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Autunno al MUVIS, il Museo del Vino più grande d’Europa

Autunno al MUVIS, il Museo del Vino più grande d’Europa

Le cantine del Muvis, luogo simbolico per la comunità castiglionese, sono oggi un contenitore museale di respiro internazionale. Il MUVIS è oggi il museo del vino più grande d’Europa dove il solo percorso sotterraneo, su 4 livelli, supera i 3.000 metri quadrati. In questi giorni, con l’autunno, entrano nel vivo le iniziative del Museo del Vino con visite guidate ed eventi speciali tra cui spettacoli musicali e teatrali. Il MUVIS (Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari) è sorto all’interno dell’ex complesso produttivo dei Conti Vaselli nel centro del piccolo borgo di Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, sfruttando le vecchie cantine che oggi arricchiscono uno spettacolare percorso museale dedicato alla cultura enologica locale.

L’allestimento è stato studiato in modo da ottenere il pieno coinvolgimento del visitatore: accanto alle tracce materiali e immateriali del mondo contadino (strumenti, foto, racconti) e delle vicende storiche ed umane delle Cantine Vaselli (con video, gigantografie e macchinari) sono stati “messi in scena”, con installazioni scenografiche, gli aspetti della produzione e della tradizione vinaria nel territorio della Teverina, accanto ai grandi temi di più ampio respiro culturale che il vino suggerisce. In queste cantine, il Conte Romolo Vaselli (1898 – 1967) avviò sin dal 1942 una produzione vitivinicola di qualità che esportava in tutto il mondo. Una produzione altamente competitiva nel comparto di vini rossi e bianchi, ma anche spumanti e vermout, che portò l’Orvieto Classico Doc Vaselli e il sangiovese Santa Giulia alla fama internazionale.

Inoltrandosi nel percorso di visita del Muvis, fino in profondità nelle cantine, raggiungendo la “Cattedrale”, che custodisce le botti antiche piu’ grandi d’Italia, si respira ancora l’identità di una comunità che per decenni ha vissuto assecondando il ritmo del lavoro in vigna, che ancora assicura una produzione d’eccellenza nella terra degli Etruschi.

Il Museo, il cui gestore è il Consorzio Etruria International, si può visitare tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Giorno di chiusura il martedì 

Per ulteriori notizie e informazioni: 338 8618856 370 3576790 – www.muvis.it – welcome@muvis.it

MUVIS 4_Comune di Castiglione in Teverina-VT (LAZIO)

MUVIS 2_Comune di Castiglione in Teverina-VT (LAZIO)

MUVIS 3_Comune di Castiglione in Teverina-VT (LAZIO)

MUVIS 1_Comune di Castiglione in Teverina-VT (LAZIO)

Wine Night in Moderation

Wine Night in Moderation

Quello tra i giovani ed il vino è un rapporto che cresce e si intensifica: dati alla mano, il 46% dei 20-24enni dichiara di bere vino, mentre era solo il 42% dieci anni fa (fonte www.inumeridelvino.it). Sempre più importante diventa quindi una cultura del vino che promuova tra i giovani il bere moderato e responsabile.

E’ questo l’obiettivo che si sono posti la Pastorale Giovanile della Diocesi di Mazara del Vallo e Donnafugata che insieme hanno lanciato la Wine Night in Moderation, un concorso per i giovani che sono stati chiamati ad ideare – attraverso l’arte, la musica, la letteratura – un messaggio che esprima in modo efficace la cultura del vino associata al bere consapevole.

Si tratta di un vero e proprio talent che vedrà i finalisti “esibirsi” in occasione della serata finale che avrà luogo sabato 10 novembre presso le Cantine di Donnafugata a Marsala e che si concluderà con il conferimento di una borsa di studio al vincitore assoluto.

Il pubblico di giovani ai quali è riservata la manifestazione sarà accolto lungo un percorso che si snoderà all’intero delle cantine e che alternerà l’incontro con i finalisti e le loro performance, a pillole di “cultura del bere bene” e ad abbinamenti cibo-vino proposti per comunicare la straordinaria ricchezza che è racchiusa dentro un calice: un territorio, un vitigno e il lavoro dell’uomo.

L’idea è che per poter apprezzare il valore economico, quanto simbolico e culturale del vino, servano delle conoscenze più approfondite che portino dal semplice “bere” al “degustare” e che da queste sia poi più semplice, per un giovane, tenersi lontano da eccessi e maturare un atteggiamento di consumo sempre più consapevole.

Nelle intenzioni dei suoi promotori, la Wine Night in Moderation è un progetto pilota che vuole proporsi come format da estendere a livello nazionale – con il necessario supporto di organizzazioni ed istituzioni – immaginando una grande campagna di avvicinamento dei giovani al bere responsabilmente.

“Il vino è parte integrante della nostra storia e identità – dichiara Antonio Rallo di Donnafugata, l’azienda vitivinicola che sostiene l’iniziativa –. Affinché i giovani si avvicinino al vino con il giusto approccio, occorre un impegno corale per farne crescere la cultura; dobbiamo aiutarli a capire cosa si beve conoscendone l’origine e le tecniche produttive, a distinguerne la qualità attraverso un’attenta degustazione.”

