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Raccontare il viaggio: Laboratorio di scrittura a Roma

Raccontare il viaggio: Laboratorio di scrittura a Roma

Una giornata a caccia di storie da raccontare, un’esperienza da veri “predatori”. Sabato 20 gennaio, dalle ore 10 alle 17, presso la Libreria GRIOT di Roma, si terrà un laboratorio di scrittura intensivo, per gustare il sapore della scrittura e imparare come raccontare al  meglio i propri viaggi, sotto la guida di Guido Bosticco, docente di scrittura creativa all’Università di Pavia ealla Scuola del Viaggio.

Una giornata fra consigli utili, esercizi pratici nel cuore di Trastevere e letture e commenti del lavori.Dal racconto al reportage giornalistico, dal diario al blog: la scrittura è, ancora oggi, la forma più immediata e creativa per dare forma alle proprie esperienze del mondo.

Forti dell’esperienza decennale della Scuola del viaggio (www.scuoladelviaggio.it), questi laboratori sono il momento perfetto per trovare l’ispirazione all’attività di scrittura, che spesso è latente in ciascuno di noi, per questo motivo si compongono di parti teoriche e molte esercitazioni.

Dopo alcuni suggerimenti su come impostare un racconto, nella giornata del 20 gennaio, sarà protagonista la pratica: esercizi in aula e per le vie di Trastevere, alla caccia di personaggi, dialoghi, dettagli che possano far nascere una storia interessante, per un viaggio che si può svolgere anche sotto casa, se interpretato nel modo giusto.

Il costo di partecipazione è di 80 euro, per informazioni e iscrizioni: info@libreriagriot.it; www.libreriagriot.it

Guido Bosticco insegna scrittura all’Università di Pavia e alla Scuola del Viaggio, scrive di viaggi su diverse testate nazionali. È autore con Andrea Bocconi di “Raccontare il viaggio. 30 lezioni dalla scrittura all’immagine” (Touring).

La sera di venerdì 19, alle ore 18.30, sempre presso la Libreria GRIOT, Guido Bosticco, con il fotografo Vince Cammarata, presenteranno il volume“Raccontare il viaggio. 30 lezioni dalla scrittura all’immagine”, in una serata in cui il pubblico sarà chiamato a partecipare attivamente.

 

Programma del laboratorio

h 10.00-11.00

Partenza

Che cosa fa di un viaggio un “buon” viaggio

Come trasformare un luogo in una storia

Come prendere appunti in viaggio

Esercizi e commenti

h 12.00-13.00

Immersione

Descrizioni, personaggi, dialoghi

Testi e immagini, il connubio perfetto

Il viaggio dell’anima: come raccontarlo in modi diversi

Esercizi e commenti

h 13.00-14.00

Pranzo

h 14.00-15.30

Spedizione

A caccia di storie

Esercitazione per le vie di Trastevere

h 15.30-17.00

La factory (ovvero, la casa di correzione)

Letture dei lavori, correzioni, analisi, discussioni, suggerimenti

Consigli e trucchi del mestiere

UIV presenta il Codice della Vite del Vino 2017

UIV presenta il Codice della Vite del Vino 2017

La nuova edizione 2017 del “Codice della Vite del Vino”, rafforza il progetto della collana editoriale sui temi giuridici avviata lo scorso anno da UIV. Iniziativa, questa, che sta accompagnando la riorganizzazione e il potenziamento del nostro Servizio Giuridico Normativo, tesa a valorizzarne la lunga esperienza maturata in decenni di lavoro a fianco delle imprese vitivinicole italiane. Un ottimo strumento per stimolare dibattito e confronto culturale sui grandi temi della legislazione del comparto”. Con queste parole, Ernesto Abbona, Presidente di Unione Italiana Vini, commenta la pubblicazione della tredicesima edizione del “Codice della Vite e del Vino”, edito da UIV a cura di Antonio Rossi, responsabile del Servizio giuridico normativo, che raccoglie la rielaborazione e l’aggiornamento dell’intero panorama normativo nazionale, inclusi la legge n. 238 del 12 dicembre 2016 e i decreti attuativi fino ad ora approvati.

