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Novembre è anche il mese del vino novello, vino sottovalutato dai più, ma che merita attenzione. Non tutte le uve rosse si prestano alla trasformazione in Novello. Cantine Volpi è stata tra le prime aziende in Italia a produrlo fin dal 1978 e Carlo Volpi che ne è alla guida, ha maturato un’esperienza particolarmente utile per imparare a conoscere meglio la natura di questo vino spesso oggetto di stereotipi e luoghi comuni che è giunto il momento di sfatare.

NON TUTTE LE UVE ROSSE VANNO BENE

Si pensa che il Novello può essere ricavato da ogni tipo di uva rossa, mentre si deve individuare quella che maggiormente si presta al processo di vinificazione accelerata che avviene con la tecnica della macerazione carbonica e che consente di avere un vino pronto da bere nello stesso anno della vendemmia. Afferma a tal proposito Carlo Volpi: “Il vino Novello, nonostante la rapidità con cui viene ottenuto rispetto ai tempi più lunghi del procedimento di vinificazione tradizionale, richiede la stessa dose di accuratezza e accortezza richiesta ogni qual volta si vuole produrre del vino di ottima qualità. A partire dalla selezione della materia prima. Negli anni si è commesso l’errore di utilizzare uve non adatte, con livelli di tannino molto importanti e molto alcool, l’esatto opposto del risultato finale che si vuole ottenere da questo tipo di vino di pronta beva, dagli aromi fruttati e dal basso contenuto alcolico. Per questo motivo, da 39 anni per il nostro Novello utilizziamo le uve del vitigno Dolcetto dei Colli Tortonesi dalla maturazione precoce, che dà luogo ad un prodotto particolarmente morbido, fresco ed armonico molto apprezzato anche nei mercati esteri più lontani: Germania, Russia e Giappone”. 

IL NOVELLO È MISCHIATO CON VECCHI VINI?

“Il Novello per sua natura, come il più noto cugino francese “Beaujolais Nouveau”, è il frutto della lavorazione delle uve della vendemmia appena terminata e pertanto noi ci atteniamo a questa storica ed affermata tradizione – dichiara Carlo Volpi che prosegue – in tal modo, attraverso il Novello abbiamo un indicatore, una sorta di “anteprima” di quello che sarà il risultato della vendemmia.Se lo paragonassimo a un film, il Novello è come il “trailer” che ci dà una buona anticipazione del prodotto finale”.

DA CONSUMARSI ENTRO NATALE?

È luogo comune credere che il Novello vada bevuto subito e comunque non oltre il periodo di Natale. Al riguardo, Carlo Volpi sostiene: “In molti confondono il periodo limitato di vendita del Novello – che va dal 6 novembre al 31 dicembre – con quello di degustazione che invece, può andare ben oltre il Natale. Il Novello, se fatto con passione e amore, come tutti i vini di ottima qualità non ha scadenza e può essere gustato con i prodotti tipici di stagione, come le castagne e i tartufi. Noi lo suggeriamo in abbinamento con il nostro salame crudo dei Colli Tortonesi, dal caratteristico impasto a grana grossa, dal sapore dolce e delicato”.

Scheda tecnica dolcetto colli tortonesi novello san martino 

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