“Nella tradizione cristiana – afferma Don Giuseppe Inglese, responsabile della Pastorale Giovanile – il vino è dono, convivialità, condivisione, e il percorso verso questa umanità positiva passa per il bere con consapevole moderazione. Questo è il cuore del messaggio che abbiamo inteso promuovere tra i giovani, attraverso l’ascolto nelle scuole e l’animazione sul territorio, su un tema che li tocca da vicino. La Wine Night in Moderation rappresenta una tappa importante di questo cammino.”

“Produrre vino – dichiara José Rallo di Donnafugata – è quello che l’uomo fa da millenni; oggi tutto questo è una scienza ma è ancora un’arte e più ne diventiamo consapevoli e più emozioni potrà donarci; pensiamo inoltre all’importanza di accompagnare il vino al cibo, ai corretti abbinamenti che possono esaltare l’uno e l’altro, ed al fatto che il vino – in dosi moderate – è parte della dieta mediterranea che ci contraddistingue.”

La serata vedrà la partecipazione di testimonial di eccezione quali Andrea Lo Cicero e Valerio Vermiglio, rispettivamente ex nazionali di Rugby e Volley, perché lo sport è una palestra di vita che insegna a stare con gli altri ed il rispetto delle regole; alle loro testimonianze e a quelle dei promotori, si aggiungeranno gli interventi dello psicologo Pasquale Musso, animatore della Pastorale e di Don Mario Pellegrino dei Missionari Comboniani ai quali sarà anche devoluto il ricavato della serata.

“Naturae et Purae”: convegno dedicato alla naturalità e purezza del vino

“Naturae et Purae”: convegno dedicato alla naturalità e purezza del vino

Giardini di Castel Trauttmansdorff per la seconda volta ospiteranno l’8 novembre, nella storica sala Deuster di Castel Trauttmansdorff, il Convegno dedicato alla naturalità e purezza del vino“Naturae et Purae”. Interverranno specialisti ed esperti nell’ambito del vino, dei cibi fermentati e dell’alimentazione come Andrea Paternoster, Carlo Nesler, Mario Pjer, Gae Saccoccio e il dottor Lucio Lucchin, confrontandosi sul quesito: “Vino veleno o alimento? Alle radici del bere”.
Naturae et Purae, inoltre, sarà l’appuntamento inaugurale della 27^ edizione del Merano WineFestival e si svolgerà in un contesto d’eccezione come i Giardini di Castel Trauttmansdorff, il cui coinvolgimento in questa nota manifestazione meranese, che ha come protagonista il vino, nasce naturalmente dallo stretto legame tra i Giardini e il territorio. Una parte di essi infatti è dedicata al Vigneto dell’Alto Adige con le undici antichissime varietà autoctone, dove è situato anche il Tabernacolo, una sorta di scrigno dei tesori che risalgono ad un passato molto remoto: una copia in oro di un vinacciolo vecchio di 8000 anni proveniente dalla Georgia e vinaccioli locali di 2400 anni fa. I Giardini di Castel Trauttmansdorff, inoltre, vantano la paternità della vite Versoaln, la più grande ed antica al mondo, con i suoi oltre 350 anni d’età, situata a 600 metri d’altitudine, sul pendio settentrionale di Castel Katzenzungen a Prissiano.

Viti_Giardini di Castel Trauttmansdorff_BZ

Al termine del Convegno, i Giardini di Castel Trauttmansdorff inviteranno i partecipanti a gustare un menu à la carte a base di piatti autunnali preparato da Markus Ebner, chef del ristorante dei Giardini “Schlossgarten”, accompagnandolo con il vino scelto nel corso della degustazione precedentemente proposta. Inoltre, è prevista una visita guidata ai Giardini, soffermandosi sulla parte dedicata al Vigneto dell’Alto Adige e completando così, attraverso un’esperienza teorica e pratica allo stesso tempo, il quadro delle informazioni sulle ultime tendenze e sui nuovi punti di vista dell’articolato mondo del vino.

Per ulteriori informazioni: www.trauttmansdorff.it

I Giardini di Castel Trauttmansdorff
Suddivisi in quattro aree tematiche, i Giardini di Castel Trauttmansdorff presentano, su una superficie di 12 ettari, più di 80 paesaggi botanici con piante da tutto il mondo. La loro posizione panoramica è unica: a forma di anfiteatro naturale, si estendono su un dislivello di oltre 100 metri, aprendo a ogni passo affascinanti prospettive panoramiche sulle montagne circostanti e sulla città di Merano e integrandosi con perfetta armonia nel paesaggio naturale circostante. Grazie al clima mite del territorio, quello dei Giardini di Castel Trauttmansdorff è il luogo ideale per un giardino botanico, offrendo la possibilità di ospitare piante provenienti da tutto il mondo, alcune delle quali sono esemplari rari. Meravigliosi tripudi di fioritura cambiano l’aspetto dei Giardini settimana dopo settimana, rendendo le visite affascinanti in ogni stagione.  I Giardini sono un’esperienza per tutti i sensi e per tutte le età, luogo di riposo e svago sia per gli esperti del settore che per i profani. Nel cuore dei Giardini troneggia Castel Trauttmansdorff dove, un tempo l’amata Imperatrice Elisabetta, meglio conosciuta come Sissi, trascorreva la stagione invernale. Oggi questo stesso castello è sede del Touriseum, il Museo provinciale altoatesino del Turismo che racconta 200 anni di storia del turismo alpino. Grazie al mix unico di giardino botanico e attrazione turistica, al riuscito connubio tra natura, cultura e arte e al loro inconfondibile spirito d’innovazione, i Giardini di Castel Trauttmansdorff sono stati premiati più volte a livello nazionale, europeo ed internazionale.