La nuova edizione del “Codice della Vite del Vino” – prosegue Abbona costituisce un prezioso mezzo di promozione di una moderna cultura giuridica della vitivinicoltura, presentando, insieme agli aggiornamenti della legislazione italiana ed europea, un focus sul “Testo Unico”, la più importante “riforma” del nostro settore che sta diventando una “best practice” anche per altri ambiti dell’agroalimentare, insieme ai primi recentissimi decreti attuativi approvati dal Ministero delle Politiche Agricole”.

Il volume raccoglie, inoltre, gli ultimi regolamenti comunitari collegati all’OCM vino (regg 1149/16 e 1150/16), riportando tutte le disposizioni nazionali applicative collegate alle misure di sostegno, la normativa Ue e nazionale sul sistema autorizzativo degli impianti vitati con i recenti aggiornamenti al decreto attuativo nazionale e le relative circolari interpretative.

La nostra nuova collana editoriale, coordinata da un comitato scientifico composto da esperti di legislazione e professionisti, comprenderà sia pubblicazioni storiche che nuovi titoli, attraverso i quali vogliamo fare della nostra casa editrice un punto di riferimento culturale per il settore. – conclude Paolo Castelletti, Segretario Generale di Unione Italiana Vini Un’ambizione alla quale stiamo lavorando da tempo, ampliando gli strumenti a disposizione del comparto con una newsletter periodica di informazione e aggiornamento normativo ma anche di dibattito e confronto di cultura giuridica. Un impegno editoriale che la nostra Associazione sta portando avanti da 50 anni, dal Codice Comunitario vitivinicolo del 1977, e che prosegue ininterrottamente fino ad oggi”.

L’emanazione del Testo unico del Vino rappresenta un passo fondamentale per la regolamentazione del settore vitivinicolo, gettando le basi per una normativa più aderente alle concrete necessità del comparto e apportando al contempo un’ampia semplificazione normativa e di burocrazia in tutte le fasi di produzione, commercializzazione, tutela delle denominazioni, fino al sistema di controllo e promozione. Il volume si pone al centro di tale contesto, mettendo a disposizione degli operatori uno strumento sempre aggiornato e completo.

 

Titolo:  Codice della Vite e del Vino

Editore: Unione Italiana Vini – Confederazione Italiana della Vite e del Vino

Autore:  Antonio Rossi

Costo: 290,00 euro (IVA inclusa)

Il volume può essere richiesto a Unione Italiana Vini – Confederazione Italiana della Vite e del Vino, www.uiv.it – tel. 06 44 23 58 18 – email: serviziogiuridico@uiv.it

Vitae – La Guida Vini 2018 premia il Cirò doc

Vitae – La Guida Vini 2018 premia il Cirò doc

Si è tenuta lo scorso ottobre a Milano la presentazione di “Vitae – La guida vini 2018” dell’Associazione Italiana Sommelier, una delle pubblicazioni di riferimento per il mondo dell’enologia nel nostro Paese. Nella stessa occasione sono stati decretati anche i vini considerati dall’AIS i migliori nel panorama italiano. Tra essi Il Cirò Rosso Classico Superiore Federico Scala Riserva 2014 della cantina Santa Venere si è aggiudicato ben due importanti riconoscimenti.

Il Cirò di Santa Venere, infatti, è nel novero delle etichette che hanno conquistato il massimo punteggio – il titolo di Quattro Viti – risultato da una accurata scelta nell’ambito di “un’opera di selezione che ha messo sotto la lente di ingrandimento circa 30.000 vini, tutti degustati rigorosamente alla cieca. I numeri sono sempre altissimi: più di 15.000 le referenze selezionate e 2.500 le aziende recensite“, spiega in un comunicato stampa l’Associazione Italiana Sommelier.

Nella stessa occasione, inoltre, Santa Venere – sempre con il suo Cirò Rosso Classico Superiore Federico Scala Riserva 2014  – è stato tra i 22 produttori insigniti del premio “Tastevin AIS”, sigillo che certifica il vino più rappresentativo della regione di appartenenza.

Dopo le numerose attestazioni internazionali, dunque (ottenute da Decanter, da Jancis Robinson e da Wine Advocate), Santa Venere raggiunge anche i vertici dell’enologia italiana e conferma l’eccellenza delle sue uve e il profondo legame con il territorio e le sue tradizioni. “Il Cirò Rosso – spiegaJancis Robinson – ha ‘fragranti sentori di ribes e bacche’, ‘un profumo roseo ed un sapore fruttato di facile approccio’; avvincente e maestoso, è un vino dalla ‘texture vellutata’ con armonici sentori di frutti rossi, ed una struttura giustamente tannica”. 

