+39 0925 940217 info@itervitis.eu

E’ disponibile nella sezione Studi e Ricerche dell’Associazione nazionale delle Città del Vino un nuovo interessante contributo di Cinzia Loi (Dottore in archeologia presso l’Università degli Studi di Sassari) sui palmenti rupestri di Neoneli (OR), Città del Vino nella regione storica del Barigadu (Sardegna Centrale), dove sono state individuate finora 18 vasche vinarie scavate su massi di roccia isolati, alcune delle quali utilizzate fino a epoca recente. A ciò si aggiungano alcuni impianti fissi scavati nella roccia affiorante, costituiti da un sistema di due vasche comunicanti attraverso un foro o un’apertura a canaletta.

Le prime tracce di frequentazione umana nel territorio sembrano risalire al Neolitico recente, caratterizzato in Sardegna dal diffondersi della Cultura di Ozieri (IV millennio a.C.). Lo testimoniano le tombe ipogee a domus de janas, le ‘case delle fate’ della tradizione popolare, rinvenute nelle località di Sa Tanca ’e Sa Marchesa e Puleu. La produzione del vino è documentata attraverso alcuni palmenti rupestri, chiamati qui lacos (vasche) o lacos de catzigare (vasche per la pigiatura). In alcuni casi questi manufatti risultano addossati a costruzioni quadrangolari di pietre a secco chiamate Arcivos, funzionali allo stoccaggio dell’uva in attesa di essere pigiata. L’uso dei palmenti di Neoneli potrebbe essere cominciato almeno nel II sec. a.C. e proseguito poi attraverso il Medioevo fino ai giorni nostri.

I risultati dell’indagine costituiranno la base per future ricerche più ampie e dettagliate attraverso le quali tentare una ricostruzione del paesaggio produttivo antico di Neoneli nelle sue periodizzazioni, nonché nelle sue problematiche economiche. La raccolta puntuale dei dati consentirà anche la progettazione di azioni di valorizzazione nell’ottica del recupero del paesaggio rurale al fine di preservarne la diversità bio-culturale.

 

 

by Transposh - plugin di traduzione per wordpress