“Appassimenti Aperti”, viaggio nelle Marche alla scoperta della Vernaccia Nera

“Appassimenti Aperti”, viaggio nelle Marche alla scoperta della Vernaccia Nera

Un vitigno antico coltivato esclusivamente in una piccola area nell’entroterra di Macerata e la magica atmosfera dell’incantevole borgo medioevale di Serrapetrona, dove la produzione della Vernaccia Nera rappresenta una vocazione, un patrimonio storico da gustare e da vivere. La storia di uno dei vini simbolo delle Marche torna protagonista nelle due domeniche dell’11 e del 18 novembre con “Appassimenti aperti”, la kermesse di Serrapetrona giunta alla dodicesima edizione, organizzata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt) nell’ambito del piano di promozione sostenuto dal Programma di Sviluppo rurale 2014 – 2020 (misura 3.2). Un evento che si conferma punto di riferimento per gli appassionati di enologia, tradizione e cultura, offrendo l’opportunità di assaporare vini di grande personalità direttamente nei luoghi di produzione, tra degustazioni e visite in cantina. Protagoniste saranno le due qualità ottenute da vitigno autoctono Vernaccia Nera: la Vernaccia di Serrapetrona Docg, spumante rosso aromatico e armonioso, e il Serrapetrona Doc, vino fermo dal gusto avvolgente e speziato.

Appassimenti aperti – afferma il direttore di Imt, Alberto Mazzoni – è una manifestazione fortemente legata al territorio, nata per promuovere la conoscenza di vini assolutamente unici, coltivati in zone impervie di montagna e non riproducibili altrove: il prodotto tipico per eccellenza. In particolare, la Vernaccia di Serrapetrona Docg è il primo vino delle Marche ad aver conquistato questa denominazione e nel panorama italiano presenta anche la particolarità di essere l’unico spumante rosso docg ottenuto attraverso tre fermentazioni. Ad Appassimenti aperti si potrà apprezzare anche il Serrapetrona doc: un vino fermo, strutturato, che si presta bene all’invecchiamento”.

La manifestazione si realizza anche grazie all’impegno del Comune di Serrapetrona e dei produttori, che con passione e dedizione rinnovano di anno in anno le antiche metodologie di vinificazione. Ecco le cantine di Appassimenti aperti 2018: Azienda agricola Alberto Quacquarini, Azienda agricola Lanfranco Quacquarini, Cantine Fontezoppa, Podere sul Lago, Terre di Serrapetrona e Vitivinicola Serboni. E saranno proprio i produttori a guidare i visitatori in un viaggio di sapori e profumi alla scoperta degli “appassimenti”, ovvero i luoghi dove le uve, dopo la vendemmia, vengono riposte ad appassire raccolte in cassette o appese, anche al soffitto, creando un effetto scenico di sicura suggestione. La manifestazione si svolgerà tra la piazzetta del borgo, animata da stand per le degustazioni e mercatini, e le cantine circostanti, raggiungibili grazie ad un servizio navetta.

Le due domeniche di “Appassimenti aperti” rappresentano anche un’ottima occasione per visitare un territorio ricco di bellezze paesaggistiche e di risorse culturali. Ancora aperta a Palazzo Claudi la mostra paleontologica “Attrezzi, ornamenti, armi e corazze” con reperti unici al mondo, tra cui lo scheletro di un dinosauro vissuto 75 milioni di anni fa; da non perdere poi la visita alla Chiesa di San Francesco, custode di capolavori come lo splendido Polittico di Lorenzo d’Alessandro. Domenica 18 novembre inoltre, “Appassimenti aperti” festeggerà un altro segno di rinascita dopo il sisma del 2016: la Chiesa di Santa Maria di Piazza, chiusa sin dal terremoto del ’97, torna a vivere come deposito attrezzato per esporre le opere d’arte provenienti dai luoghi della cultura inagibili.