 

L’Azienda Agricola Biologica SANTA VENERE si estende per circa 150 ettari sulle colline dell’antica terra di Cirò, piccolo paese della Calabria dalle antichissime origini e particolarmente significativo per la sua storia e cultura. Le terre sono di proprietà della famiglia Scala fin dal 1600 e Federico Scala ne prende in mano le redini nel 1960. Grazie a lui nasce il centro aziendale che porta il nome del torrente che attraversa la proprietà, SANTA VENERE. Nel 2000 anche il figlio Giuseppe Scala si inserisce attivamente nel settore, dando una nuova impronta all’azienda con l’aiuto dell’enologo Riccardo Cotarella. Inizia il processo di vinificazione e vengono prese decisioni fondamentali quali operare in regime biologico (tuttora orgoglio dell’azienda), puntare sui prodotti autoctoni per esaltare la propria terra, e dare un’impronta moderna all’immagine dei prodotti. Nella loro tenuta coltivano anche altre varietà locali come Marsigliana Nera, Guardavalle, Nerello Cappuccio e Greco.

Nel solco degli emigranti. I vitigni italiani alla conquista del mondo

Nel solco degli emigranti. I vitigni italiani alla conquista del mondo

Nel 2016 il primo premio  del Concorso Letterario degli Ambasciatori delle Città del Vino è stato assegnato al libro “Nel solco degli emigranti. I vitigni italiani alla conquista del mondo (a cura di Flavia Cristaldi e Delfina Licata, ed. Bruno Mondadori, 2015), presentato nella sezione “Storia vitienologica internazionale”.

Il volume, che racconta il profondo legame tra il vino e gli italiani all’estero, è il frutto di uno studio coordinato dalla Fondazione Migrantes, dalla Società Geografica Italiana e dal Dipartimento di Scienze Documentarie Linguistico, Filologiche e Geografiche – Sezione di Geografia dell’Università La Sapienza di Roma. La ricerca, condotta in 19 Paesi, dall’America all’Africa, dall’Australia alla più vicina Europa, nasce da un’idea di Flavia Cristaldi, docente di Geografia delle Migrazioni, che si  e avvalsa della competenza di geografi, sociologi, agronomi, winemakers, demografi, architetti e giornalisti, per  raccogliere storie e testimonianze di famiglie e di territori segnati dal vino disseminate in terre vicine e lontane.

Nei secoli, riempiendo le valigie di barbatelle e talee con cui iniziare una nuova vita, gli italiani hanno raggiunto ogni angolo del pianeta dove piantare una vite significava seminare una parte del luogo natio e ricostruire un senso di protezione e appartenenza riproducendo i sapori e le tradizioni della regione d’origine. Combattendo contro la nostalgia, la povertà, le difficoltà dell’integrazione, l’aridità del suoli e la durezza del clima, il lavoro di uomini e donne lontani da casa ha contribuito  allo sviluppo dei Paesi di arrivo addomesticando paesaggi e producendo vini di eccellente qualità, oggi famosi in tutto il mondo.

La lettura ci offre un affascinante viaggio intorno al mondo dove si intrecciano  gli aneddoti più vari: dalle donne che mimetizzavano i tralci nelle gabbie delle galline per superare i controlli in Tunisia (dove forte era la resistenza francese ad avere concorrenza in materia enologica) alle pergole fatte dai nostri connazionali coi tubi del gas dismessi nella città di Toronto e al ruolo inedito dei missionari come divulgatori del sapere vinicolo, indotti dalla necessità di celebrare Messa e confezionare vino in ogni dove.

Un viaggio che aiuta a richiamare alla memoria, togliendola dall’oblio, la storia di un Paese e dei suoi milioni di emigranti che, con sacrificio e tenacia, hanno conquistato davvero il mondo diffondendo una tradizione tipicamente italiana e creando, attraverso il vino, legami visibili e invisibili tra popoli e culture in uno scambio ed arricchimento reciproco di saperi, linguaggi e valori.

