino

Info: www.bellaumbria.net/Torgiano/museo_del_vino.htm

Lombardia, Mazzano (Bs): Museo del Vino e del Cavatappi

Il Museo è ubicato nella Villa Mazzucchelli della Fondazione Giacomini Meo, la stessa che ospita anche il Museo della Donna e del Bambino. Contiene una collezione di oggetti legati al mondo del vino che vanno dal 1500 al 1900. Nel locale interrato, dedicato alla Coltura della vite e vinificazione, sono riuniti alcuni strumenti specifici del vignaiolo: falcetti, pigiatrici, torchi e uno straordinario carro piemontese per il trasporto dell’uva. La sezione al piano terra, che si apre con un prezioso torchio del XVII secolo, è dedicata all’Elaborazione e imbottigliamento del vino e ospita attrezzi per il prelievo di campioni, insieme a densimetri e termometri con cui si valutava il decorso e la regolarità della fermentazione, soffietti e pompe per il travaso del vino nelle botti e filtri per l’illimpidimento dei vini. La collezione comprende tutta una serie di strumenti per l’analisi della qualità del prodotto come vinometri, bagnomaria, ebulliometri e distillatori, tra i quali ricordiamo un distillatore in rame del XVIII secolo con cui si otteneva il brandy. Al primo piano, nella sezione dedicata ai Cavatappi e tappatrici d’epoca, una delle più eclettiche e vaste collezioni mondiali di cavatappi antichi e moderni. La varietà è davvero sorprendente, di ogni provenienza e forma da quelli inglesi, sofisticati, a quelli di origine francese per continuare con gli italiani e i tedeschi….

Trentino Alto Adige, Caldaro (Bz): Museo provinciale del vino di Caldaro

Nel Museo del vino troviamo le testimonianze sulla storia della produzione del vino in Alto Adige ed il suo sviluppo. Attrezzi per la vinificazione, laboratorio di bottai, recipienti per il vino, bicchieri ed altri contenitori per berlo e un’interessante raccolta di oggetti legati alla religiosità popolare. Tra i motivi ricorrenti l’immagine del Cristo nel torchio, nonché rappresentazioni figurative, ed in particolar modo Sant’Urbano, patrono dei viticoltori e dei bottai, la cui immagine si trova come motivo ornamentale di stendardi, vetrate di chiese e cappelle. Fino alla seconda metà del XV secolo durante la liturgia eucaristica veniva utilizzato vino rosso, a rappresentare il sangue di Cristo. Dato l’enorme valore simbolico attribuito al vino nella celebrazione del mistero eucaristico, la bevanda doveva presentare delle qualità particolari. Le disposizioni più recenti relative al vino da messa (1976) stabiliscono che deve rispettare i criteri di limpidezza e purezza, senza aggiunta di zucchero. La consegna del vino da messa è un fatto importante e solenne, tanto che si fa atto di giuramento sull’autenticità della bevanda e sulla ottemperanza alle disposizioni succitate.

Piemonte, Nizza Monferrato (At): Museo Bersano di contadinerie e stampe antiche sul vino

Ideato da Arturo Bersano  che intorno al 1960 ebbe l’idea di raccogliere gli attrezzi dei contadini del Monferrato e della Langa utilizzati per i lavori nel vigneto, in cantina, nel campo, nell’orto, nel bosco e in genere per la vita in cascina: carri agricoli, macchine trebbiatrici, aratri e moltissimi altri oggetti della vita quotidiana. Inoltre, vi sono raccolti documenti, disegni, dipinti riguardanti il mondo del vino degli ultimi quattro secoli, nel Monferrato e nelle Langhe: stampe antiche, editti, etichette, menù, mappe, ecc.

Piemonte, Canelli (At): Museo Bocchino e cantine Contratto

Il museo è allestito nelle cantine di invecchiamento dei distillati di vino della ditta Bocchino, famosa per la produzione di grappe. Ambiente suggestivo ricco di reperti storici sulla distillazione della grappa: alambicchi, torchi e altri oggetti di notevole interesse, insieme a fusti di rovere e barrique. Nelle sue vicinanze le restaurate cantine Contratto, chilometri di cunicoli dove riposano migliaia di bottiglie. Notevoli le cantine “Gottardo” e “Sempione”, scavate nel tufo e rivestite con mattoni pieni, con la stessa larghezza degli omonimi trafori.

Piemonte, Asti: Casa dell’Asti

Nel Palazzo Gastaldi, sede del Consorzio dell’ Asti Spumante, il museo presenta una ricca raccolta di strumenti per la spumantizzazione del Moscato, stampe antiche, fotografie e manifesti pubblicitari d’epoca delle ditte consorziate.

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