Domenica 11 e domenica 18 novembre 2018

web: www.appassimentiaperti.it – facebook: Appassimenti aperti

email: info@appassimentiaperti.it; comune@serrapetrona.sinp.net

tel: 0733.908321 (Comune di Serrapetrona)

La notte degli alambicchi accesi

La notte degli alambicchi accesi

 Da ormai più di dieci anni, il Ponte dell’Immacolata rappresenta una imperdibile occasione per visitare il caratteristico borgo di Santa Massenza di Vallelaghi – culla della grappa artigianale trentina – grazie alla messa in scena de La notte degli alambicchi accesi. Una manifestazione, che quest’anno si svolgerà da venerdì 7 a domenica 9 dicembre, ideata e organizzata dall’associazione culturale “Santa Massenza piccola Nizza de Trent”, con la collaborazione dell’APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Istituto Tutela Grappa del Trentino e il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino,  nell’ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

L’evento, a cui ogni anno prendono parte centinaia di persone da tutta Italia, ha l’obiettivo di far conoscere e valorizzare la grappa artigianale trentina, che prevede la lavorazione solo di vinacce locali, vista la grande vocazione del territorio alla viticoltura, e la tradizionale distillazione con il metodo “a bagnomaria”, arte centenaria tramandata di padre in figlio e operata da mastri distillatori in modeste quantità quando la vinaccia è ancora fresca e profumata, che prevede un riscaldamento uniforme, lento e continuo del contenuto e dunque una migliore estrazione degli aromi. Il tutto ruota attorno al coinvolgente spettacolo itinerante interpretato dagli attori della compagnia teatrale Koiné, guidati dal noto conduttore televisivo Patrizio Roversi, e volto ad illustrare al pubblico gli aspetti fisici, storici e antropologici dell’arte della distillazione della grappa, con uno stile divulgativo e divertente, ma comunque rispettoso dell’importanza di questa produzione.

Gli spettatori, dopo essere stati divisi in diversi gruppi, vengono dotati di radiocuffie e condotti dalla irriverente voce narrante del presentatore all’interno delle cinque distillerie del paese – Distilleria Casimiro, Distilleria Francesco, Distilleria Giovanni Poli, Distilleria Giulio & Mauro e Maxentia – che diventeranno scenario di altrettanti episodi dello spettacolo. Ad ogni tappa, non mancherà l’occasione per gli adulti di degustare una delle grappe proposte. Un vero e proprio viaggio tra le più importanti varietà provinciali, tra cui la grappa di Nosiola, vitigno rappresentativo della Valle dei Laghi e unica varietà a bacca bianca autoctona della Provincia, e quella di Vino Santo, particolarmente preziosa perché ottenuta dalle vinacce degli acini di Nosiola lasciati appassire fino a primavera.

Cinque le occasioni per assistere allo spettacolo: venerdì 7 dicembre alle ore 17.00 e alle ore 21.00sabato 8 dicembre alle 17.00 e alle 21.00 o domenica 9 dicembre alle 17.00. E, vista la grande richiesta, la prenotazione è fortemente consigliata chiamando il numero 0461 216000. Nel corso del fine settimana, inoltre, il borgo sarà arricchito dal progetto di animazione territoriale Vite di luce, che proporrà un mercatino con selezionatissime eccellenze artigiane ed enogastronomiche, ma anche spettacoli in strada e intrattenimento per i più piccoli.

Per informazioni: www.tastetrentino.it/nottealambicchi  e Pagina Facebook La notte degli alambicchi accesi.

Profilo La notte degli alambicchi accesi

La notte degli alambicchi accesi è un progetto a cura dell’Associazione culturale “Santa Massenza piccola Nizza de Trent”, APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, Istituto Tutela Grappa del Trentino, Trentino Marketing, con la collaborazione di Comunità di Valle, Consorzio Pro Loco Valle dei Laghi Trento Monte Bondone e Comune di Vallelaghi.

 Profilo grappa del Trentino

La grappa del Trentino nasce da una tradizione familiare centenaria che si è tramandata di padre in figlio.  La sua produzione caratterizza fortemente tutto il territorio trentino: ogni zona della provincia, infatti, si contraddistingue per microclimi particolari che si prestano come habitat naturali per vari tipi di vite. E così, come il vino, anche la grappa si connota in base alla valle di provenienza: la Valle di Cembra è specializzata nella produzione di grappa di Müller Thurgau, la Piana Rotaliana in quella di Teroldego, la Valle dei Laghi – e, in particolare Santa Massenza – in quella di Nosiola, la Vallagarina in quella di Marzemino.  Le aziende, tutte di dimensioni medio-piccole e a conduzione familiare, lavorano esclusivamente vinaccia freschissima, in modeste quantità, per garantire qualità, profumi ed eleganza al prodotto finito, e la distillano secondo il tradizionale metodo “a bagnomaria” all’interno degli alambicchi di rame, che riscaldano il contenuto in modo graduale e uniforme, al fine di garantire l’estrazione degli aromi. Nel corso dell’operazione, i mastri distillatori separano l’essenza in testa, coda e cuore, eliminando le prime due e mantenendo solo quest’ultima, che rappresenta il meglio della produzione. Per salvaguardare tali tecniche di produzione, valorizzare il prodotto e promuoverlo, nel 1969 è nato l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, che impone regole di autodisciplina e controlli severi, a garanzia di una indiscutibile qualità, certificata anche da organi esterni, come la Fondazione Mach, Istituto Agrario di San Michele all’Adige, che si occupa delle analisi di laboratorio, e dalla Camera di Commercio di Trento, presso la quale è operativa una Commissione per l’esame organolettico che ne controlla limpidezza, armonia dei profumi, morbidezza e tipicità del gusto.

