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“Val D’Oca & Sapori”

“Val D’Oca & Sapori”

Otto pranzi per gustare i vini Val D’Oca abbinati ai prodotti della tradizione italiana, con un occhio di riguardo per il territorio veneto. Dopo il successo delle scorse edizioni, torna “Val D’Oca & Sapori”, la rassegna organizzata dalla Cantina Produttori di Valdobbiadene ospitata nella sala Bacco adiacente alla sede aziendale in via San Giovanni 45. Una proposta che presenta svariati piatti abbinati ai migliori Val D’Oca, preparati con ingredienti ricercati da noti chef, sempre selezionati tra i professionisti della zona per conferire all’esperienza culinaria territorialità e unicità. Partecipando a questa iniziativa si ha dunque la possibilità di scoprire la grande qualità del Prosecco e come si presta ad abbinamenti classici, ma anche inediti e moderni, a tutto pasto o per occasioni speciali, valorizzando le pietanze a cui lo si abbina.

La rassegna prevede appuntamenti per palati che amano lasciarsi sedurre, tutti a numero limitato e su prenotazione. Si parte con “Baccalà & Val D’Oca“, per un pranzo dai sapori popolari ma ricercati: il 25 febbraio il Valdobbiadene Prosecco  Superiore Val D’Oca sposerà  il pesce più tradizionale della gastronomia veneta, interpretato in chiave internazionale dallo chef Fabio Marchioretto. Dopo un aperitivo a base di divertenti tacos al baccalà e lollipop di pesce fritto con un calice di Asolo Prosecco Superiore DOCG Extra Dry, ci si accomoderà a tavola per un pasto da re, abbinato a uno dei top di gamma di VAL D’OCA: il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG “Rive di Santo Stefano” Brut Nature, che accompagnerà un ricco baccalà mantecato con chips di tapioca e sedano rapa. Si continuerà con un risotto alla rapa rossa e baccalà abbinato a un bicchiere di Punto Rosa Spumante Rosato Millesimato – Brut Val D’Oca, seguito dal più classico Baccalà alla vicentina con polenta di Maranello e Val D’Oca Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Millesimato Extra Dry. Per  finire, il baccalà lascerà il posto a un intrigante Magnum al caramello, nocciole, cioccolato, gel al mandarino, terra di nocciole e sale Maldon, ingentilito da un Uvaggio Storico Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG – Dry Val D’Oca. Non potrà mancare un buon caffè con Distillato Val D’Oca. 

La rassegna primaverile Val D’Oca continuerà il 25 marzo con “ASPARAGI & Val D’Oca”, per proseguire il 29 aprile abbinando il CINGHIALE & CERVO e il 20 maggio le ERBE. L’iniziativa riprenderà poi in autunno con prodotti tipici del periodo: i FUNGHI, la ZUCCA e l’OCA.

Menù dopo menù si scoprirà quanto il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG sia un vino versatile, con il quale osare anche abbinamenti nuovi, per scoprirlo e gustarlo in una chiave sempre diversa. In questo senso la Cantina si rivela non solo come produttrice di vino, ma come protagonista e interprete dell’enogastronomia del Valdobbiadene a tutto tondo.

“Val D’Oca & Sapori” si propone dunque come un viaggio alla scoperta dei vini di questa terra, imparando ad amare appuntamento dopo appuntamento le etichette di un’eccellenza italiana a portata di tutte le tavole.

Per maggiori informazioni e per partecipare agli eventi è sufficiente dare la propria adesione a e-commerce@valdoca.com oppure visitare il sito www.valdoca.com – www.facebook.com/valdoca – www.twitter.com/ValdocaProsecco

Il Consiglio Ue riconosce il cammino tra i vigneti (www.bravoitalygourmet.it, 27 Maggio 2009)

