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I vigneti a piede franco di Sant’Antioco

I vigneti a piede franco di Sant’Antioco

Fin dall’antichità il Carignano dell’isola di Sant’Antioco, coltivato a piede franco e allevato ad “alberello latino”, è stato un punto di riferimento per la viticoltura del Sulcis, grazie agli ottimi risultati ottenuti. Nella parte est e nord dell’isola, in una cornice di macchia mediterranea, corbezzoli, lentischio, mirto e ginepro, i terreni sabbiosi, che  in alcuni casi si trovano a soli 150 metri dal mare, ospitano viti che hanno in media 60-70 anni fino a raggiungere in alcuni casi l’eccezionale età di 150 anni.

Il sistema di impianto di questi vigneti, molto economico,  utilizza gli stessi tralci di potatura per dare origine a nuovi vigneti, mentre per il rimpiazzo delle fallanze si ricorre al metodo della “propaggine”, tipica pratica colturale tramandata di generazione in generazione, secondo la quale un tralcio piegato e interrato dà origine ad una nuova pianta di vite. Appena quest’ultima ha raggiunto una sua autosufficienza nutrizionale, lo stesso tralcio viene reciso.

Quando le fallanze sulla stessa fila sono più di una, si usa il metodo de “su fundu croccau”:  il ceppo viene scavato tutto intorno per almeno un metro di profondità e, senza rompere le radici, adagiato sul fondo portando i tralci fuori terra, in maniera che da un solo ceppo possano nascere tre o quattro  nuove piantine.

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