Quarta edizione di Grande Langhe Doc e Docg

Quarta edizione di Grande Langhe Doc e Docg

La quarta edizione di Grande Langhe Doc e Docg, in programma il 28 e il 29 gennaio 2019, è già un evento per gli operatori di settore italiani e stranieri. Non solo per il numero di vini proposti, grazie all’introduzione di quelli a Denominazione d’Origine Controllata, ma perché sarà l’occasione di degustare anche le nuove annate del Barolo (2015), Barbaresco (2016) e Roero (2016). Oltre 250 cantine, 1.500 etichette in degustazione, buyer, sommelier, enotecari e professionisti del vino provenienti da tutto il mondo.

Sarà anche una edizione ricca di novità: cambiano infatti location, periodo e numero di giorni. Grandi Langhe sarà infatti interamente ospitata ad Alba, la capitale del vino e del tartufo bianco, scelta in quanto cuore pulsante e punto di riferimento di questa terra dove da secoli la viticoltura è l’anima dell’economia. Inoltre, l’altra grande novità introdotta dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio del Roero è l’anticipo dell’evento al mese di gennaio che consentirà ai professionisti di settore e ai giornalisti (a cui la rassegna è riservata) di degustare per primi in assoluto le nuove annate direttamente nei territori che hanno dato loro vita e prima che abbia inizio la stagione delle grandi fiere internazionali.

Una vera e propria anteprima, quindi, che grazie ad un’unica location e alla presenza di tutti i vini in entrambe le giornate, consentirà ai partecipanti di non dover scegliere e di non perdersi nulla di questa nuova “48 ore”.

Ad Alba gli spazi espositivi saranno suddivisi in base ai Comuni di provenienza delle diverse cantine: una divisione territoriale ordinata, per consentire ai partecipanti di apprezzare la varietà del prodotto, frutto dell’appassionato lavoro sulle colline della zona degli uomini e delle donne delle Langhe. Un’occasione per cogliere a fondo il valore delle Menzioni geografiche (MGA) di Barolo, Barbaresco, Roero e Diano e di conoscere gli altri vini del territorio.

Come accade dal 2013, sono previste degustazioni di numerose tipologie ed etichette e soprattutto sarà possibile confrontarsi direttamente con i produttori, in grado come nessun altro di raccontare origine, passione, tradizione che si mescolano in ogni singola bottiglia generata nella terra dei vini: le Grandi Langhe.

L’evento è riservato agli operatori e professionisti di settore. Data di chiusura delle iscrizioni: 20 gennaio 2019.   Per iscriversi online cliccare qui

Vinarius: i vini dei Colli Euganei protagonisti nelle enoteche italiane

Vinarius: i vini dei Colli Euganei protagonisti nelle enoteche italiane

Dal 21 al 28 ottobre nelle enoteche Vinarius – l’Associazione delle Enoteche Italiane che conta un centinaio di enoteche in tutta Italia – sarà possibile degustare una selezione di vini dei Colli Euganei. Una settimana di tasting dalla Sicilia al Veneto, presso le enoteche Vinarius aderenti all’iniziativa, un’opportunità unica per i Colli Euganei per far conoscere i propri vini e portare esperti e wine lovers alla scoperta del ricco patrimonio gastronomico e culturale del territorio veneto.

Le degustazioni rientrano nell’ambito del Premio al Territorio Vinarius – il riconoscimento che l’Associazione attribuisce a una particolare area geografica in virtù della sua vocazione vinicola, del paniere agroalimentare, della sostenibilità e della tradizione – rappresentando la parte conclusiva di una serie di iniziative che hanno l’obiettivo di promuovere e valorizzare il territorio vincitore. Dopo l’annuncio dello scorso novembre che ha visto premiata l’areale del primo Parco Regionale del Veneto, gli enotecari Vinarius hanno effettuato un viaggio studio nel territorio e, dal 21 al 28 ottobre, le degustazioni nelle enoteche daranno la possibilità agli enotecari di trasmettere al consumatore le informazioni acquisite durante il viaggio, raccontando non solo le peculiarità dei vini, ma tutta l’eccellenza del territorio che dà loro vita.

In degustazione nelle enoteche in tutta Italia saranno due dei vini più rappresentativi di questo territorio: il Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG – il noto Moscato Giallo che deve il suo nome ai sentori di zagara, il delicato fiore bianco degli agrumi; e il Colli Euganei Rosso DOC – un vino simbolo dei Colli Euganei, inequivocabilmente figlio di queste colline, un vino dalle note uniche che racconta la vocazione della terra, il terroir e il clima, caratterizzato da una struttura possente e un marchio indelebile.

Una settimana importante per i Colli Euganei, una grande vetrina per i suoi vini e per tutte le eccellenze – culturali, paesaggistiche, gastronomiche – del territorio. Un’iniziativa che conferma ancora una volta l’impegno in prima linea di Vinarius nel valorizzare e promuovere tutto il ricco e sfaccettato patrimonio italiano.