Ma soprattutto un viaggio che stimola la curiosità del lettore alla ricerca di tutte le  interconnessioni tra mobilità, tradizione, fede, storia, cultura, economia e politica che possono nascere lungo questo cammino, mai così attuali come in questi anni in cui assistiamo alle peregrinazioni dolorose e massicce di uomini, donne e bambini che oggi si trovano ad affrontare le stesse speranze e le stesse  difficoltà (spesso con esiti drammatici) che ieri abbiamo dovuto affrontare noi italiani. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

Scheda volume 

Presentazioni Nel solco degli emigranti

Sparkle Day 2018

Sparkle Day 2018

Sabato 2 dicembre 2017, a Roma, andrà in scena lo Sparkle Day 2018. Decima edizione della manifestazione nata per lanciare l’uscita della guida Sparkle. L’attesissimo evento, unico nel suo genere e ormai di rito, che vede protagonisti i migliori spumanti secchi d’Italia. Per l’occasione, le eleganti sale dell’Hotel Westin Excelsior – in via Vittorio Veneto 125 – ospiteranno oltre 70 aziende provenienti da ogni angolo della Penisola, per un totale di circa 300 etichette in degustazione.

L’evento è figlio di Sparkle, unica guida italiana dedicata esclusivamente al mondo delle bollicine edita da sempre dalla storica rivista di enogastronomia Cucina & Vini. Come di consueto la manifestazione si aprirà con la presentazione di Sparkle 2018, quando il curatore della guida Francesco D’Agostino – direttore responsabile di Cucina & Vini -, sarà pungolato dal duo di Radio Capital, Mary Cacciola e Andrea Lucatello nella conferenza stampa iniziale che culminerà nella premiazione delle settanta 5 sfere dell’edizione 2018 di Sparkle.

Quando facemmo la prima selezione nel 2002 e la proponemmo a fine novembre di quell’anno – racconta Francesco D’Agostino, direttore di Cucina & Vini il nostro impegno produsse la premiazione di dieci vini con le 5 sfere. Sette volte di più può sembrare molto in sedici anni! In verità, la reale rivoluzione della spumantistica italiana non è quella di aver prodotto bollicine per tutte le tasche da vendere ovunque nel mondo, senza grandi differenze, quanto piuttosto quella di essere cresciuta moltissimo in qualità, avendo anche diffuso il know-how in tutto il Paese, con distretti spumantistici che ormai rappresentano un modello per il mondo intero, in termini di qualità, organizzazione, retribuzione, protezione del paesaggio, sostenibilità. Le 5 sfere del 2018 contengono tutto questo, un messaggio importante dalla famiglia di vini che più delle altre negli ultimi venti anni ha fatto progressi”.

Quest’anno sarà partner ufficiale della manifestazione una bellissima realtà italiana. I Dolci Sapori è un franchising di pasticcerie e caffetterie con sede a Busto Garolfo di proprietà di un giovane e lungimirante imprenditore del posto, Matteo Pinciroli, che ha rilevato da appena un anno questa azienda per recuperare – insieme a un marchio di qualità – anche i 120 posti di lavoro che rischiavano di perdersi. I Dolci Sapori e il titolare saranno presenti il 2 dicembre per farci degustare dolcezze di ogni genere. Altra novità di questa edizione è la presenza della Maletti1867, storica azienda del modenese specializzata nella produzione di salumi.

Insieme a questa bella novità, ci sono poi tutte le aziende che seguono Sparkle Day sin dalle prime edizioni e che anno dopo anno riconfermano la loro partecipazione. Parliamo di Diam Bouchage, azienda frencese leader nella produzione di tappi tecnici in sughero, ideatrice e produttrice della linea di tappi interamente dedicata alle bollicine, i Mytik Diam. E ancora gli amici di GroupAma Assicurazioni presenti nel corso dell’evento, pronti a fornire tutte le informazioni a chi ne farà richiesta. E per tutti coloro che avessero voglia di una pausa caffè a base di miscele pregiate, ci sarà la bellissima e profumata postazione di Oro Caffè capitana dagli instancabili fratelli Alessandro e Luciano Milano.

Elenco delle 5 sfere del 2018. 

