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Il Consiglio Ue riconosce il cammino tra i vigneti (www.bravoitalygourmet.it, 27 Maggio 2009)

Roma – Una nuova ed originale tipologia di turismo, dinamica e multitematica, attraverso un itinerario fatto di storia e di cultura, di natura e di tradizioni antiche ma anche moderne, dove il vino e’ il messaggio che oltrepassa i confini e il fattore che trasforma il paesaggio, grazie all’incessante azione dell’uomo. Il vino invita cosi’ a viaggiare alla riscoperta dell’identita’ europea e portera’ eno-appassionati, ma anche amanti dell’arte e della cultura, della natura, dello sport e della gastronomia, a contatto diretto con i personaggi ed i luoghi dove nascono i grandi vini del vecchio continente, e dove, di giorno in giorno, un nuovo capitolo della storia e della tradizione europea prende vita. I piu’ importanti territori vitivinicoli, le Citta’ del Vino e le Strade del Vino di 18 Paesi europei – dall’Italia alla Spagna, dal Portogallo alla Francia, dalla Germania alla Slovenia, fino all’Austria, Ungheria, Croazia, Grecia, ex Repubblica Yugoslava, Macedonia, Azerbaïdjan e cosi’ via – saranno i protagonisti di Les Chemins de la Vigne en Europe, il “cammino” attraverso i vigneti europei, nato nel 2007 da un’idea originale dell’Associazione internazionale Iter Vitis, che li riunisce tutti, e ora promosso tra gli “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa” (info: www.cittadelvino.it). Camminare a piedi attraverso vigne secolari, paesaggi incontaminati e territori enologici tra i piu’ famosi del vecchio continente, per conoscere l’Europa e le sue mille popolazioni, del passato ma anche dei nostri tempi: e’ questo il principio fondamentale alla base de Les Chemins de la vigne en Europe, un progetto promosso da Iter Vitis, l’associazione internazionale con sede a Sambuca di Sicilia, nata nel 2007 su iniziativa di quattro Gal (Terre del Gattopardo in Sicilia e Kroton in Calabria, Pays Vignobles Gaillacois e Midi Pyrene’es in Francia), proprio con lo scopo di dar vita a questo originale itinerario, e che oggi riunisce i piu’ importanti territori vitivinicoli, le Citta’ del Vino e le Strade del Vino di 18 diversi Paesi europei. “Itinerari culturali europei” e’ un programma promosso dal Consiglio d’Europa, di cui fanno parte il Cammino di Santiago de Compostela, la Via Francigena e la Rotta dei Fenici, per citare gli esempi piu’ famosi, e ora anche Les Chemins de la Vigne en Europe, che si contraddistingue pero’ proprio per la natura dinamica e in continua trasformazione dei paesaggi culturali vitati del vecchio continente, come quelli di St. Emilion in Francia, della regione della Wachau in Austria, dell’Alto Douro in Portogall, del Tokaj in Ungheria, dell’Isola del Picho nell’Arcipelago delle Azzorre e di Lavaux nel Cantone di Vaud in Svizzera, la Val de Loire in Francia, le Cinque Terre e la Val d’Orcia in Italia, la Valle del Reno in Germania, molti dei quali gia’ Patrimonio dell’Umanita’ dell’Unesco. “Il progetto di questo nuovo “cammino” – spiega il Presidente di Iter Vitis Paolo Benvenuti – puo’ ora sviluppare i suoi obbiettivi: dalla conoscenza e la difesa dei vitigni antichi attraverso la creazione di una vera e propria banca dati dei vigneti europei, punto di partenza per una politica di tutela della qualita’ del paesaggio vitivinicolo che definisca le “buone regole e pratiche” per la loro conservazione e valorizzazione, alla segnalazione dei luoghi e dei segni, testimonianza della cultura della vite e del vino; con il nuovo itinerario sara’ inoltre possibile promuovere forme di turismo sostenibile, rivolgendo una grande attenzione alle giovani generazioni, e fare della qualita’ della vita delle zone rurali un modello per il futuro”. “Con l’entrata in vigore della nuova Ocm vino – sottolinea il Presidente delle Citta’ del Vino italiane Valentino Valentini – proprio i vigneti storici europei, a causa del surplus produttivo e per la loro particolare posizione in terreni incidentati (terrazzamenti di montagna, isole, alti pendii), dovranno essere difesi dall’estirpazione, temibile conseguenza delle logiche della liberalizzazione del mercato”. La viticoltura, e in particolare il lavoro nelle campagne, e’ da sempre alla base dei grandi movimenti migratori, e il vino e’ mezzo e fonte di dialogo tra i Paesi europei, tra l’est e l’ovest, tra il nord e il sud. (Fonte: Redazione Agroalimentarenews)

Nasce “Les chemins de la vigne en Europe”, un “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” (www.mondodelgusto.it, 23 giugno 2009)