VINARIUS è l’associazione delle enoteche italiane che, ad oggi, conta un centinaio di locali sul territorio nazionale e una decina in tutto il mondo, impegnati nella promozione della cultura del vino italiano. L’associazione, nata nel 1981, si occupa in concreto della formazione dell’enotecario, dei suoi collaboratori e dipendenti, degli aggiornamenti professionali, individuando e ponendo in essere tutta una serie di attività che vanno dall’organizzazione di viaggi studio a stage di approfondimento nei vari luoghi di produzione, partecipando attivamente a convegni, mostre, fiere, manifestazioni di vario genere.

barolobrunello ritorna a casa!

barolobrunello ritorna a casa!

Sua Maestà il Barolo e sua maestà il Brunello tornano a raccontarsi in una delle loro collocazioni naturali, Montalcino, che il 17 novembre dalle 14.30 alle 19.00 e il 18 novembre dalle 10.30 alle 17.00 sarà la culla del vino in Toscana accogliendo il grande evento aperto ai professionisti e agli appassionati italiani e stranieri al Teatro degli Astrusi, Costa del Municipio, 10 – Palazzo dei Priori, Costa del Municipio 2 alla presenza di circa 60 cantine provenienti dalla zona di Montalcino e dalla Langhe. barolobrunello è storicamente un evento itinerante che si è spostato negli anni da Barolo a Lugano, da Monaco di Baviera a Milano per presentare l’eccellenza di questi due territori italiani contraddistinti da qualità e passione dei produttori che di volta in volta si mostrano al pubblico internazionale, capaci di produrre al meglio i vini che rappresentano l’Italia nel mondo. Da sempre il risultato è stato un mix eccellente dei terroir, del clima e della storia di chi abita queste zone.

La selezione delle cantine partecipanti è a cura del team di WineZone, organizzatrice dell’evento, guidata da Andrea Zarattini che nei mesi precedenti ricerca tra Piemonte e Toscana il meglio delle due denominazioni, tra realtà consolidate e simbolo della tradizione enoica e piccole giovani cantine pronte a mettersi in gioco. Con l’accesso alla manifestazione ogni partecipante potrà scegliere liberamente quali vini assaggiare. Come di consueto, l’ingresso a barolobrunello è acquistabile soltanto on line e il numero di biglietti disponibili è limitato a 250 accessi per ognuna delle due giornate di apertura.

La VII Edizione di barolobrunello celebra anche l’anno del Cibo Italiano 2018 e si arricchisce così di nuovi appuntamenti che permetteranno di scoprire i vini protagonisti anche attraverso l’abbinamento alla cucina italiana. Le danze si aprono giovedì 15 novembre e per tutto il fine settimana firmato da barolobrunello, Montalcino diventerà la chiave di volta per scoprire ristoranti del territorio, piatti della tradizione sapientemente accompagnati da Brunello, Barolo, Rosso di Montalcino e Nebbiolo. I ristoranti selezionate per le cene di barolo brunello sono: OsticcioDrogheria Franci, il GiglioBoccon di vino e il Grappolo blu.

Il programma prevede per venerdì 16 novembre dalle ore 18.30 alle 21.00 l’aperitivo Rosso di Montalcino e Nebbiolo presso La Sosta in Via Ricasoli 48 B. Il rosso di Montalcino e il Nebbiolo accompagneranno una selezione di prodotti provenienti da Langhe e da Montalcino. Si prosegue sabato 17 novembre alle ore 20.30 con la Cena di Gala barolobrunello, il cui incasso sarà completamente devoluto in beneficenza, e che sarà a cura di Pizza&Peace, organizzazione no-profit, nata per diffondere la cultura della pizza, della formazione e le buone pratiche da forno. Saranno serviti Barolo, Nebbiolo, Brunello e Rosso di Montalcino presso il Salone dei Convegni – Piazza Cavour, 13. A partire da giovedì 15 fino a domenica 18 novembre il Bistrot di barolobrunello sarà presso il wine bar Alle Logge di Piazza – Via Matteotti 1. Sarà possibile degustare i vini della selezione di barolobrunello. L’edizione toscana si chiude la domenica con il momento Decompressione dalle ore 19.00 alle 21.00 in cui si stapperanno le bollicine prodotte dalle cantine selezionate per la degustazione. Il brindisi di conclusione dell’evento sarà realizzato presso il Ristorante Osticcio – Via Matteotti 23 di Montalcino.

Tutti i dettagli e il programma completo è consultabile direttamente sul sito barolobrunello.it.

Sponsor dell’evento:
Food & Wine: Barbero Cioccolateria, Caldera Carni, Caseificio Pepe 1924, Cirio 1856, Azienda agricola F.lli Durando, Trento DOC Ferrari, Mario Fongo, Elio Perrone, Azienda agricola Fior di Montalcino, Olitalia, Spinosa – Mozzarella di Bufala Campana DOP
Servizi: Modul Print , Colombin – il sughero dal 1894
Abbigliamento e accessori: Caldera Gioielli, d – Wine, J. Kerry Uomo – Sportswear and Traditional Clothing
Strumentazione: Moretti Forni
Ristoranti – wine bar: Alle Logge di Pizza – Wine Bar, Ristorante Il Silene
Associazione Pizza&Peace
Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e Comune di Montalcino

I PRODUTTORI DI BAROLOBRUNELLO
Langhe
Agricola Gian Piero Marrone, Alessandria F.lli, Alessandria Gianfranco, Az. Agr. Diego Morra, Az. Agr. Enzo Boglietti, Azienda Vitivinicola Paolo Conterno, Benevelli Piero, Cascina Fontana, Castello di Verduno, Cavallotto, Damilano, Diego Conterno, Elio Grasso, Elvio Cogno, Ettore Germano, Fratelli Borgogno Serio & Battista, Grimaldi Bruna Az. Agricola, Giuseppe Mascarello & Figlio, Le Strette, Marengo Mario, Mauro Veglio, Palladino, Pelassa, Simone Scaletta, Sobrero, Vietti.