Sparkle Day 2018

Sabato 2 dicembre 2017

Hotel Westin Excelsior  in Via Vittorio Veneto, 125 – Roma

Presentazione guida Sparkle: ore 14,30 (per stampa e addetti ai lavori)

Ingresso al pubblico dalle ore 16.00 alle ore 22.00

Costo ingresso: € 15 (include calice e sacca porta bicchiere )

Ridotto per sommelier: € 10 (previa esibizione tessera associativa)

Intesa TCI e Carabinieri per promuovere la biodiversità

Intesa TCI e Carabinieri per promuovere la biodiversità

Touring Club Italiano apre le porte, ancora una volta, alle bellezze del nostro territorio svelando agli italiani – e non solo – tesori nascosti, a tutt’oggi poco conosciuti. Questa volta lo fa insieme all’Arma dei Carabinieri che diventano compagni di viaggio in una mission dal valore incommensurabile: far conoscere e promuovere un’Italia ancora poco esplorata.

A sancire la collaborazione un Protocollo di Intesa – firmato mercoledì 25 ottobre – che segna un passaggio importante per l’Italia.

«Siamo orgogliosi di poter collaborare con un attore istituzionale storico e di grande prestigio come l’Arma dei Carabinieri – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – Insieme abbiamo in previsione azioni concrete a favore della valorizzazione del nostro patrimonio ambientale, agroalimentare, paesaggistico e culturale.»

Tema centrale dell’accordo la promozione e la tutela dell’ambiente e, in particolare, delle 130 Riserve Naturali dello Stato, gestite da quest’anno dai Carabinieri Forestali. Perle verdi di straordinaria bellezza che racchiudono circa il 60% di tutta la biodiversità animale e vegetale europea e che i due enti storici, attraverso una serie attività e iniziative sul territorio italiano, si impegnano con costanza e lungimiranza a far conoscere al pubblico.

Un’alleanza, quella tra il Touring Club Italiano e l’Arma dei Carabinieri, che ha portato inoltre alla realizzazione del volume “Custodi della Natura – Un viaggio lungo un secolo nelle aree protette dello Stato”, che sarà distribuito gratuitamente anche all’interno delle riserve.

Da I Giganti della Sila alla Foresta Umbra, dall’Isola di Montecristo alla Salina di Cervia, sono centinaia le aree protette che, ogni anno,accolgono oltre un milione di persone, tra cui circa 20.000 studenti.90.000 ettari di meraviglie d’Italia che raccontano la storia di chi ha saputo custodirli con competenza e passione.

 

Un controllo di routine del personale forestale sul legname in uno scatto degli anni Trenta Quaranta

allievi ufficiali forestali in esercitazione in bosco fine anni 30

Operazioni di preparazione del terreno per il rimboschimento nei dintorni di Lucca. Lo scatto risale al 1939 e vede coinvolti i ragazzi della Gioventù italiana del littorio

Attività di monitoraggio della fauna selvatica da parte di due carabinieri forestali in osservazione di un esemplare di muflone

volume TCI e Carabinieri CustodiDellaNatura

Back to the Wine: il vino come atto agricolo responsabile

Back to the Wine: il vino come atto agricolo responsabile

Il vino come atto agricolo responsabile, rispettoso del territorio e della sua biodiversità. È un vero e proprio omaggio ai vignaioli artigiani Back to the Wine, la due giorni ospitata alla Fiera di Faenza in programma domenica 12 e lunedì 13 novembre 2017.

Giunto alla seconda edizione Back to the Wine chiama a raccolta oltre 120 artigiani del vino da tutta Italia, quelli con una produzione di qualità, quelli con le mani intrise nella terra accumunati dal rispetto per la natura. Presenti anche escursioni oltreconfine con produttori da Austria, Francia e Slovenia. A curare la manifestazione è Andrea Marchetti, ideatore della comunità di Vinessum, l’organizzazione è di Blu Nautilus, con il contributo marketing e comunicazione di Lorenzo Marabini.

Limitare Back to the Wine nella semplice categoria di un evento è alquanto riduttivo. Perché è un manifesto per un “Ritorno al vino”, alla sua vera natura di prodotto tradizionale, culturale, territoriale, emozionale, artigianale e soprattutto umano. Nel contempo pone al centro una nuova generazione di vignaioli consapevoli di una rinnovata cultura enologica, attenta al “gusto” della terra. 

