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La più antica cantina del mondo

La più antica cantina del mondo

Semi di uva, resti di uva spremuta, tralci di vigna disseccati, un torchio rudimentale, un tino in argilla per la fermentazione, dei cocci di terracotta impregnati di vino, una tazza e una ciotola per bere: un’unità completa per la produzione del vino di 6.100 anni fa, la più antica conosciuta finora, è stata scoperta in un complesso di grotte nel sud dell’Armenia, ai confini con l’Iran (nello stesso sito nel giugno 2010 fu scoperto scoperto il più antico sandalo della storia, in perfette condizioni).

L’analisi dei residui rinvenuti nella vasca ha evidenziato la presenza di un pigmento presente solo nella vite e nel melograno, e poiché non ci sono resti di melograni all’interno del sito, gli archeologi hanno concluso che l’unica produzione possibile era quella del vino. La vasca, della superficie di 1 mq e circondata da un bordo molto spesso, assomiglia alle pressa da vino utilizzate sino al XIX secolo in tutta l’area mediterranea e il Caucaso; fino ad ora la più antica pressa risaliva al 1650 Bc ed era situata in Israele.

Il vino prodotto nell’antica azienda armena non sembra essere stato utilizzato per il consumo quotidiano, ma per espletare complessi cerimoniali , come suggeriscono i resti di vino rinvenuti nelle sepolture vicine. L’identità dei mastri vinai resta un mistero, ma i ricercatori pensano che la pressa sia stata utilizzata dai predecessori della cultura di Kura – Araxes, predecessori dei popoli trans caucasici.

Nella valle del Yeghegnadzor, nel villaggio di Rind, vicino a dove è stata scoperta l’antichissima cantina, si coltiva, tra gli altri, un vitigno rosso – l’Areni – che da il nome anche ad un villaggio e la cui spessa buccia consente di sopportare le grandi insolazioni che ci sono ai 1.300 metri di altitudine del vigneto. Non essendo qui mai arrivata la fillossera, è facilmente provabile che il vitigno sia uguale a come era migliaia di anni fa.

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