Montalcino
Argiano, Armilla, Banfi, Baricci, Camigliano, Canalicchio di Sopra, Capanna, Caprili, Castello Tricerchi, Castiglion del Bosco, Cava d’Onice, Col d’Orcia, Cortonesi La Mannella, Cupano, Elia Palazzesi Collelceto, Fattoria dei Barbi, Fuligni, Il Bosco di Grazia, La Fortuna, La Gerla, Le Macioche – Famiglia Cotarella, Mastrojanni, Padelletti, Pietroso, Poggio Antico, Poggio San Polo, Sanlorenzo, Solaria, Talenti, Tassi, Tenuta Buon Tempo, Tenuta Fanti, Tenute Silvio Nardi, Terre Nere Campigli Vallone, Uccelliera, Val di Suga, Ventolaio.

VitignoItalia Academy

VitignoItalia Academy

Entrata ormai da tempo nella short list delle più importanti iniziative vitivinicole nazionali, VitignoItalia, a poco più di un mese dall’attesa anteprima del 26 novembre, ha presentato il suo nuovo progetto: VitignoItalia Academy.

“Un’idea che nasce dalla spinta propulsiva offerta anche e soprattutto dai nuovi soci entrati a far parte del nostro team – spiega Maurizio Teti, Direttore di VitignoItalia – Imprenditori del calibro di Antimo Caputo, Maurizio Cortese e Giancarlo Di Luggo. Professionisti in grado di coniugare l’attenzione per l’aspetto business alla passione per il nostro mondo, quello dell’enogastronomia, che fornisce innumerevoli spunti per situazioni nuove e originali. L’Academy nasce proprio così, dalla voglia di aggiungere un importante tassello alla nostra manifestazione”.

L’idea è quella di creare, nel corso degli anni, una sorta di dream team composto da personaggi provenienti non solo dal settore enogastronomico ma anche da altri campi come quelli della cultura, dello spettacolo, dello sport, della scienza. Tutti ovviamente accomunati dalla passione per i vini di qualità e per il bere consapevole e con la missione di promuovere VitignoItalia, ognuno con i mezzi a propria disposizione, in Italia e all’estero.

“Creati i presupposti del progetto, occorreva trovare una figura di riferimento adatta a ricoprire il ruolo di nostro primo ambasciatore – racconta Chicco De Pasquale, Presidente di VitignoItalia – Qualcuno che racchiudesse in sé tutti gli elementi richiesti, vale a dire grande passione per i vini, perfetta conoscenza del mondo dell’alta ristorazione, stile ed eleganza. Il nome di Mariella Caputo è stata la scelta immediata”.

E in effetti Mariella Caputo, anima della celeberrima Taverna del Capitano, ristorante-gioiello incastonato sulla spiaggia di Marina del Cantone, in quel di Nerano, rappresenta davvero la summa di tutte le qualità necessarie a ricoprire il ruolo di ambasciatrice di VitignoItalia. Prima sommelier della Campania, maître dell’anno per l’Espresso, elemento di spicco dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, ma soprattutto persona alla quale tutto il mondo dell’enogastronomia riconosce professionalità, grandi capacità e onestà intellettuale.

“Ma questa scelta va aldilà dello spessore umano e professionale di Mariella Caputo – sottolinea Maurizio Teti – e rientra anche nella volontà che l’intero management di VitignoItalia ha di creare un link sempre più forte tra le cantine che partecipano alla nostra manifestazione e la ristorazione di livello. Non a caso le giornate a Castel dell’Ovo (per il 2019 in calendario dal 19 al 21 maggio) sono caratterizzate, oltre che dalla presenza di migliaia di winelover, dalla sempre più massiccia partecipazione di operatori di settore. Un plus che le aziende espositrici ovviamente gradiscono e che noi intendiamo migliorare con tutta una serie di iniziative che stiamo mettendo in cantiere”.

Una delle quali vedrà proprio la Caputo protagonista. La Taverna del Capitano, infatti, offrirà uno spazio particolare alle etichette che usciranno vincitrici dalla selezione del Napoli Wine Challenge, il contest che da alcuni anni caratterizza, con un panel di assoluto valore, le giornate di VitignoItalia.

“E per me sarà un piacere, oltre che un onore – ha commentato Mariella Caputo – assolvere al ruolo di ambasciatrice non solo proponendo questi vini in abbinamento ai nostri piatti ma anche e soprattutto raccontando ai nostri clienti l’importanza di una manifestazione come VitignoItalia”.