Conferenza stampa BTTW 2017

 “Back to the Wine è un omaggio ai vignaioli artigiani, a coloro che quotidianamente vivono la terra lontano dai riflettori della popolarità, coloro che pongono al centro l’alta qualità del prodotto e la sostenibilità in cantina – spiega Andrea MarchettiNoi vogliamo raccontare questo mondo, fatto di umanità e di un vissuto come atto agricolo responsabile, con il minimo impatto ambientale possibile”.

Oltre 120 gli artigiani del vino accuratamente selezionati da tutta la Penisola, tutti con una produzione limitata e di qualità. Presenti anche alcune escursioni oltreconfine. L’evento è l’occasione per degustare le loro produzioni e acquistare direttamente dai produttori, in quanto Back to the Wine è anche mercato dei vini.

Presenti anche alcune eccellenze del cibo di qualità nella mostra mercato dentro i padiglioni della Fiera di Faenza, con le loro tipicità del territorio: Hostaria di Castel d’Ario (Mantova), Bacaro Risorto di Venezia e l’artigiano della pasta Mauro Musso di Alba.

Acqua ufficiale di Back to the Wine è Fonte Margherita di Valli del Pasubio, Vicenza. Imbottigliata esclusivamente sotto vetro in un’ottica green e sostenibile, rappresenta una scelta in sintonia con i valori della manifestazione.

E ancora, domenica 12 novembre alle 14 un laboratorio monografico insieme a Francesco Falcone su una selezione di vini artigiani della Valtellina. Avamposto viticolo prima del paradiso alpino, la Valtellina esalta il talento rabdomantico del nebbiolo ed eccita gli eroi del calice. Luogo di artigiani autentici e di vini rari come genziane blu lungo il baratro di una montagna, la Valtellina è tra i patrimoni viticoli più sensazionali del pianeta. Venti i posti disponibili: Info e prenotazioni: fra.falcone2003@libero.it

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Lunedì 13 novembre alle 15 presentazione del libro “Tutti lo chiamano Lambrusco”, viaggio insieme a 20 vignaioli, 3 vitigni e 3 territori raccontati da Camillo Favaro attraverso 20 interviste. Saranno presenti gli ideatori del progetto (Giulio Loi Filippo Marchi, Antonio Previdi), la curatrice degli aspetti storico scientifici (Marisa Fontana) e l’autore. 

Back to the Wine ha il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Ravenna e del Comune di Faenza. Supporter della manifestazione sono MoMeVi, la mostra della meccanizzazione e il Polo di Tebano

 Info Back to the Wine: Fiera Faenza (viale Risorgimento, 3) 12-13 novembre 2017 – www.backtothewine.it

Orario: Domenica 10-20; lunedì 11-19. Biglietto ingresso: 25 euro.

Biglietto prevendita on line per i visitatori al costo 20 euro (entro 1-31 ottobre).

Biglietto per operatore, previa registrazione sul sito entro 3 novembre: 10 euro al giorno.

Il biglietto di ingresso comprende: calice, degustazione libera dei vini.


Trent’anni trentini. Buon compleanno Vignaioli!

Trent’anni trentini. Buon compleanno Vignaioli!

Mancano ormai pochi giorni a “Trent’anni trentini. Buon compleanno Vignaioli!”, l’evento organizzato per festeggiare il trentesimo anniversario di fondazione dell’Associazione Vignaioli del Trentino, ora Consorzio (1987-2017). 

Trent’anni trentini. Buon compleanno Vignaioli!

L’appuntamento principale del programma si svolgerà sabato 4 novembre nella meravigliosa cornice di Palazzo Roccabruna a Trento, sede dell’Enoteca provinciale, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio I.A.A.. Dalle 15.00 alle 22.00, i Vignaioli si presenteranno non divisi per singola azienda, ma attraverso sette desk tematici che metteranno al centro tipologie, varietà e parole chiave.

Da “Autoctonia”, nel quale avranno spazio le varietà autoctone che rappresentano l’unicità del territorio (Nosiola, Teroldego, Marzemino, Groppello di Revò …), a “Bordò”, dedicato ai tagli bordolesi e ai monovarietali da Cabernet e Merlot; da “Uno … e centomila”, dove verrà proposta la “felice disuguaglianza” dei vini trentini, rubando le parole al compianto Luigi Veronelli, fino a “Avere trent’a

fotoVignaioli_uva

nni”, desk che sarà gestito dai Vignaioli di nuova generazione. E poi “I resistenti”, per dare spazio a quelle varietà che offrono nuove opportunità per una viticoltura sostenibile; “Territorio spumeggiante”, a testimoniare una lunga tradizione spumantistica che si riverbera in un caleidoscopio di vini d’eccellenza, espressione del loro territorio; per finire in dolcezza, “Dulcis in fundo”, riservata ai vini dolci e da meditazione, dal Vino Santo al Moscato Rosa. 