Roma – Una nuova ed originale tipologia di turismo, dinamica e multitematica, attraverso un itinerario fatto di storia e di cultura, di natura e di tradizioni antiche ma anche moderne, dove il vino e’ il messaggio che oltrepassa i confini e il fattore che trasforma il paesaggio, grazie all’incessante azione dell’uomo. Il vino invita cosi’ a viaggiare alla riscoperta dell’identita’ europea e portera’ eno-appassionati, ma anche amanti dell’arte e della cultura, della natura, dello sport e della gastronomia, a contatto diretto con i personaggi ed i luoghi dove nascono i grandi vini del vecchio continente, e dove, di giorno in giorno, un nuovo capitolo della storia e della tradizione europea prende vita. I piu’ importanti territori vitivinicoli, le Citta’ del Vino e le Strade del Vino di 18 Paesi europei – dall’Italia alla Spagna, dal Portogallo alla Francia, dalla Germania alla Slovenia, fino all’Austria, Ungheria, Croazia, Grecia, ex Repubblica Yugoslava, Former Yugoslav Republic of Macedonia, Azerbaïdjan e cosi’ via – saranno i protagonisti di Les Chemins de la Vigne en Europe, il “cammino” attraverso i vigneti europei, nato nel 2007 da un’idea originale dell’Associazione internazionale Iter Vitis, che li riunisce tutti, e ora promosso tra gli “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa” (info: www.cittadelvino.it). Camminare a piedi attraverso vigne secolari, paesaggi incontaminati e territori enologici tra i piu’ famosi del vecchio continente, per conoscere l’Europa e le sue mille popolazioni, del passato ma anche dei nostri tempi: e’ questo il principio fondamentale alla base de Les Chemins de la vigne en Europe, un progetto promosso da Iter Vitis, l’associazione internazionale con sede a Sambuca di Sicilia, nata nel 2007 su iniziativa di quattro Gal (Terre del Gattopardo in Sicilia e Kroton in Calabria, Pays Vignobles Gaillacois e Midi Pyrene’es in Francia), proprio con lo scopo di dar vita a questo originale itinerario, e che oggi riunisce i piu’ importanti territori vitivinicoli, le Citta’ del Vino e le Strade del Vino di 18 diversi Paesi europei. “Itinerari culturali europei” e’ un programma promosso dal Consiglio d’Europa, di cui fanno parte il Cammino di Santiago de Compostela, la Via Francigena e la Rotta dei Fenici, per citare gli esempi piu’ famosi, e ora anche Les Chemins de la Vigne en Europe, che si contraddistingue pero’ proprio per la natura dinamica e in continua trasformazione dei paesaggi culturali vitati del vecchio continente, come quelli di St. Emilion in Francia, della regione della Wachau in Austria, dell’Alto Douro in Portogall, del Tokaj in Ungheria, dell’Isola del Picho nell’Arcipelago delle Azzorre e di Lavaux nel Cantone di Vaud in Svizzera, la Val de Loire in Francia, le Cinque Terre e la Val d’Orcia in Italia, la Valle del Reno in Germania, molti dei quali gia’ Patrimonio dell’Umanita’ dell’Unesco. “Il progetto di questo nuovo “cammino” – spiega il Presidente di Iter Vitis Paolo Benvenuti – puo’ ora sviluppare i suoi obbiettivi: dalla conoscenza e la difesa dei vitigni antichi attraverso la creazione di una vera e propria banca dati dei vigneti europei, punto di partenza per una politica di tutela della qualita’ del paesaggio vitivinicolo che definisca le “buone regole e pratiche” per la loro conservazione e valorizzazione, alla segnalazione dei luoghi e dei segni, testimonianza della cultura della vite e del vino; con il nuovo itinerario sara’ inoltre possibile promuovere forme di turismo sostenibile, rivolgendo una grande attenzione alle giovani generazioni, e fare della qualita’ della vita delle zone rurali un modello per il futuro”. “Con l’entrata in vigore della nuova Ocm vino – sottolinea il Presidente delle Citta’ del Vino italiane Valentino Valentini – proprio i vigneti storici europei, a causa del surplus produttivo e per la loro particolare posizione in terreni incidentati (terrazzamenti di montagna, isole, alti pendii), dovranno essere difesi dall’estirpazione, temibile conseguenza delle logiche della liberalizzazione del mercato”. La viticoltura, e in particolare il lavoro nelle campagne, e’ da sempre alla base dei grandi movimenti migratori, e il vino e’ mezzo e fonte di dialogo tra i Paesi europei, tra l’est e l’ovest, tra il nord e il sud. (Fonte: Redazione Agroalimentarenews)

Nasce “Les chemins de la vigne en Europe”, un “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” (www.mondodelgusto.it, 23 giugno 2009)