La simbolica feluca di ambasciatrice è stata consegnata dall’organizzazione alla Caputo nel corso di una serata privata che ha avuto come teatro il ristorante napoletano La Cantina di Triunfo. Dove, a proposito di donne, si è festeggiato anche il ritorno ai fornelli dello storico locale di Tina Triunfo, altro nome importante della scena gastronomica campana. Il tutto in abbinamento a una splendida selezione di vini scelti e proposti per l’occasione dal Consorzio DOC Friuli Venezia Giulia, che anticipa, in questo modo, la propria presenza all’anteprima del 26 novembre.

VitignoItalia – Tel 081/4104533; segreteria@vitignoitalia.eu

“Champagne in villa. Il perlage reale”

“Champagne in villa. Il perlage reale”

Il poeta bretone Max Jacob scrisse: «Lo Champagne, se si ha tempo per ascoltarlo, fa lo stesso rumore, nella sua schiuma e nelle sue bollicine, del mare sulla sabbia». ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana dedica a questa straordinaria produzione, tra i vini più antichi, celebri ed eleganti al mondo, un evento unico nel suo genere. Appuntamento lunedì 22 ottobre, nella splendida cornice della Villa Reale di Monza, con «Champagne in villa. Il perlage reale».

Ad aprire l’evento, dalle 14.30, il seminario “I Racconti dei vigneron: storie appassionate narrate dagli stessi produttori”, in cui cinque vigneron champenois riveleranno l’identità delle loro cantine: caratteristiche climatiche dei terreni, uvaggi, metodi di coltivazione e di produzione. Un viaggio nell’essenza di ogni vino, con un minimo comun denominatore: il perlage, caratteristica principe di vini Champagne dalle molteplici sfaccettature. A raccontarsi saranno: Jacky Chaput, rappresentante dell’ottava generazione dello Champagne Jacques Chaput, cantina che con i suoi cuvées esprime tutta l’eccellenza della Côte des Bar; Corinne Falmet, figlia di Michel Falmet, da cui ha rilevato l’omonima cantina nel 2004 guidandola verso il futuro con un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione; Séverine Leboeuf, moglie di Alain Leboeuf, vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, Marie Tassin, pronipote di Marcel Tassin, tra i primi produttori vinicoli della bassa Côte des Bar a diventare Récoltant Manipulant dopo la rivolta dello Champagne e Marc Augustin, dell’omonima cantina, celebre per la coltivazione biodinamica che preserva la straordinaria qualità della materia prima con il minimo intervento dell’uomo.

Alcune delle loro straordinarie creazioni saranno proposte in assaggio, con oltre 60 etichette di Champagne e altri grandi vini da degustare, dalle 15.30 alle 20.00, con la guida esperta dei sommelier professionisti di ASPI. Il tutto, nello scenario da sogno della Villa Reale di Monza, monumentale residenza costruita per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria nella seconda metà del 1700, famosa in tutto il mondo per la sua bellezza mozzafiato.

«Non potevamo scegliere location diversa da questa per presentare il vino più elegante di tutti i tempi. E per descriverne l’identità, abbiamo voluto che a parlare fosse chi, ogni giorno, lavora per rendere ogni bottiglia speciale, come i cinque celebri vigneron champenois. Il lavoro necessario per la produzione di uno Champagne, infatti, richiede cura, sapienza, passione. È certosino, quasi maniacale, nei suoi passaggi. E il frutto di tale impegno si rivela fin dal primo calice. Ne sono testimonianza le storie dei protagonisti che si racconteranno nel corso dell’evento e le oltre 60 etichette che saranno proposte in assaggio: un patrimonio da degustare, capire e amare» – dichiara Giuseppe Vaccarini, Presidente ASPI. 

E visto che tutte le iniziative ASPI sono sempre all’insegna del bere responsabile e consapevole, all’evento sarà presente un gazebo gestito dalla C.R.I. sezione di Monza per un eventuale controllo del tasso alcolemico (su richiesta).

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Il seminario “I Racconti dei vigneron: storie appassionate narrate dagli stessi produttori” è riservato alla stampa e ai professionisti del settore. Per partecipare è richiesto l’accredito. Per l’adesione, inviare una mail a: monzaebrianza@aspi.it (operatori e professionisti del settore) e a press@aspi.it (per la stampa).

Il banco d’assaggio è aperto al pubblico. Costo d’ingresso: 30 euro. Per i soci ASPI e per gli studenti degli Istituti alberghieri è prevista una tariffa agevolata rispettivamente pari a 20 euro e 10 euro.

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Vini in degustazione:

Jacques Chaput
Christophe
Michel Falmet
Alain Leboeuf
Fumey-Tassin / Marie Tassin
Secondé-Simon Grand Cru
Lionel Benoit
Infinite 8
Proy-Goulard
Bernard Naudé
Florent Viard Premier Cru
Michel Marcoult
Augustin Biodinamico
Léguillette Romelot
Bernard & Sebastien Bijotat
Gobillard
Emmanuel Guerin R.M.
Barbier-Louvet R.M.
Bernard Robert
Alexandre Penet
Waris Hubert
A.D. Coutelas
J. Henri Quenardel
Pommery

ASPI – Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, A.S.I. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

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