Sono oltre 40 le aziende socie del Consorzio che parteciperanno alla Mostra, per un totale di circa 130 etichette: una bellissima fotografia del mondo del vino trentino, visto da angolazioni diverse, raccontato attraverso la voce dei suoi protagonisti. Costo di ingresso 15 euro, non è necessaria la prenotazione.

Alle 15.00, il momento di apertura della Mostra sarà dedicato alla storia dei Vignaioli, simbolicamente rappresentata dai Presidenti che hanno guidato l’associazione dal 1987 ad oggi.

Alle 18.00 è prevista la presentazione dell’ultimo libro di Sandro Sangiorgi “Il vino capovolto” (Porthos edizioni), con un dialogo tra l’autore e il giornalista trentino Nereo Pederzolli, e il saluto della presidente nazionale della FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) Matilde Poggi. Sandro Sangiorgi è una delle voci più autorevoli e curiose del panorama culturale enoico italiano, fondatore e anima della rivista Porthos. 

copertinalibroSangiorgi

Trent’anni trentini è organizzato con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali (#trentinowinefest).

Info: www.facebook.com/vignaioli.deltrentino

Per accrediti stampa: comunicazionevignaiolitrentino@gmail.com 

Un libro e un vino per il patriarca dell’enologia del Friuli Venezia Giulia

Un libro e un vino per il patriarca dell’enologia del Friuli Venezia Giulia

Una storia di intuizioni”: così potrebbe essere definita quella di Marco Felluga, patriarca dell’enologia friulana, prestigioso vignaiolo del Collio goriziano, personaggio di spicco del mondo enologico nazionale, che il 28 ottobre 2017 ha compiuto 90 anni.

Per celebrarlo, sono stati realizzati un libro, scritto da Walter Filiputti con le immagini di Tiziano Scaffai, e un vino che il figlio Roberto gli ha voluto dedicare: il Collio Bianco Gran Selezione 50/90, presentato in anteprima in occasione della festa di compleanno che si è tenuta nel suggestivo scenario della cantina di Russiz Superiore a Capriva del Friuli. Un’etichetta che racchiude in sé l’esperienza, la passione e la creatività delle aziende Marco Felluga e Russiz Superiore – per la prima volta insieme – e i valori trasmessi da Marco a Roberto. Occorrerà ancora un po’ di tempo prima che gli estimatori lo possano degustare, dal momento che la DOCG Collio entrerà in vigore con la vendemmia 2018. 

Elena, Roberto, Marco e Ilaria Felluga

50/90: il libro racconta la storia di Marco Felluga, 90 anni orgogliosamente portati, intrecciata con quella del Collio – che ha contribuito in modo decisivo a valorizzare con una vita imprenditoriale tutta dedicata al vino – e i 50 anni che tutta la famiglia ha percorso e dedicato a Russiz Superiore, il suo “capolavoro”. Marco ha compreso come pochi – e fu tra i primissimi – ciò che bisognava fare affinché queste colline eoceniche del Nord Est straordinariamente vocate alla viticoltura, diventassero “il” Collio, zona d’elezione nella storia enologica d’Italia, da dove è partito il nuovo stile dei vini bianchi di quello che sarebbe stato – a partire dal 1970, con l’affermarsi di una nuova imprenditoria vinicola di gran successo – il Rinascimento del vino italiano. Uomo pragmatico, molto esigente sul lavoro, munito di una grande intelligenza e sorretto da un intuito fuori del comune e da una vasta cultura, ha dedicato la sua vita di produttore, oltre che alle sue aziende, anche alla causa comune del territorio, tant’è che, per due mandati, si è impegnato come Presidente del Consorzio Collio. “Questo percorso della Marco Felluga – Russiz Superiore si è nutrito dell’arte e dello stile italiano, che non è solo moda e design, ma una maniera di vivere dove entrano in gioco componenti come il concetto di bellezza, il cibo e la cucina – scrive Walter Filiputti nella prefazione del volume – Assieme rappresentano ed esaltano una ricchezza reale, concreta, che il mondo ci invidia.”