Un legame in più per i paesi d’Europa 

Ormai lo sanno tutti che l’alimentazione racconta l’evoluzione dell’uomo e che il vino, diffuso in Europa da migliaia di anni, è divenuto il portavoce più brillante. Per questo è nato un nuovo modo di fare turismo ideato dalle Città del Vino di tutta Europa, una originale tipologia di turismo, dinamica e multitematica, attraverso un itinerario fatto di storia e di cultura, di natura e di tradizioni antiche ma anche moderne, in continuo mutamento e mai uguale a se stesso, dove il vino è il messaggio che oltrepassa i confini e il fattore che trasforma il paesaggio, grazie all’incessante azione dell’uomo. Il vino invita così a viaggiare alla riscoperta dell’identità europea, un’esperienza unica ogni volta, in territori sempre diversi, di anno in anno, da una stagione all’altra, che porterà enoappassionati, ma anche amanti dell’arte e della cultura, della natura, dello sport e della gastronomia, a contatto diretto con i personaggi ed i luoghi dove nascono i grandi vini del vecchio continente, e dove, di giorno in giorno, un nuovo capitolo della storia e della tradizione europea prende vita.
I più importanti territori vitivinicoli, le Città del Vino e le Strade del Vino di 18 Paesi europei, dall’Italia alla Spagna, dal Portogallo alla Francia, dalla Germania alla Slovenia, fino all’Austria, Ungheria, Croazia, Grecia, ex Repubblica Yugoslava, Former Yugoslav Republic of Macedonia, Azerbaïdjan e così via, saranno i protagonisti di Les Chemins de la Vigne en Europe, il “cammino” attraverso i vigneti europei, nato nel 2007 da un’idea originale dell’ Associazione internazionale Iter Vitis, che li riunisce tutti, e ora promosso tra gli “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa”. Camminare a piedi attraverso vigne secolari, paesaggi incontaminati e territori enologici tra i più famosi del vecchio continente, per conoscere l’Europa e le sue mille popolazioni, del passato ma anche dei nostri tempi: è questo il principio fondamentale alla base de Les Chemins de la vigne en Europe, un progetto promosso da Iter Vitis, l’associazione internazionale con sede a Sambuca di Sicilia, nata nel 2007 su iniziativa di quattro Gal (Terre del Gattopardo in Sicilia e Kroton in Calabria, Pays Vignobles Gaillacois e Midi Pyrenées in Francia), proprio con lo scopo di dar vita a questo originale itinerario, e che oggi riunisce i più importanti territori vitivinicoli, le Città del Vino e le Strade del Vino di 18 diversi Paesi europei.
“Itinerari culturali europei” è un programma promosso dal Consiglio d’Europa, di cui fanno parte il Cammino di Santiago de Compostela e la Rotta dei Fenici, per citare gli esempi più famosi, e ora anche Les Chemins de la Vigne en Europe, che si contraddistingue però proprio per la natura dinamica e in continua trasformazione dei paesaggi culturali visitati del vecchio continente, come quelli di St. Emilion in Francia, della regione della Wachau in Austria, dell’Alto Douro in Portogall, del Tokaj in Ungheria, dell’Isola del Picho nell’Arcipelago delle Azzorre e di Lavaux nel Cantone di Vaud in Svizzera, la Val de Loire in Francia, le Cinque Terre e la Val d’Orcia in Italia, la Valle del Reno in Germania, molti dei quali già Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
“Il progetto di questo nuovo “cammino” – spiega il Presidente di Iter Vitis Paolo Benvenuti – può ora sviluppare i suoi obbiettivi: dalla conoscenza e la difesa dei vitigni antichi attraverso la creazione di una vera e propria banca dati dei vigneti europei, punto di partenza per una politica di tutela della qualità del paesaggio vitivinicolo che definisca le “buone regole e pratiche” per la loro conservazione e valorizzazione, alla segnalazione dei luoghi e dei segni, testimonianza della cultura della vite e del vino; con il nuovo itinerario sarà inoltre possibile promuovere forme di turismo sostenibile, rivolgendo una grande attenzione alle giovani generazioni, e fare della qualità della vita delle zone rurali un modello per il futuro”. 
“Con l’entrata in vigore della nuova Ocm vino – sottolinea il Presidente delle Città del Vino italiane Valentino Valentini – proprio i vigneti storici europei, a causa del surplus produttivo e per la loro particolare posizione in terreni incidentati (terrazzamenti di montagna, isole, alti pendii), dovranno essere difesi dall’estirpazione, temibile conseguenza delle logiche della liberalizzazione del mercato”.
La produzione di vino è da sempre un simbolo dell’identità europea di fronte al resto del mondo e le conoscenze tecniche alla base di questa produzione, hanno contribuito nel corso dei secoli, e contribuiscono ancora oggi, alla costruzione della cittadinanza europea, delle regioni, dei popoli e delle identità nazionali. La viticoltura, e in particolare il lavoro nelle campagne, è da sempre alla base dei grandi movimenti migratori e il vino è mezzo e fonte di dialogo tra i Paesi europei, tra l’est e l’ovest, tra il nord e il sud. (Redazione 2)
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