Un legame in più per i paesi d’Europa 

Ormai lo sanno tutti che l’alimentazione racconta l’evoluzione dell’uomo e che il vino, diffuso in Europa da migliaia di anni, è divenuto il portavoce più brillante. Per questo è nato un nuovo modo di fare turismo ideato dalle Città del Vino di tutta Europa, una originale tipologia di turismo, dinamica e multitematica, attraverso un itinerario fatto di storia e di cultura, di natura e di tradizioni antiche ma anche moderne, in continuo mutamento e mai uguale a se stesso, dove il vino è il messaggio che oltrepassa i confini e il fattore che trasforma il paesaggio, grazie all’incessante azione dell’uomo. Il vino invita così a viaggiare alla riscoperta dell’identità europea, un’esperienza unica ogni volta, in territori sempre diversi, di anno in anno, da una stagione all’altra, che porterà enoappassionati, ma anche amanti dell’arte e della cultura, della natura, dello sport e della gastronomia, a contatto diretto con i personaggi ed i luoghi dove nascono i grandi vini del vecchio continente, e dove, di giorno in giorno, un nuovo capitolo della storia e della tradizione europea prende vita.
I più importanti territori vitivinicoli, le Città del Vino e le Strade del Vino di 18 Paesi europei, dall’Italia alla Spagna, dal Portogallo alla Francia, dalla Germania alla Slovenia, fino all’Austria, Ungheria, Croazia, Grecia, ex Repubblica Yugoslava, Macedonia, Azerbaïdjan e così via, saranno i protagonisti di Les Chemins de la Vigne en Europe, il “cammino” attraverso i vigneti europei, nato nel 2007 da un’idea originale dell’ Associazione internazionale Iter Vitis, che li riunisce tutti, e ora promosso tra gli “Itinerari culturali del Consiglio d’Europa”. Camminare a piedi attraverso vigne secolari, paesaggi incontaminati e territori enologici tra i più famosi del vecchio continente, per conoscere l’Europa e le sue mille popolazioni, del passato ma anche dei nostri tempi: è questo il principio fondamentale alla base de Les Chemins de la vigne en Europe, un progetto promosso da Iter Vitis, l’associazione internazionale con sede a Sambuca di Sicilia, nata nel 2007 su iniziativa di quattro Gal (Terre del Gattopardo in Sicilia e Kroton in Calabria, Pays Vignobles Gaillacois e Midi Pyrenées in Francia), proprio con lo scopo di dar vita a questo originale itinerario, e che oggi riunisce i più importanti territori vitivinicoli, le Città del Vino e le Strade del Vino di 18 diversi Paesi europei.
“Itinerari culturali europei” è un programma promosso dal Consiglio d’Europa, di cui fanno parte il Cammino di Santiago de Compostela e la Rotta dei Fenici, per citare gli esempi più famosi, e ora anche Les Chemins de la Vigne en Europe, che si contraddistingue però proprio per la natura dinamica e in continua trasformazione dei paesaggi culturali visitati del vecchio continente, come quelli di St. Emilion in Francia, della regione della Wachau in Austria, dell’Alto Douro in Portogall, del Tokaj in Ungheria, dell’Isola del Picho nell’Arcipelago delle Azzorre e di Lavaux nel Cantone di Vaud in Svizzera, la Val de Loire in Francia, le Cinque Terre e la Val d’Orcia in Italia, la Valle del Reno in Germania, molti dei quali già Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
“Il progetto di questo nuovo “cammino” – spiega il Presidente di Iter Vitis Paolo Benvenuti – può ora sviluppare i suoi obbiettivi: dalla conoscenza e la difesa dei vitigni antichi attraverso la creazione di una vera e propria banca dati dei vigneti europei, punto di partenza per una politica di tutela della qualità del paesaggio vitivinicolo che definisca le “buone regole e pratiche” per la loro conservazione e valorizzazione, alla segnalazione dei luoghi e dei segni, testimonianza della cultura della vite e del vino; con il nuovo itinerario sarà inoltre possibile promuovere forme di turismo sostenibile, rivolgendo una grande attenzione alle giovani generazioni, e fare della qualità della vita delle zone rurali un modello per il futuro”. 
“Con l’entrata in vigore della nuova Ocm vino – sottolinea il Presidente delle Città del Vino italiane Valentino Valentini – proprio i vigneti storici europei, a causa del surplus produttivo e per la loro particolare posizione in terreni incidentati (terrazzamenti di montagna, isole, alti pendii), dovranno essere difesi dall’estirpazione, temibile conseguenza delle logiche della liberalizzazione del mercato”.
La produzione di vino è da sempre un simbolo dell’identità europea di fronte al resto del mondo e le conoscenze tecniche alla base di questa produzione, hanno contribuito nel corso dei secoli, e contribuiscono ancora oggi, alla costruzione della cittadinanza europea, delle regioni, dei popoli e delle identità nazionali. La viticoltura, e in particolare il lavoro nelle campagne, è da sempre alla base dei grandi movimenti migratori e il vino è mezzo e fonte di dialogo tra i Paesi europei, tra l’est e l’ovest, tra il nord e il sud. (Redazione 2)
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