Roberto e Marco Felluga_Foto Fulvio Udine

Un’epopea che dura tuttora, grazie a una continuità familiare che ha visto Roberto Felluga (quinta generazione di questa dinastia di viticultori d’origine istriana, approdata in Friuli Venezia Giulia negli anni Venti del secolo scorso) proseguire sulla strada della qualità assoluta tracciata dal padre: conoscenze e dedizione che tramanderà alla figlia Ilaria. Roberto conduce le due prestigiose aziende nel Collio Goriziano (Marco Felluga a Gradisca d’Isonzo e Russiz Superiore a Capriva del Friuli). Insieme, Marco e Roberto hanno sommato ad oggi oltre 60 vendemmie, che hanno ritmato il tempo del loro lavoro e della loro vita. Il frutto di questo loro impegno si concretizza, simbolicamente, nella bottiglia del

Marco Felluga, Walter Filiputti e Roberto Felluga_Foto Fulvio Udine

Collio Bianco Gran Selezione 50/90, che porterà in etichetta, intrecciati fra loro, i nomi delle due aziende di famiglia.

A festeggiare Marco Felluga, c’erano il 28 ottobre tanti amici provenienti dall’Italia e dall’estero,l’Assessore regionale alle Risorse Agricole e Forestali Cristiano Shaurli e il Sindaco di Capriva del Friuli Daniele Sergon, che lo ha insignito della Cittadinanza onoraria. “Di fronte ad una ricorrenza come questa non ci si può che inchinare, riconoscenti – ha commentato l’Assessore Shaurli – Marco Felluga è un patriarca che ha fatto la storia del vino friulano, ed italiano. Un modello per tutti.”

BIBENDA 2018

BIBENDA 2018

Punto di riferimento per il mondo del Vino e della Ristorazione, da qualche anno BIBENDA raccoglie anche i migliori produttori di grappa e di olio extravergine di oliva. La Ventesima Edizione il cui tema è “Tanta Voglia d’Italia” sarà presentata il 18 Novembre 2017 a Roma, nel corso della consueta cena di gala durante la quale vengono proposti in abbinamento tutti i vini premiati con i 5 Grappoli (da 91/100 in su). L’opera è stata ideata nel 1999 dal gruppo romano di Bibenda-Associazione Italiana Sommelier (dal 2013 rinominato Bibenda-Fondazione Italiana Sommelier) che continua a realizzarla da venti anni.

BIBENDA LA GUIDA 2018 online, unica in Italia nel suo genere, ha un esclusivo servizio di geolocalizzazione che in qualunque momento mostra i nostri punti di interesse nei paraggi, cioè aziende vinicole e ristoranti. La scelta digitale consente collegamenti diretti ai siti web delle cantine e dei ristoranti, l’accesso alle mappe e possibilità di ricerca pressoché infinite che vanno dall’abbinamento al vitigno, passando per enologo, vino, denominazione ecc. oltre ad altre funzionalità che letteralmente incolleranno tutti allo schermo di pc, tablet o smart phone. Un’opera a portata di click e onnicomprensiva del meglio del Made in Italy enogastronomico, delle Grappe e dell’Olio Extravergine di Oliva che racconta, regione per regione e località per località non solo i prodotti, ma anche gli uomini e le donne che li realizzano, le tecniche utilizzate, le tradizioni, così come le novità che hanno reso unici tali beni e, dulcis in fundo, quel legame intimo con la dimensione rurale o artigianale del territorio di riferimento.

La classifica regionale del 2018 vede al primo posto il Piemonte (135 etichette premiate con i “5 Grappoli”), seguito da Toscana (94) e Veneto (40). A breve distanza Lombardia e Sicilia a pari merito (35), l’emergente Friuli Venezia Giulia (32), Marche e  Campania (entrambe 31).  

Questa nuova Edizione della Guida sarà posta in vendita a 40 Euro, mentre tutti i Soci di Fondazione Italiana Sommelier la riceveranno gratuitamente. Questa stessa Edizione sarà realizzata anche in versione Applicazione e posta in vendita a 39 Euro, mentre i Soci potranno scaricarla al prezzo speciale di 0,99 Euro.

Info: www.bibenda.it

 

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